20 dicembre 2012

Bilanci e 'sti cazzi # 1

[Blogger mi suggerisce di connettere il mio blog a Google +.
Nemmeno da morta.
Ma sul serio c'è gente che lo usa? Ma a cosa serve? Come si fa? Perché?
Ho già passato troppi anni della mia vita da sfigata, da amica di quelle fighe, da cesso simpatico per cui mi risparmierei di utilizzare un social network che mi farebbe istantaneamente regredire agli anni dei capelli di merda e delle camicie nonvoglioscopare].

L'anno sta quasi per finire. Io son sempre bellissima e povera, per cui di bilanci non ce ne sono poi tanti da fare. Ma ovviamente, essendo una persona assolutamente originale e fuori dagli schemi, mi son detta che un bilancio degli avvenimenti salienti di quest'anno è assolutamente dafarsi. Invece.

Dunque, cazzo è successo quest'anno?

Gennaio

1 gennaio: mi sveglio bestemmiando in un letto con due uomini. Uno che mi abbraccia (Lui) l'altro che mi sbava addosso. L'amicizia.
Inizia il 2012.
6 gennaio: la Befana si scorda di me e non ricevo una fonchia.
13 gennaio: il Capitan Schettino decide di fare il figo e far vedere quanto ce l'ha lungo causando la morte di 30 persone. Io bestemmio. Quando un uomo fa l'imbecille non c'è altra soluzione.
23 gennaio: nei calendari lunari asiatici inizia l'anno del dragone. Fuochi d'artificio. Mi lamento per il freddo.
31 gennaio: babbo Z. compie gli anni. Mi cucio le pezze al culo per fargli un regalo. Nel frattempo 433Eros transita a 26,7 milioni di chilometri dalla Terra. Il nostro proverbiale bucodiculo ci salva ancora.

Febbraio

4 febbraio: nevica come non ci fosse domani. La botta di culo con l'asteroide non si è presentata questa volta e io rimango ben 21 giorni senza poter vedere Lui perché Trenitalia è una merda.
8 febbraio: compio gli anni. Feste e baccanali in tutto il regno. Scarto regali, intasco soldi, mi metto il pigiama e mi guardo un film.
17 febbraio: impasto e sforno dolci mentre Christian Wulff si dimette da Presidente della Repubblica Federale Tedesca. Lo invito a fare dolci con me. Rifiuta.
24 febbraio: eclissi di Luna. Finalmente prendo un treno nella neve più profonda. Il mio treno prende fuoco. Davvero.

Marzo

1 marzo: non è più possibile la convertibilità dal Marco Finlandese all'Euro.
Mi lamento per il freddo.
Son senza lavoro. Bestemmio. Inizio a cercarne uno per la stagione in Romagna.
4 marzo: Putin viene rieletto. Berlusconi e le escort tirano un sospiro di sollievo.
19 marzo: a Tolosa un fondamentalista islamico uccide tre bambini e una maestra in una scuola ebraica. A me si rompe un'unghia.
21 marzo: inizia la primavera. Io continuo ad avere freddo.

Aprile

1 aprile: mi dicono che sono bellissima. E ci credo.
6 aprile: i tuareg dichiarano la secessione dell'Azawad dal Mali. E io trovo lavoro. Del Mali cosa ci frega. Tanto è lontano.
8 aprile: apro il mio enorme Kinder Sorpresa e non ci trovo nulla di divertente. Mi incazzo e lo mangio tutto.
23 aprile: Yerevan è Capitale Mondiale del Libro per un anno. E io spendo 80 sonantissimi euro su Amazon. Che ancora, non capisco, perché non mi mandi omaggi.

Maggio

2 maggio: una versione de L'Urlo di Edvard Munch realizzata a pastello viene venduta all'asta a New York alla cifra di 120 milioni di dollari. Io spendo 26€ per una base trucco e dichiaro bancarotta.
4 maggio: mi trasferisco a vivere da Lui per l'estate.
9 maggio: Barack Obama dice che le coppie gay possono sposarsi. Io lo dico da almeno vent'anni ma è risaputo che le donne non vengano mai ascoltate.
18 maggio: inizio a lavorare sessanta ore a settimana senza giorno di riposo. E dico addio alla vita sociale, alle unghie lunghe e alla pace interiore.
20 maggio: bestemmio e lavoro. C'è un'eclissi di sole anulare che non vedo ed un terremoto che non sento. Ma c'è davvero.
29 maggio: c'è di nuovo il terremoto in Romagna e ricevo sms dai miei genitori preoccupati. Io, di nuovo, non mi accorgo di nulla.

Giugno

2-5 giugno: si svolgono le celebrazioni del giubileo di diamante di Elisabetta II per festeggiare i sessant'anni di ascesa al trono. Io mando a morire, per la prima volta, un cliente. E ricevo l'applauso del mio responsabile.
8 giugno: iniziano gli europei di calcio. La gente impazzisce. I turisti anche. Ed io inizio a maturare un fortissimo odio per l'umanità.
18 giugno: i miei genitori vengono a trovarmi. Spendo parte dello stipendio per fare il regalo di compleanno a mamma. Ché tanto non ho nemmeno tempo per lavarmi, figurati per spendere.
29 giugno: mio nonno compie ottant'anni. Io prego di non arrivarci mai.
E inizio a sudare e a sentire caldo come mai in vita mia.

Luglio

1 luglio: in Messico eleggono il presidente. Io contatto il cartello della droga per avere lezioni su come eliminare in modo doloroso le persone.
4 luglio: sudo.
7 luglio: in Romagna c'è la notte Rosa. Piove a dirotto e io godo come un maiale ribaltato nel fango.
8-20 luglio: ho caldo e odio la gente.
20 luglio: in un cinema, a Denver, alla prima del film Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno, un uomo mascherato irrompe nella sala uccidendo 12 persone. Sogno, per un attimo, di essere lui.
27 luglio: iniziano le Olimpiadi. Facciamo schifo. Tutti odiano Federica Pellegrini.

Agosto

1 agosto: è agosto. Evviva. L'estate è quasi finita. Mi preparo all'arrivo del peggior turismo. Combatto l'odio insieme al mio responsabile sfottendo i clienti e imitando continuamente Verdone e la Gerini in Viaggi di Nozze. Il mondo sembra un posto migliore.
2-29 agosto: sudo così tanto che mi si disegnano i "sorrisi" sottochiappa sul retro degli shorts e pare che io abbia il culo che ride. La gente mi annoia. La gente puzza. Auguro al bambino tedesco Julian di morire male.
30 agosto: un bambino piscia in negozio. Spero che ad oggi abbia pisciato anche nella bocca della madre.
31 agosto: piove a dirotto. Compro i pasticcini per il mio ultimo giorno di lavoro. Al posto di chiudere il negozio a mezzanotte chiudiamo alle dieci. La vita è la cosa più bella del mondo. Anche se son di nuovo, momentaneamente, disoccupata.

Settembre

1 settembre: dopo quattro mesi mi taglio i capelli. Sembravo ormai una profuga.
2-30: non lo so. Faccio cose, vado in Puglia, spendo soldi, perdo la cognizione del tempo e dello spazio. Mi chiudo in casa e mi godo la solitudine.

Ottobre

1 ottobre: vado ad Amsterdam. E ritorno anche. Mangio per giorni e giorni patatine fritte. E non mi viene nemmeno un brufolo.
14 ottobre: Felix Baumgartner si lancia da 39km di altezza. Io cambio mascara.
20 ottobre: Lui compie gli anni. Gli regalo cose belle. Gli faccio cose buone da mangiare. E ci sfondiamo di pizza ad un all you can eat. Il mondo sembra sempre un bel posto.
26 ottobre: Berlusconi è condannato a quattro anni. Speravo alla morte.
30 ottobre: la Lucasfilm è acquistata dalla Disney per quattro miliardi di dollari. Darth Vader si suicida.


Novembre:

6 novembre: Barack Obama viene ri-eletto. Io prenderei a schiaffi i ragazzini del doposcuola.
15 novembre: cucino una meravigliosa cheesecake. E non uccido nessuno.
21 novembre: cucio altre pezze al mio culo per il regalo di compleanno a mio fratello. Cucino una carrot cake ed entro definitivamente nell'olimpo delle donne brave ai fornelli.
23 novembre: mi tatuo tutto il polpaccio. Ho un'intensa storia d'amore con i bagni della stazione di Torino.

Dicembre

3 dicembre: è previsto l'allineamento di Mercurio, Venere e Saturno. A me viene il raffreddore.
9 dicembre: cucino biscotti a forma di albero di Natale.
10 dicembre: vado a Milano. Smetto di sentirmi bellissima e mi deprimo per non avere una taglia 40.
11 dicembre: mi tatuo. Torno ad essere figa.
14 dicembre: nevica senza vergogna. E io odio.
15-20 dicembre: arriva Lui. Mangiamo. Cuciniamo. Mangiamo. E guardiamo il finale di stagione di Dexter. Prenoto la parrucchiera per sabato 22 altrimenti molto presto smetterò di essere bellissima.

E poi basta. Ci sarà Natale e la noia e fine. Posso anche far il bilancio in anticipo ché tanto a noi povere ma belle non succede mai nulla.




Share:

13 dicembre 2012

Chi non mi vuole, mi lecchi il culo. (W. A. Mozart)

Chissà come mi vedono le persone.
A volte mi piacerebbe guardarmi con gli occhi degli altri. I miei sono alternativamente troppo severi o troppo lusinghieri. Chissà come sono. Chissà per quale motivo piaccio. Perché io piaccio, lo so. Me ne accorgo. E lo vedo. Certo ho qualità innegabili - escludendo il fatto che son bellissima! - ma che non possiedo solo io. No. Le hanno tutti. O quasi. I soliti stronzi ci sono sempre. Eppure negli ultimi mesi mi son sentita molto spesso dire: non puoi che piacere. E puntualmente è accaduto. Che io piacessi, dico. Ogni tanto ci starebbe bene anche un sei figa da paura ma mi accontento e cerco di non pisciare fuori dal vaso. È che, a volte, vorrei capirci di più su ciò che si deve e non deve dire. Su ciò che si deve o non deve fare. E, soprattutto, vorrei non dover e voler cercare giustificazioni per tutto.
Vorrei che fosse così. (facile, ecco)

Come io sia arrivata a questo non lo so. Le frasi si scrivono da sole seguendo un flusso di pensiero che non sa assolutamente dove andare. Forse piaccio per questo. Perché son bellissima e riflessiva. Il fatto è che io rifletto, e rifletto sempre troppo. Chi mi ha amica su facebook non lo direbbe. La quantità di cagate superficiali che scrivo è imbarazzante. Ma a me piace essere un po' tutto. E forse lo sono. Riflettere troppo e sempre e ancora stanca. Mi stanca. E sega i maroni a chi ho intorno. Sempre a chiedersi il perché e il percome delle cose. Ad indagare le cause e gli effetti. E insomma un bello 'sti cazzi a volte ci starebbe proprio bene. Ma non posso fare a meno di domandarmi. Di guardare ciò che chi mi circonda scrive, di guardare come chi mi circonda agisce. E mannaggiacristo non è un bello spettacolo la maggior parte delle volte. Lamenti costanti lamenti che segano le ossa. Gente triste, perfino depressa (depressa, scherziamo?) per banalità che rendiamociconto non meriterebbero nemmeno l'onore e la nobiltà della tristezza. Perché sì certo, ciò che per me è una cagata per qualcuno può essere davvero importante e sì sono un'egoista spocchiosa di merda, però davvero non è possibile essere depressi per certe idiozie. Si insulta chi davvero non ha motivi per farsi un balletto. E poi che noia i bacchettatori morali. Non è che c'è bisogno di loro per sapere che i bambini muoiono, gli animali anche, e i miei nonni fra qualche anno. Lodevole combattere per qualcosa. Ma se non me lo ricordi ogni trenta secondi magari la tua causa mi viene voglia di sostenerla e abbracciarla. Sarà che io non ho la superbia di volere insegnare agli altri cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Continuo a perdere il filo del discorso. Ma mi pare chiaro che un vero e proprio discorso in realtà non ci sia.

Oggi ho fatto i Cinnamon Rolls ♥ perché in attesa di trovare un altro lavoro che mi occupi più di qualche ora devo rendermi utile all'umanità.
Son venuti buoni. Ma quando si parla di dolci ipercalorici non ci si può sbagliare più di tanto.
E così dopo lievitazioni, impastamenti con pensieri porno, infornate e altre amene attività, eccoli qui.


Lunedì e martedì sono stata a Milano.
Non ci tornavo così, immergendomi davvero, credo da un paio d'anni. Da quando, ancora, avevo qualcuno da andare a trovare. Da quando ancora, molto tempo prima, ci abitavo.
Ho visto amici. Una l'amica di sempre. L'altro l'amico da sempre anche se l'abbiamo appena scoperto, anche se abbiamo parlato davvero e per la prima volta e solo per mezz'ora e...
E poi ho mangiato, dormito e fatto la cacca da quello che per anni è stato la metà del mio cuore.
Martedì, infine e finalmente, mi son tatuata. Nello studio più bello che fin'ora abbia visto. E da colui che inserisco tra i miei artisti preferiti in assoluto. Pietro Sedda. Una persona che mi ha umanamente stupita e mi ha fatto passare una mattinata davvero piacevolissima ed interessante.
Il soggetto del lavoro è Mozart intrecciato con Papageno, protagonista di una delle arie de Il flauto magico. Siccome lo stile visionario di Sedda mi piace moltissimo gli ho lasciato carta bianca su qualsiasi cosa tanto che il mio tatuaggio l'ho visto esattamente cinque minuti prima che iniziasse a farmelo. E non potrei essere più soddisfatta e felice di così.


Sì, ho le lentiggini anche sul retro coscia. Sì. Lo so. 
Le disgrazie.


Share:

30 novembre 2012

Bright as Alaska in December

Oggi ho portato il mio curriculum di tre intensissime facciate a Leroy Merlin e a Decathlon. Quaggiù, a stazione mare, ovvero nel ridente paese dell'uomo. Ché qui se non cresciamo e non ci spostiamo dal borgo natìo ciao ciaone e te la dò io l'indipendenza.
Usciti da leroi merlìn - come dice lanonna Ada - dico a Lui: "Nel mio curriculum, tra le precedenti professioni, ho anche messo "ex lesbica". Secondo me mi prendono al volo per il reparto gomme".
Silenzio.
"Guarda che non vendono penumatici lì."
Ecco. Bene. Brava, Champagne.
Una carriera finita ancor prima di fingere di averla. Mi sono immaginata, poi, ad un eventuale colloquio, gasatissima, annunciare di aver sempre sognato di lavorare nel loro "reparto gomme".

Share:

22 novembre 2012

Di torte, interviste e trasferte.

Da un paio di anni ho scoperto che mi piace cucinare.
Negli anni dell'università per pura sopravvivenza, in seguito per necessità. Diventata vegetariana, poi vegana, poi di nuovo vegetariana e poi vedremo ho iniziato a provvedere sempre ai miei pasti, anche se invitata da amici. Per non deprimerli. E per non deprimermi.

Ed è così che per rendere appetitosi piatti che a prima vista potevano non esserlo ho cominciato ad utilizzare l'estro. C'è chi dice che di fantasia non si campa. A me è servita. Fantasia e pastasciutta.
Nell'ultimo anno mi sono, poi, scoperta appassionata di dolci e dolcetti soprattutto di origine americana (Stati Uniti) per fingere con me stessa di essere ancora là e mi son resa conto che tutto sommato non mi escono poi così di merda.

Capitolo 1: TORTE

Sabato scorso ho cenato a casa di mio fratello: cena con pochi intimi per il suo compleanno. Buon cibo, vino ottimo (annate dal 1997 al 2008, insomma roba un pochino ricercata) e il mio dolce.
IL MIO DOLCE. - da leggersi come: "la luna nera"-
Il mio dolce non era bellissimo - sulla parte artistica ci stiamo lavorando - ma era davvero davvero buono. Ho scelto di fare una cheesecake fredda al cioccolato bianco con meringhe. Io ho un rapporto, come dire, carnale con le cheesecake. Mi piacciono. Ne mangerei di continuo. Se potessi vivrei in un mondo di cheesecake. Se potessi vorrei essere una cheesecake.
E così, dopo aver passato la mattina a mescolare, sbavare, triturare, sbavare e montare tutto quel che si poteva il risultato è stato questo.




Piaciuta a tutti. Tanti complimenti. Grazie. Sì, lo so. Son figa.

Ieri poi, che era il vero compleanno di mio fratello, per l'occasione della cena in famiglia ho sperimentato un altro dolce. Questa volta la carrot cake con cannella, noci e una cream cheese come copertura. L'ho fatta altissima e buonissima. Ma così buona che ho pure ricevuto i complimenti da padre a cui notoriamente non piace una benedetta fonchia.
La carrot cake più buona della mia vita l'ho mangiata ad Abbotsford, una sperduta cittadina nella British Columbia canadese, non lontano da Vancouver in cui, in tempi non sospetti, risiedevo, sbavando sui vicini boscaioli che anche con la pioggia spaccavano la legna in cortile a torso nudo.
Son belle cose.
Anche la torta di ieri era non bellissima ma decisamente buona, così buona da meritarmi anche una pacchettina sulla spalla, come si fa con i figli e i fratellini speciali.
Nonostante qualche incidente di percorso - non so pesare le carote e ne ho prese meno di quelle che servivano, secondo la ricetta - mi son dimostrata ancora una volta the queen of the house.


[da piccola l'unica verdura che mangiavo, oltre la PATATINE FRITTE, erano le carote che, tra l'altro, ritenevo responsabili del mio colore di capelli].

Capitolo 2: L'INTERVISTA

Da un mese, o forse più, boh ho sempre problemi temporali, mi sono imbattuta e appassionata ad un blog di una ragazza, Aleja, molto più giovane di me. Ma davvero così più giovane e anche così più figa che dico, come si permette? Dovete sapere che per una sorta di snobismo generazionale io, a volte, sono un tantinello prevenuta verso gli adolescenti e verso chi ha meno di venti/ventitré anni. Sarà perché nella maggior parte dei casi sono davvero dei bambocci o sarà per una mia poco celata convinzione di superiorità. Convinzione che non ha, poi, 'sto gran fondamento, sia chiaro. Ma lasciatemi nel mio mondo, ecco. Aleja, però, mi ha fatto cambiare idea. Su di lei, eh, mo non allarghiamoci. Scrive bene. Ha la giusta dose di acidità. Curiosa. E pure gnocca. E a ripensarci un po' mi sta antipatica! Sul suo blog tiene anche una curiosa rubrica di interviste che propone a blogger di suo interesse con domande ben precise, ben fatte e curiose.
L'ultima intervista pubblicata è stata la mia.
Qui trovate il link: merabilia 
Comunque se non fate 'sta "fatica" e non leggete siete un pochino stronzi.
Merita pubblicità. Merita perché è brava.

Capitolo 3: TRASFERTE

Domani all'alba me ne vado a Torino a farmi tatuare tutto il giorno.
Rivedrò due cari amici.
Mi incontrerò là con Lui.
Torneremo sabato da me e passeremo un allegro week-end di cene con amici.

Poi potrò ritornare a fare l'anoressica.

Share:

19 novembre 2012

Mentre mangiavo la Girella a merenda

Per chi come me è nato agli inizi degli anni '80  - non fate i calcoli, please - i cartoni animati e Bim Bum Bam alle quattro del pomeriggio rappresentano, ancora, oggi probabilmente uno dei ricordi migliori dell'infanzia.
Non per quel punk drogato e dal dubbio gusto in fatto di moda di Uan (a cui mi vanto di assomigliare per l'espressione intelligente),


ma per i bellissimi cartoni animati, quasi esclusivamente di fattura porno-nipponica che venivano mandati in onda.
Tra tutti questi ricordo con particolare inumidimento delle mutande: Mila e Shiro - Due cuori nella pallavolo.Il fatto, però, che anche Shiro venga nominato nel titolo italiano rimane un fittissimo mistero.
Perché tu, bambina di otto anni già bellissima, ti metti lì davanti alla tv nella speranza di vedere i primi amori, i primi peli, un pezzo di chiappa, lui che glielo appoggia, due botte a novanta e invece no. Niente. Ti illudono biecamente dato che, il suddetto Shiro, apparirà sì e no in sei episodi. Sempre vestito.
Mila, invece, è la protagonista indiscussa, una vera eroina moderna dai capelli rossi. Come me. Forse il motivo della mia passione per lei potrebbe risalire a questa comunanza tricologica. Condividere le sventure che la vita ti ha affibiato cementifica amicizie e sodalizi.

Share:

14 novembre 2012

Cogito ergo mi chiedo

Oggi pensavo a Chewbacca.
Che qui vediamo in un ritratto d'epoca.


Per chi non lo sapesse - ah il dolore dell'ignoranza - il nostro versatile e logorroico Chewie è il copilota della Millenium Falcon, la sofisticatissima astronave che solca lo spazio in Guerre Stellari. Mi ricorda la Fiat Uno color "bes" posseduta dai miei nonni fino a dieci anni fa. Dotata di tutti i comfort. Sì. Anche dell'immaginina di una Madonna dagli occhi cattivi che intimava di "guidare piano".
Ecco, dunque, oggi riflettevo sull'entusiasmante inutilità di questo personaggio che si limita a: non lavarsi i denti, non pettinarsi tutto quel meraviglioso pelame a cui io farei delle graziose trecce, a lamentarsi e ad esprimere concetti profondissimi quali: Wawahwawahwawahwawah! Graaaf! Smeeerl! Ruuuf! e ad essere, quindi, di incredibile aiuto e supporto al resto dell'equipaggio e soprattutto ad Han Solo - un Harrison Ford, che diciamocelo, mutande via! - che ad ogni sua richiesta riceve risposte esaustive.
Chewbacca va' a riparare l'iper-guida del Falcon? - Graaaaaf!
Rimani a questa distanza dalla nave Chewie. - Rharrr! Frrrrrrrr. Ruuurh?!
Molto probabilmente Han finge di capire tutto ciò che l'amico (amante?) dice. Insomma due metri e passa di pelo me li terrei buoni anche io.
Si mormora, o meglio, lo mormoro io, che fra i due vi debba essere qualcosa di non risolto. Un legame di tipo freudiano, inscindibile, altrimenti nulla spiega questo sodalizio.

Share:

6 novembre 2012

Se volessi la tua opinione farei l'aruspice con le tue viscere.

Si sa, e se non lo sapevate sapevatelo, l'oroscopo è fonte di saggezza filosofica e profondità psicologica. Consultabile settimanalmente ti dà informazioni che, nella maggior parte dei casi, già possedevi.

Soldi: ★ una stellina ché tanto c'èlacrisi e stiamo tutti con le pezze al culo. Tranne pochi che li sputo.
Salute: ★★ ½ due stelline e mezzo che è novembre si sa mai, il raffreddore, la tosse, la sars.
Amore: ★★ due stelline, meglio non esagerare. Metti che ti fa le corna? O metti che sei single e scopi?

Ci si tiene sul vago, si fa felici tutti, ci si azzecca pure un po' che te l'avevo detto io.
C'è poi una speciale branca della fine arte oroscopale, che Paolo Fox spostati, la quale consiste nel tracciare un profilo psicologico-fisico-emotivo-di'sto cazzo degli appartenenti ad un ben particolare segno. Così, per curiosità nata da questo bel post di cosechenonesistono, sono andata a leggere il mio profilo in quel tempio della cultura che è style.it* e di cose ne ho scoperte. Cose che in ventinove anni di vita non avevo sospettato. Ma proprio mai. Mai.

L'Acquario è il più anticonformista fra i segni dello Zodiaco. 

E scusate.


Nella sua singolarità è estraneo alla tradizione ed è fiero di esserlo. L'influenza di Urano si esprime da un lato nella capacità di innovare e di costruire, metaforicamente o meno. Da un altro lato, l'Acquario ha un enorme bisogno di libertà. Privarlo della possibilità di esprimersi o di muoversi sarebbe come ucciderlo.

Non celebro Carnevale dall'età di sette anni. Effettivamente mi posso dire una rivoluzionaria boicotta-tradizioni. Un'anarchica delle feste comandate. Urano, poi, gentilmente mi ha dato la "capacità di innovare e di costruire" seghe mentali e fantasie visionarie che nemmeno Verne nei giorni migliori. Si è dimenticato il "o meno" e mi ha lasciato solo il "metaforicamente" ma non sto di certo lamentandomi. Lamentarsi è così inflazionato. Io son singolare e diversa. Eppppoi se non mi fate esprimere mi uccidete. 
Stirpe degenerescion.

L'Acquario è profondamente convinto di tutto quello che fa. Tuttavia, come accade a tutti i segni d'Aria, ciò non gli impedisce di cambiare improvvisamente idea rispetto ad argomenti perfino importanti. Può dirsi sinceramente e onestamente innamorato di una persona un giorno, salvo poi scoprirsi infatuato di qualcun'altra il giorno seguente, senza trovare alcuna contraddizione nei due sentimenti.

Pare a me o tra le righe mi sto prendendo della buttanah? No perché onestamente a me è sempre capitato il contrario. Cioè io ero la fessa che si affezionava e giurava e spergiurava amore eterno fantasticando su un matrimonio a bordo della carrozza di Barbie mentre l'altro era quello che 'sti cazzi mi sono stufato, ciao, ciaone.
Ad ogni modo da oggi, ogni qualvolta verrò tacciata di incoerenza, avrò una scusa: lo dice il mio oroscopo che cambio idea rispetto ad argomenti PERFINO importanti. Non si può far niente contro l'atavica forza dell'oroscopo.

Dalle idee dell'Acquario possono però nascere innovazioni anche epocali: crede francamente nella propria e nell'altrui capacità di cambiare le cose, finanche gli ordinamenti. Conta sull'amicizia, che considera un valore fondamentale, forse anche più dell'amore, nondimeno è capace di prendere decisioni in totale indipendenza e raramente soffre di solitudine.

Non per nulla mi vanto di aver portato l'epocale innovazione delle patatine del sacchetto sulla pizza. Roba da gourmet. I posteri probabilmente la useranno come bio-combustibile da quanto fa schifo. Sempre se qualcuno ne sarà a conoscenza perché è vero che conto sull'amicizia ma è anche vero che passo più tempo da sola che in compagnia. Che di amici ne ho pochi e li vedo poco. Che fatico ad uscire dagli schemi e socializzare con persone nuove. Per una ben visibile convinzione di superiorità e per una ben velata insicurezza.




Dal punto di vista dell'anatomia, il segno dell'Acquario fa riferimento a gambe, caviglie e circolazione sanguigna. Per questa ragione, può andare incontro a distorsioni delle caviglie oppure a semplici storte, nonché a problemi di varici.

Si son dimenticati di aggiungere che, oltre a questa nobilissima fragilità di caviglie, gli acquari sono tremendamente belli - anche se con un'ossatura appena appena grossa - e non hanno nemmeno un filo di cellulite. In compenso, me l'hanno tirata, e finirò moribonda in un letto a trentacinque anni senza poter camminare.

Anche i sentimenti sono preda dell'eccentricità dell'Acquario. Riesce a innamorarsi facilmente ma, altrettanto facilmente, si disamora. Ciò può portare gravi turbamenti alla persona che lo sceglie come partner. La sua voglia di novità lo porta fin troppo spesso a cercare il cambiamento anche in campo affettivo.

Se permettete tutto ciò provoca grandi turbamenti a me. Dicesi malattia mentale, schizofrenia al primissimo stadio.
E poi basta con 'sta storia del cambiamento in campo affettivo. Se lo mettono in testa che io sono quella sfigata che fa gli occhi a cuore e si innamora come non ci fosse domani?

L'Acquario non è geloso ma, al contempo, non tollera di essere oggetto della gelosia altrui. Se tradisce, non si sente in colpa per un periodo troppo prolungato. Se, invece, viene tradito, diventa lamentoso e può aver bisogno di un periodo di completa solitudine per ricaricarsi. Fortunatamente, non ha problemi a essere schietto, nei sentimenti, e non nasconde le proprie intenzioni, per quanto possano essere imbarazzanti!

L'Acquario deve anche, però, imparare a non mandare sms porni da ubriaco altrimenti  potrebbe scambiare i destinatari inviando il suddetto al proprio padre. True Story.


Il capitolo gelosia non lo apro nemmeno. Orgogliosamente ragiono come un uomo. E la vita ha tutto un altro sapore.


Rappresentanti importanti di questo segno:
Giordano Bruno, Galileo Galilei, Wolfgang Amadeus Mozart, Franklyn Delano Roosevelt, Jules Verne, James Dean, Virginia Woolf, Fabrizio De André, Paul Newman, John Travolta.




Insomma bene. Uno bruciato sul rogo, uno così musicalmente geniale da essere borderline, una morta suicida, un ciccione di Scientology... direi che sono in buona compagnia. Chiaramente godo come un maiale ribaltato nel fango nel leggere questi nomi tra i quali troviamo uno tra i miei pensatori preferiti - Giordano Bruno, il genio folle indiscusso che fra un mese mi tatuerò giusto perché sono eccentrica e originale - Mozart, una delle scrittrici più totali che abbia letto - Virginia Woolf, se solo fossi stata anche bella e l'unico poeta che ha fatto così tanto per me con le sue parole da farmici scrivere una delle tesi di laurea - Fabrizio De André.





*e con questo sto dando la definitiva conferma a taluni di essere proprio una persona peggio
Share:

28 ottobre 2012

Si amavano quei due, si regalavano i libri. *

Attraversare il fiume coi piedi nudi zuppi di cadenza.
Parlarci nel nostro idioma mano dentro mano.
Come un sogno, un rampicante sulla vita.
Non temere l'urto. Di annegare o far cadere qualcosa.
Trattenere il fiato e poi l'assalto della parola. E poi parlarci fitto fitto.
Ti trovo sulla porta già pronto per il viaggio, il sapore in bocca fresco di veglia.
Abbiamo tempo da perdere.
Siamo mobili, siamo inversi.

Quel che perdiamo correndoci incontro sarà nostro per sempre.



* Erri De Luca

Share:

25 ottobre 2012

Finally! Everything is dead!


Finalmente è autunno. Fingo non ci siano ancora temperature estive. No, il calendario non mente e io mi sento autorizzata a mettere gli stivali col pelo e la giacca di lana. Perché è ottobre-quasi-novembre. Perché è autunno. E l'autunno è bello. E posso stare a mollo nella vasca da bagno guardando serie tv senza sentirmi in colpa. E usare la borsa dell'acqua calda. E mettere la coperta sul divano. E, addirittura, ogni tanto fare la scaccia-cazzo e dormire con le calze. In autunno sono felice. Il resto dell'anno aspetto ottobre per esserlo.
Questo sarà un post molto del genere ho quindici anni e voglio raccontarvi cosa ho fatto in questi giorni ma a me che mi frega se di anni ne ho il doppio. Sono sicuramente più bella che a quindici e questo può bastare per giustificare ogni cosa che io faccia o dica.
Ho del tempo libero stasera. Non che ultimamente non ne abbia visto che cerco, con la disperazione negli occhi, nel cuore e nel portafoglio, un nuovo lavoro. Ma stasera più di altre sere. Unicorno è alle prove con il suo gruppo e io son già nel letto che cerco libri interessanti sulla vita di Mozart. Ne ho trovati, come dire, pochi e ovviamente li vorrei tutti. Ora. Subito. Qui. Possibilmente senza spendere. Cacciare soldi per acculturarmi è veramente volgare.
Ma veniamo alla modalità teen-diary.

1. Lo scorso sabato Unicorno ha compiuto gli anni. E così siamo andati a Gardaland. Da quando ho scoperto di poter salire sulle montagne russe e non morire ho sviluppato una sorta di dipendenza da questo progetto divino e anche un filino di esaltazione. La giornata era bellissima, la gente non molta, i bambini sempre troppi ma siamo riusciti a fare giri russi fino al limite (mio) della sopportazione. Abbiamo mangiato panini spostandoci da un'attrazione all'altra, filosofato se sia meglio Gardaland o Mirabilandia - il dibattito è ancora acceso e ancora caldo - insultato Prezzemolo, mangiato biscotti e pop-corn, e cercato di tenere a bada l'idiozia che ad un certo punto ha preso entrambi. Abbiamo anche una foto. Dove io sembro Oscar Wilde. Da bambina mi chiedevo sempre perché mamma si ostinasse a farmi tenere la frangia. Poi l'ho capito. Tristemente.


La sera, tornando, abbiamo prima fatto aperitivo promettendoci di non mangiare. Fail. Poi preso sushi veg da asporto promettendoci di prenderne poco e non aggiungere altro. Fail. Una vagonata di maki e una porzione vergognosa di udon. Poi ha chiamato (mia) mamma dicendoci di prendere i pasticcini per il compleanno di Unicorno e che li avremmo mangiati tutti insieme dopo cena. Qui ci siamo promessi di prenderne pochi e leggeri. Fail, ovviamente. Panna e cioccolato come dopo una carestia. La sera, però, dormivamo prima delle 23. Il sabato sera del suo ventiquattresimo compleanno. A lui non era mai successo. A me ogni sabato sera.
La domenica abbiamo pranzato a casa di mio fratello con relativa Unicorna con una buonissima vellutata di patate e zucca. Eravamo fieri come mini-pony. La sera cena con amici in un posto che è un inferno. Con soli dodici euro e la tua dignità puoi mangiare tutta la pizza che vuoi. Da allora, dopo esserci mossi da Brescia a Cesenatico, non abbiamo ancora smesso di mangiare. Ormai privi di dignità.

2. Unicorno l'altro giorno s'è tatuato. Un lavoro meraviglioso. Da una tatuatrice altrettanto meravigliosa.  Miss Arianna
Il tatuaggio è questo.


Se non conoscete i simboli e non sapete cos'è Kali Yuga è il momento di farsi una cultura. Dopo essersi vergognati almeno un po'.
Ovviamente assistere alle sue tre ore di sofferenzAmore mi ha fatto venire un'isterica voglia di tatuarmi e  non trovo giusto che domani non sia l'11 dicembre. Data da scolpire. Finalmente dopo un anno mi ri-tatuo anche io. Una cosa molto figa per l'esattezza. Quasi bella come gli Orsetti del Cuore. Tutta questa mia invidia, però, mi ha spinta a dire: chemmefrega della disoccupazione e di mangiare pane e acqua e prendere, quindi, accordi per un ulteriore tatuaggio. Non vogliono farmi diventare grande e responsabile, no? E allora vaffanculo.

3. Avevo un'amica. Tanto tempo fa. Sinceramente non so se ce l'ho ancora. In realtà siamo in tre a chiedercelo. Dopo che questa amica ha, evidentemente, preso una strada che ci esclude per motivi diversi. Ho pensato molto a tutto questo, ultimamente. Son cambiata anche io, nel corso degli anni. Non ho soddisfatto aspettative, forse le ho addirittura tradite. Ma son spesso ritornata sulla mia strada quando si trattava di affetti. Scusandomi se necessario, limandomi laddove ero in grado di farlo. Perché i rapporti sono un continuo adattamento. Non siamo pezzi di puzzle ad incastro perfetto perenne. E a me, questo è sempre piaciuto. Non è così per tutti e forse crucciarmi non ne vale nemmeno la pena. Ma mi rende un po' triste non avere nemmeno più voglia di cercare qualcuno che una volta era tra i primissimi contatti quotidiani. E non perché ha tradito le mie aspettative. Per nulla. Le ha proprio cambiate. Senza dirmelo.

4. Ieri è uscita la puntata Speciale Halloween delle prettylittledeficienti Pretty Little Liars e la mia giornata ha avuto l'apice del suo senso. Mi fa bene al cuore vedere che certi elementi cardine rimangono lì, sicuri, blocchi di granito. E io posso guardare senza preoccuparmi di perdere le mie certezze. I soliti outfit improponibili, i soliti cadaveri, le solite lesbiche, le solite scemepagliacce che si fanno ripetutamente imbrogliare e tenere in scacco da questa A e dal suo (si pensa) gruppo di sfigati. No che nemmeno Dickens avrebbe potuto creare un gruppo di poveracci del genere. Eppure loro fanno sì che queste quattro scemepagliacce continuino a vestirsi di merda e a non capire un cazzo di quel che sta succedendo.
Il seguito della stagione lo vedrò a gennaio. Nel frattempo cerco di sopravvivere.

Unicorno è tornato. La mia pace è finita. Posso tornare ad essere una persona seria.

Io: "Come sono andate le prove? E il nuovo pedale del basso di *****?"
Unicorno: "Bene, stancanti. E il pedale bello, è un overdrive".
Io: "Potevi anche dirmi che è uno sparpagnullis ed era la stessa cosa per me".
Unicorno: "Ora ti spiego, con quello puoi boostare il suono...".
Io: "A me piace il rosa".



Share:

9 ottobre 2012

Cvava sero po tute / i kerava / jek sano ot mori *

Mi domando dove gli altri ripongano le cose importanti. Quelle da non perdere.
L'amore, io, me lo sono messo sotto il braccio e controllo ogni due minuti con le dita sottili, per rassicurarmi.
Non potevo lasciarlo dove era nato perché il cuore è vulnerabile. Perché è un muscolo involontario. Perché implode ed esplode fittamente senza quasi far rumore. E la mia volontà, invece, vuole intervenire a proteggerlo quell'Amore.
La speranza non ricordo mai dove l'ho messa. Mi viene in mente sempre all'ultimo momento, quando sto per cedere, allora comincio a cercare.
La passione è qua e là.
Sono macchie sparse un po' ovunque che si annebbiano ma non si dileguano.
Ne prendo sempre un po' dal ventre o tra le cosce. Sono luoghi caldi dove la passione non viene intaccata dallo spinoso inverno che arriva puntuale col tempo.
Ho messo la tristezza da parte, non voglio confonderla con la malinconia. Ché, francamente, è molto più elegante.
Allora sta in un angolo ad angosciarsi silenziosa. A volte raggiunge gli occhi, in un soffio.
Li bagna. Scivola. Cade.
L'orgoglio non ha più un posto preciso dove stare. Prima stava stretto nel collo, tra le vene tese. Ora quel posto lo occupa anche l'Amore, di tanto in tanto.
L'intelligenza e l'ironia dormono assieme.
La collera, in fronte. Ma l'ho perduta da quando conosco te.
Forse le cose davvero importanti sono le persone. Le persone sul serio. Che si cacciano un dito in gola e ti vomitano addosso sporcandoti d'affetto.
E sei tu la cosa importante.
E le parole che diciamo, quelle che sussurriamo, quelle che conserviamo in attesa del momento più adatto. Quel momento che in genere non giunge mai e che abbandona le parole non dette nei sentieri sperduti e solitari del rimpianto.
Quelle che sfuggono al nostro controllo e spazientite si riversano nel mondo.
L'instabilità è importante.
Tenere l'equilibrio sopra il vuoto dei sensi è importante.
Catturarsi, amarsi, cercarsi.
Mangiarsi con gli occhi.
Tenersi per mano al buio.
Io vedo attraverso di te qualcosa che prima non scorgevo neppure.
E allora quello è importante.
Non importa se ho perso una dose di collera.

* Poserò la testa sulla tua spalla / e farò / un sogno di mare - Khorakhanè, Fabrizio De André





Share:

8 ottobre 2012

Diario di viaggio # 1 (Olanda) - Please, remember to check out

Nel corso degli anni mi son sempre sentita ripetere quanto Berlino fosse bella, travolgente, piena di vita e di gente, di cose da farevederemangiare, libera e diversa, autonoma e civile. Con una storia strappata via dalla distruzione della Seconda Guerra Mondiale e che si può solo intravedere tra le costruzioni e le ricostruzioni moderne. E così lo scorso anno ci sono andata. E sapete una cosa? Dopo averla vista per bene, con la perizia di chi le cose le vuole capire a fondo e si fa venire le vesciche ai piedi camminano più di dieci chilometri al giorno perché no, noi i mezzi li usiamo lo stretto indispensabile se no ci perdiamo il meglio e il peggio, sì insomma - respirone visto che mi son dimenticata come si fa a mettere il punto - alla fine Berlino m'è piaciuta tantissimo. Ma davvero molto. Con genuino entusiasmo e occhi pieni di meraviglia su tutto ciò che riporta ad uno dei miei periodi storici preferiti. La Seconda Guerra, appunto. Perché, nonostante tutto, nonostante gli edifici moderni, gli Starbucks ovunque e la commercializzazione di qualsiasi cosa, Berlino ci tiene che non si dimentichi il passato. E te lo lascia lì, buttato come qualcosa di poco importante. Ma tu, poi, ci inciampi. E ci rifletti. E pensi che la storia è davvero meravigliosa.

Poi è arrivata Amsterdam.


E io non pensavo. Non immaginavo nemmeno. E Berlino ha fatto un passo indietro. Perché Amsterdam ha sì le qualità tedesche ma è pure bella. Fa bene agli occhi. La storia è visibile ovunque. Tangibile in ogni piccola via. E non è la storia che tutti conosciamo, certo. Non è la storia famosa. La storia dei cattivi con i baffi, dei muri e di Goodbye Lenin. Sì è la storia di Anna Frank, certo. C'è la sua casa da visitare. E camminando per quelle stanze nascoste dietro una libreria, come nelle migliori magie, facevo dell'ironia spicciola dicendomi che gli Ebrei non si smentiscono mai! Quelle stanze erano ENORMI. Di che si lamentava la piccola, bruttissima, Anna? Però la storia di Anna non è quella di Amsterdam ma è la storia di chi a questa città è stato strappato. Dai tedeschi. Forse Nietzsche non aveva poi tutti i torti quando affermava Ovunque giunga, la Germania guasta la civiltà. La storia di Amsterdam è un'altra. È la storia di pescatori e commercianti che da una terra di merda, diciamolo, hanno costruito una rete di canali navigabili e un impero che li ha portati ovunque e li ha portati da palude a diventare, all'epoca, il porto più importante del mondo. È la storia di Rembrandt e Van Gogh che a me non è che piacciano tanto ma mi rendo conto essere due personalità imprescindibili nel panorama mondiale dell'arte. È la storia di chi ha saputo, più o meno, rendere legale e accettabile ciò che non lo è in gran parte del mondo. E non parlo solo delle droghe leggere o del quartiere a luci rosse (ché anche se pagano le tasse un po' di impressione la donna-merce la fa sempre) ma parlo anche dei matrimoni omosessuali, dell'integrazione fra le varie comunità etniche, certo non sempre facile ma pur sempre migliore che in altre parti del globo. Parlo del rispetto verso la natura, della cordialità, dei sorrisi, della gentilezza e delle biciclette. Una città che ha più biciclette che abitanti per me non ha confronto.
Mi son piaciuti i colori, l'acqua, gli odori, le case storte perché son bravi in tante cose ma non nell'architettura. Mi è piaciuto il cibo. La facilità negli spostamenti. Il clima. 

Ho mangiato tanto, ciao esserefiga, e cose davvero buone. Da cibo indiano a cinese a greco a merda stra-amore americana. Alla torta di mele per colazione - probabilmente la più buona del reame - alle patatine fritte ricoperte di cheddar fuso e addio essere vegana e benvenuta intolleranza ai latticini.


Ho visto il NEMO. Un'opera architettonica incredibile. Progettato da Renzo Piano ché ve lo detto che loro e l'architettura ciao. All'interno ospita un museo interattivo della scienza. Studiato, a mio parere, soprattutto per gli studenti delle scuole superiori ma così divertente che ho dubitato di avere ventinove anni. Abbiamo creato l'elettricità, giocato con i suoni e i colori, purificato l'acqua, utilizzato l'energia solare e fatto le bolle. LE BOLLE!


Vi farei notare la mia estrema abilità e maestria nel compiere questa complicata manovra.


Mi ha meravigliata questa città. Come non avrei mai immaginato.


Nonostante io abbia mangiato l'immangiabile son dimagrata di UN CHILO E SEICENTO GRAMMI. Tutto ciò mi fa pensare che il mio programma di fitness pseudo-massacrante e la mia dieta ipo-calorica tristissima non servano a nulla.
Ma io vado avanti. Una vera Mean Girl deve essere sempre perfetta. Vero Giulia


Nota di servizio: stamattina ho fatto le super analisi del sangue e l'infermiera non mi ha voluto regalare nemmeno una figurina. Stronza!


Share:

18 settembre 2012

Ho il cuore friabile

Domenica sera ho rivisto i miei più cari quattro amici dopo quattro mesi.
Dopo Cesenatico 47042.
Dopo la Puglia.
Dopo il bagnino Pepito che mi chiamava "bambola".
Dopo il mio progetto di diventare una figa intoccabile - che sta proseguendo. Senza grande successo. Ma ne parleremo.
Domenica è stato bello. Sono stati cuori, vino, degeneration, Immanuel Casto, volgarità, cibo, scoperte e tentativi di strapparmi le vesti per certe novità che al confronto il topless della Principessa Kate è cotica. Domenica li ho rivisti loro quattro. Uno più diverso dall'altro. Uno più perfetto dell'altro.
Una che parla di psicanalisi e offre a tutti spunti meravigliosi di conversazione, aneddoti imbarazzanti sull'umanità più varia e impensabile e incredibile. E poi, un po' ti guardi, e ti dici: ma anche io faccio così. Anche io penso questo. E ti ritrovi in un angolo a dondolare con le mani sul viso.
Uno, invece, che racconta del suo pomeriggio al Parco Lambro di Milano a sentire i suonatori di hang, "tutti drogati con i dread" (!), che tenta di convincermi ad investire il mio T.F.R. in un modo diverso - ma se sono disoccupata? - e che sa così tanto di tutto che resteresti incantata ore ad ascoltarlo. Lui. Il mio migliore amico da dieci anni.
E poi c'è lei, un'altra lei. Quella buffa, che fa ridere per la sua ingenuità. Quella che può permettersi di spendere duemila euro in due giorni in scarpe e borse senza battere ciglio ma che non te lo fa pesare. Quella che ha passato l'anno più brutto della sua vita perdendo un padre duro ma presente ed essendo scaricata da un demente dopo sei o sette anni di relazione. E quella che più di tutte mi ha scioccata. Lei, così attenta alle apparenze, alla religione se vogliamo, lei... sì lei, ora sembra uscita da Sex&The City per il tipo di vita che fa. E io mi commuovo e son felicissima, perché se lo merita, perché era ora che riprendesse in mano se stessa.
E infine lui, il padrone di casa. Lui che quasi, per l'età, potrebbe essere nostro padre. Ma lui sempre presente con sarcasmo e ironia. Lui che cucina come nessuno mai.
Domenica è stato bello.
Domenica sono stati: pasticcini e pinzimonio e taralli e pizzette e vino e nachos piccanti e liquori improponibili. E amicizia. Mi era mancata. Mi erano mancati.

Da qualche giorno son ritornata nella mia magione. Ma sto per ripartire e poi ritornare e poi ripartire. E poi cercarmi un lavoro ché sono assolutamente desperescion e già mi vedo alla mensa della Caritas.
Ho chiesto all'amica facoltosa di essere la mia mecenate ma pare non voglia accettare.
Uno ci prova. E poi dicono che i giovani non hanno voglia di fare nulla.


Share:

5 aprile 2012

Ad Assisi c'è la giostra dei cavalli

Ad Assisi c'è la giostra dei cavalli.
Ad Assisi io non c'ero mai stata. E ieri ho quasi pianto. Per Giotto. E perché ho mangiato tantissimo, ma "tanto siamo in gita", ed è una scusa che funziona sempre. E poi ho quasi pianto perché una città così bella da sembrare finta io non l'avevo ancora vista. Essì che ho viaggiato. Molto più in là del Casal Palocco di Nanni Moretti. Ma c'è sempre una prima volta. E per la prima volta ho assaggiato la Torta al Testo che è come una piadina ma più spessa, e morbida e croccante e senza strutto. Così anche Peppa Pig ringrazia. E se non conoscete Peppa Pig rimediate ora. Perché se c'è una cosa bella dell'essere adulti sono i cartoni animati per bambini.
Assisi mi ha fatto scoprire l'Umbria. E detto così sembra che io sia una povera zoticona che dell'Italia ha visto ben poco. Ed effettivamente è così. Ho passato più tempo a far su e giù coi treni e sui treni che a vedere le città in cui passavo. L'Umbria è bella. Sorprendentemente bella. Da far male agli occhi. E io l'ho saputo a 29 anni. Mi sento un po' in difetto e in imbarazzo. Come quando a 13 anni non sapevo assolutamente chi fossero i Take That e venivo guardata come se avessi affermato: "la terra è piatta" o "marrone e nero abbinati sono i colori dell'anno". O "Brad Pitt non mi piace". Ed è vero. A me lui non piace. Io a 13 anni ero già radical-chic e snob e ascoltavo Fabrizio De André. E mi intristivo e mi caricavo di angosce e intellettualismi in cui ancora non so destreggiarmi. Ma ora me ne frego e mi drogo di teen series e cartoni animati. A 13 anni mi sentivo ancora come una giovane rivoluzionaria. Ora sto vivendo l'adolescenza. Con tanto di urletto isterico e vacuo nel vedere l'anello di fidanzamento di un'amica. Un brillocco niente male per essere precisi. A pensarci che si sposa mi emoziono io. Da perfetto copione. Le serie tv le seguo con attenzione. Sono sempre stata brava a fare tutti i compiti a casa. Io e il senso del dovere siamo da tempo ottimi amici. Non dimenticando il senso di colpa. Qui Quo e Qua. Che poi a me stavano antipatici. Anche se, lo ametto, le storie con Paperino - e quindi loro - erano le più ganze. Paperino è un po' il Fantozzi dei paperi, il papero medio.
E insomma, ad Assisi c'è la giostra dei cavalli.
E io, un po', mi sono commossa.
Commuoversi per la bellezza forse è poco teen. E questo mi rincuora. Non ho lasciato tutto alla me stessa di tredici anni.


Share:

29 marzo 2012

Cose degne (di un po') di nota

. Mi piacciono gli elenchi. Ne faccio di continuo e per i motivi più disparati. Spesa - elenco. Cosa da fare - elenco. Libri o serie da seguire - elenco. Elenco per fare un elenco - elenco. In una spirale senza via di uscita, un po' come quella che suppongo governi i personaggi di Beautiful.
. Indosso sempre, per prima, la scarpa sinistra ma infilo i pantaloni da destra altrimenti potrei crollare al suolo con una tale leggiadria da trovarmi sul letto dei vicini. Il mio equilibrio da funambolo è proverbiale. Inciampo con le scarpe piatte e, a volte, all'apice delle mie doti circensi inciampo anche a piedi nudi. Talento, signori.
. Ho una soglia di attenzione della durata massima di cinque minuti compresi dell'entusiasmo iniziale e dello smaronamento finale.
. Mi incanto e disincanto a ritmo cardiaco. Che è solo un bel modo per dire che passo da un entusiasmo verso la vita che farebbe impallidire Pollyanna - rosica stronza insieme ai tuoi arcobaleni - ad un approccio verso l'esistenza pari a quello di un paramecio, a distanza di minuti. Pochi minuti.
. Compro libri compulsivamente.
. Non mi trucco. O se lo faccio uso solo un po' di fondotinta perché "ciò che una donna non deve mai dimenticare è di uniformare il proprio incarnato" per non dover poi giocare a unisci i puntini. Anni di programmi come Extreme Makeover e America's Next Top-Model mi hanno segnata. Non abbastanza da farmi alzare il culo e farmi entrare in una 40. Ma non si può aver tutto.
. Non so camminare sui tacchi. Uso solo scarpe piatte, sandali o stivali. Piatti. Piatti come le lande desolate. Piatti come la mia voglia di vivere dopo le 23.
. Mi depilo costantemente. Non perché l'evoluzione su di me non abbia avuto effetto ma ho fobia dei peli. Perché crescono? Cosa vogliono?
. Sono bisbetica. E pure stronza quando capita.
. Mi piace scrivere ma mi viene di caccapupù come molte altre cose, d'altra parte. Ad esempio guidare. O passarmi il filo interdentale. Non son capace. Non riesco ad infilarmi le dita in bocca. Non ci stanno. E io mi arrabbio.
. Ho preso la patente a 27 anni.
. Mi vesto come se ne avessi 14. Il numero di t-shirt imbarazzanti che ho nell'armadio - e che naturalmente porto fiera come una regina - rimane ai più, compresa me, sconosciuto.
. Non so schioccare le dita né fare con la lingua lo scalpiccio degli zoccoli di un cavallo lanciato al galoppo.
. Però ho imparato ad allacciarmi le scarpe a 3 anni. Ero la boss dei lacci all'asilo e, dietro compenso, le allacciavo a tutti. Piccoli strozzini crescono.
. Ho una passione poco sana per Mila&Shiro.
. Vivrei di alghe wakame, pop-corn e pizza. O pizza ricoperta di pop-corn e alghe wakame.
. Cucino. Sì, signori. Cucino.
. Sono estremamente bella ma anche un po' brutta, lo ammetto.
. Ho le cosce grosse, la pancia molle e le rughette vicino agli occhi.
. Mi piacciono le mutande da sfigata che non tromba.
. Adoro il cibo che servono sui voli intercontinentali. Quel grazioso vassoietto pieno di scompartini, scatole e scatoline a mille gradi. Forse è il mio feticismo mai appagato per le bento box.
. Mi piace mangiare fuori.
. Ho un MacBook Pro anche se non mi serve a nulla. Ma è molto bello.
. Ho vissuto, nel mio periodo milanese, con due drag-queen. Praticamente facevo colazione con Priscilla Queen of the desert. Inutile dire che è stato uno dei periodi più indimenticabili della mia vita. Anche se ha minato enormemente la mia femminilità. Quando i tuoi coinquilini maschi hanno più tacchi di te non è facile conviverci.
. Mi piacciono gli elenchi, l'ho già detto?


Share:
Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.

Il passato è una terra straniera

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 concernente i Disclaimer.

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog sono tratti da internet, pertanto considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email.
Tutti i testi e le immagini riportanti la firma dell’autrice sono di proprietà della stessa, pertanto non utilizzabili su altri siti web, blog e affini. Se interessati alla riproduzione di qualsivoglia materiale si contatti l’autrice per stabilire consenso e clausole.