8 ottobre 2012

Diario di viaggio # 1 (Olanda) - Please, remember to check out

Nel corso degli anni mi son sempre sentita ripetere quanto Berlino fosse bella, travolgente, piena di vita e di gente, di cose da farevederemangiare, libera e diversa, autonoma e civile. Con una storia strappata via dalla distruzione della Seconda Guerra Mondiale e che si può solo intravedere tra le costruzioni e le ricostruzioni moderne. E così lo scorso anno ci sono andata. E sapete una cosa? Dopo averla vista per bene, con la perizia di chi le cose le vuole capire a fondo e si fa venire le vesciche ai piedi camminano più di dieci chilometri al giorno perché no, noi i mezzi li usiamo lo stretto indispensabile se no ci perdiamo il meglio e il peggio, sì insomma - respirone visto che mi son dimenticata come si fa a mettere il punto - alla fine Berlino m'è piaciuta tantissimo. Ma davvero molto. Con genuino entusiasmo e occhi pieni di meraviglia su tutto ciò che riporta ad uno dei miei periodi storici preferiti. La Seconda Guerra, appunto. Perché, nonostante tutto, nonostante gli edifici moderni, gli Starbucks ovunque e la commercializzazione di qualsiasi cosa, Berlino ci tiene che non si dimentichi il passato. E te lo lascia lì, buttato come qualcosa di poco importante. Ma tu, poi, ci inciampi. E ci rifletti. E pensi che la storia è davvero meravigliosa.

Poi è arrivata Amsterdam.


E io non pensavo. Non immaginavo nemmeno. E Berlino ha fatto un passo indietro. Perché Amsterdam ha sì le qualità tedesche ma è pure bella. Fa bene agli occhi. La storia è visibile ovunque. Tangibile in ogni piccola via. E non è la storia che tutti conosciamo, certo. Non è la storia famosa. La storia dei cattivi con i baffi, dei muri e di Goodbye Lenin. Sì è la storia di Anna Frank, certo. C'è la sua casa da visitare. E camminando per quelle stanze nascoste dietro una libreria, come nelle migliori magie, facevo dell'ironia spicciola dicendomi che gli Ebrei non si smentiscono mai! Quelle stanze erano ENORMI. Di che si lamentava la piccola, bruttissima, Anna? Però la storia di Anna non è quella di Amsterdam ma è la storia di chi a questa città è stato strappato. Dai tedeschi. Forse Nietzsche non aveva poi tutti i torti quando affermava Ovunque giunga, la Germania guasta la civiltà. La storia di Amsterdam è un'altra. È la storia di pescatori e commercianti che da una terra di merda, diciamolo, hanno costruito una rete di canali navigabili e un impero che li ha portati ovunque e li ha portati da palude a diventare, all'epoca, il porto più importante del mondo. È la storia di Rembrandt e Van Gogh che a me non è che piacciano tanto ma mi rendo conto essere due personalità imprescindibili nel panorama mondiale dell'arte. È la storia di chi ha saputo, più o meno, rendere legale e accettabile ciò che non lo è in gran parte del mondo. E non parlo solo delle droghe leggere o del quartiere a luci rosse (ché anche se pagano le tasse un po' di impressione la donna-merce la fa sempre) ma parlo anche dei matrimoni omosessuali, dell'integrazione fra le varie comunità etniche, certo non sempre facile ma pur sempre migliore che in altre parti del globo. Parlo del rispetto verso la natura, della cordialità, dei sorrisi, della gentilezza e delle biciclette. Una città che ha più biciclette che abitanti per me non ha confronto.
Mi son piaciuti i colori, l'acqua, gli odori, le case storte perché son bravi in tante cose ma non nell'architettura. Mi è piaciuto il cibo. La facilità negli spostamenti. Il clima. 

Ho mangiato tanto, ciao esserefiga, e cose davvero buone. Da cibo indiano a cinese a greco a merda stra-amore americana. Alla torta di mele per colazione - probabilmente la più buona del reame - alle patatine fritte ricoperte di cheddar fuso e addio essere vegana e benvenuta intolleranza ai latticini.


Ho visto il NEMO. Un'opera architettonica incredibile. Progettato da Renzo Piano ché ve lo detto che loro e l'architettura ciao. All'interno ospita un museo interattivo della scienza. Studiato, a mio parere, soprattutto per gli studenti delle scuole superiori ma così divertente che ho dubitato di avere ventinove anni. Abbiamo creato l'elettricità, giocato con i suoni e i colori, purificato l'acqua, utilizzato l'energia solare e fatto le bolle. LE BOLLE!


Vi farei notare la mia estrema abilità e maestria nel compiere questa complicata manovra.


Mi ha meravigliata questa città. Come non avrei mai immaginato.


Nonostante io abbia mangiato l'immangiabile son dimagrata di UN CHILO E SEICENTO GRAMMI. Tutto ciò mi fa pensare che il mio programma di fitness pseudo-massacrante e la mia dieta ipo-calorica tristissima non servano a nulla.
Ma io vado avanti. Una vera Mean Girl deve essere sempre perfetta. Vero Giulia


Nota di servizio: stamattina ho fatto le super analisi del sangue e l'infermiera non mi ha voluto regalare nemmeno una figurina. Stronza!


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10 commenti:

  1. Non ho mai visto né Berlino né Amsterdam, ma c'è sempre tempo... Vero?

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    1. Finché si campa c'è speranza!

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  2. A ME hanno dato il diploma del coraggio !

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  3. O tu ti sei photoshoppata nella foto della bolla, o (come ti ho peraltro già detto, mi pare) devi piantarla di rompere le balle con 'sta fissa di metterti a dieta!!!!

    E comunque sappi che sono innamorata. Di quelle patatine al cheddar. Provo dei sentimenti per loro. Vorrei sposarle. Tutte.

    Cmq com'era la lista? Hot body, Aaron Samuels, army of skanks?

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    1. Ho i FIANCHI! E le COSCE! Io non li voglio. Però penso che scenderò a patti tenendomeli perché mangiare è bello. Mangiare è amore. Mangiare è mangiare e a me piace mangiare! Grazie <3

      Quelle patatine erano capaci di sguardi e di calore e di umanità che certa gente nemmeno in una prossima vita. Ti autorizzo a prendere la foto e a tenertela sotto il cuscino.

      La lista è perfetta, bisogna tagliare le risorse di Regina!

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    2. Veramente io pensavo di farla mia e diventare figa come lei!!!!

      Mi stanno venendo in mente idee per un "Mean Girls Project"!!!

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    3. No be', cosa aspetti. Dovremmo aprire un gruppo segreto su FB, invitare altre come noi e dar via al progetto!

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    4. Sìììììì!!!!! Facciamolo!!!!!

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    5. Non spingermi verso certe pazzie!

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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