22 novembre 2012

Di torte, interviste e trasferte.

Da un paio di anni ho scoperto che mi piace cucinare.
Negli anni dell'università per pura sopravvivenza, in seguito per necessità. Diventata vegetariana, poi vegana, poi di nuovo vegetariana e poi vedremo ho iniziato a provvedere sempre ai miei pasti, anche se invitata da amici. Per non deprimerli. E per non deprimermi.

Ed è così che per rendere appetitosi piatti che a prima vista potevano non esserlo ho cominciato ad utilizzare l'estro. C'è chi dice che di fantasia non si campa. A me è servita. Fantasia e pastasciutta.
Nell'ultimo anno mi sono, poi, scoperta appassionata di dolci e dolcetti soprattutto di origine americana (Stati Uniti) per fingere con me stessa di essere ancora là e mi son resa conto che tutto sommato non mi escono poi così di merda.

Capitolo 1: TORTE

Sabato scorso ho cenato a casa di mio fratello: cena con pochi intimi per il suo compleanno. Buon cibo, vino ottimo (annate dal 1997 al 2008, insomma roba un pochino ricercata) e il mio dolce.
IL MIO DOLCE. - da leggersi come: "la luna nera"-
Il mio dolce non era bellissimo - sulla parte artistica ci stiamo lavorando - ma era davvero davvero buono. Ho scelto di fare una cheesecake fredda al cioccolato bianco con meringhe. Io ho un rapporto, come dire, carnale con le cheesecake. Mi piacciono. Ne mangerei di continuo. Se potessi vivrei in un mondo di cheesecake. Se potessi vorrei essere una cheesecake.
E così, dopo aver passato la mattina a mescolare, sbavare, triturare, sbavare e montare tutto quel che si poteva il risultato è stato questo.




Piaciuta a tutti. Tanti complimenti. Grazie. Sì, lo so. Son figa.

Ieri poi, che era il vero compleanno di mio fratello, per l'occasione della cena in famiglia ho sperimentato un altro dolce. Questa volta la carrot cake con cannella, noci e una cream cheese come copertura. L'ho fatta altissima e buonissima. Ma così buona che ho pure ricevuto i complimenti da padre a cui notoriamente non piace una benedetta fonchia.
La carrot cake più buona della mia vita l'ho mangiata ad Abbotsford, una sperduta cittadina nella British Columbia canadese, non lontano da Vancouver in cui, in tempi non sospetti, risiedevo, sbavando sui vicini boscaioli che anche con la pioggia spaccavano la legna in cortile a torso nudo.
Son belle cose.
Anche la torta di ieri era non bellissima ma decisamente buona, così buona da meritarmi anche una pacchettina sulla spalla, come si fa con i figli e i fratellini speciali.
Nonostante qualche incidente di percorso - non so pesare le carote e ne ho prese meno di quelle che servivano, secondo la ricetta - mi son dimostrata ancora una volta the queen of the house.


[da piccola l'unica verdura che mangiavo, oltre la PATATINE FRITTE, erano le carote che, tra l'altro, ritenevo responsabili del mio colore di capelli].

Capitolo 2: L'INTERVISTA

Da un mese, o forse più, boh ho sempre problemi temporali, mi sono imbattuta e appassionata ad un blog di una ragazza, Aleja, molto più giovane di me. Ma davvero così più giovane e anche così più figa che dico, come si permette? Dovete sapere che per una sorta di snobismo generazionale io, a volte, sono un tantinello prevenuta verso gli adolescenti e verso chi ha meno di venti/ventitré anni. Sarà perché nella maggior parte dei casi sono davvero dei bambocci o sarà per una mia poco celata convinzione di superiorità. Convinzione che non ha, poi, 'sto gran fondamento, sia chiaro. Ma lasciatemi nel mio mondo, ecco. Aleja, però, mi ha fatto cambiare idea. Su di lei, eh, mo non allarghiamoci. Scrive bene. Ha la giusta dose di acidità. Curiosa. E pure gnocca. E a ripensarci un po' mi sta antipatica! Sul suo blog tiene anche una curiosa rubrica di interviste che propone a blogger di suo interesse con domande ben precise, ben fatte e curiose.
L'ultima intervista pubblicata è stata la mia.
Qui trovate il link: merabilia 
Comunque se non fate 'sta "fatica" e non leggete siete un pochino stronzi.
Merita pubblicità. Merita perché è brava.

Capitolo 3: TRASFERTE

Domani all'alba me ne vado a Torino a farmi tatuare tutto il giorno.
Rivedrò due cari amici.
Mi incontrerò là con Lui.
Torneremo sabato da me e passeremo un allegro week-end di cene con amici.

Poi potrò ritornare a fare l'anoressica.

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29 commenti:

  1. no, aspetta un po'... chi è che ti tatua a torino? :)
    (che potrebbe sempre tornarmi utile...)

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    1. Il tatuatore si chiama El Chivo e insieme ad un amico (che ha fatto gran parte delle modifiche che porto addosso - giusto per fare un po' di pubblicità!) hanno uno studio "Happy Family" in Via Netro 15. Simpatici. Affidabilissimi e veri professionisti.
      Fine pubblicità!

      Consiglio col cuore: io mi faccio Brescia-Torino. Va bene che nel corso degli anni sono diventati anche amici, ma vale la pena farsi tre ore di treno, per cui, in caso, affidati ad occhi chiusi.

      Su fb, il tatuatore lo trovi come: El Chivo le Tatoueur

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    2. Uh, interessante. Non sono su fb, ma mi fido di te. :)
      (poi essendo già a torino non devo nemmeno farmi le tre ore di treno).
      Appena riesco ci faccio un giro.
      Grazie!

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    3. Prego! Vale la pena anche solo farsi un giretto e due chiacchiere. Così ti fai un'idea. Penso che tatuarsi sia un atto in un certo senso intimo per cui è bello affidarsi a qualcuno che sia in gradi di farci sentire a nostro agio.

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    4. E' che la settimana scorsa sono passata dal mio tatuatore storico per una cosina che voglio fare e mi ha sparato una cifra senza senso. E non mi puoi trattare così, dopo 17 anni che mi tatuo da te.

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    5. No be', grande strategia di marketing proprio. Come tenersi i clienti lo sa fare bene. Mi spiace. :(

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    6. non dirlo a me. che poi l'ultimo tatuaggio da lui l'ho fatto un mese fa, mica l'ultimo anno bisestile. :(

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    7. Ah ecco. Un po' stronzo allora lo è.

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  2. Mi piace tantissimo l'idea della t-shirt con i dinosauri, mi piace tantissimo la sincerità con cui scrivi e mi farò fare un tatuaggio anch'io. Il primo (lo chiamano "contagio").
    Zoé

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    1. Grazie mille. Soprattutto per il complimento sulla sincerità. Non è sempre facile esserlo. Ma cerco di mostrarmi il più autoironicamente possibile.

      E vedrai che non ti fermerai ad uno! Lo chiamano "contagio" e anche "droga". Ma almeno non ha controindicazioni!

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    1. Erano buone sai? :) Ahaha, grazie mille!

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  4. L'aspetto sembra più che ottimo, devi essere una maghetta deei dolci. Ma.. santi numi ora mi hai contagiato! Questo fine settimana ci proverò pure io! **

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    1. Grazie davvero! Se cucini fammi sapere ché sono curiosissima!

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  5. Se trovi il mondo delle cheesecake fai un fischio, in alternativa son sempre disponibile a fondare una colonia indipendente. Sì, insomma, ti capisco bene e almeno due volte alla settimana l'anno scorso facevo qualche dolce, da prima dell'estate però mi limito perchè poi credo sarà un casino allargare le porte di casa.

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    1. Il problema è che poi sei così felice che cucineresti torte tutti i giorni. Io non faccio che regalarle ai vicini perché qui, oltre a non voler diventare ciccioni, nessuno mi dà soddisfazione. E se diventano cicciobomba i vicini sempre meglio loro di me!

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  6. Un vegano cattolico, può prendere la comunione? L'ostia non diventa carne secondo la transustanziazione? Me lo sono sempre chiesto.

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    1. Sono argomenti spinosi! Poi dipende se l'ostia sa di bacon o meno.

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  7. Che amica sfighescion che hai!
    Ero convinta di aver commentato giorni fa! Invece devo aver letto dal cellulare ripromettendomi di passare l'indomani dal computer e poi... sai mica farmi lo spelling di Orange, per caso?

    Voglio le torteeeeeee!!! Ma poi.. perché Cheesecake è femminile? Io ho sempre detto "un cheesecake" ma adesso è diventato "la cheesecake"! Del resto però dici "un" plumcake, o "un" cake salato.

    Okay la pianto! Vado a leggere l'intervista!

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    1. Io l'ho sempre considerata femminile perché parto dal presupposto che sia una "torta". Però è un annoso problema che tormenta fortissimo anche me.
      Ma tanto il nostro essere così fighe ci dà il permesso di decidere e cambiare la grammatica a nostro piacimento!

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  8. cheesecake addicted io pure...
    e sono una discreta cuoca...
    ma la suddetta non l'ho mai preparata...
    ricetta please!

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    1. Copio-incollo!

      (tortiera da 22cm)

      INGREDIENTI:

      Per il fondo
      180 g di Pan di Stelle (o anche sottomarca!)
      80 g di burro

      Per la farcitura
      600 ml di panna
      300 g di cioccolato bianco
      1 bacca di vaniglia (io ho preso quelle della Pane Angeli)
      250 g di ricotta
      80 ml di latte
      12 g di colla di pesce
      70 g di zucchero
      meringhe (a piacere, da sbriciolare sopra)

      Per prima cosa sciogliere il burro in un pentolino, mettere i biscotti in un tritatutto e tritarli poi metterli in una ciotola e versarci sopra il burro caldo e mescolare finchè non diventano tipo una sabbia morbida. Versare il tutto sul fondo dello stampo, appiattire bene e mettere tutto in frigo.
      Mettere a mollo la colla di pesce in un po' di acqua fredda; nel frattempo sciogliere a bagnomaria il cioccolato insieme ad un goccio di panna. In un altro pentolino far sciogliere lo zucchero nel latte con la bacca di vaniglia; mettere in una ciotola la ricotta e versarci sopra il latte con lo zucchero sciolto e mescolare bene, aggiungere il cioccolato fuso creando una crema omogenea.

      Strizzare i fogli di colla di pesce e scioglierli in un dito di latte e aggiungere il tutto alla crema incorporando molto bene.
      Se l'impasto sembra liquido, non disperare!

      Montare la panna ben soda e unirla un cucchiaio alla volta mescolando dal basso verso l'alto per non smontarla, versare tutto il composto nello stampo, livellare la superficie e cospargerla di meringhe sbriciolate tra le mani.
      Lasciare in frigo almeno sei ore.

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  9. voglio fare la carrot cake da tempi immemori XD mi ci applicherò!

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    1. Sai che alla fine è una cagata pazzesca? Metti, giri, inforni. Puoi riuscirci. D'altra parte sei "pierfect", no? ;)

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    2. so così pierfect che so arrivato tardi! XD ci proverò!

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Faccio cose e non vedo gente.
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