5 settembre 2013

Non chiediamo altro al mondo che distruggerci e poi salvarci, prima che sia troppo tardi per i farmaci e per le plastiche (cit.)

Una continua altalena emotiva tra la fiducia e la paura. Tra il fottesega e la necessità di consensi.
Che ho. Che cerco. Che vivo. Vorrei trovare un punto di appoggio che non sia in bilico, vorrei poter decidere cosa essere una volta per tutte, per potermi, quindi, sedere, e sapere. La sicurezza degli oggetti. La sicurezza delle sicurezze. Non succede. E quindi la mattina mi specchio e mi sento benissimo nei miei panni, convinta di ciò che ho, di come sono, salda e solida senza bisogno di qualcuno attorno, senza bisogni emotivi. E quindi la mattina mi specchio e penso che non sono bella, e non so cosa farmene di me, dove mettermi. Perfino le braccia le trovo ingombranti e non so come muoverle e usarle. E gli altri sono tutti così più sociali di me, pieni di amici, di impegni, pieni di vita e io sto al di fuori e non so. Mediocre, senza un talento. Non è vero che sono i numeri primi ad essere soli. Ci si dimentica sempre dei trentaduesimi, quelli così a metà classifica, di cui non vale nemmeno la pena di ricordare il nome. E allora la mattina, dopo essermi guardata allo specchio, faccio vagare gli occhi alla ricerca di qualcuno che penso sia peggiore di me. Con più peso, capelli più brutti, più sola. Ma non è mai abbastanza. Non sono mai abbastanza. Certe mattine ho bisogno di ricevere fino a scoppiare. Di sentirmi speciale. Di sentire che vado bene così. Voglio dimostrazioni d'affetto, di consensi.
Vorrei essere cercata. E contemporaneamente essere appagata per ciò che ho.
Vorrei essere più spesso quella sicura, quella che sa che il mondo continuerà ad esistere sotto i piedi e non quella che trema e si mangia di pensieri a ritmo cardiaco.
Vorrei non avere paura. O iniziare ad avere paura dei mostri come la maggior parte delle persone a cui basta dormire coi piedi coperti per sentirsi protetta.


Titolo: Spingere - Ministri


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30 commenti:

  1. e ci sono mostri che hanno paura dei piedi nudi

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  2. Che bel verde i tuoi occhi.

    Tesoro, la capisco questa altalena. Con un po' di rassegnazione, mi viene da farci pat-pat sulle testoline e dire "Rassegnamoci, siam donne".
    Ma alla fine, quel che penso, è che non ci sia nulla di male nel voler ricevere amore, complimenti, rassicurazione. Serve.

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    1. Grazie <3

      E sì, la chiave è sempre la stessa: farsene una ragione, fare pace con se stessi e apprezzarsi. Ma che snervante!

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  3. nella mediocrità si sta mica tanto male. poche aspettative altrui, poco pressing emotivo. xc'è chi ci sguazza e si mantiene a galla e non eccelle mai, ma lasciati dire che al mondo c'è sempre qualcuno che sa cosa farne di te :-)

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    1. La penso anche io questa cosa. Alla fine, nella maggior parte dei casi/situazioni a me essere una persona qualunque va benissimo e piace. A volte, però, preponderante esce la voglia di non essere anonima tra gli anonimi. Ma poi passa eh, torno a ragionare!

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  4. ...sai che quella dei mostri è una paura che ambisco ad avere?

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    1. Impegniamoci Pata, fortissimo. Ché a me è scomparsa a dieci anni e non l'ho più rivista.

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  5. Eh. La conosco bene, quell'altalena del cazzo. Ci porta dall'ipercriticità verso noi stesse all'euforia del sentirci, ogni tanto, fantastiche e perfette. Avanti e indietro. Su e giù. Praticamente come scopare quando c'hai la vaginite, m'han detto.
    Manchi anche tu, tra parentesi. Quadra.
    Tanto amore.
    E sei bellissima.

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    1. Grazie. Detto da una con quel viso vale doppio <3

      Diosantissimobubù, secondo me scopare con la vaginite è anche peggio. Mi tengo le mie nevrosi va'.

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  6. il collo. è il collo che mi devo coprire per dormire serena (è ciò che resta di un antico terrore dei vampiri....che ti devo dire, è andata così!)

    asciuga quelle lacrime,
    anche se i tuoi occhioni verdi allagati sono bellissimi,
    non ti servono più :-*

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    1. Per fortuna non mi hanno mai fatto paura i vampiri perché a dirtela tutta mi sono sempre stati anche un po' sul cazzo. Ad esclusione dello sgangherato Nosferatu.

      Ti faccio una confessione: quelle lacrime erano per via del peperoncino. E non per tristezza!

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  7. A parte che sei bella.

    Comunque, ti dico una cosa: che è vero, che ultimamente sentiamo questa forza spingerci a ricercare consensi. A noi che abbiamo un blog o che curiamo la nostra immagine social capita di più, ma succede anche nella vita vera, di aver bisogno di approvazione.
    È un meccanismo che non mi piace. Il nostro valore non si misura col consenso degli altri. Forse è un concetto un po' difficile da fare proprio, per me lo è, lo ammetto, ma sono convinto che sia così. I like non contano niente.

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    1. Questa riflessione è verissima. Io, prima di avere una vita virtuale, non mi sono mai nemmeno posta il problema della solitudine, del riconoscimento e dell'apprezzamento. Stavo bene con chi avevo e quando l'avevo. Nel resto del tempo leggevo e stavo, comunque, bene. Non sempre, certo, ma sicuramente con meno ansia da prestazione di ora.
      Poi va a periodi, sì, e ora dopo lo sfogo sono ritornata in me.
      Ma che brutte robe!

      E grazie <3

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  8. io.
    io dormo coi piedi coperti.
    anche con 30 gradi.
    che se non ho altro, ci metto il cuscino.

    ma poi c'ho pure tutto il resto eh.

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    1. L'importante è avere qualcosa eh <3

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  9. Questo essere in bilico che ogni tanto è meraviglioso e ogni tanto (spesso) fa schifo...quello che ci ha fregato è stato l'imparare sin da subito che i mostri sotto al letto non esistono! Sei tanta roba, cara mia! Vorrei dire che ti capisco, ma mi limito a dirti che ti percepisco. Perché ognuno vive ciò che vive attraverso il proprio cuore e si è su due bilichi differenti. Che poi, mi chiedo, se si cade dall'essere in bilico spero lo si faccia di culo! Un bacio

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    1. La tua capacità di sentire le persone e di farti sentire mi incanta.
      La bilancia è bellissima e terribile sì, sono d'accordo. alla fine è ciò che dà la spinta a continuare e cambiare.

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  10. Mi sembra di leggere me.
    Te vogghiu bene.

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    1. Che bello condividere la pazzia :D

      Ai lov iu tu <3

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  11. Scontato dire che le tue parole mi avvolgono. Oh Mareva! ♥

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  12. Il fottesega regna in me, anche se anch'io cerco qualcuno o qualcosa, ma non il consenso, il dottore dice "neuroni specchio".

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    1. Il dato che accomuna tutti è, comunque, sempre la "ricerca". In fin dei conti Proust ci costruì una fortuna.

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    2. Però sono tantissimi ad avere capelli, se si può dire, più brutti dei tuoi, essendo questi, come ti dissi, una vera figata!

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    3. I miei capelli ringraziano!

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  13. Coraggio ragazza, trovala questa sicurezza ...

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    1. Oh sì, sparisce solo per alcuni giorni.

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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