10 dicembre 2013

Sono breve. Non sono infinita.

Oggi mi sono ricordata di un oggi di tanti anni fa. Diciamo il 2007. Diciamo un dicembre freddo ma bellissimo. Diciamo la mia ex casa milanese. Diciamo la camera di quello che era stato il migliore coinquilino che potessi desiderare. Una di quelle sere in cui mi intrufolavo nella mia vecchia vita e ci rimanevo per una manciata di ore che si trasformava in giorni. E mi svegliavo la mattina, con solo due ore di sonno alle spalle, gli davo un bacio leggero e scendevo le scale. In tutto il tempo che ho vissuto lì ho sempre preferito fare i sei piani a piedi. Uscivo dal cancello. Giravo a sinistra. Pochi passi e le scale della metropolitana. Biglietto, ché ormai l'abbonamento era solo un vecchio ricordo, e le poche fermate che mi separavano dall'università. Fare i miei esami assonnata e poi correre, con la musica nelle orecchie, per tornare da lui. Scale a perdifiato, colazione comprata al bar sotto casa, sto arrivando vestiti e sentirmi bene. Varcare quella porta ed essere felice. Felice perché a Milano ero felice. Senza di Lei. Lei che, finalmente, ero riuscita a vedere per quel che era: infelice. Lei che finalmente, dopo avermi rubato - ed essermi fatta rubare - quasi due anni della mia vita mi ero lasciata alle spalle. Credo di non essermi mai sentita così viva come nei mesi successivi alla nostra rottura. Quando la camera era ormai occupata da altri, quando entravo in casa e c'era lui. Milano ho imparato ad amarla veramente dopo. Non in quei quasi due anni in cui ci ho vissuto. Perché l'ho vissuta di più dopo. Quando, ironia della sorte, ero piena di amici da cui andare, cosa da fare, birre da bere.
L'adorazione, come ogni forma d'intimità, è destinata all'usura.
Il giorno in cui l'ho capito, e anche quel giorno me lo ricordo bene, Milano mi è stata restituita. Insieme alla mia vita.
Era un giorno di dicembre. Me lo ricordo. Sempre la mia ex casa. Sempre il 2007. Una telefonata. Parole infantili e il mio primo atto di ribellione. Ché averla lasciata era stata pura sopravvivenza. Una parolaccia, un telefono sbattuto in faccia, e il miglior coinquilino di sempre che se ne esce con un finalmente liberatorio. Gli occhi lucidi. Click. Tutto torna a posto. Una semplice parola per riscattare i due anni precedenti. 
In quei giorni ascoltavo una canzone idiota e totalmente imbarazzante. Non so perché, ma mi rendeva felice. E questo mi bastava. Non avrei più confuso l'amore con l'odore del cuore. Questo mi diceva la canzone. E so che aveva ragione.

Ci vuole tempo, per ricominciare, per abituarsi alla fine (cit.)

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31 commenti:

  1. Noi abbiamo bisogno di radere al suolo, a quanto pare. <3

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    1. Siamo dei panzer, noi. Barricatevi in casa tutti <3

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  2. "L'adorazione, come ogni forma d'intimità, è destinata all'usura." - Mi colpisce molto, questa frase.
    E tesoro sai che ti capisco.
    La sensazione di libertà, così strana, quella leggerezza sulle spalle quando apri le porte della gabbia. Che fa quasi paura perché quelle sbarre le conosci così bene mentre il mondo è così grande. Ma come hai scritto nella didascalia alla foto, è solo questione di abitudine, anche alla libertà.
    :*

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    1. Lo so. E poi tu c'eri nel "subito dopo". In quel 2008 in cui ci siamo conosciute. Tu sai. Sai perché ti ho raccontato. Sai perché hai vissuto. <3

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  3. Quando si è felici non importa altro.

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    1. Esatto. Siamo pure legittimati ad ascoltare musica di merda!

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  4. E' successo anche a me di essermi liberato da un peso (in amore e non) che solo quando è sparito mi ha fatto vivere a pieni giri delle cose che prima erano assolutamente ovattate.
    Dunque, hai fatto bene a chiudere quella faccenda. Ma tanto lo sappiamo, non dipende da noi quando chiudere le cose, dipende dal nostro cuore... il secondo cervello.

    Moz-

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    1. Sì. Dipende da quando riusciamo, finalmente, a guardare noi stessi. Ad amare noi stessi. Ma poi è impagabile.

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    2. Il fatto che io mi amo molto, però a volte non so... è come se non volessi avere rimpianti... :p

      Moz-

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    3. Ahahahaha, eh, mannaggia. Ma se poi rimpiangi che per non avere rimpianti hai fatto la cazzata? Ahahaha! :D

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  5. ahahah, fantastica la canzoncina idiota!
    XD

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    1. Io la AMO! Bisognerebbe farne l'inno di qualsiasi cosa!

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  6. Adoro immaginarti correre per le scale con la colazione del bar :)

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    1. E tieni conto che io sono una pigra di prima categoria. Per cui immagina quanto volevo bene al mio coinquilino!

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  7. Abitudine. Secondo me poi è quella che ci frega sempre. Tutta una questione di. Che bello essere qui e leggere qualcosa di vero. Finalmente. Dopo tanto.

    Dana

    http://danaandtheworld.blogspot.it/

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    1. Lo è. Sempre e solo abitudine. Paura della novità. Paura della libertà.

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    1. C'è qualcosa di speciale nel non essere infiniti.

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  9. e niente...sto qua dopo aver letto il tuo bel post...certe cose non le capisco (lei) ma va bè fa niente...è uguale. la canzone figurati manco sapevo che esisteva...e va be...mi chiedo....ma quanto cazzo ti avrà fatto male fatte il buco sul labbro che io alla ceretta urlo???

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    1. La ceretta è malvagità pura. Roba che, al confronto, un buco sul labbro è un niente.
      Per tranquillizzarti: sopportabile. E per tranquillizzarti di più: quella foto ha tre anni e quel buco non ce l'ho più.
      Per il resto nei sentimenti c'è poco da capire, effettivamente, e va bene così.

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  10. C'è da dire che la musica di merda, è la colonna sonora che meglio si adatta ad un senso di libertà e benessere. Chissà perchè? Sarà un' influenza cinematografica? Mah? Mi sa, che il vero motivo è perchè trasmette una sensazione di leggerezza.
    (Sembro Marzullo, purtroppo. Fatti una domanda e datti una risposta)

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    1. Ahahahahaha! Le canzoni idiote ci ricordano che possiamo essere spensierate, che possiamo essere leggere e che basta poco. Credo. Ché di farmi altre domande e darmi altre risposte non ne ho voglia!

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  11. Io leggo il post, mi viene il magone da quanto riesce a rievocare, poi ascolto Caramelldansen. E riascolto Caramelldansen. E riascolto Caramelldansen. E mi sa che per oggi il mio cervello è andato...

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    1. Oh fa questo effetto. Credo sia per questo che rende felici. Annulla il pensiero!
      Per il resto ti abbraccio.

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  12. Aia, aia, oggi, come mai, capisco bene quanto hai scritto..
    'ho passato tanti anni in una gabbia d'oro, si forse bellissimo, ma sempre in gabbia ero..'
    C'est la vie..

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    1. Accade sì, L'importante è riuscire ad uscirne ché preferisco il grigio delle strade al luccichio ingannatore.

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  13. Di' la verità, l'hai scritto per me, eh Mareva?
    ps splendida foto :-*

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    1. Ahahahah, no no, ma se serve ad "aiutarti" facciamo finta di sì!

      PS Grazie <3

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  14. Come ti capisco... ricordo anche io il giorno in cui ho ripreso in mano la mia vita e mi è successo due volte una a fine 2007 e l'altra inizio 2011...sono recidiva ;-)

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    1. L'importante è accorgersi, no? :)

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  15. Ho cercato e ho trovato questo, sono sempre curiosa 😘

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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