2 marzo 2014

Flusso di (in)coscienza # 2

Faccio amicizia con facilità ma fatico a crearmi un gruppo. Mi piace la solitudine e mi sento spesso di non c'entrare nulla con nessuno.
Pensavo che l'università avrebbe cambiato le cose. 
Come se avessi sempre aspettato il miracolo. 
Ho sempre pensato di essere diversa da quasi tutte le persone che mi circondano. Al liceo avevo interessi diametralmente opposti a quelli dei miei compagni di classe. Loro facevano i coglioni. Io piangevo per Peppino Impastato. Ho provato tante droghe. Mi sono illusa di farne un uso diverso rispetto alla massa. Mi sono illusa, appunto. Ma mi piace credere di averle prese con una certa consapevolezza. Che a scriverlo fa ridere. Mi hanno spaventata certe droghe. Le allucinazioni. E la paura. E le immagini belle e la sensazione di pace. Le droghe mi hanno anche portato via una persona. Ma poco importa. Quasi non importava allora, figuriamoci adesso. Importa solo come mi ha cambiata. Prima il suo atteggiamento violento. Poi la sua morte violenta. E io che credevo di essere innamorata. Ma che ne sapevo a vent'anni dell'amore? Quasi non ne so nulla, adesso.
Le droghe ora mi terrorizzano. Ora ho paura di tutto. Prima non avevo paura di niente. Non delle botte a Genova, non degli amici stupidi, non di dormire nelle stazioni. Non avevo paura di perdere me stessa e di perdere gli altri. Ora mi cerco di continuo. Sai, è un attimo. Ho scambiato la pancia con la testa. Non so se sia un bene. Non lo saprò mai. Sono stata felice. E sono felice. Chissà cosa è meglio. Ho tutto un abbozzo di frasi nella testa che iniziano ma non riescono a svolgersi. Sono così da che ho memoria. Piena di incipit. Piena di sensazioni fortissime che spariscono in un'istante prima che io riesca ad afferrarle. Piena di mondi che mi si spalancano di fronte solo per un secondo, vite possibili, insieme di immagini, di idee, di colori di... e poi, boh, scompare tutto. Dura tutto poco dentro di me. Dura l'amore. Non dura il dolore, in realtà. Dura il rancore, a volte. E durano le delusioni. Ma durano in modo strano. Se ne stanno lì e non influiscono su scelte e umore. Per questo dico che nulla dura dentro di me. Alla fine è tutto un grande "va bene così". Sarò fatalista. Non so nemmeno io. Non so. Ci sono un sacco di cose che mi fanno male, ma male davvero. Come l'indifferenza. Come la gente. Come l'incomprensione. Come la cattiveria. Come certe volte la mia solitudine. Eppure sì, fanno male, ma non mi disturbano. Non modificano ciò che sono e la mia vita. E riesco ad archiviarle e a tirarle fuori ogni tanto. Così, tanto per giocarci un po' e provare qualche sentimento. A volte mi sembra di non avere idee ma solo sentimenti. Altre mi sembra che in realtà io non provi nulla. Non abbia sensazioni o opinioni. Che tutto mi scorra addosso lasciando una traccia così leggera da non essere percepita. 
Sono egoista? Tante volte sì. Tutto quello che modifica il mio stato mi fa arrabbiare e dà fastidio. Quasi come fosse fatto apposta contro di me. Vorrei pensare a me, preoccuparmi di me e di chi amo e basta. Vorrei che non ci fossero imprevisti. Vorrei che le persone non si sentissero in diritto di esprimere un'opinione sulle mie scelte di vita. Sul perché abbia dei tatuaggi, o del perché non voglia figli, o del perché che ne so, abbia ricominciato a mangiare carne. Vorrei che ognuno guardasse al suo e non giudicasse gli altri in base a se stesso. Come chi mi dice che non fare figli è stupido e sarò sempre una persona inferiore, per dire. E io cosa dovrei rispondere? Non lo so nemmeno io. Ché tutto mi sembra così assurdo, che non vedo perché io debba dare spiegazioni su un qualcosa che non è né giusto né sbagliato. Ché se mi mettessi a giudicare chi ha figli non potrei farlo perché non so cosa voglia dire. Per dire. 
Mi fanno rabbia queste cose. 
Mi hanno sempre fatto rabbia anche quando a 17 anni mia zia mi diceva che avrei cambiato idea. Come se fossi incapace di avere un'opinione mia. Come se fosse possibile seguire un solo tracciato prestabilito. Matrimonio, famiglia, figli. Io che probabilmente non mi sposerò mai. Per dire. 
Sono sempre alla ricerca di maestri e leggo filosofi su filosofi e mi sembra che ci sia del genio in ognuno di loro e quindi non avrò mai un unico maestro e la cosa mi confonde. Mi sembra di essere un insieme di opinioni. Ma un insieme di opinioni formano una visione della vita? Chi lo sa. Come per la politica. La fatica che mi costa provare a capire chi mi rappresenta. Perché sì certo sono in un certo modo che possiamo definire "sinistra" ma d'altra parte ho delle forti intolleranze e delle idee abbastanza radicali su alcune tematiche che mi buttano fuori dalla sinistra. Ma non posso nemmeno entrare nel gruppo opposto perché sono a favore della totale autonomia decisionale in termini di interruzione di gravidanza, eutanasia, accanimento terapeutico e via dicendo. Perché per me la vita non è sacra. La vita è personale. La vita è quello che decidi di farne. E non so. 
Non sarò mai figlia di questo tempo per certe cose. Per altre ne sono un perfetto rappresentante. Non mi sono mai sentita bella quando ero un'adolescente. Non mi hanno mai fatta sentire tale. Probabile che nemmeno lo fossi. Ma mi sono portata un mucchio di insicurezze indotte. Perché io mica ci pensavo che bisogna vestirsi in un certo modo o essere in un certo modo. Io pensavo che ognuno andasse bene così com'era. E invece no. E un po', ora sono diventata così. Che non va bene se sei come sei. Ma poi, nonostante io pensi certe cose, quando conosco qualcuno non me ne frega nulla di come è. Eppure ho un'opinione rigida su chi non fa nulla per cambiare, se sta male nella propria pelle chiaramente. Sono incoerente e opposta e poi mi tatuo Ganesha che predica il superare la dualità. Sono proprio una sfigata a volte! 
Però è così bello il pantheon induista. Son così belle le filosofie orientali. E quanto povere sono, invece, le religioni monoteiste? Mi ricordo ancora mia nonna quando da piccola mi diceva che le preghiere erano da dire e non sapeva rispondere al mio perché. Io poi non le dicevo. Tanto sapevo che non sarebbe cambiato nulla. Che la cattiveria, comunque, mi sarebbe piovuta addosso e non mi sarebbe stata risparmiata. Così come la felicità. 
Poi adesso sono diventata più razionale o dura, non lo so. Indifferente no, perché mi toccano un sacco di cose. Ne rimangono poche, poi. Ci provo a scriverle, ma esce sempre un grande pasticcio. E questo blog ne è un esempio. Tento di scrivere ma non dico niente. 
Uso solo bene le parole.


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26 commenti:

  1. Per quanto Ganesh credo sia la divinità più patatosa del mondo (si può non amare un dio a forma di elefantino? no, è troppo meraviglioso), io credo fermamente che la dualità in una personalità (mi sto odiando per la rima, ma non riesco a trovare sinonimi) sia fonte di ricchezza. Che abbiamo diritto all'incoerenza, a volte, e forse lo dico anche per pararmi metaforicamente il culo, visto che i medici mi hanno definita "con un principio di bipolarismo", ma tant'è.
    A volte vorremmo che le cose e le persone restassero per sempre come sono. Dei monoliti di sicurezza. E invece cambiano, e ci cambiano, e per fortuna che lo fanno.
    Io penso che le cose accadute, le emozioni, tutto ciò che hai descritto, il segno in te lo abbiano lasciato, eccome. Nel tempo ti ho vista crescere, cambiare. Forse non ti conosco molto, ma se penso a te non riesco assolutamente a pensare ad una persona senza emozioni, fredda. Forse non le sbatti ai quattro venti, e va bene così. Va bene davvero così. Come andrebbe bene anche il contrario. Ché alla fine, sei tu che devi guardarti allo specchio e fare i conti con te stessa. E se infine dici "Va bene così", non rimproverarti nulla. Va davvero bene così.
    E io ti voglio bene.

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    1. Grazie tesoro.
      E sì va bene così altrimenti farei qualcosa per cambiare io che tanto detesto chi non fa nulla per smuoversi da una situazione di cui si lamenta.

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  2. Sull'argomento figli mi sento dare continuamente la stessa risposta. Ma sticazzi.
    E questo non fa di me un mostro, per giunta la mia nipotina mi adora.

    Semplicemente, per ora e anche per il prossimo decennio, la vedo come una cosa che non mi appartiene e che non mi farebbe felice. Un po' di sano egoismo, sì.

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    1. E poi perché egoismo? Penso siano scelte. E non ce n'è una migliore dell'altra. <3

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  3. Al liceo di avrei odiata, forse... oppure mi sarei innamorato di te XD
    Io credo che tu invece, in questo post, abbia detto molto. Hai gridato che vuoi vivere la tua vita prendendoti ogni responsabilità.
    Va bene così, ginger!

    Moz-

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    1. Ahahahahahahahaha! Comunque ero simpatica eh, non è che facevo l'asociale di merda!

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  4. Non so come commentare, posso non dire niente? Dico solo che ho letto e mi hai dato un sacco di sensazioni strane. Grazie.

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    1. Non commentando hai detto delle parole bellissime. Grazie!

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  5. Confermo. Emani sensazioni, oltre la la comunicazione di un'idea. E spesso si può colorare senza disegnare a tratti nitidi. Aprire una finestra e far entrare luce rimanendo ad occhi chiusi. E' successo aprendo il tuo post. ;)

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    1. Be'... grazie. Mi hai attribuito caratteristiche bellissime. Grazie davvero.

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  6. letto. tutto. ti conosco un po' meglio? ci sono blog che sono un altrove (il mio, per esempio).
    e poi ci sono blog come te.
    e no, non manca affatto un pezzo di frase.

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    1. E ci sono io che non so mai cosa dire se non "grazie".
      Ma davvero.

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    2. sì, beh, vabbeh, non perdiamoci in questo.
      devi imparare a gestirli tutti questi grazie, che se te ne scappa uno ogni volta che ti meriti un apprezzamento non finiamo più.
      senti: prendi tutti i tuoi grazie e tienili lì. poi un giorno tra mille anni capiterà di vedersi con tutti, e senza dire nulla li liberi nell'aria come coriandoli invisibili. chi li vede li vede, chi non li vede sicuramente li avvertirà come cose buone.

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    3. Eh ma ai complimenti è bello e doveroso ringraziare ché sono qualcosa di prezioso. Per farne coriandoli, comunque, ne ho a sufficienza!

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  7. "Perché per me la vita non è sacra. La vita è personale. La vita è quello che decidi di farne."
    Sta tutto li il segreto dei giudizi che pesano, perché troppi invece credono che le scelte giuste siano solo quelle che avrebbero fatto loro. E non è una questione di etichette, io che in fondo sono arrivata a quella vita, quella del tracciato prestabilito, posso assicurarti che sono piovuti giudizi pesanti anche su quello. Perché magari è giusta la strada ma non le intenzioni, o le intenzioni si ma non le motivazioni. E poi sbagli se vai via, e poi sbagli se resti, sbagli se attacchi, sbagli se ti difendi, sbagli se perdoni, sbagli se non dimentichi. E così ti rendi conto che la condanna che pende sulla tua testa è stata scritta comunque. Scritta da quel genitore che magari rivendicava la propria libertà di scegliere, o da quell'amico che ti incoraggiava a seguire la tua strada perché avresti potuto avere di più, o da quell'insegnante che ha lottato per farti crescere salvo poi odiarti per averlo superato. Ed è anche una stronzata convincersi che i giudizi degli altri non ci importino, è una stronzata perché quegli altri condividono il mondo con noi, e nessuno basta mai davvero a se stesso, per quanto certi silenzi siano più utili di tante compagnie. E niente, che ho sentito aria di outing e forse mi sono lasciata andare. E non dovrei farlo, soprattutto qui. Che poi il mio peggior giudice, resto sempre io.

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    1. Ci sarà sempre qualcuno pronto a puntare il dito, lo so. Lo faccio anche io d'altra parte ma penso che la differenza tra me te e questo qualcuno sia l'accorgersi di aver alzato quel dito e saperlo ritirare.
      Grazie per aver condiviso così tanto.

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  8. e di quello abbiamo bisogno

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    1. Abbiamo bisogno di un sacco di cose.

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  9. Hai fatto bene a riprendere a mangiare carne! Dovresti ridare una chance alla psichedelia!
    Ganesh <3

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    1. Ahahahaha, vedi che a volte dò soddisfazioni? :)

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  10. tra le cose che ti rendono una persona stra/ordinaria.....
    <3

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    1. Ora voglio l'elenco delle altre!
      <3

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  11. ...la vita è quello che decidi di farne...
    come sei ammazza a te!
    meraviglia

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  12. Sei te stessa nella tua immensa complicanza,nel tuo voler bene alle persone che ami e nelle piccole cose che dici e fai. Ti avrò detto un miliardo di volte che sei proprio una persona intensa e mi piaci moltissimo. Mi sono sentita abbastanza similare nelle cose che hai detto, mi piacerebbe potermi liberare di tutte queste cose, descritte come hai fatto tu..ma non lo so,non mi sento sempre all'altezza. Certa gente come hai scritto tu mette il becco in quello che non dovrebbe,solo perché a volte vorrebbe osare di più. Tutto qui. Si matura Mareva, si cresce e' normale esser più consapevoli delle proprie azioni. Per me rimani sempre una tosta con i controcaffi. ♡

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    1. Ti assumerò come motivatrice personale!

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.

Il passato è una terra straniera

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