14 marzo 2014

So, you want to be Canadian... la noia

Nota:
questo post l'avevo scritto e pubblicato più di un anno fa. Poi l'avevo cancellato. E ora lo ripubblico. Perché, sì, sono una disadattata.


Facciamo un post pseudo interessante, mi son detta. Parliamo del Canada e degli uomini con le camicie a scacchi, della sua gente e degli uomini con le camicie a scacchi, delle persone che ho conosciuto e degli uomini con le camicie a scacchi. E così ho cominciato a scrivere.


In Canada ci sono i boschi con le foglie rosse, lo sciroppo d'acero, e vicini da brutalizzare che mezzi nudi tagliano la legna anche con la pioggia. Perché i canadesi sono fighi e non temono nulla.

Sono stata per un po' ad Abbotsford una ridente cittadina - nella quale se non hai un SUV cattivissimo non sei nessuno - a circa un'ora da Vancouver. British Columbia. Qui, come recita un bel libretto sull'orgoglio canadese, non c'è mai un momento fiacco: gli hippie e gli hipster vanno a vela, fumano, sciano e bevono felicemente. "The Canada's coolest (not coldest) province". Sono spassosi questi Canadesi.
Certo è che ce la si passa meglio che nella provincia del Manitoba famosa solo per la farina a cui dà il nome e per avere una città che si chiama Flin Flon, il cui nome è fonte di estremo divertimento per i canadesi. Si divertono meno, inutile dirlo, quelli della provincia dello Saskatchewan ogni qual volta viene loro chiesto da dove vengano.




E mi sono annoiata da sola. I post didattici chi li vuole leggere? Forse solo io, che a diciassette anni leggevo il vocabolario per non annoiarmi. A diciassette anni ero un po' sfigata, non lo nego. Pure a vent'anni, ad essere sincera. Ma a vent'anni volevo essere una Suicide Girl. Per farmi fare foto nuda. E per essere l'immagine su cui qualcuno si masturbava.
Le Suicide Girls, per chi non lo sapesse, sono una scuderia nutrita di strane fighe che si propongono, fin dal 2001, di "ridefinire il concetto di bellezza femminile". Le figlie di Betty Page, proclamano o, per meglio dire, l'ultimo step prima della necrofilia. Per via dell'ambientazione troppo goth o dark di qualche photoshoot. Anche.
Girando un po' sul sito ero combattuta quando le guardavo perché, secondo me, rappresentavano la linea di demarcazione tra ciò che canonicamente piace a tutti, la figa, e ciò che invece piace solo ad alcuni come i piercing e i tatuaggi. Ora se avessi dato ascolto al mio lato reazionario, piccolo-borghese, da mangia-minestra, avrei detto che fanno cagare, che sembrano una banda di punkettone col cane al guinzaglio, di quelle che vanno in giro a scroccarti due euro, che alcune sono decisamente troppo rotonde e che le tette tatuate fanno schifo (certo!). Poi, però, mi son guardata e ho pensato che la superficialità, al di fuori dei week-end, è un peccato imperdonabile e ho capito che con tutti i miei tatuaggi e piercing e le mie poche tette rappresentavo probabilmente il "Lato Oscuro" dell'immaginario maschile, quello per il quale esistono donne che non chiedono permesso, che si autoaffermano a tutti i costi e che fanno del loro corpo prima di tutto un tempio per se stesse.
E non più puttane, non più madonne, finalmente donne.
Però tutte nude davanti all'obiettivo.
Sì, perché far finta di succhiare cazzi ci rende indipendenti.
Inutile dire che non ho mandato la mia candidatura.
Non perché non volessi più allargare le gambe di fronte ad un obiettivo ma perché essere fighe costa.
Partiamo dai tatuaggi. I miei erano belli ma avrei dovuto spendere per averne di sobri, come vedevo nelle fotografie: un fiorire di draghi, geishe, fiori, marie addolorate e nomi di ex fidanzati. E chi me li pagava visto che non essendo ancora una Suicide non potevo darla a nessuno?
Nessuno abbastanza scemo da pagarmi, ecco.
E poi il trucco: la pelle candida, eburnea come una porcellana della nonna, senza una benché minima imperfezione né segno - non sia mai. Gli occhi immancabilmente inclinati a gatta e ricoperti da strati di kajal e ombretto. E l’iride. L'iride con una tonalità dal sapore alieno che va dall’azzurro occhio-di-annegato-ripescato-dopo-due-mesi al verdino evidenziatore-stabilo-boss-scarico, ombreggiata da ciglia lunghe e spesse come Cinghiale – per una parete grande ci vuole un pennello grande. Mi ci sarebbero voluti anche i vestiti perché va bene il nudo ma qui bisognava essere davvero diverse. Quindi il corsetto di pizzo nero e rosso sparatettine acquistato a Londra che dà un tocco di classe all’insieme. Perfettamente abbinato, da notare, al tutù di fodera lucida nera e tulle fucsia, effetto carnevale del rione, vinto su ebay. Cina, naturalmente.
Immancabili le classiche calze a righe nere-rosse sostenute da raffinate guepiere e gli stivaloni di vernice bianchi rubati a Pasquale la regina del viale. I capelli sono sobri, con frangetta corta modello San Francesco, tinta rosso-parrucca e codini spessi come ruote di camion, intessuti di fili di lana colorati viola e verdi. Infine non avrei nemmeno avuto i soldi per pagarmi un corso di photoshop.
Io volevo darla via, ecco, però con stile. Per questo motivo mi ero resa conto che le Suicide Girls erano sostanzialmente un gruppo di fighe di legno a cui piaceva pettinarsi, darsi lo smalto e farsi i codini. Io volevo essere vera, essere donna, riprendermi il mio corpo, l'utero è mio e me lo gestisco io e bla bla bla. Sì, insomma, volevo scopare. E così ho provato il mondo del porno. Dell'indie porno, capiamoci. Snob e radical chic. E fare sesso di fronte ad un fotografo con la scusa dell'indipendenza e dell'emancipazione femminile, scusate, è tutt'altra cosa. Pensare che su Vanity Fair (n. del 28 ottobre 2009) all'epoca, scrissero pure un articolo. Con tanto di fotografia.
Capiamoci. Il successo.
La mia smania di indipendenza mi ha fatto conoscere questa ragazza che proprio in quei mesi, oltre a spogliarsi per lavoro facendo la performer burlesque, aveva deciso di creare questo sito che ormai non esiste più The Naked Army per pubblicare set fotografici di amici e collaboratori più disparati e disperati nudi e intenti ad accoppiarsi.


E così, anche io, l'ho fatto. Mi sono accoppiata. Son finita sul sito. Su una fanzine e su Vanity Fair.
Poi son diventata troppo vecchia per il mondo del porno e son tornata a non uscire il sabato sera.




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22 commenti:

  1. Me lo ricordo il post.. :)
    Inutile dire che le Suicide Girl mi avevano incuriosito parecchio, anche se io sono troppo.
    Troppo (poco) figa, troppo (poco) tatuata, troppo (troppo) vecchia.
    Però come Suicide Tardona vuoi mettere?

    Avercene, di disadattate come te.

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    1. Tu sei troppo figa e troppo intelligente e troppo oltre. Ti devo menare?
      Comunque Suicide Tardona mi piace. Se ne potrebbe fare un brand!

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  2. Beh, ne hai fatte di esperienze! :)

    Moz-

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    1. Da giovane! Ora faccio la calza ahaha!

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    1. Eh, sono brutte realtà, lo so.

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  4. Avevo guardato anche il video di Cleo!
    Comunque, io volevo diventare fotografa per le SG, avevo mandato la candidatura... Poi mi hanno spiegato la faccenda e ho detto vabbe... Ma posso farle a te le foto così prendiamo due piccino con una fava: io sono contenta e tu pure ahahahaha

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    1. Io, te e la Susy una volta dobbiamo trovarci a fare le sceme. Per davvero!
      Comunque a parte il non essere "giusta" per le Suicide avevo un'amica che ne faceva parte e le ha lasciate perché è stile una mafia. Sei vincolatissima a loro e non puoi scattare per nessun altro.

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  5. ...io non ho mai smesso di non uscire il sabato sera.
    Più o meno in quegli stessi anni mi sa che io ero lì ad uccidermi di equazioni differenziali. Disadattata.

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    1. Certo che mondane come noi ce ne sono ooche eh!

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  6. Ah, una gioventù un po' peona e un po' guascona!!

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    1. Ahahahaha! Un po' alla Sancho Panza!

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    2. Io invece a 20 anni scarsi ho scoperto la strada della trattoria. E nulla è più cambiato da allora, il sabato sera

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    3. Non potevi fare scelta migliore <3

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  7. Ricordavo il post ma non ti ci vedo fra queste Suicide Girls. Troppo fighette e poco fighe ( che c'è differenza)!

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    1. Ahahahaha grazie! Ti voglio bene :D

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  8. ..so' proprio di un'altra epoca e dimensione perché non credevo ai miei occhietti mentre leggevo di cosa è capace il mondo la fuori. Quello vero tridimensionale intendo... eh eh..

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    1. Dai non è che il porno sia nato l'altro ieri eh!

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  9. Nemmeno io ti ci vedo tra le loro fila... troppo artistica e troppo poco "commerciale" (passami il termine). Non so perché, ma le vedo come una svendita, e tu non ti puoi svendere. v.v

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    1. Che belle parole, grazie!
      Un tempo non ero molto riflessiva e "svendermi" (è il termine giusto!) non lo vedevo come un problema. Ora non ci trovo più del senso.

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  10. mareva for president
    di qualsiasi cosa ;-)

    <3

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    1. Ahah! Forse solo dei cialtroni!

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.

Il passato è una terra straniera

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