8 aprile 2014

Fellini, la Romagna e la poesia


Pensare a Rimini. Rimini: una parola fatta di aste, di soldatini in fila. Non riesco a oggettivare. Rimini è un pastrocchio, confuso, pauroso, tenero, con questo grande respiro, questo vuoto aperto del mare. Lì la nostalgia si fa più limpida, specie il mare d’inverno, le creste bianche, il gran vento, come l’ho visto la prima volta.

Questo l'ha detto Federico Fellini. Lui a Rimini ci è nato. Ci ha (un po') vissuto e l'ha raccontata. Anche se la sua Rimini, quella de I Vitelloni e di Amarcord, per dire, era ricostruita. Non era la Rimini in carne ed ossa, la Rimini di cemento, piazze e mare ma era la Rimini che Roma ha regalato a Rimini. Non ci vado così spesso a Rimini, nonostante grazie a Lui la distanza sia davvero un passo. Non ci vado spesso, dicevo, ma quella Rimini tra i gelati e le bandiere quel pezzo di Romagna negli ultimi anni ho imparato ad amarlo. Totalmente. Le colline e poi la campagna e poi il mare e quei pezzi di costa così nostalgici, a volte, così pieni di tradizioni e di parole e di sudore e di mani forti, quasi li sento più parte di me del luogo dove sono nata.
Qualche giorni fa sono andata, di nuovo, a Rimini. Ma questa volta nella Rimini di Federico, provando a guardarla con occhi differenti.
Tutta la città è pervasa dal suo spirito, sia nel centro storico, che a Marina centro, ma anche fuori città: sul Colle di Covignano, come al Cimitero, o sul fiume Marecchia; ci si incontra con lui e il suo universo di bambino e di ragazzo, e si ritrovano tutti, uno ad uno, i luoghi di cui parla, quelli narrati, dove è ambientata una sua storia personale o un’altra sentita dire. E quindi ti sembra di vederli tutti i suoi personaggi che passano in bicicletta o a piedi, e le visioni si sovrappongono allo sguardo reale. Occhio che cade su qualche personaggio di passaggio che ricorda Fafinone, Gigino, Bestemmia, Guàt, Raul, Giudizio o la Gradisca dalle forme pronunciate. Insomma i più bei sederoni di tutta la Romagna.
E poi, in un batter d’occhio, lasciato il mare alle spalle si possono raggiungere il Viale Regina Elena e le sue traverse che, come affluenti vi si gettano dentro. E queste vie sono vie da visitare perché portano i nomi dei film felliniani (avevo sempre sognato, da grande, di fare l'aggettivo), precisamente ventisei strade nel cuore della Marina di Rimini dedicate ad altrettante pellicole e sceneggiature create da uno sei suoi figli migliori.
Una dichiarazione d'amore.

E poi Amarcord... è impossibile non innamorarsi della Romagna dopo averlo visto.

Chi non ricorda Teo che grida dalla cima dell’albero che vuole una donna, Á vói una dòna
E chi può dimenticare Gradisca che si è appiccicata addosso quel nome dopo l’episodio al Grand Hotel, quando l’incaricato del comune con tono accorato le chiede di fargli bella figura col Principe e lei gli si rivolge dicendo: Signor Principe, gradisca?

E il dialogo tra i genitori di Titta? 
Aurelio: È bello, eh, l’uovo, Teo? Anch’io sono così, ogni volta che vedo un uovo resterei lì a guardarlo per delle ore. Io mi domando delle volte come fa la natura a tirar fuori delle cose così perfette. Miranda: Caro, ma la natura l’ha fatta Iddio, mica un ignorantone come te.
Aurelio: Ma va a fare le pugnette te, va.

Se poi si va al cimitero di Rimini si può vedere dove sono seppelliti, tutti e tre insieme, Federico, Giulietta e il figlio Pierfederico.

Arnoldo Pomodoro ha creato un monumento commovente i cui echi e omaggi ai film di Federico si sprecano. Bisognerebbe andare più spesso a salutare teste del genere. Se ne esce persone migliori. Almeno per un po'.


Ma non sei curioso di sapere come va a finire? Ha detto Fellini a Zavoli riguardo la morte. E alla domanda se ne avesse paura: Cosa debbo rispondere? Sì, no, dipende, non lo so, non mi ricordo, che tipo? L’inestinguibile curiosità che notte dopo notte ci fa svegliare ogni mattina accompagnandoci tutta la vita, non dovrebbe abbandonarci al momento della più inconoscibile delle esperienze, o almeno auguriamoci che sia così. Vedremo.

Già.


Ma dov’è che sono? Mi sembra di non stare in nessun posto. Mo se la morte è così... non è mica un bel lavoro. Sparito tutto: la gente, gli alberi, gli uccellini per aria, il vino. Tè cul!
(Amarcord) 


E per restare in tema e rispondere al tag poetico di Susanna lascio la poesia, ispirazione del film Amarcord, di Tonino Guerra. Uno dei più bei romagnoli.



A m’arcord

Al so, al so, al so che un òm a zinquènt’ann l’ha sémpra al mèni puloidi e mè a li lèv dò, tre volti e dè.
Ma l’è sultènt s’a m vàid al mèni sporchi che me a m’arcord ad quand ch’a s’éra burdèll.

Io mi ricordo

Lo so, lo so, lo so che un uomo a cinquant’anni ha sempre le mani pulite e io me le lavo due, tre volte al giorno.
Ma è soltanto se mi vedo le mani sporche che io mi ricordo di quando era ragazzo.


Share:

23 commenti:

  1. Che bella la poesia. Due righe che dicono tantissimo. Tra l'altro sai che l'attore protagonista di Amarcord, Bruno Zanin, vive dalle mie parti ora? L'ho conosciuto nel periodo in cui ho lavorato per un comune della Valle. Simpaticissimo, alla mano e adorava i miei cookies.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma va là! Non lo sapevo assolutamente. Che bellezza!
      E la poesia sì, è bellissima <3

      Elimina
  2. La poesia di questo post non è solo in quelle due righe <3

    RispondiElimina
  3. Eh, grande regista di cui mi pento amaramente non aver film in collezione!

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Idem. Solo roba sul computer. Che tristona che sono!

      Elimina
  4. A me il cinema di Fellini non è mai piaciuto, l'ho sempre trovato "poco elegante" se mi fai passare un'espressione che non significa niente in un ragionamento cinematografico. Troppi corpi, troppe voci, troppo sudore, troppe urla e gente brutta. Sono una cattiva persona ma Fellini è sempre stato un grandissimo casino per me. A volte ho pensato che ha fatto film molto "napoletani" e dato che mi piace il silenzio, l'ordine e il rigore almeno formali, per me Fellini è 8 e mezzo, cioè un film che, nella mia percezione, non ha quelle caratteristiche felliniane che tanto mi disturbano.
    Ho ascoltato tante sue interviste però e mi piaceva molto quella sua vocetta. Anche quando esasperava gli attori e faceva girare centinaia di volte la stessa scena mi piaceva: non era un essere dispotico, quanto piuttosto il voler seguire il canovaccio della sua mente. Anche in quei momenti non pareva superbo anzi, pareva non sapere di essere un grande. Quelli che non si rendono conto sono i migliori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me piace per questo: perché è sbrodolato, fantasioso e folle. Perché seguiva solo la sua mente e se ne fregava del resto. Ed è strano, sai che a un'amante del rigore come me, possa piacere un chiasso del genere.

      (che bel commento <3)

      Elimina
    2. (Un wall of text irrispettosissimo scritto mentre rincorrevo il sonno nel letto. Quando ho visto lo spazio che occupava mi sono spaventata, me tapina <3
      Mi impegno a commentare i tuoi post perché tu ti impegni a scriverli, sappilo).

      Elimina
    3. (Non farti spaventare dalle tue parole quando sono così belle <3)

      Elimina
  5. Amo prova d'orchestra di Fellini, un film considerato "minore" ma di grande impatto emotivo (e anche di altri impatti.. chi ha visto sa..).
    Approfitto per avvisarti che dalle ore otto di stamattina 9 aprile, sei nominata sul mio blog per l'ennesimo premietto. Baci!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quello piace moltissimo anche a me. Come altri suoi film che sono passati un po' in sordina. Appena riesco vado a spiare... grazie!

      Elimina
  6. Questo post è quasi commovente, specie per le righe finali. Purtroppo non sono mai stato a Rimini :/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rimini merita. E a te... sei un cuore, grazie <3

      Elimina
  7. Io ho passato la mia infanzia tra Rimini - Riccione - Cattolica etc. E.. mi ricordi tremendamente,momenti indelebili.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh <3 E pensare che io prima di viverli non da turista li ho sempre snobbati. L'estate non danno il meglio.

      Elimina
  8. ...Amarcord è un film semplicemente speciale...
    La Romagna che ho conosciuto l'ho amata, perché ha un ché di speciale, unico, irrinunciabile...
    tu sei sua figlia elettica, e si sente la tua passione verso di lei... forte e chiara!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che bellezza quel che mi dici <3

      Elimina

Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.

Il passato è una terra straniera

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 concernente i Disclaimer.

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog sono tratti da internet, pertanto considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email.
Tutti i testi e le immagini riportanti la firma dell’autrice sono di proprietà della stessa, pertanto non utilizzabili su altri siti web, blog e affini. Se interessati alla riproduzione di qualsivoglia materiale si contatti l’autrice per stabilire consenso e clausole.