29 aprile 2014

Flusso di (in)coscienza # 3

Il problema sono i sentimenti.
E quella sensazione che sento allo stomaco e non so se sia fame o rottura di cazzo. O amore, dicono alcuni. Il problema sono i sentimenti, dicevo, che mi si fermano sempre lì a metà strada tra il cuore e la pancia. Sarà un caso, mi dico. O tra il cuore e la testa. Un altro caso, lo so. Un nodo alla gola. E una voragine nello stomaco. Pensavo fosse ansia. Invece sono solo sentimenti. Raggomitolati, strettissimi. Anche se un occhio allenato troverebbe senza fatica il bandolo. Uno strattone e si scioglierebbero. L'incapacità di soffocare i sentimenti mi si rivolta contro. Non so quando è iniziato tutto questo. Quando ho cominciato a sentirmi in colpa anche solo per il fatto di respirare. L'opposizione mi dilania e certi giorni, proprio non so come stare e mettermi. Irrequieta dentro e fuori. Altri è facile. Altri come sono mi piace. Il problema è la ricerca di una perfezione che credevo di aver accettato non far parte di me ma che, evidentemente, me l'ero raccontata e basta. E allora scattano sull'attenti i sensi di colpa. Perché non mangio. O perché mangio. Perché perdo tempo. Perché non mi concedo tempo. Perché raggiungo obiettivi ma subito sposto la meta un po' più in alto e mi dico che avrei potuto fare di meglio. Un gradino in più cosa vuoi che sia? E intanto i sentimenti se ne stanno lì. Vivono lì. Qualcosa esce. Il guaio è quando escono tutti insieme e dall'altra parte non sono pronti a riceverne così tanti in un colpo. Alla fine è più facile farsi mangiare. Non so quando sia iniziato questo modo di essere. Forse da sempre. Ma nell'ultimo periodo s'è fatto prepotentemente protagonista. Eppure non posso dire di non essere felice. Mi sento viva e contenta. Che essere contenti è molto bello. Ma sono irrequieta. E io non sono abituata a esserlo. Non lo sono mai stata. Ho sempre vissuto indifferente a quel che mi accadeva attorno.
Poi mi sono innamorata. E non capisco più quali siano le mie preoccupazioni – ma poi, ne ho? Di vere dico. Che non siano quelle chic da chi ha tempo per pensare o di chi pensa troppo e passa troppo poco tempo ad agire – e quali siano le tue. E le mie e le tue e le mie per le tue si mescolano insieme e allora dormo male. E mi dimentico come si parla e si cammina e ho sempre paura di dire la cosa sbagliata, di non essere all'altezza, di essere troppo o troppo poco, di respirare troppa aria, di far rumore quando sbatto gli occhi. 
Non ci vuole niente a far crollare tutto.
Però io una cosa la so, finché avrò sentimenti, per quanto nascosti o trattenuti, non sarò mai abbastanza vuota da poter crollare. È una questione di pieni e vuoti. Una questione di equilibrio.
L'equilibrio c'entra sempre.


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32 commenti:

  1. Esse fosse la caponatina fredda di ieri sera?

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    1. Tu dici? E sì che non ne ho mangiata molta.

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  2. La penso come te. Siamo tutti così, in bilico. Ma sappiamo anche tenerci forti.

    Moz-

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  3. L'amore, quella cosa li che il cuore dice essere bellissimo, ma il cervello si guarda allo specchio e non si riconosce più. Ed è fantastico non riconoscersi ma anche terribile. Ed è un equilibrio da sub, che non cade solo perché è in acqua, ed è vivo solo finché la bombola non si esaurisce. Eppure. Eppure la barriera corallina è così bella che ancora 5 minuti.

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    1. Sono sempre i cinque minuti che ci fregano. Sempre.

      Se ci pensi anche la mattina. "Ancora cinque minuti" e poi taac sei in ritardo!

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  4. Quella cosa là, degli obiettivi è massacrante. Pensi sempre a fare di più e magari non riesci neppure a goderti quell'attimo di appagamento quando raggiungi un traguardo.

    Sentimenti? Ultimamente i miei creano solo casini. Avrei bisogno di una specie di lobotomia, che stacca le connessioni con tutto ciò che non serve e mi faccia star serena...

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    1. Decisamente massacrante. E non ho mica capito bene perché non posso dire: okay, basta. Va bene così. Va bene questo. No.
      Che due coglioni!

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  5. Eh. I sentimenti. L'ansia. Come diciamo sempre noi.

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    1. L'ansia.
      E anche un po' la patologia, aggiungerei :)

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  6. Quoto la rottura di cazzo. Indubbiamente.

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    1. Quella sempre. Costante. Forte!

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  7. i vasi comunicanti della coscienza

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  8. Non ci conosciamo e abbiamo entrambe un tag con questo titolo, io l'ho ripreso dal titolo del mio blog stream of conciouness :) che appunto quando mi si chiude la vena il flusso di coscienza si trasforma in incoscienza

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    1. Che stranezza :)
      Ora mi vado a spiare il tuo blog. C'è da dire che quando la vena si chiude siamo tutti fratelli e sorelle ahaha!

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  9. Leggendoti si può fare una lettura sommaria e veloce dei chakra (se la parola esotica non è gradita, sul piano somatico).
    Osho osserva che la coppia è il koan in assoluto più impegnativo.
    Va a toccare moltissime cose,anche alcune latenti, nascoste da quando eravamo bambini piccoli.
    C'è un'altra cosa che è sovversiva degli equilibri "stabiliti".
    Il piacere.
    La coppia, specie in innamoramento, fornisce quantità di piacere di tutti i tipi al quale non siamo abituati. E questo rompe gli equilibri che si basano su livelli e quantità assai inferiori, livelli e quantità di piacere ordinari.

    Per i greci il papà di Eros era Chaos...

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    1. (Chakra va più che bene come terminologia. Certe parole vanno lasciate così come sono, altrimenti perdono sfumature per strada).

      Nelle sue meditazioni Osho insegna molto a rompere e ricreare gli equilibri e, nella mia esperienza, le sue meditazioni dinamiche sono state tra le spinte alla vita migliori che io abbia ricevuto. Non siamo abituati a gestire certe quantità di piacere è vero. E riassestare i propri equilibri richiede sempre moltissimo tempo. L'amore (come l'odio) sono difficili perché mettono in campo una quantità tale di energie da farci spostare il baricentro da noi all'altro dimenticandoci, invece, che per amare bene (per odiare non lo so) quel punto dovrebbe sempre rimanere in noi e mai andare all'esterno.
      A Miasto un po' provano a insegnartelo questo. Ma quanto è difficile spogliarsi da ciò in cui siamo immersi ancora prima di nascere.

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    2. Conosci gia' allora molte cose buone.
      Hai una buona mappa e una buona testa. Il cammino richiede impegno, anche fatica e da' molte soddisfazioni e gioia. :)

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  10. Vabbè, m'è venuta fame. Con sentimento, s"intende

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    1. Vedi? Sono ovunque questi sentimenti.

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  11. Argh. Dico solo questo.

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  12. io so solo che sei sempre più la mia scrittrice preferita, tu...

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    1. E tu il mio bugiardo preferito ;)

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    2. e la cosa più incredibile è che non mento ;-)

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  13. E niente. Quando ti leggo mi sento come se fossi davanti ad uno specchio.

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    1. Chissà se è un bene. Ché a volte è faticoso essere come siamo noi.

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  14. I sentimenti...maledetti loro...a(v)volte eh, non sempre, a(v)volte...

    Bello leggerti, as usual...

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    1. Questo è il loro bello. Credo.

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  15. Arrivo sempre con mostruoso ritardo, ma arrivo.
    È sconcertante e bello al contempo scoprire un comune sentire.
    In questi giorni irrequieti mi ritrovo tanto in questo tuo flusso. E non avrei saputo esprimere meglio quello che dici tu qui: «E mi dimentico come si parla e si cammina e ho sempre paura di dire la cosa sbagliata, di non essere all'altezza, di essere troppo o troppo poco, di respirare troppa aria, di far rumore quando sbatto gli occhi». <3

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    1. Alla fine, forse, siamo tutti uguali. Tutti mossi dalle stesse incertezze e paure. Ma siamo così sciocchi da non dircelo e finiamo per sentirci soli.

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.

Il passato è una terra straniera

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