18 maggio 2014

C'è poca scelta tra le mele marce, diceva Shakespeare

Ho preso molte decisioni spinta solo dall'istinto. Senza soppesare le conseguenze e senza pensare al futuro. Qualche giorno fa parlavo con un'amica. O forse sarebbe meglio definirla una compagna di percorso. Perché l'amicizia è altra cosa. Senza che nessuno si offenda. Questa ragazza lavora come modella erotica. Questa ragazza - che potete trovare qui - fa questo lavoro da anni. Questa ragazza non è solo molto bella ma anche estremamente sensibile. A quel che so. Vedo. Ricordo. Parlavamo, virtualmente, dicevo riflettendo su come certe particolari scelte determinano il modo in cui gli altri ti vedono e giudicano e pensano tu sia. Chiaro che questo avviene di continuo ma la scelta del posare nuda o la scelta della pornografia fanno tutto ciò in modo più marcato. E tu, tu che lo fai lo sai, sai che ci sono delle conseguenze dietro a ogni scelta, dietro a ogni passo o parola. Lo sai. Eppure ci speri sempre che dall'altra parte si riesca ad andare oltre, a ricordarsi che c'è un oltre e altro. Eppure, sì, accade di rado. Ed è triste. E svilente. E te lo porti per tanto - o forse tutta la vita se, come lei, fai di questa cosa un vero e proprio lavoro.
A volte ci penso a come sarebbe diversa la mia vita ora se, cinque anni fa, avessi deciso di non fermarmi. Se avessi deciso di provarci con quella vita e quelle possibilità. (Qui e qui). Spogliarmi mi è sempre venuto naturale. L'imbarazzo lo provo più nel raccontarmi che nel togliermi i vestiti. Alla fine si tratta di un corpo, come milioni di altri. E l'intimità è altra. Decisamente è altra cosa. Ma ho sempre trovato difficile sentire di appartenere a quell'ambiente, quello delle fotografie dico. Quel sottotesto che, spesso, c'è mentre un fotografo ti guarda attraverso l'obiettivo. Quell'idea per cui se posi per un certo tipo di immagini sei anche una che non si fa troppi problemi a concedersi. Che è naturale ringraziare il fotografo con del sesso orale dopo una sessione. Che, ovvio, mica ho dei gusti personali io. A me questo non è mai piaciuto. Non sono mai riuscita a vendermi bene, a fare la disponibile, a fare allusioni, a sculettare metaforicamente o meno per ottenere scatti o visibilità. Non mi sono mai sentita a casa e allora ho lasciato perdere. Non me ne sono nemmeno mai pentita anche se quello lo ricordo come uno degli anni più intensi che abbia vissuto. Forse per la facilità con cui prendevo scelte. Forse per l'illusione della libertà.
Ho pensato a tutto questo qualche giorno fa. Alle scelte prese solo per me. Perché la sensazione di perfezione e sicurezza che dà l'essere fotografata perché qualcuno pensa che tu sia bella e possa causare erezioni me l'hanno data solo poche altre cose (tutte intellettuali, tra l'altro). Ma ho anche pensato che le scelte prese solo per me avrebbero potuto essere causa di imbarazzo per chi mi stava vicino. E ho pensato a mio padre. Crescendo ho sviluppato questo senso di protezione nei confronti dei miei genitori e mi son chiesta come si sarebbe potuto sentire lui se si fosse imbattuto in qualche mio scatto on-line. Perché anche se è mio padre io non sono scema e so che come una buona parte di uomini e donne più o meno adulti un occhio alla pornografia è probabile che lo dia. E mi sono sentita strana. Un misto di volontà di rivendicare la mia individualità e un ricordarmi di essere anche, comunque, per sempre, figlia. E mi sono sentita contenta, ed è proprio un bel sentimento quello di sapere di aver fatto la cosa giusta.
Ogni tanto mi capita di riguardare quelle fotografie.
Mi ricordano che fare delle scelte è la vera libertà.

Il giorno del mio compleanno.
Polaroid: Danilo Pasquali ©

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42 commenti:

  1. Eppure bisogna andare lontano per trarre di che voler bene.
    Un'esistenza in bilico espone ad occasioni continue di emozioni.
    O no?
    In effetti le mie sono solo ipotesi ;-)

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    1. Ipotesi con un solido fondamento.
      A volte è tutto sotto il naso, altre bisogna deviare un po' per capire come e chi siamo. :)

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  2. Intanto tu sei figa. Ci vuole classe e talento per spogliarsi. E intelligente, sì. Hai fatto le tue scelte in maniera consapevole ed indipendente.

    "Perché la sensazione di perfezione e sicurezza che dà l'essere fotografata perché qualcuno pensa che tu sia bella e possa causare erezioni...".

    Tu non sai, questa cosa quanto l'ho sentita mia. Sembrava scritta per me.
    E mi sono rivista in un certo periodo.

    Non posso dire di aver capito tutto, ora, ma sono sulla buona strada.

    (Commento criptico, ma so che tu saprai non capire).

    <3

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    1. Ho capito, naturalmente.
      A volte mi rendo conto che, nonostante tutti i progressi fatti, l'approvazione di chi ho intorno mi tranquillizza e mi dà sicurezza. Ed è stupido perché il mio (o il tuo) valore dovrebbe andare al di là di quello che dicono gli altri. Eppure.

      Eppure. Ma intanto camminiamo su questa buona strada.

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  3. Credo sia importante non pentirsi di questo genere di scelte. Mi piace la frase che dici alla fine, "fare delle scelte è la vera libertà". Mi fa pensare alle cose che ho potuto scegliere più o meno liberamente.

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    1. Raramente mi sono pentita di scelte fatte. Nonostante, poi, possano non essersi rivelate ciò che pensavo la convinzione con cui le ho prese mi ha sempre permesso di vivere con "serenità" anche le conseguenze.

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  4. Un posto molto molto profondo.
    Nessun doppio senso, giuro.
    Ho visto gli scatti della tua amica anzi compagna di cammino. Non è che mi facciano impazzire.
    Leggi: nessuna sega, stasera, riservata a lei.
    Forse non capisco l'arte, o l'arte in scatti del genere, boh.

    Quanto alla tua scelta, hai fatto bene e hai ragione sul senso della stessa.
    Inoltre, provo ad immedesimarmi nella cosa che hai detto: essere artefice di erezioni (o sgrillettate, perché no) altrui.
    Immagino che possa farti sentire super.
    Dopotutto il mondo è li.

    Moz-

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    1. Il mondo è lì.
      Non mette tristezza a pensarci? Nel senso che dovrebbe essere anche lì ma non solo lì eppure, io per prima, ci casco. E non si tratta solo della normale soddisfazione nel sentirsi lusingati ma del costruire anche la fiducia in se stessi su questo. Son contenta, quindi, di averla costruita anche su altro. Sai poi che casino?

      Comunque riguardo gli scatti della mia amica: non è questione di non capire l'arte. Detto fra noi lì di artistico c'è poco e nulla. L'erotismo è altro, secondo me :) Si tratta di gusti e i gusti non si mettono mai in discussione :)

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    2. Sarà anche triste, ma noi in fondo siamo animali egoisti e egocentrici :)

      Moz-

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    3. Decisamente. Dal primo all'ultimo.

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  5. (Credo sia la prima volta che vengo qui. Sei forte)

    Dicevo. Ho avuto spesso l 'impressione di essere un giocattolino pur senza fare foto nuda e senza mai esibirmi. Credo che quello che per noi è libertà e anche felicità non venga quasi mai capito. E allora rinunciamo a quella libertà in cambio di un rispetto bigotto, di un anonimato comodo. Questa è la mancanza di parità , secondo me.

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    1. (Son capitata casualmente da te. Sai i giri da un blog all'altro e mi sa che ci rimango!)

      Non serve spogliarsi è vero. L'oggettivizzazione di ciò che siamo passa attraverso tantissime strade e quella della nudità è forse la più banale.

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  6. ti ho letto da poco come sai e non sapevo di queste tue esperienze passate. per motivi molto casuali conosco diversa gente nel giro del porno. e parlo di porno che non ha alcuna pretesa artistica, ma porno inteso solo come modalità per fare soldi. quindi pornostar che guadagnano 1 sui set e 10 facendo le escort (perchè sai che ci sono un pò di uomini che darebbero lo stipendio per trombarsi chi ne prende tre in contemporanea in scena) o registi che gaudagnano da siti, oggettistica e sexy shop. li ho frequentati più assiduamente qualche anno fa, negli ultimi anni questa cosa è scemata, di quelle amicizie mi sono rimasti solo coloro che del porno erano cultori e non protagonisti. era bellissimo, onestamente, andare a mangiare la pizza con loro, perchè del loro lavoro parlavano a voce alta, come io potrei parlare del mio. e chiaramente le ragazze avevano "la faccia da porno". morale, tutti a guardarci e a cercare di capire ciò che dicevamo.

    eppure per loro era veramente lavoro, ne parlavano con una professionalità impressionante.

    vabbè, aneddoto chiuso

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    1. Tutto sommato è un lavoro come un altro. Con più pregiudizi e forse più pericoli. Bisogna trovare veri professionisti (tra registi e fotografi) che sono lì - anche loro - per lavorare e non per farsi una sega guardando una figa. Ed è questa, nella mia piccolissima esperienza, la parte più difficile.
      Alla fine è sì un mondo a parte ma fatto di gente comune. Ed il bello è proprio questo.

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  7. Il post in cui parli delle Suicide Girls me l'ero persa e mi ha fatta ghignare da morire. Ché pure a me (come penso a qualsiasi ragazza che sia nell'ambito bodmod) era passato per la testa lo schiribizzo di provarci. Voglio dire, mi son detta, se prendono le ciccione perché non io. Poi mi sono ricordata che ho il naso grosso e gli occhi scuri e le cicatrici dell'acne e mi sono resa conto che la loro "libertà" nella scelta delle modelle ("vogliamo ragazze normali, anche con chili in più, di tutte le razze ecc") arrivava fino a un certo punto. Ragazze di tutti i tipi ma per forza perfette di viso, per forza con una bella pelle, per forza con bei capelli (finti) ecc… insomma, normale un corno. E allora vaffanchiurlo, torno a fare la feminazi e spogliarmi solo per il mio moroso.

    E sono orgogliosa di non averti chiesto un pompino dopo il servizio fotografico, sallalo! Hahahahaha! <3

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    1. Ahahahahahahahaha! A te l'avrei fatto volentieri, sappilo!

      Comunque sono d'accordissimo su quel che dici: è una bella balla quella del "tutti i corpi sono belli". Col cazzo. Guardando i loro set mi son sempre sentita un cesso. E poi dai non è alla portata di tutte quel sito: non tutte hanno un fotografo che sa fare buoni scatti e post produrre, non tutte hanno soldi per vestiti che magari mettono quella volta e basta ecc. ecc.
      Alla fine siamo mejo noi!

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    2. E quelle che scelgono ora, poi, tra l'altro sono pure poco moddate. Giusto i capelli colorati, e che cazzo di bodmod è?
      Poi, io mica l'ho mai capito il motivo per cui si chiamano Suicide.

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    3. 'na tristezza in effetti. Comunque siamo più "suicide" noi visto come siamo messi lavorativamente parlando!

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  8. scusa se ho abbandonato la lettura del post, ma mi sono trasferito sul sito della tua "amica" :D

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    1. Poi dimmi se hai usato la mano destra o sinistra :D

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  9. Tendo ad idealizzare le persone che riescono a vivere una dimensione a-morale del sesso, nella migliore accezione del termine.
    Io ci provai come scambista ma la mia amora del tempo (A-Woman) aveva tre freni a mano tirati, venivamo da percorsi diversi e con approcci diversi (morale il suo, etico il mio). Non funzionò.
    Comunque invidio e ammiro sempre molto le persone che riescono a viversi una dimensione sportiva, ludica o anche artistica dell'eros.
    Da quel poco che conosco di te, ritengo che tu abbia vissuto tutto con un buon approccio. Hai sperimentato, ti sei messa alla prova. Poche persone riescono ad essere così audaci. Poi hai tratto un bilancio, considerato le prospettive, i tuoi affetti e hai deciso per ciò che hai considerato ecologico.
    Questo è saggio.
    Baci

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    1. Non è facile per tanti motivi, non solo di attitudine personale ma anche ambientale e di crescita. Io sono nata e cresciuta in un ambiente in cui la nudità, ad esempio, non è mai stata vista come un tabù. Ho sempre visto sia mio fratello che i miei genitori nudi, come se fosse (e lo è) la cosa più naturale del mondo. Ancora oggi non ho di questi problemi con la mia famiglia, anche se sono a mia volta adulta. (per un bambino è più semplice).
      Sono tanti i fattori, dicevo, ma credo che l'ambiente abbia una grossissima influenza.
      Così come l'altalena continua tra sicurezza e insicurezza che mi ha sempre caratterizzato e che per motivi diversi spingono, entrambe, verso un certo tipo di azioni e reazioni.
      La sessualità è un mondo a sé. Tremendamente.

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  10. Hai fatto la scelta che più rispecchia il tuo equilibrio, mi sembra giusto, anche perché hai dato un'occhiata dal di dentro. A me proposero un paio di volte di fare delle foto ( una volta erano delle foto, una volta in pratica dovevo fare il manichino) ma non ho né le misure né la spontaneità di ringraziare nessuno in alcun modo. Immagino quanto sia più contorto quando le tue foto devono avere uno scopo ben più diretto che mostrare una maglia e un pantalone

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    1. Purtroppo è un mondo un po' di merda. Ci sono professionisti serissimi, ovviamente, ma ci sono anche tanti che approfittano del loro ruolo e uscirne - se davvero è quella la vita che desideri - non è facile.

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  11. Buffamente, la prima cosa che mi viene in mente è Responsabilità, alla fine dei conti

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    1. Per quanto mi riguarda sì, lo è stato. Ma credo si possa essere responsabili anche facendo quel tipo di vita. Tutto dipende da come si intende la responsabilità.

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    2. Totalmente d'accordo, ma sì, mi riferivo a te

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  12. A me invece viene in mente invidia. Sentimento sciocco e reazione infantile ma con le mie esperienze monogame (nel senso di una per volta), l'educazione bigotta, la mentalità ristretta e la visuale su quel mondo al massimo con l'occhio del "anvedi che robba", ti leggo con ammirazione accresciuta e mi sento di farti un sacco di complimenti per questa saggezza abilmente "fatta a mano" p.s. e un po' d'invidia anche per il tuo papà.. ;)

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    1. L'ammirazione è sempre una gran bella cosa e - nonostante la mia difficoltà ad accettare certe (belle) parole - ti dico grazie davvero.
      L'invidia, poi, non è sempre sciocca se spinge a muoversi :)

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    2. non c'è trasgressione maggiore della fedeltà, è l'essenza del pornoromanticismo

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    3. Ed è una sfida quotidiana. Personalmente.

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  13. io invece faccio sempre prevalere la ragione. Poi un giorno al mese, perdo la ragione e faccio la pazza. A quel punto ho i 30/29 giorni successivi per pentirmi e usare la razionalità fino alla successiva esplosione. Mi è piaciuto molto questo post: non avere pregiudizi significa ammettere che qualcosa percepito come "diverso" esiste. Leggendo le tue parole ho sentito che "io non ho pregiudizi", e quindi inconsciamente significa che li ho, almeno verso chi si spoglia. Me ne sono vergognata..... e ti ringrazio!

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    1. Vergognata? No, non devi. I pregiudizi, in modi differenti, li abbiamo tutti e poi, credo, non è necessario e doveroso accettare sempre tutto. Ci sono cose, atteggiamenti, attitudini che possiamo comunque non ritenere "giuste". Non ci vedo nulla di male :)

      Per il resto: ora sono assolutamente come te. Razionalità e controllo, salvo, poi, perdere la testa qui e là!

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  14. tu sei oltre.
    come persona.
    tu, sei oltre.

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    1. E tu mi vedi con gli occhi dell'affetto! <3

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    2. no, è il contrario.
      è l'affetto che viene da come sei tu....
      <3

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  15. Essere in pace e in armonia col proprio corpo credo sia un vera e propria fortuna.
    E tu sei faiga.

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    1. Alla fine è un bel percorso a ostacoli eh, perché certi giorni mi sento figa e altri un cesso ma si fa quel che si può!

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  16. Io non so se riuscirei a mettermi a nudo in tutti i sensi. Penso che prima dovrei togliermi alcuni pensieri e altre cosine e..poi sicuramente riuscirei a sentirmi libera. Inutile affermare che tu sei una persona sorprendente e caratteristicamente bella! Ti ammiro :)

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    1. Alcune foto sono anche belle,parlando della tipa. Danno qualcosa,non sono volgari.

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    2. Grazie <3
      Per me è sempre stato naturale lo spogliarmi però capisco bene la tua sensazione. Io la vivo per altre cose che magari sono normalissime per altre persone.

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.

Il passato è una terra straniera

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