27 giugno 2014

Flusso di (in)coscienza # 5

È possibile dimenticarsi come si socializza? - mi chiedo. O forse non dimenticarsi, ma disabituarsi. Passare molte più ore in silenzio che a parlare, se non con se stessi, e poi - nella vita quella vera - sentirsi distanti. Dagli altri. Dall'umanità tutta intorno. Ascolto le persone, a volte, e mi rendo conto di non essere interessata a ciò che stanno dicendo. Non mi sento partecipe. Non mi sento dentro nulla. Possibile essere scollata in questo modo, mi chiedo. Possibile, mi dico. E mi spavento. Ho paura della mia distanza, della mia incapacità di riuscire a sostenere una compagnia normale, una serata normale. Ho paura della mia continua ricerca dell'intensità e dell'unicità e dell'insoddisfazione che mi danno i rapporti che stanno sulla superficie. Cerco la sintonia disperatamente. Senza trovarla. O trovandola in persone che la vita mi ha messo a più di due passi. Ho bisogno di intimità e densità. E non so più accontentarmi.
È terribile.


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45 commenti:

  1. Per la scollatura mi sentirei di suggerire un maglioncino in cotone leggero, dato l'innalzarsi delle temperature; per le serate anonime potrei dirti di cambiare itinerari, personaggi e anche location, ma invece anche no, a volte proporre variazioni di approccio nell'ambito dell'abituale compagnia crea simpatici diversivi, tipo mettendo in piazza problematiche comuni delle quali tutti sono a conoscenza ma che non è carino se ne parli in più di due per volta.. ;) (ma tu vuoi il sangue.. e dillo no?..).
    Poi c'è la problematica delle persone a più di due passi, tipo passo Rolle e Passo Falsarego, infatti è per quello che i montanari risulterebbero chiusi e un po' scorbutici...

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    1. Tu dici? Allora andrò di maglioncino leggero e mi terrò lontana dalla montagna. O forse è proprio lì che dovrei dirigermi.

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  2. è possibilissimo, solo che di solito capita alla mia età e non alla tua. a menco he tu non sia un fake ed in realtà hai 58 anni.... :-)

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    1. Ahahahaha, ti rassicuro sul fake. Forse ho solo preceduto i tempi!

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    2. lo so che sei un fake, non sei per niente anonima tu !

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    3. che NON sei un fake !

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    4. Immaginavo fosse un refuso :)
      L'anonimato non mi interessa. Io sono io e amen :)

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  3. perchè consideri (tutto) questo bizzarro quando, caso mai, secondo me, è l'esatto contrario - quando, caso mai, questo è l'acme di un comportamento normale?

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    1. Più che bizzarro lo considero terribile perché mi sento fuori dalla gente e non mi piace.

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  4. Credo che l'esimio JeanLoup mi abbia appena preceduto. Sottoscrivo e aggiungo: non confondere il socializzare con l'horror vacui.
    Ti abbraccio!

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    1. Filosoficamente parlando l'horror vacui è la spinta intrinseca della natura a riempire i vuoti, cosa che io non voglio fare :) Io i vuoti li voglio solo che, mi rendo conto, a forza di volerli ho disimparato a riempirli. E a godere dei pieni della compagnia.

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  5. Fai bene a non accontentarti dei rapporti superficiali. Più insignificanti del decaffeinato.

    E non fartene un cruccio se non trovi la sintonia che vorresti. Semplicemente devi cambiare destinatario :)

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    1. Lo so. Me lo ripeto costantemente ma sono anche un'imbranatona nel fare nuove conoscenze quindi è più facile lamentarsi!

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  6. QUANTO. CAZZO. TI. CAPISCO.

    E fa paura anche a me.

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    1. Che immensa, enorme sega.

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    2. Minchia, sì!
      (Comunque - più di tutto - siamo due ladies, non c'è che dire.)

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    3. (Quello sempre. Donne fini.)

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  7. E' una bella cosa, questa necessità che senti.
    Anche per me è così, forse siamo cresciuti :p

    Moz-

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    1. ..Moz cresciuto mi preoccupa assai.. portatelo in montagna (chè il Gran Sasso è giusto un gran sasso... )

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    2. Ahahahahahaha! Moz che succede? :)
      Che palle crescere.

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  8. Ah, ti accontenti di poco insomma. 'Na cosetta.

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    1. 'na cosetta. Sempre. Io cerco sempre la semplicità ma poi mi invischio di continuo.

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    2. In questo caso, più che semplicità parlerei di rarità

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    3. E forse è un po' la stessa cosa.

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    4. Credo tu abbia ragione

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  9. E' capitato anche a me e mi ha un pò spaventata. Non che in passato fossi così socievole o estroversa eh, ma ad un certo punto non riuscivo proprio a parlare con le persone. Ci ho lavorato parecchio e boh, non so se ho risolto.
    In realtà ho difficoltà anche adesso, non riesco a sostenere una conversazione con persone che conosco poco (ma che comunque vorrei conoscere), cioè ascolto ma so di non risultare credibile. Invece con gli estranei rido e chiacchiero che è una meraviglia. BOH.

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    1. Succede anche a me con gli estranei. Forse perché non ci conoscono e quindi è più facile.

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    2. Non ha senso però :/

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    3. Ne ha parecchio, invece

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    4. Allora non ci arrivo io ò.o

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  10. Le compagnie "normali"? Quali sono?
    Forse hai solo la fortuna e la condanna di essere un po' piu' avanti, un po' conscia della dimensione solipsistica della vita.
    Vivi il paradosso della sintonia. E' rara e non puo' prescindere dalla non-sintonia. Se vivi quest'ultima vivi la prima e viceversa.

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    1. Esistenzialismo come scelta di vita.

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    2. In parte forse è caratteriale, in parte può essere scelta.
      Nel senso che esiste una educazione, una formazione al vivere di qualità che comprende anche una buona porzione di solitudine e di piacere di autonomia solitaria.
      Osservo con preoccupazione il fatto che molte persone invece di essere infastidite dallo stare sempre in mezzo alla gente, siano terrorizzate anche dalla sola prospettiva di passare qualche ora o un paio di giorni con la persona (che dovrebbe essere la) più importante per loro.

      Essere sociali, empatici ed essere spiriti liberi, autonomi, solitari sono due aspetti fondamentali della vita.

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  11. I pochi ma buoni. E' lì che secondo me sta il punto. Trovare quelle poche persone con cui trovarsi in sintonia. Ho smesso di farmene una colpa se un buon 90% delle persone che incontro non mi dice assolutamente nulla. Che poi non è che magari non vogliamo bene, ad alcune persone. Solo che non ce ne frega un cazzo. (vedi la questione mia e del matrimonio per il quali inventerò una colica/caghetta fulminante).

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    1. Eh. Però è questo menefreghismo che ho che mi spaventa e vorrei fosse diverso. Ma dovrò farmene la proverbiale ragione e attaccarmi al cazzo.

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  12. Io mica lo so come accade, so che accade, che arriva un momento che non si è più sincronizzati con il resto del mondo, che si vivra ad un'altra vibrazione; sono momenti, poi tornano quelli in cui si socializza ma, alla fine, una persona che non si ferma alla superficie dovrà sempre scavare per andare in profondità.


    Ti confesso che, a volte, un po' li invidio quelli a cui basta la superficie...

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    1. Come vorrei mi bastasse. Accade a volte eh, e mi piace. Tutto è più semplice. Poi ricado a scavare con quella zappa in mano di cui vorrei tanto liberarmi.

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  13. Capita,capita quando davanti forse hai qualcuno ingestibile. Tante persone sanno metterti a tuo agio mentre altre non gli interessa minimamente. Sarà che a me i silenzi mi imbarazzano tanto,bhu! :)

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    1. Io, al contrario, i silenzi li amo; è proprio una questione di sentirmi ovunque un pesce fuor d'acqua.

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  14. Lasciamo perdere. Ci sono state volte che mi hanno presa per scema. Altre per timida. Altre ancora per stronza. La verità è che non ho un cazzo da dire. Non mi sento, non ne ho voglia, non condivido niente, non ho aria da sprecare in parole quando potrei usarla per areare il cervello e farlo pensare. E andare dove voglio, con chi voglio e essere una che non si pettina da sei mesi e mette i calzini nel reggiseno perchè ha perso l'imbottitura. E che non parla se non ne ha voglia. Che casino. Che poi ho superato il problema di non essere accettata da un pezzo, forse alla fine della prima superiore, quindi dieci anni fa ormai. Non è neppure quello, è proprio che non si stabilisce un legame tra me e loro neppure per rispondere "no oggi è bello tutto il giorno, hanno dato pioggia verso le 5"

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    1. Ecco. Non c'è legame. Non sento un filo che unisce e quindi non mi viene nemmeno voglia di parlare.

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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