1 dicembre 2014

Flusso di (in)coscienza # 9

Scrivo a te che chissà se leggi, chissà se esisti anche se forse non ce n'è bisogno che leggi ed esisti. Basta lo scrivere. Ho i piedi sempre troppo freddi in questi giorni ma almeno mi riportano alla realtà perché a volte, ma solo a volte, mi dimentico dove metto il resto di me. Penso, penso in continuazione, parlo senza sosta, in silenzio, mi dimentico di ascoltare chi ho attorno e faccio confusione. Confondo volti e date. Ma poi sorrido. Alzo gli occhi e incontro i suoi e quindi mica possono andare male le cose quando ci sono occhi così e braccia così e mani così e orgasmi così. No, non possono. Mi viene da ridere nel pensare il contrario. Eppure oggi mi veniva da vomitare quando leggevo un articolo sulla pedofilia. Quando mi sono dimenticata di alzare i muri? Sono sempre così attenta. Ma tanto non serve. Perché la gente la bruttezza te la spara addosso e tu non sarai mai preparato. Sia che tu abbia undici anni sia che tu ne abbia trentuno. E allora faccio spallucce e picchio il gomito nella portiera della macchina e mi viene la nausea. E mi viene anche un po' da piangere ma poi rido perché sono goffa. E le persone goffe sono belle. E poi conta quel che sono, no? E poi conta cosa sono, no? E conta anche che io dico una parolaccia e tutto si sistema. Perché la rabbia è una bellissima risorsa. Non me l'avevano insegnato da bambina e mi facevo mangiare. Dagli spettri, dalle paure, dal dolore, dai non detti, dalle formiche. Ora mangio e mi mangio. Ma almeno provo qualcosa che non sia sempre e solo impotenza. Almeno mi arrabbio. Lo faccio in silenzio a volte, perché a volte le persone fonte della mia rabbia non la meritano, la mia rabbia. Come lei che è lì che aspetta. Aspetta il giorno della chemioterapia. Aspetta il giorno in cui si sentirà un po' in forze. Aspetta il giorno in cui potrà rispondere positivamente al mio ennesimo messaggio sul colonizzarle casa e rimpinzarci di schifezze. E io mi arrabbio perché non posso vederla, perché mi manca, perché soffre, perché il cancro è una merda, perché mi fa rabbia, rabbia, rabbia infinita non poterla aiutare. Non prendermi parte di quelle che sente e prova e teme. Poi io me ne vado felice a fare aperitivo e bevo e rido e faccio l'amore contro i portoni cercando di esserci, cercando di fare tutto come lo farebbe lei e mi sembra così stupido e mi sento così stupida. Perché la vita mica la puoi prestare o surrogare.
E quindi ho ragione a essere arrabbiata, ho ragione a voler spaccare ciò che ho intorno, ho ragione a non capirci più un cazzo, a cercare qualcosa a cui aggrapparmi, ho ragione a dare pugni all'aria perché sono troppo poco coraggiosa per darli al muro e infilare la testa nei libri perché lì sono al sicuro. Come in nessun altro posto. Come nemmeno nelle sue braccia. Ché anche Lui è vento. E come si fa, quindi, ad avere fiducia nel mondo, nelle persone, nei giorni, nelle opportunità? Non sono più capace di credere in qualcosa che non è cemento eppure i miei passi sono guidati dalle nuvole, se ci penso. Ma io non mi fido. Tutti parlano troppo. E non (si) ascoltano. Io ho bisogno di spiegazioni. Di perché e percome. Di vedere sentieri tracciati. Di avere i semi. E li cerco ovunque e li conservo e li custodisco. Cerco la poesia ma mi affido alla terra. Leggo romanzi ma credo alle leggi. Cerco qualcuno che sappia quel che io non so. 
Che dica quel che non so dire.
Che scriva quel che non so scrivere.
Che spieghi (e dispieghi) quel che non conosco.
Che pianga le lacrime che non ho liberato.
Che ami tutto ciò e tutti quelli che non saprò e potrò mai amare.
Che veda quel che non so vedere.
E che non mi permetta mai di sapere tutto. 

The Living Mirror, 1929. Magritte

Share:

45 commenti:

  1. .
    Ho un groppo tagliente in gola dopo aver letto queste tue.
    Posso sfruttare l'empatia come scusa per dirti che ti capisco anche se non vivo le stesse cose?

    Un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A una come te non si nega nulla. Puoi sfruttare ciò che vuoi. Possiamo anche sfruttare l'empatia per sorridere insieme.

      Ti stringo.

      Elimina
  2. Risposte
    1. Grazie. I cuori fanno sempre bene.

      Elimina
  3. sei così tanta terribile bellezza, tu.

    <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E pensa che vorrei essere tutto tranne che terribile.

      <3

      Elimina
    2. tieniti il "bellezza", allora :-)

      <3

      Elimina
  4. Il sapere è... una condanna.
    Diversa dall'ignorare che è condanna con altte pene.
    Il sapere ti porta l'impotenza, a volte. E questa fa male.
    Non ti curare di ciò che non puoi curare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La consapevolezza e il sapere sono due stronzi.
      Ma non potrei rinunciarvi e non potrei non tenervi, sempre.

      Elimina
  5. hai un ché di eternità dentro di te e dentro le parole che dici...
    leggo amarezza pura e bellezza ricca di realismo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai detto una cosa che mi lusinga moltissimo. Non posso che ringraziarti.

      Elimina
  6. Mi spiace molto per questa persona a te cara che sta soffrendo.
    Cerchiamo tutti un po' di certezza, ma continua a farti portare avanti dalle nuvole, così è la vita (credo, cosa vuoi ne sappia poi io della vita).

    <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma cosa ne sappiamo tutti, in fin dei conti. Però siamo belli, Pier, no? <3

      Elimina
  7. Risposte
    1. Il silenzio è una scelta bellissima.

      Elimina
  8. E' una situazione umanissima, un senso di vuoto ma anche forse di non vuoto. Ci sta.
    Mi dispiace per chi soffre, mi dispiace per te che soffri di conseguenza.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai no, si passa un sacco di tempo a ignorare le cose, poi ogni tanto non puoi farne a meno e quindi sbrodoli. Ma va bene così :)

      Elimina
  9. La rabbia è il sentimento dei forti, lo sai. Aggrappati a tutto ciò che puoi e allo stesso tempo ricordati quanto vali. Perché solo noi stessi non siamo vento. Siamo la quiete e la tempesta al tempo stesso...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi scordo di me solo per piccoli attimi. Poi è sempre bello tornare a riscoprirsi e sorprendersi. Nel bene o nel male.

      Elimina
  10. È che la ricerca è meglio del suo oggetto.
    Finché avrai la smania di cercare sarai inquieta, ma viva.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A volte mi chiedo se i monaci buddhisti (che io ammiro enormemente) abbiano qualcosa che io non vedo o se semplicemente siano arresi. Per ora preferisco ancora l'inquietudine.

      Elimina
  11. hai ragione, si. e la ragione non basta. e i perché, al netto di tutto, non servono perché (vedi?) non esistono.

    ti abbraccio forte :-*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bisogna prendere atto, lo so. Io prendo atto di continuo. Ma poi me ne dimentico.

      <3

      Elimina
  12. "Perché la rabbia è una bellissima risorsa."

    sì. E allora arrabbiati in tutti i modi che conosci e sfogati, anche se non aiuterà.
    Ti abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No è vero, non aiuta. Forse rischiara solo la testa e per adesso me lo faccio andare bene.

      Elimina
  13. posso solo dirti, per esperienza, che una persona malata, sta molto meglio, sapendo che le persone che ama, vivono pienamente, godono, amano e prendono anche l'aperitivo...mai sentirsi in colpa e la rabbia non aiuta, alimenta malessere...bisogna imparare ad accettare i limiti che un corpo organico ha, come anche la morte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi trovi completamente d'accordo, anche se, me ne rendo conto, le mie parole vanno in una direzione diversa. Generalmente io vivo e tanto. Solo ogni tanto cado e lascio che sia così. Ma poi si ricomincia.

      Elimina
  14. Fa rabbia. Fa paura. Fa male.
    Vorrei scrivere qualcosa di bello come quello che hai scritto tu ma mi viene in mente solo questo.
    Fa rabbia. Fa paura. Fa male.

    Ti sono vicina.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma si sopravvive, no? <3 Ti abbraccio fortissimo.

      Elimina
  15. In quel bosco lì ci cammino da vent’anni e i miei passi sono i tuoi.
    A volte mi dimentico di arrabbiarmi, altre la rabbia è tutto ciò che ho. O che resta.
    Ma vivere, sempre, bisogna vivere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Calpestiamo le stesse orme. Ma almeno non ci perdiamo se siamo insieme <3

      Elimina
  16. Difficile Mareva mia poter essere sempre all'altezza di tutto, possibile invece sfogare la nostra rabbia in mille maniere diverse, se serve.
    Si ha tanto e spesso non ce ne accorgiamo, sono una residuata bellica del cancro, sopravvissuta per la voglia che avevo di vivere allora, chissà adesso se ce la farei..e io posso dire onestamente che in fondo a quel tunnel ci sei da sola, nulla vale , nulla serve , nulla ti aiuta, se non te stessa...
    Desidererei tanto ti iscrivessi al blog, ma forse ho delle pretese assurde, altrimenti l'avresti già fatto..
    Ma io credo nella speranza , quella si!
    Un abbraccio forte..
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non si può essere all'altezza di tutto lo so e ho imparato anche ad accettare che le persone il proprio dolore se lo vivano da sole. Ci sono. Ma in disparte.

      (Ti seguo eh!)

      Elimina
  17. LA MADIA (Brione)



    (AH..quindi cerchi te stessa, giustamente) ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io alla Madia credo di ricongiungermi con me stessa. Ogni volta. Amo quel posto!

      Elimina
    2. Ah ecco...Allora avevo imbroccato sia la cosa che la cucina ;)

      Elimina
    3. Eh, mica sei scemo! :)

      Elimina
  18. Approvo il K.: terribile (e consapevole) bellezza e sapienza. Non aver paura di essere terribile, altrimenti troverai qualcuno che ti permetterà di sapere tutto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa cosa che hai scritto, sull'essere terribile, è bellissima. Grazie. Ma grazie davvero.

      Elimina
  19. Quando leggo questi tuoi post mi sembra di essere nel vortice di pensieri nel tuo cervello. Non so mai qual è il modo giusto di risponderti, perchè pensi tantissime cose belle e brutte nello stesso momento, cose belle e brutte che sembrano scontrarsi e fare un gran casino. E immagino sia voluto, questo casino.

    Mi è piaciuta la riflessione sulla rabbia. Anche a me dicevano che è una cosa brutta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E invece mi hai lasciato un commento bellissimo e molto azzeccato. Perché questi post sono difficile da capire per qualcuno che non sia me, perché sono sfoghi tutto sommato fini a se stessi ma tu hai letto più di quel che un estraneo possa fare. <3

      Elimina
  20. E sono poche le cose belle che ci sono in questo mondo, e quando ti leggo penso che tu sia fra questa rarità di bellezza. Mi fai venir in mente un testo dello Stato Sociale che dice "E fidati delle cose luminose e non di quelle illuminate...". Brilli di luce propria tu, perchè parli di vita, della tua vita, e sei umana così umana che leggerti è confortante, disarmante, a volte doloroso ma sempre e soprattutto reale. Un bacio e un abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per ciò che hai detto, mi lusinga moltissimo e mi stupisce. Grazie.
      Ho impiegato molto tempo ad accettare di non essere sempre all'altezza e ancora ho qualche difficoltà ma ci sto lavorando ed è bello vedere che il tutto sta acquisendo un senso.

      Elimina
  21. Secondo me, in queste situazioni è impossibile sentirsi all'altezza.
    Ti confronti continuamente col pensiero della sofferenza, della morte, dell'assenza, del non più.
    Come si fa a sentirsi all'altezza? Non ci si può fare.
    Ma credo, spero, con tutta me stessa, che anche solo esserci in questi momenti (anche con un messaggio o una telefonata), serva.
    Ti abbraccio forte ♥

    RispondiElimina

Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 concernente i Disclaimer.

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog sono tratti da internet, pertanto considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email.
Tutti i testi e le immagini riportanti la firma dell’autrice sono di proprietà della stessa, pertanto non utilizzabili su altri siti web, blog e affini. Se interessati alla riproduzione di qualsivoglia materiale si contatti l’autrice per stabilire consenso e clausole.