30 gennaio 2014

Listography # 5: your biggest fears

The Life In A Year

Okay. Si parla di paure. Io sono una cagasotto a tutti gli effetti. Non lo ero, un tempo, o meglio avevo le normali paure che si hanno nell'infanzia: i mostri, però si esaurivano qui.
Ora no. Ora dei mostri non ho più paura. Ma preferirei averla!

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28 gennaio 2014

Disinformatemi che oggi ho sonno, grazie.

Sono stata troppo seria ultimamente. Che sono tutti quei post-pseudo lagnosi che ho scritto? No, ma ditemelo che fracasso le palle così, ditemelo.
Perché a me quello che piace della giovinezza - mentale, che anagrafica è tutta un'altra storia - è il panorama di vita che ti si staglia ancora davanti. Ché poi io sia quella che pensa che il futuro non sia altro che un susseguirsi di finiti eventi che si ripetono all'infinito in parallelo col passato e che quindi non sia altro che una trappola, è un'altra cosa. Ma mi piace il senso di potere: poter muovere le pedine, poter scrivere la mia storia. Mi piace la pelle fresca. L'elasticità della testa. Mi piace la leggerezza. Mi piace pensare di essere saggia per poi accorgermi di poter essere solo accorta.
E ogni tanto mi piace anche pensare: disinformatemi che oggi ho sonno, grazie.

Per cui, a fronte di tutto questo, oggi scriverò solo di cazzate/aggiornamenti inutili. Per permettervi di farvi un po' i fatti miei e per assicurarvi che non sono depressa, non picchio la testa contro il muro dondolandomi in un angolo ma che anzi, sono addirittura QUASI felice.

1. Vi ricordate il mio piagnisteo di inizio anno sulla forma fisica/sul muovere il culo/sul fare qualcosa per sentirmi meglio e più in pace con me stessa? Vi ricordate che volevo comprare la cyclette? Ecco, il giorno dopo l'ho fatto e ho cominciato a pedalare. Da quel dì faccio quaranta minuti di esercizio ogni giorno - consultando il mio super calendario noto che ho saltato solo tre giorni dal 7 di gennaio perché non ero a casa. E sono super carica. Mi piace moltissimo - escludendo i primi dieci minuti nei quali desidero che un asteroide mi si schianti addosso. Mi dà buon umore e in più la bilancia dice che sono dimagrita. Rimango pur sempre 'na mozzarellona però di buon umore.

2. A gennaio ho festeggiato un anno di innamoramento insano verso Deva, il cane di Lui.

Qui siamo ritratte nel nostro passatempo preferito
Non pensavo si potesse diventare così rincoglioniti a causa di un animale. Io, poi, che son sempre andata dicendo quanto i gatti siano meravigliosi e superiori, mi ritrovo ora a fare amoreggiamenti vergognosi e imbarazzanti con un Amstaff (volgarmente un Pitbull per chi non lo sapesse) di trenta chili che mi dà i mini morsi alle orecchie, che vuole sempre dormire tra me e Lui, che mi mangia scarpe e ciabatte (e custodia del kindle), che si butta nel fango e poi mi si butta addosso e che mi manca in una maniera che non avrei mai immaginato.

3. Ho passato dei bei giorni con Lui. La distanza che ci fa vedere poco ci porta, però, anche a organizzare sempre un sacco di cose quando siamo insieme e quindi tutto è meraviglioso e scemo e buffo. Da più di tre anni.


Siamo andati al cinema e abbiamo bocciato The Counselor (Cormac MacCarthy non doveva  farmi 'sto scherzo), abbiamo mangiato nel nostro ristorante preferito, e poi in un altro e poi in un altro ancora dove ho preso 'na pizza strepitosa col pesto. E io AMO il pesto. E poi l'ho aiutato a studiare, e siamo andati al mare coi cani, e abbiamo fatto la pasta per la pizza e anche le piadine. Ma abbiamo anche fatto la cyclette. Perché siamo giudiziosi. Ma entrambi abbiamo messo su un mezzo chilo. Ché quando siamo insieme ingrassiamo sempre. L'amore dicono. No, la porchetta.

4. In questo mese ho pure messo gli occhiali.


Sono rossi. E belli. Anche se io, sostanzialmente, ci vedo. 10/10 dalla distanza. 10/10 meno uno sputazzo da vicino. Ma siccome leggo tanto, sto tanto al computer, sono incollata al cellulare, insomma siccome ho una vita sociale fittissima, ho pensato che delle lenti riposanti potessero darmi una mano. E in effetti il loro sporco lavoro lo fanno. Non pensavo si potesse vedere meglio di come vedevo. Eppure le diavolerie tecnologiche possono anche quello.

5. Da giovedì sarò a tutti gli effetti una collaboratrice di Finzioni, una rivista online, un progetto di lettura creativa. Avrò la mia rubrichetta personale e la cosa mi rende molto felice. Insomma, uno ci prova a fare le cose che gli piacciono.

6. Sabato sono stata a Milano. Ho rivisto la nostra Susanna.


Ci siamo divertite perché:
  • abbiamo mangiato sushi fino a vomitare, ma il fascino dell'all you can eat, soprattutto quando si tratta di sushi di più che discreta qualità, è talmente pressante che resistere è impossibile. Siamo uscite dal ristorante quasi incapaci di parlare, col il riso che ci sbucava dal naso, ma la colpa era, ovviamente, di quei due maki fritti e non degli altri venti ingurgitati. Si sa che il fritto è una brutta bestia.
  • siamo state da Tiger e abbiamo guardato tutto, sospirato per tutto ma, alla fine, comprato due cazzate - nemmeno per noi - e dell'acqua.
  • ci siamo sedute sulle scale del Duomo a goderci il sole, la gente che non capisce che i leggings non sono pantaloni e che gli UGG rosa pallido era meglio lasciarli in negozio. O forse, proprio nemmeno produrli ché per farli ci uccidono bestioline inermi. Fossero almeno belli.
  • ci siamo fatte foto da coglionazze.
  • ci siamo toccate le gambe. Le sue sono sode, le mie sono molli.
  • abbiamo deciso che sono meglio i cani e i gatti dei figli.
  • abbiamo parlato di cibo. Oltre ad averlo mangiato.
Domani ritornerò a Milano a trovare il mio mezzo cuore che non vedo praticamente da un anno. E sarò felice.
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23 gennaio 2014

Munch e il passato

Ho sempre pensato che tutto ciò che mi è accaduto nella vita, sia per mia volontà sia per quella dell'inevitabile, fosse propedeutico a ciò che sono ora e all'affrontare il mondo con i mezzi che ho ora. Ho sempre pensato, con un po' di orgoglio, che non avrei cancellato nulla del mio passato, che avrei rifatto le medesime scelte perché tutto mi è servito. Anche la merda e i cazzi in culo.
E invece sapete che non è vero?
Ci pensavo tempo fa e il pensiero si è riproposto un po' meno di tempo fa e mi son detta: ma chi voglio prendere in giro? Ma sarei scema forte se non cambiassi certe scelte se me ne fosse data la possibilità. Non parlo, chiaramente, di quegli avvenimenti su cui non abbiamo controllo: incidenti, cadute sulle ortiche, rottura di coglioni e qualsiasi altra sventura che il buon e misericordioso Dio abbia messo sulla nostra strada; no, ovviamente, no, parlo di quelle decisioni che abbiamo preso troppo tardi o che non abbiamo preso perché siamo dei cagasotto. Parlo delle relazioni che non abbiamo rotto prima perché siamo dei cagasotto e per di più rincoglioniti. Parlo di tutte quelle situazioni che ci hanno fatto male, ci hanno umiliato, ci hanno fatto dire ti prego terra apriti e inghiottimi e ci hanno fatto abbracciare fortissimamente le opere di Nietzsche o di quelle situazioni in cui non siamo intervenuti perché siamo pusillanimi e tante altre belle cose.
Ecco, insomma, mentre mi mettevo lo smalto io pensavo che, a saperlo - e grazie al cazzo - io con la mia ex non mi ci sarei mai messa. E non mi interessa se fino a qualche mese fa andavo dicendo che noooo, mai, guai, io non cambierei niente, mi terrei tutte le umiliazioni subite in quella relazione, e anzi ne vorrei di più, datemene ancora! 
Io - mannaggiacristo - se tornassi indietro col cazzo che ripeterei quell'esperienza. Durata quasi due anni eh, sono un tantinello lenta a capire le cose, ma rinuncerei volentieri anche al bello che c'è stato perché ora, a distanza di tanti anni, mi accorgo che il brutto è stato di gran lunga maggiore ed è stato brutto, il brutto. Un brutto così brutto che quando mi capita di pensarci mi scopro a chiedere a me stessa cosa aspettassi ad andarmene e perché io le abbia permesso così tanto. Perché la cogliona sono io, non ho scuse. Però la stronza era lei. Questo lo so.
Ha solo un pregio: l'avermi fatta dimagrire.
Anzi due: aver pianto quando l'ho lasciata. 

Ecco. Io ho capito questo in questo primo mese del nuovo anno.
Ho capito che si può anche non accettare ciò che ci è successo e abbiamo fatto succedere. Che è una bella favola l'idea che nella vita tutto ha un senso e dobbiamo esserne grati se no non saremmo le persone che siamo. E 'sti cazzi. 
A me andrebbe bene pure di essere diversa se mi fossi potuta evitare certe rotture di coglioni.

Mi è stata appena mandata da un amico con il commento: ti appartiene.
E ci vedo una connessione, mia, con ciò che ho scritto.

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22 gennaio 2014

Listography # 4: Your favorite bands

The Life In A Year

Eccoci alla quarta settimana.
Al solito, per le info, cliccate come ossessi sul banner.

Questa lista, come la precedente, mi porta ansia e parolacce. Da una parte perché non sono mai stata una vera e propria fan, con una fede cieca e totale verso uno o più gruppi e dall'altra perché, proprio a causa del punto precedente, mi piace un sacco di musica diversa per cui sarà dura scegliere.
Andrò un po' a caso, come ho fatto con i film. E che Dio mi sorregga.

Your favorite bands


● Fabrizio De André - da sempre e per sempre.
● Ministri
● Guns N' Roses - non li ascolto da tantissimo ma per anni mi sono ossessionata
● Pink Floyd
● Death In June
● Foo Fighters
● Gos Is An Astronaut
● System Of A Down
● The Who
● Tiger Army
● Tom Waits
● Tool
● Ultimo Attuale Corpo Sonoro
● Tracy Chapman
● CSI
● Ben Harper
● Ludovico Einaudi
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20 gennaio 2014

Di treni e uomini

Oggi ero in treno.
Amo andare in treno. Ci vado spesso, per fortuna. Mi piace il treno per quel senso di movimento fermo, per quella sensazione di essere ovunque ma di non essere in nessun luogo. E poi mi piace il treno per la diversità di persone che lo frequentano, perché posso fingere di leggere e ascoltare discorsi a volte interessanti a volte assurdi e categorizzare. Gli uomini, le donne. Gli adolescenti. Gli studenti. Gli stranieri. Farmi un'idea su quel che mi circonda. E (a volte) rabbrividire. Nel corso delle mie ore su rotaia ho sentito e visto tanti uomini. Di età diversissime. Tutti accomunati dal provarci con qualcuna o dal parlare di qualcuna. Oggi, ascoltando l'ennesima frase volgare e sessista mi son messa a fare delle riflessioni e a rivolgere un appello mentale a quella parte di uomini - perché per fortuna possiamo parlare di parte - con cui mi capita spesso di imbattermi.
Pensavo questo, più o meno.
Uomini, sappiate che state peggiorando. Non tutti chiaro. Ma molti. Non solo comprate riviste di moda, non solo passate più tempo al cesso di me, non solo all'indipendenza preferite le tagliatella di mamma, non solo non vi ricordate come s'aggiusta una lampadina e fate più gossip delle liceali, non solo fate foto in mutande e lingua fuori che io manco a sedici anni. La cosa davvero inquietante è la vostra totale incapacità di rapportarvi con una donna vera. Il problema nascerà forse dal fatto che siete bombardati di immagini, di filtri, di scemenze. Non so. Fatto sta che ormai il nome, a una donna, lo chiedete solo per aggiungere il contatto a facebook. Guardate porno e vi ammazzate di seghe, con peraltro conseguenze tragiche a livello di prestazione, e poi non sapete riconoscere un vero orgasmo. Ridete ma... boh. E quando va male credete di stare nei filmetti che girano su youporn, andate in gruppo, ve ne fregate di avere una donna lì per voi, consenziente e consapevole. Vedete bene di non cercare una sana scopata appassionata. Fate i video, li pubblicate, fate di una ragazza una vittima umiliata della vostra nullità e vi sentite pure dei fighi. Voi e i vostri piselli mosci. Oppure pagate. Le troie, più o meno virtuali, non avvertono la crisi. Mandate cazzi via messaggio privato e cercate di creare improbabili conversazioni erotiche che, vi giuro, farlo con un cadavere in piena atmosfera cimiteriale in inverno è più erotico. Passate da un timido "ciao" al bar, tirato fuori per miracolo a un "voglio scoparti" in chat. Avere una continua crisi di identità: a sedici anni vedete troppo e avete pensieri informi, anzi deformati. Ché pure noi ci vediamo i porno ma sappiamo cosa sono. Voi, invece, passate anni nella frustrazione sognando i pompini di Sasha Grey. A trent'anni siete frustrati perché avete due enormi palle mosce da bambinoni mai cresciuti. A quaranta iniziate a cercare svago on-line. A cinquanta sentite la voglia di improvvisarvi Casanova del secolo e fate i viscidi pure con i tavoli. A sessanta fate gli scemi con le giovani credendo di avere un certo fascino che no, di solito non avete. Le amanti non sapete nasconderle, le responsabilità, comunque, non sapete prendervele e sembrate sempre goffi nei vostri grotteschi tentativi di salvataggio in extremis. Spesso, poi, avete il cervello tanto incenerito da risolvere le situazioni complicate con i metodi più assurdi: la fuga, il suicidio, l'assassinio della moglie. L'assassinio dell'amante. L'assassinio di tutti.
Che rottura. Non tutti, per carità, ma molti. Insegnate ai vostri figli che un "voglio vederti" detto al bar è molto meglio di una foto del cazzo teso su Internet e che c'è poco da stare allegri a fare sesso in gruppo a diciassette anni con ragazzette problematiche o un po' bevute, e relativo video dell'impresa. On-line. Ancora meno felice è provarci mollemente in chat, filtrati da uno schermo. Ché una donna non è un recipiente ove riversare fluidi e imbecillità, comunque. Ché quando un risultato lo si raggiunge troppo velocemente e con troppa facilità qualcosa non va. Ché c'è da vergognarsi a dover pagare o stuprare una donna per far volare l'uccello, mica da vantarsi con la compagnia di sfigati. Ché è un po' triste. Che siete un po' tristi.


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16 gennaio 2014

Listography # 3 - Favorite films

The Life In A Year

Come mettermi in difficoltà.
In ordine assolutamente casuale. Dimenticandomene, sicuramente, una valanga.

Favorite films.



● Parenti serpenti
● Kill Bill 1/2
● The Goonies
● Bastardi senza gloria
● Full Metal Jacket
● I soliti ignoti
● Picnic a Henging Rock
● H2Odio
● Non è un paese per vecchi
● Amadeus
● Stand by me
● Il buono, il brutto e il cattivo
● Tutto Rob Zombie
● Shrek (tutto)
● Amici miei
● Quarto potere
● E il nervoso che mi viene perché me ne sto dimenticando sicuramente un centinaio!

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9 gennaio 2014

La solida delimitazione dei corpi umani è spaventosa. (F. K.)

La sera, nel letto, mi dico che è ora che io dorma, è ora che io riposi. Ma, poi, ci sono le ombre delle luci e le luci delle ombre.
E quanto capisco Kafka quando scriveva: sono libero e per questo sono perso.
Ma sono anche felice, aggiungo io.


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8 gennaio 2014

Listography # 2 - Pets you've had and their names

The Life In A Year

Eccoci qui con la seconda puntata del progetto Listography. Se cliccate sul banner - creato da Nadia a cui diciamo grazie - verrete reindirizzati al suo blog e, in specifico, alla pagina nella quale fornisce tutte le spiegazioni su questa piccola follia a cui ha dato vita.

Ero indecisa se fare questa lista che, come vedete dal titolo, ha a che fare con gli animali. Posso dire, sostanzialmente di non averne avuti, di essere stata 'na poraccia in confronto alle liste che ho già letto ma va be', non mi tiro indietro di fronte al dovere.
Per cui...

Pets you've had and their names

● Mozart. Gatto. Avevo sei anni, credo, quando è arrivato. Regalatomi da mia zia la cui gatta aveva sfornato mille cuccioli. Non abbiamo mai saputo con chi, di grazia, la fanciulla di fosse accoppiata, sta di fatto che i gattini avevano questo fantastico color blu per cui, nella mia testina, ho sempre pensato fosse un gatto nobile. Con Mozart ci facevo tutto: dormivo, giocavo, andavo in bagno. Si nascondeva spesso dietro il frigorifero, probabilmente per il caldo che c'era, e dormiva tra le gambe di una mia bambola. Purtroppo, dopo solo un mese di amore incondizionato, abbiamo dovuto regalarlo: mi causava una tremenda allergia che constava non solo di occhi rossi e raffreddore ma anche di una fortissima nausea. Mio fratello aveva suggerito di dar via me, ma è rimasto inascoltato. Ho pianto molto.
● Mozart. Furetto. (gran fantasia, lo so) Regalatomi da un amico che non poteva tenerlo l'ho, a mia volta, sbolognato nel giro di un anno a un'altra persona. Iperattivo, casinista, e mi prendeva pure per il culo. L'ho amato molto anche se il suo sport preferito era scavare nella terra delle piante che c'erano in casa di giorno. E morsicare le sbarre della gabbietta di notte.
● Piccola. Gatta. Con lei ho passato quasi due anni. Incredibilmente (dopo quasi vent'anni) guarita dalla mia allergia, ho condiviso la mia permanenza milanese non solo con la mia ex, D., ma anche con la sua prima gattina e poi gatta Piccola. Deliziosa e coccolona, la mattina alle 6 mi si piazzava sempre sullo sterno infilando il suo naso dentro il mio per svegliarmi. Non per amore ma per cibo, ovviamente.Io fingevo di dormire, guardandola con un occhio aperto e uno chiuso. Ma lei mi beccava sempre. L'odiavo e amavo. Quando io e D. ci siamo lasciate la gatta è tornata con lei, ovviamente. Sarebbe stato meglio se l'avessi rapita. Ho saputo che qualche anno dopo è scappata e non è più tornata.
● Deva. Cane. Amstaff. Morte&distruzione. Come ben sapete - e se non lo sapete ve lo sto dicendo - Deva è il cane del mio fidanzato. La metto nell'elenco perché, un po', è come se fosse anche mia. Per il bene che ci vogliamo e per i limoni duri che ci diamo ogni volta.


Non pensavo si potesse amare così tanto un cane. Eppure è successo.
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6 gennaio 2014

Propositi (?)

Oggi mi sono sentita in colpa per la mia pigrizia. Di solito sono maestra di scuse e trovo sempre il modo per assolvermi, per dirmi che non sono grassa ma solo poco tonica - e corrisponde al vero - per dirmi che in fondo mi vado bene così, che anche se non mi piaccio tutti i giorni non c'è problema. Tanto i giorni brutti li mettiamo sotto il tappeto e facciamo finta non esistano in attesa di tornare a guardarmi allo specchio in modo acritico e con amore. Oggi, però, mi sono detta che devo smetterla di raccontarmi cazzate. Oggi. Oggi allora ho fatto dello stretching e qualche esercizio che per una come me è già moltissimo. Mi chiedo perché dal passato non potevo portarmi anche la Mareva sportiva al posto che la Mareva ansiosa. Ma tant'è. Oggi, quindi, mi sono guardata e mi son detta che devo smetterla di assolvermi continuamente, che la disciplina che avevo una volta mi manteneva viva, fisicamente e mentalmente e che devo impormi.
Domani, allora, andrò a comprarmi una cyclette. E vediamo. Diventa una sfida con il mio orgoglio. Ho paura di partire già sconfitta, ho paura che ancora una volta il non dover davvero dimagrire vincerà sulla mia voglia di vedermi più soda e che so, magari anche con una taglia in meno. Mi chiedo spesso da dove derivi tutto questo. Insicurezza? Quella credo di averla sconfitta tanto tempo fa, quella fisica per lo meno ché sul piano intellettuale e personale mi sento spesso un meno. Però c'è la voglia di sentirmi più sicura di quel che mi sento. Di non sentirmi in imbarazzo con il mio corpo come spesso accade. Ma un imbarazzo mio, interno. Non mi preoccupa ciò che gli altri possano dire, mi preoccupa quel che io posso dire su me stessa. Mi imbarazza guardarmi allo specchio e, a volte, sentire che non sto facendo abbastanza per me stessa e il mio benessere. Non che non sia abbastanza bella, no, io mi piaccio da far schifo, ma non sentirmi abbastanza forte, disciplinata, motivata. Un tempo spingevo di più, leggevo di più, studiavo di più, era tutto un più. Non sentirmi così mi lascia addosso vergogna e imbarazzo per ciò che posso essere ma che non sono per un'estrema pigrizia fisica e mentale.
Voglio provarci. Non ho mai dovuto farlo perché ero naturalmente così. Ora devo sforzarmi e penso che sia una sforzo sano. Se saprò affrontarlo e mantenerlo fino a che da sforzo si trasformerà in normalità. Com'era un tempo. Com'ero un tempo.
E voglio anche dare una svolta mentale. Leggendo di più. Magari. Giudicando meno. Magari.
Non so se approderò a qualcosa. Ma il solo aver preso l'iniziativa mi dà speranza.

Avrei voluto scrivere un post con una ricetta ma ne è uscito questo.
Io ai buoni propositi non è che ci abbia mai poi tanto creduto. Che sia la volta buona?

Va be', passatemelo 'sto pinguino.

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3 gennaio 2014

Listography # 1 - Firsts

The Life In A Year
Per ulteriori info cliccate sul banner!

Inauguro oggi una nuova rubrica per perdere del gran tempo, perché son priva di fantasia e per far sì che tutti si facciano ancor di più i fatti miei. Come se già non raccontassi abbastanza.
L'idea l'ho spudoratamente copiata dalla bella Nadia - e la bella Nadia lo sa. 
Il progetto consiste nel creare una lista a settimana per un anno (trovate tutto spiegato qui). Lista che può contemplare qualsiasi cosa: dalle pulizie da fare ai film preferiti. L'argomento viene suggerito da questo simpatico libro: Listography - Your life in lists, che trovate in vendita anche su Amazon e che non fa altro che nutrire le mie nevrosi. Ed è per questo che già lo amo.
Siccome però sono poraccia ho aspettato che lo comprasse Nadia e ogni martedì, giorno da lei scelto per pubblicare la lista, le ruberò la lista e, a mia volta, la pubblicherò. Sempre che mi piaccia.

Qui potete trovare il primo post a riguardo.
E quindi, cominciamo. Ecco la prima.

Firsts

● First car
Io sono una cagasotto e sebbene abbia la patente non guido. Da questo ne consegue che non ho una macchina mia. Anche perché, ora come ora, nemmeno potrei permetterla. Le pochissime volte che ho guidato, però, l'ho fatto con la macchina dei miei per cui potrei dire che la mia prima macchina sia (stata) una Opel Meriva. Ho anche guidato un suv-nonricordoquale in Canada. Ma li il cambio è automatico quindi non vale, ché è come guidare le macchinine al luna park. Se potessi scegliere, però, vorrei una macchinina piccina. Col cambio automatico. Appunto.

●  First kiss
Dodici anni. Casetta sull'albero. Il ragazzino più bello della classe. Il giorno dopo mi ha scaricata.
Ora, però, io sono figa e lui sembra un tronista. Mi è andata bene. E poi baciava di merda.

●  First drug 
Non lo so. In gioventù ho provato incoscientemente un po' di tutto e penso di poter dire che la LSD sia stata la prima. Ma non ne sono sicura. Ero giovane e sciocca. Ora penso che ero solo una povera sfigata ma va be', si cambia. Nonostante non ne faccia uso da almeno otto anni non le guardo negativamente. Mi fa solo un'enorme tristezza chi si vanta di farne uso, chi deve farlo sapere al mondo, chi crede di essere figo.

●  First religion
Non ne ho. Attualmente. Né mai avuta in passato. Non sono stata battezzata, non ho mai seguito il catechismo né vissuto le tappe della maggior parte delle persone che ho attorno. Mi son sempre, però, sentita molto spirituale e la prima religione che davvero mi abbia incuriosita è stata il buddhismo e in seguito l'induismo. Anche se non le chiamerei religioni.

●  First best friend
Se escludiamo le amichette e gli amichetti d'infanzia che sono stati tanti e importanti penso di poter dire il primo migliore amico sia arrivato a diciotto anni. Si chiama D. e ancora c'è.

●  First telephone
Una roba immonda della Motorola, ereditata da mio fratello nel 1999, con uno schermino minuscolo, delle suonerie terribili e senza t9.

●  First book
Il libro con la storia dei Tre porcellini. Se mi sforzo me lo ricordo ancora a memoria.
C'erano una volta tre porcellini, Timmy, Tommy e Jimmy e c'era anche il Lupo Cattivo che dava loro la caccia.
Aveva la copertina verde di cartoncino. Tutta sciupata, sbavata e smangiata.


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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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