30 luglio 2014

Listography # 31 - Bands you've seen live

The Life In A Year

Posso dirlo? Posso dire che questo tempo mi ha leggermente stufata? Per usare un eufemismo. Io amo l'autunno, sia chiaro, e l'estate non è per nulla la mia stagione ma lavorando all'aperto, andando al lavoro in bici, essendo a 200m dal mare... ecco, sarebbe più comodo se ci fosse il sole. Sono contenta io, sono contenti i turisti che sembra che con la pioggia impazziscano, siamo contenti tutti. E questo ultimo mese di lavoro, almeno, non mi farà venire tic nervosi per lo stress!
Premesso questo, rieccomi qui. Con la lista. Lo so, prima o poi riuscirò a proporvi un post sensato con qualche aggiornamento inutile ma che, almeno, mi porti a un impegno cerebrale superiore a questo.
Non ho visto molti concerti, in realtà. Ma qualcosina c'è anche se, mi rendo conto, poca roba.

Bands you've seen live

● Fabrizio De André. Qui baro, ero nella pancia di mia mamma, ma mi piace spacciarlo come il mio primo concerto. Contando che lui, per me, è inarrivabile.
● Nomadi. Da bambina, spessissimo, a seguito dei miei genitori.
● Francesco Guccini. In adolescenza spesso. L'ultima volta un paio di anni fa.
● Fast Animals and Slow Kids. Gruppo italiano (di Perugia, mi pare). Talentuosi. E scemi.
● Ministri. Belli, belli, belli i loro live. Io adoro i gruppi che, poiché ancora "piccoli", fanno i concerti in 'sti posticini nei quali si è tutti così vicini da sentirsi una famiglia.
● Neil Young. Adorato.
● Bob Dylan. Vedi sopra.
● Blink 182 e NOFX. A 17 anni a Los Angeles. 
● The National. Quando facevo l'au-pair a Vancouver. Il concerto era tipo attaccato a casa. Stupido non andarci.
● Ben Harper. Insieme a mio fratello. Gran bello spettacolo.
● Lou Reed. Al Vittoriale. Praticamente senza fiato ma, per me, un simbolo.
● Franco Battiato. La meraviglia.
● Red Hot Chili Peppers. Gran spettacolo ma delusione canora. Stonatissimi.
● Banco del mutuo soccorso. Un'enorme emozione.
● Tracy Chapman. Ottimo concerto visto almeno una decina di anni fa rovinato solo da dei cretini che non hanno fatto che parlare.
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23 luglio 2014

Listography # 30 - Your favorite games to play

The Life In A Year

Per la prima volta sono seriamente in difficoltà con una lista. Io non gioco praticamente a nulla: raramente ai giochi di società, quasi mai a carte, per nulla con i video game o con i giochi di ruolo virtuali o meno. Zero sport di squadra. Insomma non sono proprio tutta 'sta festa. Ho sempre preferito leggere a giocare, fin da piccola. O disegnare, per dire. Anche se ho sempre fatto cagare. Ora, prometto, ci penso e vedo di tirarne fuori qualcosa, escludendo l'infanzia, altrimenti sarebbe troppo semplice.

Your favorite games to play

● 2048. Per chi non lo conoscesse è un gioco pseudo logico-matematico che si basa sul concetto di sommare numeri all'interno di uno schema cercando di arrivare (appunto) a 2048. Ci ho giocato per qualche mese ossessivamente.
● Tabù/Paroliere/Scarabeo. E qualsiasi gioco che implichi l'utilizzo delle parole. Non amo i giochi di società, generalmente, ma quelli dove ci si deve sfidare in termini di memoria, fantasia, creatività li adoro.
● Trivial Pursuit. Probabilmente il mio gioco preferito in assoluto. Adoro i quiz <3
● Mario Kart. Probabilmente unico video gioco a cui io abbia mai giocato. Ero brava. L'amavo. Anche se l'ho conosciuto tardi. Ci giocavo sulla Wii. Fate voi.
● Uno. Il gioco di carte che scatena odio feroce tra gli amici.
● Il gioco dell'oca alcolico. Il risultato finale è sicuramente divertente.
● Scacchi.
● Giochi di logica, serie numeriche e robe così.


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18 luglio 2014

Listography # 29 - The things you would save if your home was on fire

The Life In A Year

A me il fuoco spaventa molto per cui non so se, nel caso si sviluppasse un incendio in casa, sarei in grado di formulare un pensiero razionale oltre al fuggire il più velocemente possibile. Gli incidenti, soprattutto quelli su cui abbiamo poco potere, mi atterriscono. Quando vivevo a San Francisco, a volte, mi prendeva una paura irrazionale del terremoto che mi portava a pensare che sarebbe successo proprio quella notte. Come da consiglio del comune avevo un kit di emergenza sempre pronto sotto la colonna portante della casa con tutti gli oggetti necessari a una prima sopravvivenza senza casa.
Ecco, se dovessi dire cosa porterei/salverei direi quel kit. Da brava ansiosa.
Ma non sono più in California e non ho più quel simpatico salva-ansia.

The things you would save if your home was on fire

● Il computer portatile (per le foto)
● Il cellulare (per comunicare)
● Documenti, soldi, carte di credito

Basta. Mi piacerebbe dire anche tutti i miei libri ma non avrei tempo per farlo. 
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16 luglio 2014

Di aggiornamenti ed esistenza

Sugli incontri

Ci sono persone che entrano nella mia vita per noia. La mia, dico. Le faccio entrare, le trascino proprio, come a cercare un diversivo alle mie giornate, alla quotidianità stretta o sempre uguale o normale. Ma non sempre mi va il normale. Poi mi accorgo che di queste persone mi interessa poco. Mi ci sono affezionata quel tanto che basta per aver provato delle emozioni ma ora ciao, ho altro da fare scusatemi. Forse è per questo che ho sempre preferito la solitudine alla compagnia. Forse è per questo che anni fa, parlando con mio padre su come per me fosse difficile trovare un uomo con cui trovassi stimolante stare, mi son sentita rispondere che uno dei miei difetti è l'indipendenza. Solo Lui non mi va stretto da quasi quattro anni. Una rarità.

Sulla gente

E forse è, anche, per questo che dopo quasi due mesi di lavoro senza giorno di pausa il mio livello di intolleranza verso il prossimo ha raggiunto livelli ragguardevoli. Non sono mai stata amante della folla e questo bagno di gente, a tratti, mi mette a disagio. Il mio spazio personale è violato continuamente. Nonché la mia intelligenza. Dalle domande illogiche. Dalle affermazioni non richieste. Da un umorismo becero. Da una maleducazione e arroganza impensabili.

Sulle t-shirt

Qualche giorno fa ho ricevuto una delle creazione della Snob.
Una t-shirt che mi rappresenta nella mia velata spocchia e nel mio amore per l'idiozia.

You are what the French call les incompétens

Sui libri

Non leggo. Non sto leggendo assolutamente nulla - a esclusione di roba sull'Internet - da maggio. E un po' sto morendo dentro. Lui ha ben pensato di regalarmi tutti i racconti di Roald Dahl e sto sbavando in attesa che finisca la stagione per concedermi un po' di tempo in cui sarò assente dal mondo.


Sui tatuaggi

Sabato vado a prenotare il mio prossimo tatuaggio. Si farà in autunno, presumo. Qui, in questo studio bellissimo di Rimini da lei che non solo è bravissima ma è anche una persona meravigliosa. Non pensavo di tatuarmi ancora quest'anno ma mi son detta fanculo ai soldi, ho questa idea e la voglio sulla pelle.

Sulle riflessioni

Mi guardo attorno e mi rendo conto che tutti non fanno che lamentarsi, che guardare sempre al peggio, che i datori di lavoro non hanno le palle e trovano sempre più facile riferire e non parlare mai direttamente. La gente rifugge i rapporti onesti e non fa che guardare al proprio, ma non in modo sano con quell'egoismo che se non ci fosse sarebbe preoccupante ma con l'avidità di chi lotta per accaparrarsi l'ultimo boccone di cibo rimasto sulla terra. Peccato che non si tratti di sopravvivenza ma di ingordigia e violenza.

Su di me

Ma alla fine io vado per la mia strada. Mi faccio sfiorare ma mai toccare del tutto. Solo pochi possono. Sanno come farlo e sono gli unici con cui vale la pena sporcarsi e pulirsi.
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9 luglio 2014

Listography # 28 - People from history you'd like to have a conversation with

The Life In A Year

People from history you'd like to have a conversation with

● W. A. Mozart
● Allen Ginsberg
● Siddhārtha Gautama
● Martin Heidegger
● Marie Curie
● Adolf Hitler
● Roald Dahl

Mi rendo conto che i più non possiamo definirli del tutto passati ma, insomma, veniamoci incontro. Non ho volutamente dato delle spiegazioni sul perché io li abbia scelti ma sono tutti personaggi che per le emozioni che mi suscitano io trovo assolutamente estasianti e geniali. Uno di loro l'ho anche tatuato sulla coscia (Mozart) e un altro (Ginsberg) dovrei averlo questo autunno. Se tutto va bene. Ché certa gente è meglio tenersela stretta.

Io vivo.
Con lui che è bellissimo


e che con la sua diversità mi mostra la felicità.
Con il tempo che passa e che mi passa addosso.
Con la scortesia di troppe persone e con il sorriso di poche.
Con l'orologio in mano. Con le cene veloci. Con lo smalto dato male.
Ma con i regali inaspettati e i chili (mai) di troppo di vita.



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2 luglio 2014

Listography # 27 - List your favorite restaurants

The Life In A Year

Amo mangiare. E penso si sia capito. Mi piace mangiare schifezze ma amo anche mangiar bene e penso che la maggior parte dei soldi che io e Lui destiniamo agli sfizi finisca in cene e ristoranti vari. Ora stiamo risparmiando per andare a mangiare all'Osteria Francescana di Massimo Bottura ma volendoci circa 200 euro a testa mi sa che non ce la faremo e "ripiegheremo" sul Povero Diavolo, di Parini. Ci piacciono i ristoranti un po' così, che se la tirano, e ci piace molto provare abbinamenti particolari. Abbiamo un sacco di posti in lista che speriamo di riuscire pian piano a visitare. Per ora di stellati non ne abbiamo ancora provati ma tra le varie cene fatte ci sono dei posti (anche economici) che ci/mi sono rimasti particolarmente impressi.


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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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