28 agosto 2014

Listography # 35 - Things you like to do on your day off

The Life In A Year

Se escludiamo il fatto che non ho un giorno libero dal 21 di maggio - risata isterica - ma che da lunedì ne avrò anche troppi e che quindi alternerò gioia a depressione devo dire che, essendo io una personcina molto semplice, sono altrettanto semplici le cose che mi piace fare nel tempo libero.

Things you like to do on your day off

● Leggere. Tanto. Molto. Perdendo la concezione del tempo.
● Mettermi in pari con serie tv e film, cosa che mi porterà via tantissime ore prossimamente.
● Uscire a pranzo/cena/merenda: basta mangiare.
● Visitare qualche città o mostra.
● Perdere tempo con il computer.
● Cucinare.

E questo, credo, è tutto.
Facile. Veloce. Indolore.

A presto con nuovi e spero interessanti aggiornamenti sulla mia condizione di (quasi) disoccupata. 
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20 agosto 2014

Listography # 34 - The was you've changed since your teens

The Life In A Year

Ovvero parliamo dei cambiamenti avvenuti rispetto a quando ero un'allegra e spensierata teenager che non si preoccupava di dover arrivare a fine mese, delle rughe vicino agli occhi, dei primi capelli bianchi e di dover far movimento per non far vincere la gravità.

● Non uso più mille mila braccialetti, anelli e ciondoli. Ora non uso proprio più nulla. Oltre a darmi fastidio non mi piace l'effetto palo della cuccagna che fanno insieme ai miei tatuaggi. Di rado metto un braccialetto molto sottile. E basta.
● Ho i capelli corti. Escludendo l'infanzia ho sempre avuto i capelli lunghi fino a metà schiena o poco più sotto. Un giorno di maggio del 2008 sono impazzita (o rinsavita, dipende dai punti di vista) e li ho tagliati corti. E li amo.
● Non mi vesto più come un scappata di casa e mi curo maggiormente.
● Sono più sicura di me stessa.

Per il resto sono la stessa sfigata di sempre <3
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17 agosto 2014

Flusso di (in)coscienza # 6

Avrei voluto fare un post sul perché la pizza napoletana sia migliore di quella sfoglia sottile che propinano in alcuni luoghi ma, poi, mi sono resa conto che non era così importante se confrontato al fatto che stasera, mentre ritornavo al lavoro, mi si sono rotti - di colpo e contemporaneamente - i freni della bici. Potevo pure non mangiarla più la piazza. Nemmeno quella sottile che tanto critico. La fortuna vuole che qui, d'estate, per sfamare la sete di divertimento sfrenato dei turisti, sia tutto aperto e che quindi, a mezzanotte, la mia bicicletta fosse come nuova. Nuova forse è un parolone visto che avrà cinquant'anni, ma almeno frena di nuovo.
Ho letto una cosa molto bella, qualche giorno fa, su questo blog.
C’era sangue sparso sulle bacheche. Bombardamenti. Macerie. Cadaveri (di bambini). Poi la fregna. La spiaggia. I fischiabotti di Hamas. Meme. Corpi straziati (di bambini). Il mare. Fosse comuni in Iraq. Gatti buffi. Civili morti in Ucraina. I cocktail dell’aperitivo via Instagram. Bandiere.
[...] Ma chi muore per qualcosa, qualsiasi cosa, non ha bisogno di sentimenti usa e getta, non ha bisogno di indignazione, non ha bisogno del proprio sacrificio trattato come un aumento di tasse, sangue e oro sono e saranno sempre in conflitto e la promiscuità del mischiare i due piani è semplicemente umiliante per tutti, come l’idealizzare l’animo dei bambini, alla stregua di quello che avviene con i cani e i gatti, perché siete scemi e cercate isole di una purezza che non appartiene al cuore degli uomini [...]
E quando leggo certe parole mi sento riempire di speranza - anche se è il più inutile e non utilitaristico dei sentimenti - nei confronti del futuro e dell'umanità perché se c'è ancora qualcuno che scrive così, che sa scrivere così, qualcuno che guarda il mondo per com'è, qualcuno che non è cinico per moda o perché fa scopare insomma quando so che qualche essere pensante ancora c'è, allora, lì sì, ho un moto d'amore e di fiducia e penso che davvero non siamo tutti perduti. Ridotti a macchiette, a caricature buoniste da serie tv americana, a commuoverci per le morti mediatiche e, magari, non per quelle sotto la finestra di casa. La spettacolarizzazione di tutto ha tolto l'essenza a tutto. E i più si credono partecipi e coinvolti ingannati dall'illusione del virtuale, senza capire che la loro opinione - come la mia - è carta straccia. Soprattutto quando si fonda sul nulla. Come dire, le chiacchiere da bar hanno più spessore.
Il mondo è uno strano spettacolo. Dal punto di vista che ho io, come commessa in un'attività estiva, il panorama è desolante. Mucche al pascolo e completamente allo sbando. Coppie e famiglie dall'aria triste e stressata. Cosa ci stanno a fare al mondo? O meglio perché si bloccano in una vita che non vogliono? Perché la gente non sceglie?
Ieri sera, tornata dal lavoro, io e Lui ci siamo bevuti una bottiglia di vino (molto buono) seduti sul letto parlando di Pirandello e Svevo e inettitudine e ho capito di aver scelto. 
E scelto bene.



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13 agosto 2014

Listography # 33 - Places you'd like to visit

The Life In A Year

Mi piacerebbe poter rispondere a questa lista così:

● tutti, ovunque.

Mi rendo conto, però, che forse ci si aspetta uno sforzo maggiore e qualcosa di più specifico e che potrei battere quattro tasti in più però, ecco, al di là di evidenti situazioni di pericolo io andrei davvero ovunque. Non rifiuterei nessun tipo di viaggio/meta se mi fosse regalato - grazie!

Places you'd like to visit

● India - Vietnam - Cambogia - Thailandia
● Israele - Giordania - Iran e tutti questi luoghi accoglienti e poco violenti
● Viaggiare lungo la Transiberiana
● L'outback in Australia
● La zona centrale e gli stati del sud degli Stati Uniti
● Bolivia - Argentina - Perù (mi attirano più degli altri stati)
● La Grande Muraglia Cinese
● La zona centrale dell'Africa e il sud Africa
● Le Hawaii
● Tokyo
● L'Alaska
● Tutto il Canada che non ho visto

Insomma, va be': ovunque e ciao.

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10 agosto 2014

Due cose.

1. Cose che mi hanno bloccato la crescita (delle tette).

Prendo spunto, o meglio, copio spudoratamente un post di CervelloBacato nel quale, saggiamente, elenca quelle che sono le cose/situazioni/mode/atteggiamenti che gli hanno bloccato la crescita (della barba). Il mondo è bello perché è vario, si dice, ma il mondo fa (anche) schifo perché è vario e molto spesso sarebbe bello trovarsi altrove rispetto alla gente media, alle azioni medie, alle situazioni medie. E sì, certo, lo so che siamo tutti gente media ma io credo che esistano più medi dei medi.

La maleducazione delle persone che si permettono di prendersi, mentre lavoro, una maggior confidenza di quella che hanno i miei amici.

I bambini che urlano e i genitori che non li ascoltano.

L'esigenza di molti di esprimere sempre e comunque la propria opinione. A caso. Fuori contesto.

Il latte scremato.


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6 agosto 2014

Listography # 32 - The professions you'd like to try

The Life In A Year

Questa lista mi fa un po' pensare alla frase cosa vuoi fare da grande? che ci si sente rivolgere milioni di volte durante l'infanzia e alla quale, sinceramente, io ancora oggi non saprei rispondere con sicurezza.
Ci sono mestieri affascinanti che non sarei mai in grado di fare o professioni così cinematografiche che posso davvero solo sognarle. Ma fa bene al cuore fantasticare su possibili mille altre vite. Ed è un bell'esercizio per concretizzare (anche) ciò che si ha e si è.

The professions you'd like to try

● Chirurgo. Per anni (dai dieci ai diciassette circa) è stato il mio chiodo fisso poi mi sono scontrata con la realtà dei fatti, ovvero la mia incapacità nello studio delle materie cosiddette scientifiche e ho abbandonato l'idea. Però è una professione che mi affascina enormemente.
● La mega manager/donna in carriere. Avere potere, essere sempre in viaggio, essere (ovviamente) iper fica, correre di continuo.
● La sportiva a livelli altissimi. Tipo vincere le Olimpiadi!
● La modella. Essere pagata per essere gnocca.
● La reporter di guerra. Sprezzante del pericolo ma con la caccarella sempre pronta a uscire.
● La politica. Ma non 'na robina schifosa. Essere console/ambasciatrice.

NB Ovviamente, di queste professione, vedo solo i lati positivi. Ovviamente.
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1 agosto 2014

Questione di pelle

Ciao, sono felice.


Ci vuole ancora un po' di tempo ma Lei lo vale. Per tutto. Umanamente e professionalmente.
E io sono felice. L'ho già detto?
E poi, ormai, vista l'ora, è già l'1 agosto e questo vuol dire che manca solo un mese alla fine della stagione lavorativa e al riprendere degli orari umani che mi permettano vita sociale e cene fuori e, soprattutto, un po' di sana solitudine. E questo è molto bello.
E insomma. Si sorride.
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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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