16 aprile 2015

Così, ve lo volevo solo raccontare

Ci pensavo questa mattina. Appena ho tempo mi metto a scrivere e riverso in parole tutte queste lacrime che mi bloccano la gola e mi fanno sentire piccola. Mi riempivano gli occhi mentre camminavo. E mentre aspettavo l'autobus. E mentre entravo in ospedale. Perché a volte la dimensione del cambiamento che mi ha coinvolta proprio non la so gestire e giostrare e accettare. A volte non riesco a volermi abituare alla nuova realtà. Mi rendo conto di viverla, a volte, come uno stato transitorio. E mi spavento. Non so come sarà il futuro di mio padre. Non so se tornerà a casa. Non so se giovane avrà bisogno di una casa di riposo. Mi faccio prendere da una tempesta di pensieri che non so controllare e allora mi viene male allo stomaco e mi sento così profondamente triste e arrabbiata. Poi ci parlo, con mio padre. E un po' mi tranquillizzo, un po' razionalizzo. Un po' mi dico che è capitata questa cosa e ci dovremo tutti adattare perché una soluzione - anche la più brutta, quella di non farlo tornare a casa - esiste. E una soluzione è una soluzione, nonostante tutto. E mi tranquillizzo. E ci sono un sacco di cose belle, comunque.

Ad esempio il week-end che ho fatto con Lui e il fatto che Lui, poi, lunedì è tornato con me ed è rimasto fino a stamattina.
Abbiamo passato dei bellissimi giorni.
Abbiamo mangiato bene. In un bel ristorante a Rimini. Si chiama Abocar e, ogni volta, è una bella sorpresa.

Coniglio, piselli e cacao

Siamo andati a San Leo e io non ci ero mai stata. San Leo è un borgo meraviglioso dove, nella sua rocca, Cagliostro venne imprigionato dalla Chiesa e lasciato morire. La rocca (cella compresa) sono visitabili e... è stato bello. Assurdamente emozionante per me che sento parlare di Cagliostro fin da quando ero piccolina. 
Ho avuto anche una sorta di ispirazione per un nuovo tatuaggio - ma questo, per voi, ovviamente ha poca importanza.




Mi sono accorta di quanto ami la Romagna e di quanto senta quei posti più affini a me rispetto ai luoghi dove son nata. Mi guardo attorno e capisco l'orgoglio, spesso esagerato, di chi abita quella terra e non posso che, almeno un poco, condividere quei loro sentimenti così sbrodolati e terrosi.




E tutto questo è molto bello. E mi ricorda che so ancora respirare e guardare.

E poi è successo che sono stata a mangiare, per la seconda volta, nel ristorante palestinese della mia città e mi è piaciuto molto.

Ed è anche successo che ho cominciato a scrivere per Facciunsalto e spero che possa rivelarsi una collaborazione duratura.

E poi ho guardato la prima puntata di Unbreakable Kimmy Schmidt, proprio poco fa, e mi ha resa contenta.

E insomma, questa mattina volevo sfogarmi con le parole poi, mi sono resa conto che non è così importante. Certo, sì, sono un po' triste, non posso negarlo. Mi sento in colpa, mi sento un peso enorme e mi sembra di non avere una direzione. Sì, sì e sì. Ma poi, boh, mi sembra necessario riuscire a uscire da quel vortice di pensieri che non hanno senso alcuno. Mi sembra sensato razionalizzare, guardare alla realtà, ancorarmi al pavimento. E ripartire da qui.

Così, ve lo volevo solo raccontare.
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48 commenti:

  1. Fan n°1 della Kimmy a rapporto.
    Questo a parte, la tua autenticità è un bene prezioso.
    So che non la perderai mai.

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    1. Kimmy sto già amandola <3
      Riguardo al resto si fa il meglio che si può. Grazie tesoro.

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  2. Sai mi piacerebbe poterti dire qualcosa di come ho vissuto io l'anno in cui mio papà è stato male, per darti una mano, ma non ho ancora capito come l'ho vissuto io stessa... (oltre al fatto che ogni esperienza è diversa, siamo persone diverse eccetera eccetera). Immagino che fare come fai, vivere quel che viene meglio che puoi, perché in un modo o nell'altro si continua a vivere, nonostante le battute d'arresto, sia il meglio che si può fare. A me sembrava di camminare per corridoi bui che non ero capace di rischiarare in nessun modo. Come quando sfreghi un fiammifero ma non sei capace di accenderlo, o è troppo umido per farlo. E quando riuscivo a distrarmi, poi mi sentivo in colpa e pensavo che un po' di quel buio era giusto continuare a portarmelo. Però che colpa abbiamo... facciamo quello che possiamo, meglio che possiamo. Un abbraccio!

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    1. Ecco. Hai detto una cosa che percepisco anche io. Quel buio è giusto continuare a portarmelo. Anche se so che non è giusto. Ma mi domando: se nulla è come prima come posso continuare a divertirmi come prima? Eppure, mi accorgo è possibile. E quindi è un continuo alternarsi di stati mentali e fisici ed è davvero un gran casino. Ma sei la prova vivente che si sopravvive, tu. E voglio esserlo anche io.

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  3. Non sentirti in colpa, la colpa delle cose brutte non è tua, né di nessun altro. Le cose brutte accadono nello stesso modo in cui accadono le cose belle. Incolparci ci fa solo male.
    Credo che l'unico modo per affrontarle sia combatterci insieme, senza mollare mai, anche se sarebbe molto più facile e confortante lasciarsi andare alla tristezza.

    È strano, mi è venuta in mente una battuta di un vecchio (relativamente, è di qualche anno fa) film, un personaggio si riferiva alla neosuocera della protagonista così: «Lei è come l'annegamento, piacevole, quando smetti di dimenarti».

    Ecco, a parte la battuta del film, penso che il succo sia lo stesso, ma che valga al contrario. Se smetti di combattere tutto ti cadrà addosso e farà molto, molto più male di quanto avrebbe fatto se non avessi mai smesso.

    Un bacio!

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    1. Il senso di colpa è un bruttissimo affare. Puoi avere tutti gli strumenti per dire e dirti che non ha senso sentirti così ma poi accade. E ti senti in colpa nel pensare di non doverti sentire in colpa. Insomma, robe mica tanto sane. Ma prima o poi si arriva a un compromesso. Di questo sono convinta. L'importante è non rimanere immobile. Altrimenti si annega, no? <3

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  4. In questo periodo è successa una cosa che non riesco a metabolizzare. Ogni cosa bella mi è superflua, e appena ho voglia di provare ad essere allegra, l'allegria mi scivola via, sbattuta a calci dal senso di colpa.
    Ammiro la forza con la quale riesci a trovare il bello nel brutto. Io ho paura di farlo, di dimenticare un pezzo di vita che se n'è andato per sempre.

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    1. Ho letto quel che (ti) è accaduto. Non ti ho commentata - e ora me ne dispiaccio - perché troppo presa dalle solite cazzate secondarie.
      Sai, trovare il bello nel brutto è proprio necessario. Per non dimenticare.

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  5. per e su tuo papà devi solo essere forte, ancora più forte di quanto non lo sia già

    San Leo mi manca e non mi dispiacerebbe vederla

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    1. La forza non mi manca. Ogni tanto me la scordo ma ho l'enorme convinzione di potercela fare a sostenermi. Comunque andrà io starò bene. Questo lo so.

      San Leo merita!

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    2. ottimo Mareva, ottimo

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  6. E hai fatto bene a raccontarcelo.
    Ho letto il tuo debutto su Fus, e credo tu sia portata alla grande per la mission di quella rivista online.
    Questo post ne è la dimostrazione, dopotutto :)

    Moz-

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    1. Moz... grazie! Davvero, gran belle parole. Ci si prova, no? Nonostante mille difficoltà. Nella vita o nei paletti messi alla scrittura ;)

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  7. come sempre non ho nulla di intelligente da dire, quindi aggiungo solo che San Leo è splendida, ci andai - da sola - in una delle mie ultime escursioni (o incursioni?) in terra romagnola...

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    1. Tu devi tornare in Romagna quando ci sono io. Se no ti meno <3

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    2. dobbiamo assolutamente organizzare, sì! ♥

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  8. Ndò stà stò ristorante assediato dagl'israeliti?

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    1. Ndò stà ill'articolo tuo nel sito linkato?

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    2. Qui l'articolo: http://www.facciunsalto.it/archives/26185/rimini-la-romagna-e-fellini

      Il ristorante si trova di fianco a Piazza della Loggia (mi sfugge la via) ma se lo googli lo trovi. Si chiama I Nazareni.

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  9. Ci sono quattro romagne: quella di pianura, quella costiera, quella collinare e montana, la conurbazione litoranea. Nei posti nei quali l'artificializzazione è conenuta, la Romagna è ancora bella.
    Penso non più bella di altri posti poco o scarsamente artificializzati.

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    1. Pianura e collina sono la mia Romagna preferita. Ci sono tantissimi altri bei posti in Italia. Ogni volta, però, me ne stupisco.

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  10. Quando le radici che ci hanno coccolato, cresciuto, quando eravamo piccoli, invecchiamo e diventano inermi, vulnerabili, non più autosufficienti, ci fa male perché sono affetti e carne e anima della nostra carne e anima. E' anche il contemplare la vita morte che terrifica.
    Serenità e fortezza, Mareva.

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    1. Esatto. Si tratta di questo. E dell'impotenza di fronte a decisioni che non siamo noi a prendere.

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  11. Changes
    Just gonna have to be a different man
    Time may change me
    But I can't trace time...

    Gli occhi belli meritano cose belle di cui riempirsi (mica le lacrime!) e i tuoi lo sono indubbiamente.
    Un abbraccio. <3

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    1. Oggi sono asciuttissimi. Giuro <3

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  12. Certi luoghi svuotano l'anima, e per un attimo siamo solo noi stessi con la nostra essenza.
    Un bacio grande

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    1. Per un attimo, è vero, ci si dimentica di tutto.

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  13. io non penso tuo padre finirà in casa di riposo.
    e penso che Lui sia stratosferico mentre ti porta a vivere, e resta con te a farlo extra weekend...
    poi penso che sorprendersi per "cose culinarie" faccia davvero bene, perché da gusto alla vita la papilla azzimata.
    ...e quando io penso o non penso una cosa, succede... fidati tesoro bello

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    1. Io mi fido tantissimo di te. Ma tanto davvero. Sei un esempio di costanza e voglia di vivere.
      E grazie per quel che dici. Ti credo.

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  14. Quel tuo "solo" raccontare è sempre un bellissimo portarci per mano, dove sorridi e dove scansi il buio... si sopravvive a miliardi di cose finché possiamo stare lì a respirarle, o sentirne il cattivo odore, o farci strozzare. Si sopravvive di forza e di slancio. Anche per inerzia quando siamo stanchi e svuotati. Ma finché ci siamo tutto quanto ci passerà accanto. Per quante cicatrici possa lasciare. Ora ti vado a leggere su Facciunsalto.. so' geloso sa'?.. a me non m'hanno cagato.. eheh!

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    1. Si sopravvive sempre, è vero. Trascinati o trascinando. Ed questo ha un che di consolatorio.

      E sai, io son femmina, io nei sentimenti ci sguazzo!

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  15. che poi in fondo la vita è questo nostro continuo navigare di bolina, il procedere a zig zag che ci porta comunque nella direzione che è la direzione del nostro andare

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    1. Direzione che, comunque, dobbiamo farci piacere!

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    2. ovvio. una ce n'è, mica altre.... ;-)

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  16. Sei forte e staccarti per qualche giorno da questa cosa brutta che è capitata alla tua famiglia non può che renderti più forte, anche per loro.
    Mi è piaciuta tanto la foto su ig con la poesia!
    E di Kimmy Schmidt sto per scriverne anche io... d'altronde, una serie che ha la sigla fatta con songify come si fa a non amarla?
    (Dimmi quando arrivi a Pinot noir)

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    1. (Domani dovrei riuscire a proseguire un po'!)
      E grazie <3

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  17. È vero, capita di sentirsi travolti dagli eventi e dall'angoscia, di non sapere dove sbattere la testa. La mente parte e ad un certo punto non sai più se la paura che hai è esagerata o ha motivo di esistere. Poi basta toccare con mano ciò che ti è successo per dargli un senso.

    La Romagna è meravigliosa, forse avrò modo di tornarci prossimamente :)

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    1. Sì, in effetti, ci vuole davvero poco.

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  18. Posso dirti, tesoro mio, che capisco bene la sensazione che da questo ammassarsi di pensieri.
    Io ne ho talmente tanti dentro che prima o poi imploderò.
    Speriamo, almeno, in modo positivo.
    Ti abbraccio. E un abbraccio anche al tuo mitico papà.

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    1. Spero che per te le cose siano migliorate. Per il resto grazie di cuore <3

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  19. Il tempo darà la soluzione opportuna, a volte non è bella mentre a volte può tramutarsi in qualcosa di inspiegabilmente positivo. Le situazioni possono,a volte, anche mutare,quindi pensa positivo bimba. E parlane con qualcuno,sfogati per quanto possa funzionare.

    Tantissimi abbracci. Sì forte.

    <3

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    1. Sì, alla fine avrò tutte le mie risposte. Non devo farmi fregare dalla fretta.

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  20. Ti capisco, sai. Anche io a volte (facciamo spesso, vah) mi faccio prendere dall'ansia, dalla concatenazione di pensieri, di "e se succede così" e "se invece succede cosà" e passo minuti, ore a cercare mentalmente eventuali soluzioni a ogni situazione. E mi sento un pochino meglio. Perché le soluzioni, quali che siano, a questo servono.
    E comunque a me di sapere del tatuaggio nuovo interessa, eccome!

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    1. Maledetta ansia, tesoro. Bisogna che emigriamo a vivere di frutti su un'isola deserta!
      (Del tatuaggio te ne parlerò!)

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  21. Bellissimi posti e si mangia veramente da dio..... Mare, colli e cibo.

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  22. Mi sa che il mio commento s'è perso.
    Anyway, ti ringraziavo per aver raccontato. Anche se riesco a leggere solo ora.
    E dicevo anche che ti penso ogni volta che trovo qualche ristorantino carino dove cenare. <3

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Faccio cose e non vedo gente.
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