6 maggio 2015

I have to remind myself to breathe

Una come me non lo sa bene cosa c’è, lì fuori.
E se i grattacieli sono davvero alti come sembrano a vederli dal basso. Chissà se dopo un po’ si perde il senso dell’equilibrio e del normale. Chissà cosa si prova. Chi lo sa cosa si prova quando, guardando fuori dal finestrino dell’aereo, si vede sfilare il mondo, un flusso di gente infinito: ritardi che si incontrano a un semaforo, destini che si intersecano a un incrocio, parole che si mescolano girando l’angolo. A volte mi dimentico cosa si prova.
Una come me non lo sa bene cosa c’è, lì fuori.
E poi ci si potrebbe render conto che si impara sempre dagli altri, attingendo da un’opinione a noi estranea, credibile o meno. Dalla percezione che ognuno ha della realtà, dal modo in cui la si vive e la si racconta, la si racconta e poi la si vive. D’altronde la differenza sta qui: tra il vivere e il raccontare, il raccontare e il vivere.

Forse gli altri no, ma tu sì, tu hai sempre pensato che te ne saresti andata. Che avresti cambiato casa, città, paese, tutto. E non avresti più rivisto nessuno.

Questa mattina, quasi, m'investivano nell'attraversare la strada. Mi ha fatto pensare questa cosa. Sono così passiva e scollata dalla realtà, in questi giorni, che nemmeno mi sono spaventata. Ma forse, forse è il momento di darsi una scrollata. Di accettare la realtà. Non so come si faccia, in tutta onestà, ma penso sia doveroso.
Chissà fra un anno come guarderò a questo 2015.
Chissà se ne avrò tratto qualche insegnamento. Oltre all'abilità di incassare le brutte notizie con stile.

Poi c'è Lui che mi porta a mangiare. E mi stringe quando dormiamo e io mi dimentico tutto. Mi sembra quasi di esser tornata alla vita di prima. Poi mi dico che va bene sentirsi così. Si può essere felici anche in una nuova vita. Anche se quella di prima, come la conoscevo, non ci sarà più. Chissà se lo imparerò.

E leggo tanto. E faccio il 730 e mi organizzo per tornare da Lui e cominciare la stagione lavorativa. Faccio cheesecake. Mangio male. Mi vizio. Compro scarpe. Piango parlando con mia madre. Sono gentile, più del solito. Mangio yogurt greco con cereali di continuo. Ho paura, di continuo. Respiro. Ascolto il cuore. Respiro. E poi non lo so.

Sto ancora pensando che forse dovrei andarmene. Ci penso a cicli variabili, con diversa intensità.


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53 commenti:

  1. Come amo attraversare accazzo la strada e fissare male chi rallenta all'ultimo. Tanto abbrescia tengono tutti troppo alla benna per sgraffiarsela con un pedone!



    (Oh ma nà birrtta in city n'te la si proprio offrire mai?)

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    1. E quanto ci rimangono male quando si accorgono che sei sulle strisce e non possono nemmeno prendersela con te.

      (Boh. Sai, non sono nemmeno in grado di organizzarmi i pranzi in questo periodo della mia vita. Ma ce la faremo. Ho fiducia nel futuro).

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  2. Io non credo proprio di essere in grado di aggiungere altre parole alle tue.
    No, non credo proprio.
    Queste che leggi sono soltanto un sorriso (malinconico, forse).

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    1. (Molto malinconico). E va bene così. Ché in realtà non so bene nemmeno io cosa dire e pensare.

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  3. E fai bene tesoro, a fare tutte queste cose, e devi continuare a farle. A leggere, pensare al lavoro estivo, parlare con mamma, mangiare cose buone, comprare scarpe (niente al mondo è più terapeutico, nemmeno lo xanax per endovena). Perché la realtà è fatta anche di questo, l'andare avanti è fatto anche di questo.
    E in tutto questo, spero che in autunno, tornata dalla stagione, riusciremo a vederci per il nostro consueto sushi ;)

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    1. Mi rendo conto di andare avanti per inerzia, a volte.
      Non so, ma questa cosa di mio padre mi ha colpita più di quel che immaginavo.

      Ma in autunno sushi per forza!

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  4. hai detto tutto tu, e lo hai detto sicuramente meglio.
    una come me, forse come te, di vite ne ha avute tante. molte io, molte esperienze, molti passati *quasi tutti belli*, anche molti presenti. ci sono di continuo vite che non torneranno, che non vivrò più, che mi mancheranno. è il rischio del vivere un po' di più, un po' più forte.

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    1. Lo diciamo meglio entrambe. Ognuna a proprio modo.
      Sai, sono sempre stata a riflettere sulle vite che avrei potuto vivere ma per le quali ho scelto diversamente e ora, questa che mi è capitata (mio padre e la mia incapacità di accettazione attuale del tutto) mi sta proprio sulle palle.

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  5. https://youtu.be/l_naIQOVUaM

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    1. No che non mi dimentico.
      Devo solo imparare a smettere di volere che le cose siano diverse da come sono.

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    2. dobbiamo tutti, questo....

      <3

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  6. Oh Mareva, mi vien sempre così tanta voglia di abbracciarti e stringerti forte!
    Questo maggio sembra essere difficile un poco per tutti però tra le tue righe si leggono piccole cose meravigliose: quei gesti, così minimi eppure così essenziali, che rendono ogni giorno più speciale, più vivibile e più prezioso.
    E io l'ho sempre detto che non è il tempo a curare le ferite ma le persone con il loro amore: tienile vicine e vedrai come ti renderanno ogni giorno sempre più forte!

    Ti bacio tantissimo

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    1. L'amore può (quasi) tutto, sì. Ma oh, che strazio e fatica e lacrime Nellie.
      Chissà cosa ne sarà di tutto ciò che provo ora. Chissà se cambierà.

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  7. Guarda che imparare a incassare le brutte notizie non è roba da poco, servono spalle grandi.

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    1. Lo so.
      Ora mi manca di riuscire a gestirle le brutte notizie.
      Un passo alla volta.

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  8. Ieri pensavo una cosa del genere mentre aspettavo l'autobus. Intendo quando dici che sei scollata dalla realtà. La fermata è posizionata a cazzo, devo sporgermi spesso fuori dal marciapiede altrimenti l'autobus passa e non mi caga e allora io mi sporgo, lo faccio e non mi rendo conto di essere in mezzo alla strada, lo faccio e basta. Ieri però no, perchè c'è gente che attraversa sulle strisce e muore perchè un pazzo li tira sotto, e allora adesso me ne sto buona sul marciapiede.

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    1. A volte è stranissimo, è come se di colpo ci si svegliasse nella realtà e ci si rendesse conto di essere al mondo.

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    2. Esatto. Chissà che cavolo scatta nel cranio ò.o

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  9. Il pensiero di andarmene è sempre lì fisso a fare capolino.
    Ieri, al corso che sto frequentando, mentre, per l'ennesima volta ci frequentavamo, una signora di 55 anni mi fa: ma te hai il vantaggio dell'età! Hai 30 anni, puoi ancora fare tutto!
    Ho sempre pensato di prendere e ricominciare una nuova vita da qualche altra parte. Non l'ho mai fatto. UN mix di sensi di colpa e di fini ricatti psicologici mi legano qui. Dovrei forse riuscire a spezzare quel filo.
    Tornando a te. Uno dei post più belli. Di sempre.
    Un abbraccio

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    1. Ti capisco. Anche io mi dico che sempre di poter fare ancora tutto. Ma intanto il tempo passa. Il segreto è che si può far davvero tutto, a qualsiasi età. La fregatura è che siamo sempre incatenati a qualcosa: lavoro, responsabilità, sensi di colpa.

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  10. Forse dovrei smetterla di stupirmi sempre quando ti leggo, perchè scrivi cose che potrebbero essere mie.
    A partire dallo stare qui ma con il pensiero sempre in un altrove imprecisato, come se avessi l'inconscia consapevolezza che solo andandomene potrei trovare ciò che cerco.
    E capisco anche il tuo scollamento: mi è capitato esattamente la stessa cosa poco più di due settimane fa...se non fosse stato per il rumore dell'inchiodata non mi sarei nemmeno accorta della macchina a dieci centimetri dal mio ginocchio.
    Non so se tutto questo abbia un senso o sia una cosa positiva o negativa. Ciò che so è che alla fine, in fondo in fondo, se non mi do quello scossone è perchè al momento mi vado bene così.

    Ti abbraccio forte! :)

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    1. siete così uguali e diverse voi due....

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    2. Francesco ha ragione. Anche io quando ti leggo noto questa somiglianza/differenza.

      Non so darti risposte né dirti se tutto questo sia positivo o negativo. Io so di aver bisogno di darmi una scossa, di uscire da questo sentimento negativo dato dalla malattia di mio padre che non riesco a scrollarmi di dosso. Vivo senza vivere perché sempre con la testa a lui. E sono stanca.

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    3. oddio, ci hanno separate alla nascita e non l'abbiamo ancora scoperti!
      potremmo farci i soldi con la D'Urso...ahahaha...idiozie a parte, se tu avverti il bisogno di una scossa allora è giusto che quella scossa arrivi.
      Credo che l'importante sia seguirsi sempre.

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  11. le ultime 4 righe del tuo post sono bellissime

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    1. Grazie Francesco.
      Sono tentativi di afferrare la realtà.

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  12. MI chiedo chi lo sappia, che cosa ci sia là fuori. Perché, poi, alla fine, nonostante l'età che diventa adulta e i lavori, le case, le professioni, ognuno ha il proprio tiepido bozzolo dove starsene al sicuro, protetto.
    Fa una gran paura uscire di lì.
    Però tu sei così bella e forte e fragile. Penso che tu possa fare tutto, ma mi ferisce l'idea che tu debba fare violenza su te stessa per uscire allo scoperto. Spesso, mi ritrovo a pensare a quanto mi piacerebbe, un mondo innocente, con la punta arrotondata, una vita innocua.
    Ma, poi, ci vivremmo?

    Ti abbraccio.

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    1. Ci vivremmo sì, ma senza un briciolo di emozioni e spinta al cambiamento.
      Nonostante la violenza va bene ciò che ho. Mi sarei evitata volentieri la malattia di mio padre, il mio cruccio costante che non riesco a superare, però ecco. Io ci spero che comunque ne esca qualcosa di buono.

      Ti stringo.

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  13. Mi piace che, nonostante tutto vortichi in maniera imprecisa e incontrollata, "c'è Lui".

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    1. Un punto fisso bisogna averlo. E che sia Lui è meraviglioso.

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  14. Pensa che io, invece, sto pensando che forse dovrei tornare. "Ci penso a cicli variabili, con diversa intensità”, ma ugualmente non so decidermi.

    Forse bisognerebbe smettere di volere che le cose siano sempre diverse da come sono, smettere persino di proiettarci in futuri radiosi, altrove, e lavorare su quello che – di bello e di brutto – abbiamo qui, adesso.
    Smetterla di immaginarci vivere e vivere davvero, senza aspettare lo scossone che ci ricorda che siamo al mondo.

    Io, per ora, predico bene e razzolo male. E faccio il tifo per te.

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    1. Quel che dici è vero e giusto e corretto ed è la chiave per la serenità. Smettere di volere che le cose siano diverse da come sono. Quanto ci lotto, ogni giorno, riguardo alla situazione di mio babbo e quanto mi rispondo continuamente che le cose non saranno mai e più come vorrei io. Ci si prova. Vedi mai che prima o poi ci si riesca.

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  15. Raccontiamo di mondi mai vissuti, come ti scrivevo su feisbuc, e quelli vissuti ci scrivono addosso tutte le loro sregolatezze. Ma tu già parti, prendi la penna e parti per viaggi incredibili, anche ferma con la mano di papà nella tua. E noi viaggiamo un po' con te...

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    1. I mondi vissuti, a volte, potrebbero essere un po' più regolari eh. Gli stronzi. Io parto sì, tanto, con la testa. Forse questo mi salva. Mi tormenta ma mi salva.

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  16. Mi ricollego al commento di Pier, e penso che tu sia sulla buona strada per la gestione di te e delle notizie. Partire, lasciare... ma non è forse scappare?
    Piuttosto, continua con lo yogurt greco e i cereali, continua a fare cheesecake (ma non mi inviti??) che questa è la strada :)

    Moz-

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    1. Partire è un sacco scappare, soprattutto ora e sarebbe soprattutto per quello. Mi trovo a partire, comunque, fra una decina di giorni. E da una parte è una piccola fuga, sì, ma dall'altra le responsabilità me le porto in valigia perché so che ora non posso fuggire davvero.
      Per il resto non temere, di mangiare non smetterò mai!

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  17. Una volta quando vivevo ancora con i miei e ogni lunedì pulivo la mia stanza (stavo all'organizzazione di mia madre) pensavo: "Ecco, è lunedì, e come tutti i lunedì, come anche l'anno scorso a quest'ora, sono qui a pulirmi la camera, sono ancora qui". C'erano dei momenti in cui credevo che nulla sarebbe cambiato mai. Stavo ancora cercando la direzione della mia vita. Ci sono quei periodi, sai che vuoi che qualcosa cambi ma ancora non è il momento. Pensavo che la svolta sarebbe arrivata da un momento all'altro e di punto in bianco, invece se ci penso non è vero: le cose sono cambiate un po' alla volta, lavorandoci su. E senza nemmeno andare chissà dove. Credo che ci voglia pazienza, anche solo per capire cosa si vuole fare per davvero della propria vita. Poi, si sa, in momenti come questo è tutto più difficile. Prenderti ancora un po' di tempo non sarà grave, credo :)

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    1. I cambiamenti avvengono di continuo, è vero. Graduali e in automatico, quasi senza far rumore, a volte. Questo cambiamento (come credo sia stato per te l'anno con tuo padre) non ci voleva. Non ero preparata. Ero distratta e pensavo ad altro. Mi ha colto impreparata e senza difese. Ma ci sto provando a lavorarci su e da qualche parte arriverò.
      A casa mia, le pulizie grandi si facevano il venerdì.

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  18. io temo/spero (perché sì, temo e spero, entrambe le cose) che, fra un po' di anni, sarò estremamente simile a te, nel modo di pensare, di vivere le cose. perché già lo sento, nel mio mondo di liceale più o meno scollata alla realtà, che sto vivendo qualcosa di molto simile a quello che vivi tu.
    E sì, anche io finisco per essere investita, o travolta. Grazie a Dio che ho il bastone bianco, che menomale che dicono che i ciechi non dovrebbero mai pensare ad altro quando camminano...
    Baci

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    1. Hai scritto una cosa bellissima e non so se augurarti o meno di essere come me. Non lo so, perché a volte è devastante ma altre estremamente bello. Per cui, spero che tu possa essere al meglio per te. Ma intanto grazie perché questa dichiarazione di stima mi ha commossa. Lo scollamento, poi, credo abbia il suo perché, credo possa essere un ottimo strumento. Bisogna imparare a utilizzarlo e non a farsi utilizzare.
      Ti abbraccio forte.

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  19. Hai scritto un post così semplice e emozionante allo stesso tempo!
    A volte viviamo per abitudine, senza capire quale sia il reale valore della vita, senza osservare bene cosa ci circonda.
    Per fortuna ad un tratto riusciamo ad accorgercene e... la vita si trasforma. Diventa diversa pur avendo gli stessi occhi.
    Peccato che a volte ci servano le brutte notizie, un brutto gesto, la paura per svegliarci da questo torpore, da questa lunga inerzia in cui viviamo....

    Ps. io non partirei, rimarrei con i dubbi, con i "se" perseguitanti addosso. Credo che tu possa continuare a rimanere dove sei, ad affrontare tutto. Tanto sei forte!

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    1. Viviamo col pilota automatico, spesso.
      Senza renderci conto di perdere un sacco di panorama.

      <3

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  20. sei nell'anima
    [foto di instagram di oggi, voto 13mila]

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    1. Babbo faceva lo stupidone <3
      E... grazie.

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  21. Va tutto bene, tranne il mangiare male

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  22. Come diceva un mio istruttore, persona molto cara e maestro di vita, possiamo fuggire, andar via ma non da noi stessi. Per cui è un ottimo e valido motivo per vivere con se stessi meglio possibile.
    Se avrai anima e mente attente, aperte, allora i tuoi occhi osserveranno le mille novità dell'apparente invarianza del divenire.
    Potrai andare senza andare e rimanere colla persona più cara per te al mondo.

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    1. Anche Orazio lo raccontava questo, e molto bene.
      Volerci bene e tollerarci è il regalo più grande che possiamo farci.

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  23. Dimenticarsi di tutto nell'abbraccio di un Lui...io questa la chiamo grazia. Godine e sfruttala ;-)

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    1. Oh sì. Tutto il resto passa in secondo piano.

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  24. Prendere cattivi voti in coerenza:
    la vita o la scrivi o la vivi
    e io la scrivo ma non la so campare.
    Scarpe slacciate ben prima di tuffarsi nel letto, un cerchio nella testa e un nel cuore nell'attesa di respirare cosa ci sia nel mezzo, respirare, passare un indice nella tazzina e poi sulle labbra, diventare un nefelomante tra bocche spalancate, essere comunque più credibile di qualsiasi personaggio televisivo, liquirizie come lucidalabbra, il cuore è una bottiglia sigillata. Altrove.
    Una poetessa scriveva: "ho voglia di lasciarvi e incontrarvi in un altro paese", Dove il respiro è memoria, dove il duemilaquindici sembrerà un secolo fa.

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    1. Tutto muta, nella speranza che sembrerà davvero un secolo fa e non un ennesimo (eterno) ritorno. Scrivi in un modo che ti tira dentro le frasi per i capelli. E non si può mica (s)fuggire quando accade. Grazie, sì.

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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