9 ottobre 2015

Diario di viaggio #9 (Malesia&Singapore) - I'm always super good

NOTA: questo post contiene molte fotografie. Sentitevi liberi di ignorarle.


Arrivare in Asia è stato catartico e catastrofico. Incastro perfetto e caldo opprimente. 
Non ho mai visto un cielo azzurro ma ho visto più sorrisi di quelli a cui ero stata abituata fino a ora.
Arrivare in Asia è stata la liberazione di un sentimento che cullavo da moltissimi anni ed è stata una continua raccolta. Mai una perdita.

Non so come parlare di questo viaggio. La sensazione è quella di aver ricevuto insegnamenti preziosi ad ogni passo. La consapevolezza è quella di dimenticarli in breve tempo. La speranza è che si conservino da qualche parte.

Il miglior ricordo che ho della Malesia è la gente.
Il peggior ricordo il caldo opprimente.
Il miglior ricordo che ho di Singapore è l'ordine e l'educazione.
Il peggior ricordo il caldo opprimente.

La Malesia è stata teatro dei migliori incontri umani fatti in viaggio. La gentilezza della gente non me la scorderò mai e continua a stupirmi al solo pensarci. Kuala Lumpur è sporca, polverosa e caotica. Non ci sono marciapiedi e per attraversare le strade ci univamo ai gruppi di aspiranti suicidi e, chissà come, arrivavamo dall'altro lato sempre indenni.






Kuala Lumpur è modernità tra i suoi grattacieli, una metropolitana (quasi) perfetta e le Petronas Tower. Ma Kuala Lumpur è anche Little India e Chinatown colme di un'umanità varia, accaldata, pressante e incontenibile che svela, però, angoli di pace meravigliosi nei suoi templi buddhisti e induisti. Kuala Lumpur è caldo insopportabile e freddo glaciale nell'entrare in qualsiasi mezzo e locale pubblico. Kuala Lumpur è il richiamo alla preghiera che sentivamo provenire dalla moschea mentre noi ci immergevamo nella piscina sulla terrazza di casa. Kuala Lumpur è le donne velate in modi, colori e maniere meravigliosamente differenti. Kuala Lumpur è la bellezza dei loro occhi, la libertà dei loro modi, è il cancellarmi una serie di pregiudizi dettati solo dalla mia poca esperienza del mondo. Kuala Lumpur è i complimenti continui ai miei tatuaggi, lo stupore nel vedere Hello Kitty sulla mia pelle, la gente che ci aiutava di continuo se ci vedeva incerti, che ci salutava, che si fermava a parlare con noi, che ci sorrideva, che ci accoglieva sempre come un regalo, mai come un fastidio. Mi ha insegnato l'estroversione Kuala Lumpur, almeno per un po'. Kuala Lumpur è anche il mercato di Chow Kit con il sangue che cola sul marciapiedi, gli animali macellati e l'odore di morte. Le mosche sul cibo e un degrado igienico che non so descrivere. Kuala Lumpur sono le food court, nei centri commerciali, o agli angoli della strada dove con tavolini improvvisati e con pochissima spesa si pranza e si cena. Kuala Lumpur è Malesia, India, Cina e Giappone, riso, pollo e noodles. Sempre a qualsiasi ora.


Kuala Lumpur è anche quella meraviglia per gli occhi e l'animo che sono le Batu Caves, immense caverne convertite a luogo di culto induista. La magnificenza e l'enormità delle statue delle divinità e della scalinata che porta al cielo mi hanno spiazzata e fatta sentire grata di esserci.
(Le caverne sono visitabili e ospitano alcune stranissime forme di vita presenti unicamente lì).
Kuala Lumpur è diversità, minestrone culturale, convivenza pacifica, inquinamento, sovrappopolazione, mancanza di logica. Kuala Lumpur è anche una bellissima serata passata con i ragazzi che ci ospitavano a bere vino e mangiare torta al durian (il frutto più maligno che esista): è una serata tra italiani, cinesi e indiani a raccontarsi della vita della bellezza e della bruttezza. Kuala Lumpur è anche, appunto, il durian il cui sapore è un misto tra cipolla, uova marce, calzini sporchi e cane bagnato. Ma anche il mangosteen, il dragon fruit e l'ananas più buono che abbia mai assaggiato.



La Malesia ci ha regalato, poi, la giungla.
Con tre ore di autobus e due di un'instabilissima barchetta a motore su un fiume fangoso siamo arrivati al Taman Negara, un parco nazionale dove abbiamo vissuto in precarissimi condizioni igieniche ma circondati da un'umanità ancora più meravigliosa di quella incontrata in precedenza. Il Taman Negara è abitato, oltre che dai malesi che lo gestiscono, ci vivono e ci lavorano, anche da una popolazione primitiva, gli Orang Asli, che hanno piccoli villaggi privi di elettricità all'interno della giungla e vivono di coltivazione e caccia. Ne abbiamo intravisti alcuni, durante la traversata del fiume e ce ne hanno parlato raccontandoci, anche, come qualche anno fa un americano/a è rimasto/a a vivere con loro per tre anni imparandone la lingua e le tradizione - tra l'altro, interessantissime. Ho molto pensato a questa persona. Mi si incidono sempre addosso simili atti di coraggio, simili volontà di rivoltare la propria vita. Mi affascinano e mi si piazzano indelebili nella mente. Chissà cosa si prova a diventare un essere umano totalmente nuovo. Chissà cosa si prova a sradicarsi culturalmente in un modo così feroce. Ho sempre avuto questa necessità di immersione in culture differente o opposte alla mia. Questa necessità di vivere in un altro modo. Di cambiare abitudini. Di cambiare prospettiva. Di uscire dal mio cerchio. La giungla, a modo suo, mi ha aiutata. Facendomi mangiare sapori nuovi, facendomi adattare a servizi per me, occidentale, impensabili. Agli insetti nel bagno, al buio più totale, al cibo sporco. All'inospitalità di certi luoghi e all'ospitalità incredibile di chi li vive.
"How are you?"
"I'm always super good". Sì. Super good. E lì, guardando questa persona, abbastanza giovane, con pochi denti, e due abiti sporchi addosso mi sono sentita un'ingrata. Noi siamo sempre pieni di rancore e arrabbiati e lì, invece, sorridono sempre. Salutano tutti. Sono grati e si accontentano. Non rinunciano a tocchi di modernità, dal cellulare alla connessione wi-fi però, noi che abbiamo il triplo, non siamo sempre super good. E questo mi ha fatta pensare a come sono schiava di tutto. Della fretta, del tempo, del cibo, della tecnologia, dell'insoddisfazione. Mentre lì bastava del riso, una doccia - perché facevo schifo! - e della compagnia. Abbiamo fatto trekking, abbiamo fatto la canopy walk (un ponte di corda sospeso sulla giungla), abbiamo sudato come mai nella vita, ci siamo sentiti sporchi ma io sono stata davvero felice.







Melaka (o Malacca) è stata la successiva e ultima tappa in Malesia dove abbiamo preso addirittura un taxi e dormito in un hotel molto molto bello, come veri signori. E farsi una doccia decente dopo giorni è stato meraviglioso. A Melaka non c'è molto da vedere, onestamente, se non enormi lucertoloni che escono dal fiume ed enormi topi che corrono nei negozi. Non c'è molto da vedere se non il centro storico che è (anche) patrimonio dell'umanità per la grandissima commistione di stili architettonici presenti, dall'olandese, al portoghese al cinese, dovuti alle diverse dominazioni. Siamo anche riusciti a fare una lavatrice ed è stata tipo l'esperienza più entusiasmante di quei giorni. Avevamo solo vestiti puzzolenti e sudati!
Melaka, comunque, merita una visita. Come tutto in Malesia.





Lasciata la Malesia siamo approdati a Singapore. E pareva di stare in occidente, al di là dei tratti somatici della popolazione.
Singapore è una città ordinata, pulita ed esemplare. Ci sono le corsie tracciate per salire e scendere dalla metropolitana, la Chinatown più pulita che abbia mai avuto modo di sperimentare, la metropolitana più gelida che si possa immaginare e, ovviamente, riso, pollo e noodles in quantità industriale.
Purtroppo in questo periodo Singapore è coperta da una coltre di fumo proveniente dall'Indonesia dove, in barba a qualsiasi ecologismo, stanno bruciano campi per la coltura intesiva delle palme da olio. Il fumo, spostato dai venti, ingrigisce i cieli di Malesia e Singapore rendendo i livelli di inquinamento decisamente allarmanti.



Singapore è bella con il suo Marina Bay Sands, l'hotel con la piscina a forma di barca sul tetto con i suoi Garden By the Bay che sembra di stare in Avatar, con i suoi templi e la sua popolazione completamente isolata da chi ha intorno.











Da Singapore è possibile, inoltre, visitare l'isola di Sentosa alla quale si giunge o con una monorotaia o a piedi, su un ponte lungo meno di un chilometro. Sentosa è un enorme parco giochi. Ospita l'acquario, gli Universal Studios e la possibilità di fare una serie di esperienze diverse.
Noi, ad esempio, ci siamo lanciati - con mia enormissima ansia - con la mega zip-line, attraversando un minuscolo braccio di mare e un pezzettino di giungla.



Come ogni volta mi sono dovuta ricredere e mi sono divertita tantissimo. Ma sono una paurosona di prima categoria per cui sono sempre diffidente.

E poi, il giorno dopo, siamo tornati in Italia.
Quel poco di Asia che ho visto mi è piaciuto. Quel poco di Asia mi ha fatto venir voglia di tornarci, ancora e ancora. Per conoscere e vedere sempre di più. Per sfidarmi e ricompormi. Per sentirmi piccola e umile e per ricordarmi di essere solo un frammento infinitesimale.
Mi son piaciuti gli odori, il caos, la pace, la gente, i sorrisi, gli sguardi. Mi è piaciuta la frutta, mi ha stancata il riso, mi hanno incuriosita le spezie e ho amato l'immenso mix culturale che ho respirato. Le moschee sono meraviglie architettoniche, i templi induisti piacere per gli occhi, la modernità un'opposizione che cozza e si amalgama perfettamente.
Ci sono mille difetti e mille pregi.
C'è tutto un mondo da conoscere e scoprire.

Aggiungo qualche foto del cibo (buonissimo ma MONOTONO!)




Mangosteen, un frutto BUONISSIMO

IL DEMONIO. IL DURIAN.


Colazione nella giungla.







Per chi fosse curioso, QUI, può trovare tutte le foto del viaggio. 

Infine, qualche nota tecnica:

  • gli aeroporti di Doha (Hamad International) e di Singapore (Changi) sono meravigliosi e più puliti di casa mia
  • viaggiare in Malesia è estremamente economico. 1€ vale all'incirca 5MYR (Riggit) e con 12-15MYR ci si mangia in due
  • spostarsi, poi, con i mezzi è abbastanza economico (la metro) e comodissimo e molto economico (gli autobus). Basti pensare che con l'equivalente di 12€ ci siamo spostati da Kuala Lumpur a Malacca (2h di bus) e da Malacca a Singapore (5h di bus)
  • a Singapore e in Malesia c'è la pena di morte per traffico di droga. Ma pure se ti trovano con mezza canna in aeroporto
  • in Malesia, ci raccontavano, i Malesi puri hanno moltissimi privilegi (nella sanità così come nell'istruzione) mentre coloro che hanno origine cinese, indiana ecc. (la maggior parte) non godono delle stesse fortune
  • i malesi sono un popolo apertissimo, disponibile ed estremamente educato
  • il durian fa schifo: sa di cipolla, aglio, calzini sporchi e cane baganto tutto insieme
  • il resto della frutta, in compenso, è buonissima
  • Singapore è cara, molto
  • fa caldo, ma così caldo che dovevo strizzare le maglie che indossavo
  • nel Taman Negara ci sono le tigri, gli orsi e gli elefanti ma per fortuna ben nascosti
  • è stato un viaggio meraviglioso
Ed eccoci qui. Non spenderò altre parole perché, onestamente, non so davvero come esprimere ciò che questi pochissimi giorni hanno significato per me.
Non ero mai andata a Oriente ma spero di poter lasciar perdere l'Occidente per un po' e andare ancora in quella direzione.


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59 commenti:

  1. che facesse caldo lo si capisce dalla prima foto in cui ci sei tu ! :-))))

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    1. No ma te lo ribadisco: faceva caldissimo! :D

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  2. bel viaggio! ma tipo, io che d'estate qui nell'umido Friuli sono già da strizzare, in pratica lì morirei! :) dai, almeno hai spurgato tutto lo spurgabile!

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    1. Ti scioglieresti! Però, ecco, vediamola così: dovrei essermi liberata da un po' di tossine!

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  3. Parole e immagini da meraviglia.
    Grazie di cuore

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    1. Grazie a te delle belle parole, tesoro.

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  4. La meraviglia sia per le foto che nelle tue parole. Grazie di averle condivise con noi.

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    1. Ma vi siete coalizzate per imbarazzarmi?! Grazie a te, davvero.

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  5. Tante foto da non ignorare. Insieme alle parole mi hanno fatto viaggiare verso Oriente :)
    Comunque, farsi una doccia in grazia quando si fanno questi viaggi qua, magari dopo giorni di lavaggi tipo i gatti o a pezzi, rimane sempre la migliore esperienza spirituale :D ahaha

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    1. Farsi una doccia e lavare i panni è un lusso che diamo troppo spesso per scontato!

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  6. Ora sono terrorizzata all'idea del sapore del durian! Tesoro non vedo l'ora di vederti così mi racconti bene anche di persona :)

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    1. Come detto: ti porto le caramelle al durian!

      Aspetto anche io il giorno del nostro incontro <3

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  7. Sono tornata oggi, e i 12 gradi di questa mattina a Malpensa mi hanno fatto immediatamente rimpiangere il caldo umido "patito" nelle ultime settimane. Il mio viaggio è stato meno "selvatico" del tuo, ma le sensazioni pressapoco identiche. E i sorrisi della gente - anche di quella che incroci per strada - non puoi fare a meno di contraccambiarli...

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    1. Ma quanto è bello là? Perché non ci sono andata prima? Eh? Menami!
      Comunque ti sono vicina in questo ore da shock post ritorno <3

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    2. E non lo so perchè, sinceramente, ma adesso che sai puoi approfondire.
      E io ti consiglio caldamente (e anche un po' umidamente) il Vietnam, che è davvero un paese stupendo. :)

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  8. Penso che una volta nella vita un viaggio o anche più in Oriente vada fatto. Perché secondo me lascia qualcosa che non capiremo rimanendo qui in Europa. Una sorta di sensazione mistica,non so bene come definirla. Sarei venuta anche io con te! Immagino la bellissima esperienza che ti sei portata a casa e per la vita. Sei coraggiosa donnina! :*

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    1. Mettersi in discussione è sempre meraviglioso e penso che viaggiare verso est permetta di farlo.

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  9. non sono proprio riuscita ad ignorare le foto... ho gli occhi a cuore e l'anima colma di invidia!
    ...però non ci potrò andare mai e poi mai... il tasso di umidità mi pare esageratamente alto perché io possa starci bene...
    ma non fa nulla, godo di riflesso dai tuoi racconti!

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    1. Il tasso di umidità, nella giungla ad esempio, era del 90%. Sicuramente, per i problemi che mi pare di capire tu abbia, decisamente sfavorevole a una buona respirazione - nonostante tu sia allenatissima.

      Comunque, quando decideremo di vederci dal vivo ti racconterò tutto a voce!

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  10. L'Oriente, ad eccezion fatta per la Cina, non mi ha mai attirata molto.
    Però ultimamente un pensierino ce lo sto facendo. Certo tutto quel caldo non mi aiuta...però diciamo che dopo il tuo racconto, quel pensierino continua a rimanere lì.

    E poi è vero e ci pensavo qualche giorno fa: per essere felici, davvero, forse basta pochissimo e magari la nostra infelicità, delle volte, è dettata dal troppo che abbiamo. chissà.

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    1. Pensa che a me, da anni, attira ad esclusione di Cina e Giappone! Quelle sensazioni un po' a pelle, ecco.
      Il mio sogno è da sempre l'India. Ma prima ho provato con un impatto più soft per capire se il tutto poteva essermi congeniale. E sì, devo tornarci.

      Riguardo al resto la penso come te. Non ci rende felici nulla. Se non, se ci pensi, le piccole cose.

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  11. Ok, il durian fa DECISAMENTE schifo.
    Continuo a chiedermi perchè nelle grandi città ci sia quest'abitudine di mettere i condizionatori sotto zero quando fuori fa caldissimo, non credo di essere l'unica che rischia la morte ogni volta che entra o esce.

    Mi è piaciuto molto questo resoconto del viaggio, soprattutto quando parli di persone sporche che sorridono tanto e di noi che siamo schiavi di tutto, di te che ti sentivi sporca e sudata e dicevi I'm super good. A volte mi rendo conto che cerco tante cazzate, e che invece in tanti posti basta davvero poco per essere felici. Ogni tanto penso che mi piacerebbe fare un'esperienza del genere, una di quelle che ti insegnano a essere meno viziata e a sorridere anche se sei sporca, sudata e non hai niente. Andare in un posto che sinceramente, considerando quanto sono ansiosa e fissata con la pulizia e le malattie, eviterei con tutta me stessa, tipo certi posti in India o in Africa. Bisogna essere coraggiosi, ma credo che quello che ottieni in cambio, se ce la fai, sia gigantesco.

    ps. le facce che fai nelle foto mi hanno fatta morire!

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    1. Il durian fa proprio cagare però, ti dico, come ogni cosa anche lui ha i suoi estimatori. Ad esempio la coppia di amici indiani dei ragazzi che ci ospitavano (eravamo con Airbnb). Lei si mangiava la sua torta al durian come fosse la roba più buona del mondo.

      L'India è il mio sogno nel cassetto. Ho bisogno di qualcosa che mi dia un grosso schiaffo e mi faccia mettere da parte tutte le mie seghe mentali sull'igiene e la pulizia ecc. ecc. Già mangiare in certi posti a Kuala Lumpur è stata una gran bella sfida!

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    2. Sì eh? Mi piacerebbe tantissimo leggere un tuo post anche su quelli! *___*

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  12. Non sai quanto ti invidio questo viaggio!
    Le foto meritano tutte, quando ho visto questo post dal cellulare ero di corsa in macchina e le immagini non si caricavano più, ma quando le ho viste dal pc tutto cambiava, anche il senso delle tue parole. Sono un elemento essenziale per capire la maestosità dietro le descrizioni dei templi e la bellezza di certi incontri.
    Con quelle uniche due foto di vita marina, poi, mi ha colpita e affondata!

    PS: Fa davvero così schifo? Cotto è meglio? E in che piatti viene utilizzato? Non riesco proprio ad immaginarmi il suo uso XD

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    1. Se vuoi vedere altre foto di vita marina le trovi nel link che ho messo :)

      Comunque il durian fa cagare! Essendo un frutto si mangia così, crudo. Ci fanno dei dolcetti o delle crepes ma non viene utilizzato in nessun altro modo. Per fortuna!

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  13. Caldo e pioggia a parte... sono contenta che anche tu sia rimasta colpita dalla gentilezza e affabilità degli abitanti della Malesia. Come ti avevo già scritto io ho adorato questo paese e la sua gente sempre sorridente, amichevole e onesta; dovremmo imparare molto da loro, anche a mescolare culture diverse senza prendersi a mazzate. A Singapore in effetti la gente è più "europea" e distaccata, ma la città con i sui dintorni offre un sacco di attrattive (un esempio a caso il giardino botanico)
    Secondo me prima o poi ritornerai.
    Complimenti per le belle foto e grazie per avermi fatta sognare un po'.
    PS Ma veramente hai un tatuaggio di Hello Kitty?!? NAAA

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    1. Mi ha colpita tantissimo la Malesia, più di Singapore sinceramente. Singapore è davvero bella, piena di attrattive, pulita, ordinata ecc. ma la Malesia, cavolo... mi è rimasta nel cuore. <3

      (E sì, veramente ho tatuata Hello Kitty. La sua faccia mentre piange sangue!)

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  14. Avevo messo il tuo post fra i preferiti non avendo tempo di guastarmelo con calma. Grazie per averci portato con te in questo viaggio. Un po' mi è parso di sentire i sapori.

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    1. Sapere che hai fatto una cosa del genere mi lusinga tantissimo. Grazie mille Pier <3

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  15. E' stato impossibile ignorarle. E sì, sono curioso. La curiosità è anche maschia.

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    1. La curiosità è sinonimo d'intelligenza, dicono. Mi pare cosa buona.

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  16. Caspita! Catapultata qui direttamente dal Moz, devo assolutamente congratularmi per il viaggione e per il coraggio(ne)! :D
    Altro che paurosona di prima categoria.. a me è sembrato più il viaggio per riscoprire se stessi (ed il coraggio che in fondo c'è sempre stato) arrivando ad Oz! :)

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    1. Un viaggio davvero sorprendente per me.
      E sorprendenti anche le belle parole che mi hai dedicato. Grazie!

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  17. Sarò sincera: l'Asia non mi ha mai attirato, eccezion fatta per il Giappone (anni e anni di anime!)... però sto iniziando a ricredermi... le tue foto hanno contribuito non poco!!!
    Io comunque, vuoi per l'Expo che per il TTG, in cui sono rimasta affascinata dai padiglioni e spazi dedicati, sto iniziando a interessarmi alla Corea del Sud! Chissà che non mi venga anche voglia di Malesia e Singapore poi...

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    1. Sai che, invece, a me il Giappone non ha mai attirato? In realtà, comunque, ho iniziato a sentire la voglia di andare in Asia meno di una decina di anni fa. Prima ero tutta proiettata verso Occidente e, infatti, mi son mossa solo in quella direzione.

      A te, grazie!

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  18. che spettacolo il mondo visto con i tuoi occhi. (e grazie di scriverlo come scrivi tu)...

    e che spettacolo guardarlo indossando i joy divison (applausi applausi applausi!)

    k <3 mare

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    1. Ho dovuto fare due lavatrici per togliere l'odore di sudore a quella maglia! (tiè, beccati questa che almeno eliminiamo un po' di poesia!) <3

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    2. ma noi abbiamo talmente tanta poesia dentro, che sopravvive anche al candeggio, mare ;-D

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  19. Bello, bello, bello e ancora... BELLO!
    Tutto estremamente meraviglioso, raccontato con la tua estrema semplicità ma che ha dato spunto ad alcune riflessioni.
    Ho sempre guardato (attraverso fotografie, documentari e simili) queste persone, povere di oggetti materiali, di confort e (falso) benessere con occhi stupidi ed increduli...
    Lo stupore nel vedere i loro sorrisi... VERI... la loro voglia di vivere ringraziando ogni giorno di mangiare, di lavarsi, di non essere ammalati...
    Tutte cose, azioni che per noi sono scontate, una normalità noiosa e cupa, che ci stressa e ci fa essere sempre scontenti. E' brutto, si vede quanto siamo (io in primis) poco grati a tutto quello che abbiamo a disposizione.
    Le foto le ho osservate tutte... come potevo ignorarle? testimoniano un'avventura fantastica...

    Grazie per averci reso un minimo partecipi! :)
    Ciao Mareva!!!

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    1. Grazie a te per queste bellissime parole, per aver letto con così grande attenzione, per l'entusiasmo che dimostri sempre! <3

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  20. Bellissime foto: uno spettacolo di colori, forme, gusti e profumi. Davvero bellissimo. E sicuramente se avessi fatto lo stesso viaggio, avrei assolutamente apprezzato la bellezza dei sorrisi degli sconosciuti, che quando uno sconosciuto visto per strada ti sorride così, senza malizia, solo per il gusto di regalarti un secondo, è qualcosa che, almeno me, riempie tanto il cuore.
    Non avrei sicuramente sopportato il caldo, invece, che io odio profondamente quindi non so come tu abbia resistito ^.^
    Infine leggo che condividiamo anche la fifa per (quasi) tutto ^.^
    Un abbraccio :-D

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    1. Per me il caldo è stato davvero un grosso fardello. Non lo amo per nulla, preferisco decisamente un clima più fresco però ha fatto parte dell'esperienza e credo sia stato anche un elemento fondamentale.

      Grazie mille! Ricambio l'abbraccio!

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  21. Avevo letto la prima parte poi... per fretta avevo interrotto. Ora riprendo.

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  22. > durian il cui sapore è un misto tra cipolla, uova marce, calzini sporchi e cane bagnato

    Deve essere, per schifo, qualcosa di simile al vegemite australiano (per chi non ne conosce il sapore, immaginatevi di prendere un dado vegetale e renderlo una crema). Il durian forse anche meglio/peggio.

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    1. Conosco il vegemite. Sono qualcosa di simile, non per sapore, ma per disgusto.

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  23. > Ho sempre avuto questa necessità di immersione in culture differente o opposte alla mia. Questa necessità di

    Rischierei di essere pesante e fastidiioso.
    Questi viaggi a contatto di culture (in genere di culture di cacciatori-raccoglitori) sono nefaste per esse e gli antropologi conoscono l'impatto assai grave su di esse.
    Temo che siano illusorie anche per i turisti. MI ricorda le fattorie didattiche o altre iniziative simili: illudersi di giocare a fare il contadino o il fornaio o per qualche ora.

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    1. Sono decisamente illusorie. Perché poi voglio vedere molti di noi a vivere davvero in quel modo. Non ti nascondo che mi piacerebbe mettermi alla prova, spingere un po' sui miei limiti e vedere fino a che punto sono malleabili e sono io malleabile. Però sì, sono d'accordo con molto di quel che dici.

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  24. > I'm always super good
    Diogene nel 2015?

    Conobbi una persona così, Gianfranco Bomaldo (Gianfri), in Val Grande. Ebbi una reazione simile alla tua. Io li chiamo diffusori di serenità ed ecologia della semplificazione: puoi vivere molto bene con molto meno.


    Grazie anche per le foto che sono piuttosto efficaci nel rendere l'incredibile miscuglio di contrasti e di esotico.

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    1. Forse sembrerò piccola e limitata ma questa cosa del vivere bene con poco a me si è piantata in testa. Mi ha fatta sentire schiava e in trappola come non mi era mai capitato.

      Grazie a te, per aver letto.

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  25. che foto!! fai venire voglia di partire (e sudare) immediatamente :)

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    1. Quanto sarebbe bello poter assecondare queste voglie improvvise!

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  26. passerò a Singapore a Novembre e purtroppo hi deciso di passsare solo una notte in questa città e adesos davvero mi sto amngiando le mani perchè penso sia bellissima!

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    1. Peccato! Ti toccherà organizzare un altro viaggio ;)

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  27. non ho letto il post in verità ma lo faro' con piu' tempo..... le foto però l'hanno fatta da padrone e lo ho ben viste piu' di una volta...stupende ecco...e stupenda è la Malesia certo che la colazione della giungla fa un po' un certo effetto ...tu mica l'hai provata?

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    1. Ma guarda, il fatto è che quella doveva essere semplice marmellata d'ananas ma le formiche l'hanno invasa! L'ho pescata dove loro non c'erano!

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  28. In ritardo, commento anch'io, ho seguito un pochino il tuo viaggio su instagram e avevo proprio voglia di leggere quello che avresti raccontato.
    Lo sò che sembrerò banale, ma mi viene solo da dire che è tutto molto bello, anche nelle scomodità, poi penso che queste cose ti facciano sentire tanto viva e ti fortificano. Anch'io spero di poter vivere in prima persona un'esperienza del genere, non mi spaventa per niente anzi, sarei elettrizzata solo all'idea. Te paurosa? Lo sai che non ti ci facevo così? La discesa con la zip comunque dev'essere stata ganza, a me piacciono un sacco queste cose!
    Sulla popolazione lo immaginavo, non sò se segui "pechino express" ma le edizioni scorse hanno fatto le stesse tappe e la gente lì si vedeva che era accogliente, non avevano niente eppure si facevano in quattro per aiutare, che bello, questo significa che c'è ancora speranza! Comunque non preoccuparti, non credo che un'esperienza del genere la dimenticherai facilmente, la conserverai per sempre, i viaggi restano sempre anche a distanza di anni. ;) :*

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    1. Io sono super paurosa!
      Comunque penso che un viaggio del genere sarebbe un regalo meraviglioso per molti di noi.

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Faccio cose e non vedo gente.
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