9 novembre 2015

Lettera a mio padre sulla vita che abbiamo vissuto

Sono tante le cose che ti vorrei raccontare e tante quelle che ti racconto mentre spingo la tua carrozzella, mentre ridiamo, mentre cerco di guardare il mondo con i tuoi occhi e mi chiedo cosa si debba provare a essere lì, a essere così.
Ti bacio continuamente la testa, ti stringo, ti chiamo bellone e mi rendo conto di doverti lasciare andare, di doverti permettere di vivere al di fuori della mia testa. Ho giurato che non mi sarei più fatta ossessionare dai pensieri brutti. L'ho giurato tanti anni fa. Ti ricordi quel giorno di fine settembre? Mi avevi accompagnata in stazione e io stavo tornando a Milano per mettere fine a ciò che mi stava cancellando piano piano. Sei la mia bambina - mi avevi detto. Fai la cosa giusta - avevi aggiunto. Io avevo detto sì e avevo reso orgogliosi entrambi, liberandomi di un'ossessione. Ora non voglio commettere lo stesso errore con te, ma sai babbo, mi manchi. Ci pensavo stamattina mentre lavavo le tazze della colazione, quel gesto che ti vedevo fare ogni giorno e che ormai non fai più da quasi un anno. Alla fine è davvero nelle stronzate che ci si rende conto di quanto qualcuno possa mancare, possa contare, possa valere.
Litigavamo tanto perché ci siamo sempre voluti più bene del bene. Sono sempre stata la tua preferita e sei sempre stato il mio preferito. E sei stato anche l'unico a commuoverti alla mia discussione di laurea. Eri capace di farmi sentire uno zero ma poi io venivo da te e parlavamo di musica e del mondo e suonavamo insieme e mi insegnavi ad amare l'arte. Non tutta, perché tu a differenza mia, eri uno netto, radicale, a tratti arrogante. Non ti piaceva avere torto. Alzavi la voce. Avevi paura? Me lo sono sempre chiesta.
Oggi ti piace raccontarmi di quando eri giovane e la nonna ti aveva tinto la divisa militare di un marrone più marrone della merda e i tuoi amici si prendevano gioco di te. Oggi ti piace raccontarmi di quello che eri, quando eri. Ma senza rimpianto perché forse lo sai, che sei. Ancora. Un padre e un marito e, in fondo, al di là delle tue brutture, anche una brava persona. Ogni tanto mi chiedi perché a me e ti si incrina la voce e a me si riempiono gli occhi di lacrime perché non so risponderti. E allora ti spiego che è solo un fatto di sfiga, di casualità, di destino, di non lo so. E che ora è così e ora bisogna che ce lo facciamo andare bene. Che te lo fai andare bene.
Ti ricordi quando venivi a prendermi a scuola con un quarto d'ora di anticipo e ti mettevi sotto la finestra della mia classe in modo che io ti vedessi? Avevo paura di rimanere sola e tu cercavi di farmi capire che non sarei mai stata sola. Ora lo so. Anche quando non ci sarai più io non sarò sola. Mi sono abituata a non averti attorno, a non sentirti tossire, respirare, a non ricevere le tue richieste d'aiuto per l'ennesimo disastro combinato con il computer. Allora alzavo gli occhi al cielo, mi infastidiva essere interrotta. Mi infastidisce ancora, a dire la verità, e mi infastidirebbe averti qui ad interrompermi. Però sarebbe bello. Averti qui, dico. Sei sempre stato il mio fan numero uno e questo non lo dimenticherò mai. Ti piaceva dipingermi come più intelligente di quel che ero. Eri orgoglioso dei miei capelli - e quanto hai sofferto quando ho cominciato a portarli corti - eri orgoglioso di come suonavo il pianoforte, eri orgoglioso perfino dei miei lobi dilatati. Li criticavi ma poi, di fronte ai tuoi amici, non potevi fare a meno di mostrarli. Tutto ciò che ero. Tutto ciò che sono ti rende orgoglioso. Hai sempre voluto una figlia femmina e io spero di essere stata almeno un pochino la figlia che hai sognato. Ho il tuo carattere, con qualche abbellimento diciamocelo, ma ho il tuo carattere e forse anche questo ha contribuito a renderti orgoglioso. Tu sei un primattore, non può che piacerti avere una figlia che ti somigli. E ti somiglio tanto. Una volta vantavamo anche una somiglianza fisica, ora crescendo, sono più simile alla mamma. Ma noi due condividiamo i gusti e le passioni e gli odi e il sarcasmo spesso tagliente. Diciamo cose e ce ne pentiamo. Ogni giorno.
Mi pentirò anche di ciò che sto scrivendo probabilmente. Dopo tanti mesi sto piangendo per te e non ne avevo proprio voglia.
Sono diventata grande quest'anno, almeno un po', perché una parte di me non vuole smettere di essere la tua bambina. Ma sono diventata grande, lo so. Però posso dirti, lo stesso, che mi manchi?

Oggi porti il poncho per ripararti dal freddo, sorridi alle infermiere che ti dicono che sei un figo e citi spesso Per un pugno di dollari.
Oggi sei quasi quello che eri, con la differenza che non ti ho più tra i piedi e non è mica tanto bello.

Al cuore Ramon!


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68 commenti:

  1. sto piangendo litri di lacrime, ed è questo il bello dei tuoi post, che scrivi di te ma ci siamo un po' tutti, e scrivi del bello e del brutto insieme e io rido e piango e piango insieme per tutto ciò che riesci a mettere in quelle parole.
    e, <3 un pezzetto di me è lì con te, quando vuoi.

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    1. Io e te,un giorno, ci incontreremo. Ci abbracceremo, piangeremo come sceme ci bruceremo la retina! (tu sai).
      Alla fine, sai, il dolore è universale per cui è facile scrivere di me, di te, di tutti.
      <3

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  2. Ho già commentato già su facebook ma lo faccio anche qui: grazie per averci concesso di sbirciare nel rapporto meraviglioso tra te e tuo padre. C'ho i lacrimoni come una scema.
    <3 Cuori a profusione!

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    1. Tesoro pensa al trucco, si scioglie tutto! E pensa a mio padre e ai suoi anelli da pappone così ridiamo!

      Grazie <3

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  3. Purtroppo la malattia è veramente un luogo, un altrove, e la distanza fisica non fa altro che sbattertelo in faccia continuamente. Ti ammiro molto per come stai affrontando quello che è successo a te e a tuo padre.
    Un abbraccione ciccione.

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    1. Ma sai, alla fine, pensi sempre di non essere in grado di. Poi ti accorgi che non c'è soluzione e diventa tutto normale amministrazione. Noiose e antipatica eh, ma si fa.
      Grazie però <3

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  4. Eh..la Mare..la Mare. Che è i lobi dilatati. E i tatuaggi e le scarnificazioni. E la figlia meravigliosa di un papà splendido. Che grazie anche a lui la Mare è la Mare. Io non lo so se esiste la fibra ottica dell'amore. Che se esiste tu già senti quanto ti stringo. ❤

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    1. Faccio la cattivona ma alla fine sono proprio una mollacciona <3 <3 <3

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  5. E io ti abbraccio forte che te ne meriti tanti, di abbracci, tu e il tuo coraggio. E ti dirò di più: non vedo l'ora sia sabato per poterlo fare dal vivo ♥

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    1. Sabato sarà il diabete. Fiumi du zuccheri e caramelle! <3 Grazie <3

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  6. Sono bellissime parole quelle che hai dedicato al tuo papà. É semplice come frase ma è vera.. Cerca di conservare i momenti che resteranno indelebili. Un grande abbraccio e pensa che per lui sarai sempre un immenso orgoglio!

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    1. Grazie tesoro bello. Alla fine, nonostante tutto, io sono felice.

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  7. Grazie per aver scritto questo post. Uno dei tuoi più belli, intimi e profondi.
    Semplicemente un abbraccio... ho paura che qualsiasi altra parola potrebbe essere fuori luogo!
    :*

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    1. Io gli abbracci me li prendo sempre tutti volentieri! <3

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  8. non si può commentare nulla, se non che, sono" immersa" nella stessa situazione, capisco tutto e spesso vorrei non essere qui.

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    1. Mi dispiace moltissimo leggere questo tuo "immersa". So che capisci e capisco anche io. Suona banale, ma sono qui.

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  9. Perchè a me? è un ottima domanda. Io l'ho odiata, perchè quando me l'hanno posta non ho voluto rispondere.

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    1. Alla fine non c'è risposta. O meglio c'è, ma non è di nessun conforto. La casualità non è fatta per noi che cerchiamo sempre una spiegazione.

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  10. tu sei una persona così vera.... e lil racconto di te, di tuo padre,d ella vostra complicità, dei vostri screzi, è la cosa più commovente che uno possa leggere. non c'è nient'altro da dire, se non ringraziarti per aver condiviso lo struggimento, l'intensità e la pesantezza del tuo dolore. spero che, nella scrittura, tu possa trovare un po' di sollievo...
    ti stringo forte,
    Minerva

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    1. Minerva, tesoro.
      Grazie mille per le bellissime parole. Il sollievo c'è. Con le parole, con gli abbracci, con la vita. Si trova sempre il modo. Ti abbraccio.

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  11. Chissà perché è la colazione il momento che più mi manca con mia mamma.
    Quando andavo a scuola e lei stava bene, mi faceva trovare il latte caldo. Lo bevevo con lei mentre guardavamo i video musicali su Mtv.
    Poi sono stata io a preparargliela quando lei stava male e stavamo ore a parlare di cose trite e ritrite e alla fine non concludevamo nulla ma ero bello lo stesso.
    E solo adesso so che era bello, prima era così scontato.
    Abbraccio tuo papà da parte mia. Ma tanto tanto tanto.

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    1. Ti pensavo, sai, mentre scrivevo. Tu che, in maniera delicatissima, mi sei stata così vicina in quei giorni.
      Il mio è un vuoto diverso dal tuo, perché è solo una parte di vuoto, perché ancora c'è modo di riempirlo. Però so che sai e sai che so. Chissà perché la colazione. Questo non lo so nemmeno io. Ti stringo fortissimo tesoro.

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  12. Sei riuscita a farmi commuovere. È a farmi ricordare il mio papà, un altro che era orgoglioso "della sua bambina", va a sapere perché.
    Abbraccia il tuo babbo, splendore.

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    1. E far commuovere te è un lavoraccio!
      I papà sono sempre orgogliosi, tra l'altro per le cose più inutili. Misteri!
      Ti abbraccio.

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  13. che dirti.... mi sono commosso anche io a leggere queste tue bellissime parole....

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    1. Grazie Francesco. Non volevo provocare tutto sto piagnisteo!

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  14. E' un pezzo di te così intimo che mi sembra di sporcarlo con le mie parole che mai possono capire fino in fondo tutto quello che c'è dietro questa lettera.
    Ci vuole molta forza a lasciare andare una persona verso un destino diverso da ciò che immaginavi. Forse molta di più che tenerla con sé.
    Un abbraccio gigante <3

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    1. Però sai cosa? Alla fine, lasciarla andare, in modo sano e positivo perché lui c'è, è ancora qui, è una liberazione. Poi ci si accorge di quanto era più faticoso non voler mollare la presa.
      Però ecco, sì, accettare un destino diverso, quello fa un po' schifo!
      Ti abbraccio.

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  15. io non ho tanti ricordi...non ho avuto il tempo per crearli, per me è stato tutto molto veloce.
    ti abbraccio, si sento ti poterti abbracciare davvero.

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    1. Ti stringo.
      La fortuna di avere dei ricordi è enorme. Lo so.

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  16. Abbraccia tuo padre anche per me.

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    1. Certo Giovanna. Grazie di cuore. <3

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  17. Ti stringo forte forte tesoro. Tuo papà é fortunato.

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    1. Marco, grazie.
      Non avevo nemmeno intenzione di scrivere di lui, pensa te. Ma le cose casuali, a volte, si rivelano splendide idee.

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  19. Carissima, posso chiamarti così anche se ti leggo quasi sempre in silenzio e non ho con te un rapporto di speciale complicità?
    Ti leggo sempre e quasi sempre in silenzio perché il modo meraviglioso che hai di scrivere, di raccontarti e raccontare, mi lascia senza parole. O meglio, le avrei pure ma mi sembrano sempre troppo banali e semplicistiche.
    E oggi, più di ogni altra volta, mi hai fatta commuovere e mi ritrovo con un maledetto nodo in gola che non va giù. Oltre che con la voglia smisurata di abbracciarti pur non conoscendoti.
    E' che provo le stesse cose per il mio papà. Non ne ho scritto sul blog e non so se lo farò perché è un argomento che non riesco ad affrontare, a volte faccio fatica a parlarne persino con chi mi sta attorno. Sarà forse rifiuto della realtà?
    Anyway, le parole che hai usato in questo post sono meravigliose. Il tuo papà è fortunato ad essere tanto amato da una donna capace di sentimenti tanto belli. Si percepisce il rapporto bellissimo che vi lega.
    La finisco qui con questo commento insulso :) ti lascio un abbraccio Mareva, dalla tua fedelissima lettrice silenziosa

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    1. Ciao, ti leggo anche io - pure se non commento mai.
      Le tue parole mi fanno un gran piacere e mi spiace sapere che mi comprendi. Non so bene cosa sia successo a al tuo di papà però sai parlarne e scriverne - almeno per me - aiuta. Certo non sempre, non ossessivamente perché altrimenti diventra uno spettro di cui non ci si libera, ma quella volta ogni tanto permettersi di pensarci con profondità serve. Per il resto è bello, e bene e giusto continuare la propria vita, facendosi travolgere dalle questioni quotidiane. Si sopravvive anche così.
      Ricambio l'abbraccio e sentiti libera di scrivermi, se vuoi.

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  20. Mar, sei una grande.
    Un abbraccione stritolante.

    Moz-

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  21. Il tuo post mi ha fatto compagnia ieri sera mentre aspettavo il treno.
    E ho pensato a me, mio papà, e alle cose quotidiane che mi perderò inevitabilmente per la distanza.

    Mi chiedo perchè a volte solo l'assenza ci fa capire l'importanza della presenza di certe persone nella nostra vita.

    Un abbraccio!

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    1. Colpa della quotidianità e dell'abitudine che ci fanno guardare senza sorpresa a ciò che abbiamo intorno.

      Però sai, anche nella distanza, la tua famiglia può essere parte integrante della tua vita. <3

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  22. Anche secondo me tuo papà è un figo =)
    Daje Mareva
    Un abbraccio a tutti e due

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    1. Ahahaha, ma grazie! Ricambiamo l'abbraccio.

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  23. Non riesco ad esprimere a parole ciò che la tua lettera m'ha trasmesso....ma so solo che sto piangendo fin dal primo rigo.
    Posso solo immaginare cosa tu stia provando, e posso solo dirti che ti sono vicina .
    Siete grandi, tu e tuo padre <3

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    1. Tu che piangi? <3
      Grazie cara, davvero. Alla fine sembrano montagne, ma si scala tutto.

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  24. ...quante volte ti ho detto che mi fa piangere quello che scrivi...
    perché sei quella che sento dentro come un pugno, commuovi e ferisci, perché hai parole che sfidano all'imbarazzo...ed è tempesta.
    Ho visto te e la tua somiglianza con tuo padre, e ci ho letto la mia con il mio... quel mio papà egocentrico ed egoista, che mi ha attaccato l'egocentrismo e l'egoismo; quel mio papà che oggi ho aiutato ad essere felice, che ho scelto di aiutare per far si che realizzasse il suo sogno, e mi sono chiesta chi sarei o potrei essere se Paparotto Gigiotto non fosse più il mio dio sul piedistallo... ma non per demeriti caratteriali, quelli non si contano neppure, ma per un crollo fisico. e mi fa paura pensarlo. amica mia, che ti debbo dire.. sei immensamente tu

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    1. Io ho pensato spesso al crollo fisico di mio padre, per i suoi evidenti problemi di salute ma sai non avrei mai pensato a questa via di mezzo. Ero convinta che, semplicemente, un giorno sarebbe morto. Un giorno molto vicino onestamente, ma che sarebbe passato da qui a là, senza questo viaggio nella terra di mezzo. Ero "preparata" alla morte, non ero preparata alla malattia. Ed è strano, davvero tanto.
      Però sai che ce la si fa? Nonostante tutto.
      Ti stringo forte egoista ed egocentrica amica mia <3

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  25. Conosco bene la malattia, come gia' sai, tante sensazioni le provo da anni, per tre persone diverse.

    E' un dolore lancinante che non si metabolizza mai, al massimo si crea quella triste abitudine che porta ad accettare la situazione, poichè è la soluzione migliore. Cosa si potrebbe fare altrimenti? Ribellarsi non si può, sconfiggerla nemmeno. Va affrontata a muso duro questa prova che la vita ci sottopone, è il migliore dei modi. (Forse pure l'unico!)
    Prove così forti ci portano a riflettere, a farci aprire gli occhi riguardo all'importanza della salute, della vita, dando nuovi significati e nuovo valore alla quotidianità, a tutti quei piccoli gesti di cui essa è composta. E' come se tu fossi trasferita su un'altra dimensione, un' angolazione diversa da cui poter osservare il "panorama", donando sempre più importanza ai dettagli, alle sfumature.
    Babbo è sempre qui con te, ricordalo. Seppur lontano dei km, malato, addormentato, dolorante, impossibilitato a compiere alcune azioni, tieni presente che è qui con te, e per te.
    Coccolalo, abbracciarlo più forte che puoi, fagli capire quanto bene tu gli voglia ogni giorno, dimostragli Amore come hai fatto con questa lettera.
    E' il modo giusto per lottare contro la sofferenza a cui sei/siete stata/stati sottoposta/i.
    Sorridi... anche se vorresti urlare a Dio, al destino, al mondo un bel vaffanculo.

    (Ho detto all'inizio che ti capisco... sottolineo però che non è mi è mai accaduto per un membro familiare così vicino come un padre. Ciò mi lascia sconvolta ed impaurita solo all'idea... quindi perdonami se non ti comprendo appieno.)

    Ti stringo forte, sei bellissima fuori e dentro!

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    1. So che sai, e mi dispiace. Conosco l'aria tesa in casa, la paura di far rumore, il camminare in punta di piedi per non svegaliare i pensieri per non tornare alla realtà. Ma come dici tu ci si fa l'abitudine tutto sommato e sembra assurdo ma si può ancora essere felici.

      Ti stringo fortissimo.

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  26. gioiello vero.
    grazie di averlo condiviso con noi.
    <3

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    1. Grazie di saper leggere <3

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    2. beh, almeno quello! che insomma, l'alfabetizzazione di base ce l'ha, il K...
      ;-D


      <3

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  27. Mi hai stesa. Sei una bella persona, davvero.

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  28. Finalmente ho trovato un pò di tempo per passare a leggere questa lettera. Sapevo che mi sarebbe piaciuta, infatti mi ha fatto emozionare. Non posso fare a meno di chiedermi cosa proverei se a mio padre dovesse succedere la stessa cosa. Io e lui non siamo così legati come voi due, anzi oserei dire che non lo siamo quasi per niente, ma è sempre mio padre. Credo che sarebbe davvero brutto, in ogni caso.

    Auguro il meglio a te e a tuo padre, sempre e comunque.

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    1. Ti ringrazio tanto Anna. le tue parole sono sempre bellissime. Ti auguro non succeda nulla a tuo padre, mai ché i rapporti c'è sempre la possibilità di migliorarli.

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    2. Me lo auguro anche io. :)

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  29. Mi viene voglia di chiederti scusa, per essere arrivata sul tuo blog per la prima volta, e avere letto tanto di te.
    Ma grazie. Perché non sai quanto bene mi hanno fatto le tue parole. Così amati, così detestati a volte. Così adorati. I Padri. Mi viene sempre con la maiuscola, non si perché.
    Ti abbraccio e abbraccio il tuo papà.

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    1. Ti ringrazio per le belle parole e non dievi chiedere scusa. I passi delicati sono sempre meravigliosi.

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  30. Che bella lettera, che bel gesto :)
    C'è tanto, tantissimo amore tra queste righe..credo che tuo padre sia orgoglioso di te, tanto quanto tu lo sei di lui.
    Un abbraccio.

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    1. Lo è e lo sono. E questa è una grandissima forza.

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  31. Le mie parole, dopo tutto quello che hai scritto, non possono nulla.
    Spero che gli abbracci virtuali valgano...

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    1. Quelli valgono sempre e tanto.

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  32. Sai far bene, con le tue parole, anche quando non lo sai.

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  33. Ho letto questo post il mese scorso la prima volta e mi è rimasto dentro come un pugno allo stomaco, poi l'ho riletto e oggi finalmente dopo la terza lettura ti commento per dirti solo che ti abbraccio, che quello che hai scritto è commovente e toccante e contiene così tanti sentimenti da lasciarti dentro qualcosa che non si cancella...Sarà che tu l'amore quello vero lo sai scrivere davvero bene e trasmettere nella maniera più veritiera che ogni sua sfumatura compresa quella del dolore e della tristezza ti saltano addosso e ti rimangono impigliati fra i pensieri...Sarà che quando leggo di queste lettere, non posso che pensare che alcune volte si ha la fortuna di imbattersi in persone che ancora ne fanno valere la pena...
    Un bacio e un abbraccio forte forte a te e al tuo papà!

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