25 febbraio 2015

I think we might have a problem here (cit.) del perché dovete guardare Fargo


Era il 1996 e i talentuosi ma poco belli Joel e Ethan Coen girano Fargo; un cult istantaneo che offre un assaggio di quel nord degli Stati Uniti così spesso ignorato da Hollywood. Perché è gelido e noioso, diciamolo. Il film è incentrato su uno sfigato che assume due teppisti dilettanti per rapire la moglie e ottenere, quindi, dal padre un cospicuo riscatto. Inutile dire che le cose non vanno proprio bene bene e, alla fine, il bianco splendente della neve di Fargo si trasforma in un gocciolante rosso. 
Se non lo avete visto ve lo consiglio vivamente. Come tanti altri film dei fratelli Coen è a cavallo tra commedia dark e thriller. Un po' come la vita. Quindi, quando FX ha annunciato una nuova serie, di dieci episodi, dal titolo Fargo (appunto), mi è venuta l'ansia (che novità): avrebbe reso giustizia alla pellicola o sarebbe stata solamento una fregatura ben confezionata?

Finalmente sono riuscita a guardarmi tutta la stagione, conclusasi ancora a giugno negli Stati Uniti, e posso annunciare tranquillamente che giustizia è stata fatta. Fargo funziona nello stesso mondo in cui funzionava il film con l'aggiunta di un bel paio di Easter Eggs che alludono al passato dei fratelli Coen. 
L'Easter egg più evidente è senza dubbio questo cartello!


Oltre alle uova di Pasqua, però, la serie continua anche la storia lasciata aperta dal film e, per evitare di rovinare qualcosa a qualcuno, mi esprimerò con un'immagine!


Per me, quindi, Fargo è imperdibile e se non volete guardarlo be', vi meritate davvero roba come L'Isola dei Famosi. 
Se, invece, vi foste convinti, vi regalo altre motivazioni per cui dovreste guardare tutti e dieci gli episodi senza sosta e farvi un giretto a Fargo - che è nel Minnesota se ve lo steste chiedendo.

1. Martin Freeman as Lester Nygaard


Famoso per essere il Dr. John-sarcastico-Watson in Sherlock e come Bilbo Baggins nei film sullo Hobbit-o-come-si-dice, Martin Freeman sta iniziando a spaccare i culi e lo dimostra con il personaggio interpretato in Fargo. Lester Nygaard è un mega sfigato: timido, perdente e poco entusiasmante ed entusiasta del suo lavoro (venditore di assicurazioni) è spostato con una donna che lo evira - non concretamente, capitemi - in ogni occasione. Ovviamente, ovviamente Lester - per fortuna! - rinsavisce modificando così la traiettoria della propria vita. Freeman fa un lavoro magistrale e riesce, nello stesso tempo, a farci sentire male per lui e a odiarlo per il suo viscidume e per la sua mancanza di spina dorsale. Perché Lester sarà patetico ma non è stupido e le sue improvvisazioni sono ben pensate e creative.

2. Billy Bob Thornton as Lorne Malvo


Mettiamola in questo modo: non fate caso al suo taglio di capelli da ciotola perché il personaggio di Billy Bob Thornton, Lorne Malvo, è un'incarnazione del male tale da far fiorire, nell'Internet, una serie di teorie pronte a etichettarlo come la reincarnazione del diavolo. Ecco. Malvo, però, non incarna il solito cattivo, ma il suo modo di parlare freddo, diretto e allucinato insieme al suo modo di agire un cicinin poco empatico fanno di Malvo un uomo che vogliamo, come dire, vedere morire. Ma non troppo in fretta, eh, che la presenza sullo schermo di Thornton è cosa buona. La sete di Malvo per il caos sembra inestinguibile, sia che si tratti di raccontare, così all'improvviso, di quando ha trovato un piede nel tostapane, o di descrivere a dei bambini un omicidio raccapricciante, o di togliersi i pantaloni nel mezzo di una discussione per far pipì. Potreste odiare Lorne Malvo. Ma sarete anche curiosi di scoprire quel che farà dopo. E vi potreste anche trovare a ripetere "Aces" molto spesso. Soprattutto se lo guarderete in lingua. Altrimenti boh!



3. Allison Tolman as Molly Solverson e Colin Hanks as Gus Grimly


In completo omaggio al personaggio di Frances McDormand nel film dei fratelli Coen, Allison Tolman interpreta Molly Solverson, una poliziotta di provincia con più abilità rispetto a quelle di tutto il resto del dipartimento di polizia. Insieme. Gus Grimly, interpretato da Colin Hanks, è un di quegli altri poliziotti. Non è innamorato del suo lavoro: avrebbe voluto, piuttosto, essere un postino, ma non c'erano posizioni aperte. Pur essendo due tipi completamente diversi, Gus e Molly finiscono col voler fare fichi-fichi. Gus, quel filino codardo, è contento distribuendo biglietti per il parcheggio e aiutando le vecchiette. Non che ci sia qualcosa di male, qualcuno deve pur farlo, però... Molly, invece, che ha le palle cubiche, è in giro per catturare gli assassini e, a differenza di ogni singola persona a Fargo, è convinta che Lester Nygaard non sia solo lo sfigato colossale che va mostrando. Molly è la nostra protagonista super fica, non ci sono dubbi.

4. Ti inchioda dal primo episodio


Noi che lo guardiamo adesso siamo molto fortunati perché, alla fine del primo episodio, dopo aver raccattato la mandibola da terra, possiamo, subito, guardarci gli altri episodi senza patire una settimana come chi l'ha seguito in contemporanea alla sua uscita. C'è subito un sacco di carne al fuoco e se ne rimane completamente presi ancor prima di poter dire you betcha per citare Lester Nygaard.

5. Il resto dei personaggi


Mi sono limitata a citare, ovviamente, i personaggi maggiori ma, come in ogni buona serie, c'è bisogno di un buon cast per avere successo e qui si possono riconoscere un bel paio di facce. Bob Odenkirk, che probabilmente conoscete come Saul Goodman da Breaking Bad, interpreta l'eccessivamente ottimista e ingenuo capo della polizia Bill Oswalt che è più interessato a "una pila di frittelle e un V8" di quanto non lo sia a "pensare grandi pensieri su la natura delle cose". Glenn Howerton, noto per il suo ruolo di Dennis in C'è sempre il sole a Philadelphia, interpreta Don Chumph e dal cognome del suo personaggio sono sicura possiate capire quanto velocemente si possa perdere la fiducia in lui! Ovviamente se sapete l'inglese. Keith Carradine, che ricordiamo come l'agente speciale Frank Lundy in Dexter, interpreta il papà della Solverson, ex poliziotto ora proprietario di una tavola calda. Infine, non dimentichiamo: Kate Walsh (Grey's Anatomy) e Stephen Root (Justified, Boardwalk Empire, TURN) per citarne alcuni.

6. Key e Peele e la filosofia


Keegan-Michael Key e Jordan Peele sono due comici ben noti in nord-America grazie al loro show Key&Peele sul canale Comedy Central. I due attori interpretano gli agenti dell'FBI Pepper (Key) e Budge (Peele) che sono come dire un filino sfortunati. Dopo essere stati ingannati da Lorne Malvo in una scena che non scorderete, Pepe e Budge vengono relegati nella stanza delle prove e mollati lì come due cani bastonati. Avendo solo del gran tempo per pensare e una palla da tennis da far rimbalzare i due diventano protagonisti di una bellissima scena/riflessione di stampo filosofico che viene a spiegare il paradosso del sorite (o mucchio) del filosofo greco Eubulide. Il paradosso è fico e dice pressapoco così: dato un mucchio di sabbia, se eliminiamo un granello dal mucchio avremo ancora un mucchio. Eliminiamo poi un altro granello: è ancora un mucchio. Eliminiamo ancora un granello, e poi ancora uno: il mucchio diventerà sempre più piccolo, finché rimarrà un solo granello di sabbia. È ancora un mucchio, quando rimane un solo granello? E se un solo granello non è un mucchio, allora in quale momento quel mucchio iniziale non è più un mucchio? Questo, oltre a essere assai bello, vuole anche portare a una riflessione sulle ambiguità del cambiamento graduale. Tanto di cappello allo sceneggiatore Noah Hawley.

7. L'ambientazione


Al di là il nome, la maggior parte di Fargo si svolge a Bemidji, una piccola cittadina del Minnesota. Nonostante le riprese non siano, effettivamente, fatte in Minnesota o del Nord Dakota ma nello stato canadese dell'Alberta, la sensazione che si ha della Fargo invernale è vera. Le strade sono ghiacciate e la neve è pesante. C'è una scena, ad esempio, in cui Molly è a caccia di tre sospetti nel mezzo di una bufera di neve dove la visibilità è praticamente a zero. In quella che sarebbe, comunque, una scena ansiogena, la tensione è resa maggiore, anche, grazie al tempo. Con così tante serie tv ambientate al caldo e in mega città, il gelo, la tundra e l'asprezza di Fargo riescono a separarlo dal resto del branco.

8. It's brutaaaaaal


Fargo non è uno spettacolo per schizzinosi. Ci sono sangue, morte e violenza. Ma a differenza di alcuni film dell'orrore dove lo schifidume viene fatto entrare a forza, in Fargo tutto sembra essere necessario. Certo, la maggior parte delle morti è nelle mani di Lorne Malvo, ma tra il fratello di Lester (Joshua Close) ossessionato dalle pistole, tra una coppia di gemelli adolescenti arrabbiati, una doccia di sangue, una ferita infetta, una trappola per orsi e altre simpaticherie simili, Fargo ha nel rosso il suo colore preferito.

9. Cosa state aspettando?


Fargo è praticamente costruito per ossessionarvi. E per essere visto ossessivamente. C'è solo una stagione, ed è dieci episodi. Non c'è alcun cliffhanger antipatico e nessun finale di merda. La storia inizia, si svolge e ci saluta. Ed è meravigliosa.
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17 febbraio 2015

Ciao, volevo solo dirvi che sto bene

Mi sono detta che dovrei scrivere di più. A volte trascuro questo spazio ma sapete, a volte, ci si mette di mezzo la vita. A prendere e pretendere spazio. 
Oggi sono quattrocentoquindici anni che Giordano Bruno è stato ucciso. E cosa è cambiato? Siamo sempre gli stronzi di prima. Se non peggio. Con l'IS a sud di Roma. Ma qualcuno gliel'ha detto che sono in ritardo e che ci ha già pensato la chiesa ad ammazzare la libertà quel 17 febbraio? Ormai mi sembra tutto una barzelletta e per me conta solamente che mio padre sia riuscito a mangiare da solo. Il resto è pastorizia.
Oggi è una di quelle giornate in cui sarebbe bello andare nei giardini del castello della mia città, a guardare la città dall'alto. A sentire la vita fortissimo. Con le sciarpe annodate strette e le mani freddissime. E i cuori che sono sempre un casino.
Ho passato il fine settimana da Lui. Dopo un mese e mezzo che non lo facevo. Sembra cambiato tutto in questo mese e mezzo. Ma poi è davvero così? L'aria che respiro è la stessa? Non lo so. Ma so che a tratti mi sento di nuovo felice. Lui mi ha regalato un anello. L'ha fatto davvero. E io l'ho guardato e ho saputo solo dirgli ma sei scemo? e lui ha solo risposto ti amo. E allora a me è scappata la cacca per l'emozione e sì, ho avuto piena conferma che sono scema anche io. E quindi va tutto bene. 
Perché ogni tanto serve qualcuno che rimetta ogni cosa nella giusta prospettiva. Avrei preferito un braccio rotto, certo. Ma mi è capitato questo. Non che sia proprio capitato a me ma ci sono dentro in questo e allora non posso far altro che curarmelo questo e prendere tutto l'insegnamento possibile. Essere forti è una responsabilità tremenda ma è anche l'unica cosa a fare la differenza nella qualità della vita. Dove pensiamo di andare senza noi stessi? Nemmeno al mercato a comprare le patate.
E quindi succede che succede. Le cose continuano ad accadere. Ricevi telefonate. Vedi gente. Leggi libri. Mangi e non ingrassi (accade). I cani litigano. I treni ti lasciano a piedi. Ascolti musica. Fai nuove amicizie con altri lasciati a piedi dal treno. Difendi una ragazza da un uomo inopportuno. Scarti regali. Pensi a tuo padre. Senti la sua mancanza. Organizzi fine settimana in Toscana. Ti senti orgogliosa per la Sua laurea imminente. Guardi lo schermo e pensi a quali altre banalità scrivere.
Alla fine, alla fine non lo sai nemmeno tu.
Le cose che contano sono davvero una manciata ma è sempre più facile perdersi dietro alla banalità: continua a essere più importante parlare di Cinquanta sfumature di grigio e ci si dimentica che siamo tutti dei cialtroni.
Si litiga per mancanza di creatività.

Poi ascolto i God Is An Astronaut  e mi riappacifico col mondo.
Ciao, volevo solo dirvi che sto bene.


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8 febbraio 2015

8 febbraio

Scorrono gli anni, volano i mesi e i giorni. Ti svegli una mattina, e pare che sia finito un altro anno, ma è soltanto un nuovo giorno.
[Marc Chagall]

Tanti auguri a me.



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3 febbraio 2015

Pretty in Mad. Perché sì (cit.)

Perché sì è il nome di una rubrica che PIM, Pretty in Mad, tiene sul suo blog e mi sembra anche lo slogan migliore per presentarla e per parlarvi di lei. Credo che molti di voi, soprattutte le femminucce, la conoscano.
PIM oltre a essere molto bella, ad avere i capelli rosa e a fare bellissime fotografie è anche incredibilmente piena di talento nel creare cose. So che cose risulta un po' generico ma il fatto è che lei, con le sue stoffe, i suoi aghi e la sua macchina da cucire (e l'aiuto dei gatti!) crea veramente di tutto.

Ho iniziato a spiare i suoi lavori quasi due anni fa, facendole dello stalking selvaggio e poco galante, sul suo profilo Instagram. Inizialmente ero molto attirata dall'idea di acquistarmi una pochette porta tutto, da infilare nella borsa e nella quale buttar dentro l'indispensabile: dal kindle, alle pillole di riserva, dal lettore mp3 alle pastiglie per il mal di testa (sembro un po' ipocodriaca, lo so). Ma non sapevo mai decidermi. Né sulle misure, né sulla stoffa, né su ciò che davvero volevo. E quindi nulla.
In seguito ho iniziato a osservare le custodie porta Instax - la macchinetta fotografica più carina del mondo. E mi son detta: vuoi che non te ne serva una visto che Lui ti ha appena regalato la macchinetta fotografica più carina del mondo? Ma poi ci si è messa di mezzo l'estate e il mondo e la vita e così, nulla, il tempo è passato e io ero ancora lì, indecisa.
A un certo punto ho cominciato a farle stalking anche sul suo profilo Facebook e a guardare quasi ossessionata tutte le sue creazioni.
Un giorno di qualche mese fa, alla fine, la PIM se ne esce con una nuova creazione bomba. Delle maxi clutches. Per chi non lo sapesse (uomini?) le clutches sono - detto come lo direi a mia nonna - delle borse da portare in mano, senza manici e/o tracolla.
E io mi decido a contattarla.
Boom.
Le chiedo due informazioni e il prezzo. Abbordabile. Ma tentenno. Perché c'era il compleanno di Lui, il nostro anniversario e il compleanno di mio fratello.
E va be'. Aspettiamo.
E intanto lei continuava a sfornare meraviglie. E io a riflettere in silenzio.
Di solito sono più rapida nel fare acquisti, eh.
E nulla. Arriva gennaio e succede quel che succede a mio padre.
Ripresami un minimo e avvicinandosi il mio compleanno mi sono detta: e va be', 'sti cazzi. Ho bisogno di coccolarmi con un regalo.
E la contatto.
Questa volta per davvero.
E lei...

... lei è meravigliosa. Mi ascolta. Si dispiace. Mi manda un sacco di fotografie con le stoffe a disposizione. E mi consiglia. Le chiedo cosa, secondo lei, potrebbe essere perfetto per me, per lo stile da scappata di casa che ho, per il fatto che non metto i tacchi anche quando sono elegante e che sono un po' un maschiaccio.
E così mi mostra una clutch già pronta che dice essere giusta per me.

Va bene, mi hai convinta.

Acquisto.

Spedisce.

E ieri arriva il tutto.
E io sono estasiata.

Prima di tutto PIM è una che ti spedisce gli acquisti in buste decorate così.


E già questo a me sembra molto bello.

Poi ti incarta l'acquisto in questo modo e ti aggiunge delle caramelle. Delle caramelle!


E, infine, ti lascia anche dei bigliettini meravigliosi.



Ecco. Questa è lei. Talentuosa, attenta, delicata, disponibilissima, incredibile.
La clutch è stupenda - ora ve la mostro - perfetta per me, capientissima, realizzata perfettamente. Solida, resistente e con una scelta di materiale di altissima qualità.



Insomma, questa è PIM.
Ed è tanta roba.
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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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