26 luglio 2015

Un filo

Come camminare su un filo.
Questi mesi e questi giorni sono come stesi al sole ad asciugarsi e forse seccarsi e chissà, poi, magari cadere.
Superare i limiti del troppo interesse appare un'impresa straordinaria. Come lo è superare quelli dell'indifferenza rispetto a tutto ciò che non mi tocca personalmente.
Stasera è sabato. O, ormai, domenica. Sono tornata dal lavoro meno di un'ora fa. Mi son lavata, sistemata le unghie, fatto una maschera e ora scrivo. E mangio semi di zucca. E mi godo il silenzio. Merce rarissima e inestimabile.
Questa stagione corre velocissima. A tratti mi fermo e mi guardo attorno. Mi rendo conto che il tempo non mi aspetta e mi travolge e l'avvenire è sempre più veloce dei miei pensieri e della mia capacità di adattamento. Vivo come se vedessi un film in ritardo rispetto a tutti. Però, poi, ci arrivo a vedere quel film e ad adattarmi. Credo. Il pensiero di mio padre non è più così doloroso. Il suo trasferimento, almeno temporaneo, in una casa di riposo mi conforta. Sentire mia madre più serena aiuta, senza dubbio. Succedono queste cose in questi giorni. Il mio migliore amico da sempre se n'è andato in Irlanda e spera di rimanerci. Lui si è laureato. Lei, l'amica, ha perso l'amore ma ha guadagnato il sorriso. Mio fratello è sempre mio fratello. Meraviglioso. E io pedalo. Pedalo e mi racconto con messaggi vocali a chi è lontano. Pedalo e sudo. Pedalo e non penso. Pedalo e canto. Pedalo e poi bevo vino e parlo con Lui del futuro, del lavoro, dei figli, di cosa faremo, di cosa saremo. E poi mangiamo la pizza e ci mettiamo nel letto e mi addormento con la mano a stringere la sua perché in questa stagione non esistono progetti, non esiste futuro, esiste solo l'ora e io ho bisogno di aggrapparmi a qualcosa e sapere che non volerà via e ci sarà ancora al mio risveglio.
Questi mesi e questi giorni sono come stesi al sole ad asciugarsi.
Io penso di stare bene e di starmi asciugando.
Stasera è sabato. O, ormai, abbiamo detto, domenica mattina. Mi son lavata, sistemata le unghie, fatto una maschera e ora spengo tutto, finisco i semi di zucca e mi godo il buio.
Prima mi tolgo la maschera. Quella per il viso. Ché quella dell'anima mi sa che sto imparando a lasciarla sempre più spesso nell'armadio.


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16 luglio 2015

15.07.2015


Sei la parte migliore di me.
Finalmente siamo due dottori.

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10 luglio 2015

Ci sono un'italiana, dei tedeschi, dei francesi e dei russi... e molta intolleranza

Non so come accade. Non so come accade che la gente in vacanza si trasformi e che gli stereotipi si realizzino e concretizzino in maniera spaventosa. O forse gli stronzi sono sempre stronzi anche quando vanno a fare la spesa a casa loro? Io non lo so mica che cosa succede. Ma i francesi non erano chic? E i tedeschi non erano perfetti? E i toscani non erano simpatici? E le famiglie non venivano, per caso, in vacanza per rilassarsi? E i russi non erano... no va be', i russi sono stronzi e basta. Da sempre.
Da qualche anno, ormai, durante l'estate lavoro a stretto contatto con la gente in vacanza qui, sulla riviera Romagnola. E non venitemi a dire che è proprio la zona geografica ad attirare certe tipologie di persone perché le teste di merda le ho incontrate ovunque. Ogni giorno interagisco con persone di ogni tipologia e, ovviamente, come sempre la gran massa di normalità non fa notizia e se escludiamo i pochi incredibilmente gentili e simpatici il resto rappresenta uno stop nel quadro evolutivo. Per lo meno nella capacità relazionale, umana e sociale di queste persone.

Partiamo da noi, da casa nostra. Non me ne voglia nessuno ma i toscani credono davvero di essere irresistibili? No perché il più delle volte a me urtano i nervi con il tono della voce leggermente fuori standard, con il trattarmi come fossi loro sorella e il che presuppone trattarmi non in maniera amichevole e corretta ma come l'ultima dei cretini che deve solo essere al loro servizio, con le loro battute fuori luogo e per nulla divertenti e con la loro mania di chiedere sconti. Loro più di altri. Giuro. E poi che bisogno c'è di fare tutto 'sto casino? Ma siamo al mercato del pesce? Ma una mamma che vi ha insegnato l'educazione non l'avete avuta? O forse vendeva il pesce? Ditemi voi ché a me una volta stavano così simpatici i toscani ma quando escono dalla loro regione si trasformano e mica son più bellini eh.
Il resto degli abitanti del Bel Paese non incontra mie grosse antipatie e si divide equamente tra persone in grado di stare al mondo e monocellule che non capisco come possano essere arrivate all'età adulta. Ho scoperto che chiedere uno sconto è prassi per le persone del Sud ed è prassi al Sud per cui la cosa, continuando comunque a non comprenderla, ha smesso di sconvolgermi. Ho scoperto che fare commenti ed esprimere opinioni non richieste su di me, i miei tatuaggi e le mie scelte di vita fa parte della normalità per un buon ottanta per cento delle persone che, poi, ci rimangono male se rispondo loro a tono. Ho anche scoperto che non lavarsi è un'altra prerogativa di buona parte dei turisti. Probabilmente perché pensano che basti l'acqua del mare.

Uscendo, invece, dai nostri confini nella mia personale scala di irritazione ci sono i russi e in generale  gli abitanti dell'est Europa, al primo posto. Persone che, quando ho visitato i loro luoghi, ho trovato gentilissime e riservate ma che, una volta approdate qui, si sono trasformate negli esseri più stronzi mai visti. So che si tratta di comportamenti strettamente legati alla cultura di orgine e so che it's not right, it's not wrong, it's just different ma è un different davvero irritante. Persone che non salutano, non ringraziano, che ti strappano la roba di mano, che trattano la merce come fosse loro e senza nessun rispetto e che ti parlano nella loro lingua, incessantemente, dimostrandosi irritati per la mia incapacità di comprenderli. Scusatemi se non parlo il russo, cazzo.
E che vogliamo dire dei tedeschi? Lo vogliamo dire che sono sporchi, casinisti, indisciplinati e spilorci? E diciamolo. Incasinano tutto, provano tutto e non comprano mai nulla. E li senti solo dire schade (peccato - una delle poche parole che ho imparato) perché loro poverini lo volevano davvero quel paio di ciabatte o quella maglia ma se solo ci fosse stata nel colore del cielo al tramonto o delle onde quando si infrangono sugli scogli l'avebbero presa.
I francesi invece sono stronzi. Io pensavo fossero chic e snob e quindi li adoravo invece sono proprio stronzi e maleducati. E trattano tutti gli altri come sottoposti. Loro, proprio loro che hanno solo formaggi puzzolenti!

Per mia scelta io son sempre molto gentile sia da cliente sia sul lavoro per cui rimango davvero stupita dai comportamenti altrui. Il vivere civile è il primo passo per la creazione di una società un minimo avanzata ma devo arrendermi all'idea che siamo ancora molto lontani dalla meta.
Finché la maleducazione e la confidenza spinta saranno scambiate per simpatia e cortesia tanto vale chiudersi in casa e non avere contatti. I rapporti umani sono incredibilmente masochistici.



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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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