30 agosto 2015

Grazie, il tuo parere appoggialo pure lì

Ho letto la frase del titolo, qualche giorno fa, e mi ha fatta sorridere molto. Sarebbe stata perfetta per tutti i consigli e i giudizi e i pareri non richiesti che ho ricevuto durante questa estate. Estate che, per me, come stagionale, è arrivata alla fine. Domani.
Sono successe tante cose in questi mesi. E non sono successe tante cose. Perché tutto accade e io ci sono così dentro che nemmeno me ne accorgo.

Ha fatto caldo. Troppo caldo. E io mi ritrovo con l'abbronzatura da lavoratore e i segni della t-shirt, dei pantaloncini e delle infradito. 
Ho scoperto che la gente si lava poco e ancor di meno quando fa caldo.

Lui si è laureato, come sapete. E finalmente abbiamo visto le foto che gli sono state scattate in quella giornata e abbiamo riso perché noi siamo assolutamente incapaci di fronte all'obiettivo.


Qui, ad esempio, siamo nella tipica posa del dove cazzo dobbiamo guardare? Dobbiamo sorridere? Ansia.

Mentre qui è più una cosa del tipo:

- Davvero ti sei laureato?
- Avoja!


Però c'è stato anche questo, ed è stato bello.

Poi è morto il marito di una carissima sua collega e la cosa ci ha colpiti e influenzati molto e l'ultima settimana è stata un po' zoppiccante. Ma siamo ancora qui.

Poi c'è il mare che non ho mai visto, se non da lontano.
E la spiaggia su cui non sono mai andata.
Privilegi di lavorare al mare, appunto.

Poi ci sono loro, i cani, che mi fanno fare la scema e mi amano incondizionatamente e tutto questo è meraviglioso e perfetto e immobile come dovrebbero essere gli attimi di gioia. Immobilmente eterni.



Poi ci sono state le birre la sera dopo il lavoro. La pizza e i panini e le schifezze a mezzanotte, dopo il lavoro. E le uscite e le chiacchiere fitte con lui e l'amore nei pochi ritagli di tempo. E nei rari ritagli dalla stanchezza.

E poi c'è la Malesia che ci attende. E Singapore e i mille cibi che, ovviamente, non vediamo l'ora di assaggiare.

E le cene che, finalmente, potremo concederci insieme.

E l'aver scoperto il blog definitivo che ha dato degna conclusione a questo mese e che mi ha fatto capire che non tutti gli uomini mancano di fantasia quando si tratta di mostrare il cazzo.

Buon fine agosto.
Buon inizio anno. Ché l'estate spazza via tutto, sempre.


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17 agosto 2015

Dicono che in Texas tutto sia più grande

Dicono che in Texas tutto sia più grande.
E come puoi dargli torto quando, in una notte d’agosto, seduta dietro un furgone, con il vento contro, i capelli che danzano al ritmo della sua musica, le gambe stese su un tappetto di fieno, ti guardi intorno, tentando di catturare il paesaggio, il momento, l’emozione con gli occhi e li vedi, i campi che scivolano via, tu che scivoli via, gli alberi che si confondono intorno a te sfumando i confini di una realtà che è ancora sogno. La tua anima non è sazia, i tuoi occhi cercano altro ed è allora che guardi su, in alto, in una notte d’estate con il vento contro, seduta dietro un furgone con le gambe stese su un tappeto di fieno.

Dicono che in Texas tutto sia più grande.
Ed è grande questa estate per la velocità con cui sta rotolando verso l'autunno, per i regali che non mi ha fatto ma per la consapevolezza che mi ha donato. Fatta di pazienza, di attenzione, di passi in punta di piedi, di attese.

Dicono che in Texas tutto sia più grande.
Ma chissà se è grande come la mia paura di tornare a casa da mio padre e a una realtà che non c'è più. Come la mia paura di lasciare ancora una volta, magari questa volta per poco, una vita che sento ormai appartenermi del tutto per una che mi diventa sempre più distante e aliena.

Dicono che in Texas tutto sia più grande.
L'amore che provo per lui mi sa che è come il Texas, allora. Ché è grande e sicuro e mi sembra di stare dentro una fortezza dove non può succedermi nulla. Oltre ciò che mi riserva la vita. Ché mica si può scappare.

Dicono che in Texas tutto sia più grande.
E chissà come sarà la Malesia che si avvicina sempre di più. Come saranno gli odori e i rumori. Le persone e il cielo. 

Dicono che in Texas tutto sia più grande.
Io in Texas non ci sono mai stata ma mi voglio fidare.


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2 agosto 2015

Vi voglio raccontare una bella storia

Ci sono brutte faccende nel mondo. Il caffè zuccherato, le violenze sui bambini, le morti per fame, la mancanza di rispetto, la cioccolata con la frutta, le incomprensioni e chi mette i leggings come fossero dei normalissimi pantaloni.
Ma ci sono anche tante cose belle. E una cosa davvero bellissima è accaduta a Cesena, in Romagna - perché qui siamo campanilisti e l'Emilia è tutt'altra storia - domenica 26 luglio 2015.
Ed è questa:



Dopo un anno di preparazione 1000, MILLE musicisti hanno suonato Learn to fly dei Foo Fighters per chiedere al gruppo - sempre attentissimo ai fan - di fare una data a Cesena. L'iniziativa è nata un bel po' prima che fosse annunciato il concerto del gruppo a Casalecchio di Reno (BO) per novembre di quest'anno, località a circa un'ora da Cesena, ma è stata comunque portata avanti per la risonanza che da subito ha avuto tra la gente comune e gli addetti ai lavori (case discografiche per prime). Grazie a un crowdfunding riuscito decisamente bene e l'appoggio e la voglia e la passione di tutti si è arrivati a quel che vedete nel video.
Nonostante l'estrema vicinanza a dove vivo io a causa del lavoro né io né Lui (che avrebbe dovuto cantare) siamo riusciti a partecipare ma col cuore eravamo lì, insieme a un sacco di persone conosciute e non.
Si tratta di una storia molto bella, questa. Una storia che fa aver fiducia nel mondo, nella forza delle persone e dei messaggi. Una storia che racconta che davvero l'unione fa la forza e che siamo ancora in grado di camminare insieme e uniti per obiettivi comuni. E se ancora esiste la comunità non è tutto perduto.

I Foo Fighters, poi, hanno risposto così:


E fa bene e fa sorridere sinceramente sapere che l'umiltà, la dedizione e il rispetto esistono ancora.

Quindi grazie ai ragazzi di Rockin1000 per aver insegnato a tutti qualcosa.
Io mangio biscotti e vado a dormire.
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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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