3 gennaio 2016

2016, nonostante tutto

Il 2015 si è concluso in questo modo:


Vecchia: "Scende per la messa?"
Mio padre: "No, scendo a leggere".
Vecchia: "Come? Dire le preghiere fa guarire".
Mio padre: "Dio non esiste. Io credo nella scienza". 

E io mi sono resa conto, una volta di più, di essere proprio figlia di mio padre. Ed è una cosa, per certi versi, meravigliosa. Per altri meno, ma i genitori non sono perfetti. Mi pare assodato.

Non ho fatto nessun tipo di buon proposito per questo nuovo anno, come per tutti gli altri anni a dire il vero. Non credo nel fare affermazioni che nel giro di qualche giorno vengono dimenticate. Mi piace ricordarmi quotidianamente di ciò che voglio e di dove voglio andare. Non che funzioni meglio come antidoto alla pigrizia, agli imprevisti e alla vita, ma qualcosa in più ottengo. E in quest'ultimo anno fra le cose che ho imparato e scordato, una mi è rimasta bene impressa ed è proprio questa. Ottenere qualcosa. Accontentarsi di ciò che si trova sul percorso. Dei piccoli passi. Del singolo mattone. Puntare al piccolo per arrivare al grande. Collezionare i dettagli per ottenere il tutto. Ché se lo si vuole subito e completamente mica ci si riesce. Ormai è quasi passato un anno dall'ictus di papà (7 gennaio) e penso, in un certo senso, di essere riuscita a dare una forma a questa cosa. Il 2015 mi ha anche portato via il lavoro e mi ha regalato due colloqui. Su uno possiamo ancora sperare e fare affidamento. Mi ha anche regalato la possibilità concreta di stabilirmi con lui in una casa nostra. Vera! E nel 2016 ci si lavorerà bene. Mi ha anche donato l'idea per un nuovo viaggio il prossimo autunno, in Cina, ma vedremo se sarà realizzabile. I progetti per il nuovo anno sono molti e come ci hanno insegnato da bambini ci tocca scegliere ché non possiamo avere tutto. E prima di ogni cosa mi servirebbe un lavoro - particolare non trascurabile.

Sono passati veloci questi ultimi giorni dell'anno tra qualche cena con annessi parenti a criticare la swastika che portavo al collo, pranzo di Natale in casa di riposo con mio babbo a ingozzarci di cibo e Capodanno con lui a brindare a noi con la speranza di essere sempre così scemi.
C'è stato anche Milano, nel mezzo. Milano con lui a conoscere la mia altra metà di mondo. Il mio passato più bello. Il mio ex coinquilino tornato dal Canada per trascorrere le vacanze con la famiglia. E finalmente li ho fatti conoscere. E finalmente la mia famiglia era tutta insieme. Una giornata da turisti io e lui, a spasso per la città e i musei, una serata bizzarra con gli amici di ieri e con un'amicizia che non si concluderà mai nonostante la distanza. Guardarsi e riconoscere e ritrovare gli stessi modi di dire e le stesse dinamiche di ormai nove anni fa.

E quindi credo di essere contenta. Sì. Nonostante mio padre. Nonostante il lavoro. Nonostante la solitudine. Credo che, nonostante tutto, ne sia valsa la pena di arrivare fin qui.
Sarà che a modo mio riesco sempre a trovare i diamanti in un mare di vetro.

Buon 2016.


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39 commenti:

  1. buon anno arrivato e cominciato Mareva, penso che quello che hai, non sia poco.Certo il lavoro...vorrei poter avere una bacchetta magica, perché vedo tanti ragazzi partire e dire che mi spacca il cuore è poco.
    Così come vedo la delusione e la rabbia di alcune mie amiche, piegate da lavori mal pagati, con i loro sogni abbandonati nei bauli, nascosti anche alla vista. Basta tristezze, fidati di te, di lui, il vento deve girare o almeno io ci spero tanto.
    ciao!

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    1. Il vento deve girare, sì. Io intanto un pochino soffio. Non si sa mai che serva un pochino.

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  2. Anche io non amo i buoni propositi.
    Comunque se non fosse la svastica sarebbe qualcos'altro. Io di svastiche non ne ho però i miei parenti riescono sempre a toccare il mio punto nervoso. Parenti serpenti ma, almeno nel mio caso, preferisco averli piuttosto che non averli.

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    1. Io ho un concetto molto ristretto di famiglia biologica per cui sto benissimo senza vedere i parenti. Ci sto anche bene, poi, per carità. Ma le poche volte che si sta insieme sarebbe auspicabile un comportamento meno stronzo!

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  3. tuo padre perfetto, la svastica però no eh !

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    1. Ancora? Ma la swastika è un simbolo bellissimo di buona fortuna! Uffa!

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  4. Felice inizio d'anno dolce Mare.
    Che i diamanti in mezzo al vetro si facciamo sempre più frequenti per te.
    P

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    1. Bisogna cercare con pazienza e attenzione ma io ho fiducia.

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  5. ti auguro il meglio....sopratutto un lavoro.
    ciao ^_^

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    1. Ed è l'augurio miogliore! Grazie.

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  6. La serenità di apprezzare le cose belle che si hanno. E l determinazione fi cercarne di migliori.
    ... <3

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  7. Mi sembra un ottima partenza. Cuori.

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  8. Sei bellissima! Bellissima perchè riesci davvero ad apprezzare la vita... nonostante tutto.
    Sei un esempio per me!
    Un bacio e un augurio per un 2016 migliore.

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    1. Ilaria, grazie! Io credo molto nel "nonostante tutto". Ci si prova.
      Un abbraccio.

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  9. Buon anno nuovo Mareva. Secondo me un quotidiano remainder ai nostri desideri e obbiettivi è molto meglio di una lista di buoni propositi (propositi che magari già conosci e non ti serve a nulla scriverlo una volta e poi ciao).
    Mi par di capire che le feste son passate bene e tuo padre è un grande e questo si sapeva già.

    Ti bacio e ti abbraccio!

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    1. Le feste sono andate bene, sì. Quel che conta, per me, è la felicità della mia famiglia.

      Ti sbaciucchio.

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  10. ...io sono orgogliosa di conoscerti...
    mia splendida fanciulla, sono sempre più convinta che la vita sa cosa ci da, la sfiga e l'imprevisto sono pugni contro i quali siamo avvezzi allo scontro, eppure ancora sanno farci titubare.
    ma titubiamo solo qualche istante, perché abbiamo gambe forti...
    che il 2016 ti sia luminescente...

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    1. Chi ci butta giù a noi? Si va avanti. Traballando, zoppicando, rallentando. Ma si va.
      Ti voglio bene amica.

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  11. La felicità è un approccio in gran parte mentale.
    Trovare di diamanti nel vetro, scrivi.In realtà andrei pure oltre ovvero se hai vetro e ti serve il vetro non servono neppure i diamanti.

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    1. Il vetro non mi serve. Ne ho troppo per questo si lavora per trovare altro.

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  12. > ci tocca scegliere ché non possiamo avere tutto
    Discernimento e comprensione dei limiti sono due altri ingredienti importanti della felicità.

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    1. L'insegnamento che più porto con me è la frase che mamma mi diceva sempre in infanzia: "Bisogna fare delle scelte".

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  13. L'ultima frase è fantastica, ed ha un grande significato anche se non l'avevo mai sentita in questa forma. Mi hai ricordato una cosa importante, che a volte bisogna scegliere e che bisogna credere alle cose piccole che diventano cose grandi. Mi dispiace per il tuo lavoro, spero che il colloquio porti qualcosa di bello. E tuo padre merita un grandissimo applauso per la risposta che ha dato alla vecchia bacucca.

    Buon anno! <3

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    1. Grazie cara <3
      Anche se non è facile mi sono accorta che la modalità che funziona con me è quella di essere grata di quel che c'è. Inutile piangere su quel che non c'è.

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  14. Ottenere qualcosa. Mi piace. E mi piace questo tuo modo di affrontare la vita... perché, nonostante tutto, sei lì con le trombette nel naso e sorridi. Sei un mito di donna <3

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    1. Ahahahaha! Alla fine, mi dico, che senso ha non vivere?

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  15. Bella bellissima, come sempre :) e ancor più belle le cose che sei riuscita ad ottenere!
    un bacione

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    1. Detto da una combattente come te mi fa onore <3

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  16. Nessun buon proposito, ma un piatto pieno di buoni momenti per te e questo anno strambo...che i diamanti affilino la tua capacità di tagliare le avversità!

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    1. Un augurio meraviglioso. Ti ringrazio.

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  17. Bello il tuo blog! Nuova iscritta!

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  18. Si fiera di chi sei,perché meriti tutto il bene del mondo,meriti davvero di essere felice! Sei sempre immensa! Non c'è altra parola per descriverti.

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  19. Ti ammiro, sai?
    Io, in questo momento, vedo solo nero. Sì, è vero, anch'io mi sforzo e alle volte dico di essere contenta di come sono, solo che a volte avrei preferito arrivarci per altre vie.
    Quando leggo i tuoi post penso che, sebbene abbiamo vissuto vite diverse, siamo giunte ad essere un pò le stesse (con problemi, attualmente, un pò simili). Noi ed altri, probabilmente. Una generazione, la tua, la mia, che vive allo sbaraglio, che annaspa cercando qualcosa che li tiri su. Siamo lottatori insoddisfatti, sognatori ansiosi, apatici con una grande voglia di amare e di essere amati.

    Ti abbraccio. Sempre.

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    1. Ci penso spesso anche io al fatto che in modi e momenti diversi ci troviamo ad affrontare problematiche simile.
      Ma alla fine ne usciamo sempre, no? <3

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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