24 aprile 2016

Non sono scopabile? Va bene, non sono qui per essere scopata

Maybe, I'm not fuckable. That's fine, I'm not for you to fuck. - Diane Goldie
Ogni tanto capita. Che ci penso, dico, a quando volevo piacere a qualcuno ma erano sempre le altre e mai io. Avete presente l'amica simpatica dei film? Ecco. Non sono mai stata quella carina, quella che tutti volevano, quella un po' femmina-oca che giocava per farsi desiderare. Non ci riuscivo. Un po' per mancanza di evidenti caratteristiche e un po' perché, semplicemente, non sono così. Eppure, ogni tanto, sarebbe piaciuto anche a me capire come ci si sente a essere considerate belle. A essere considerate scopabili. A sentirsi potenti. Essere oggettivizzata, all'epoca, non mi sembrava poi così male. Insomma, sono qui, guardatemi, datemi attenzioni.
Ma non è mai successo, e questo ha contribuito a rendermi ciò che sono. Alternativamente sicura ma con una valanga di insicurezze. Ma non mi dispiace.
È che io non ho mai saputo bene come ci si aspetta che una ragazza si comporti con un ragazzo. E quindi, prima di tutto, ho sempre messo davanti l'amicizia. 
È che non ho mai capito bene, poi, se sono in grado di essere femminile. Nemmeno ora lo so. Voglio dire, sì, sono oggettivamente una donna, la mia biologia lo conferma: sono umorale, ho le tette, e guido male giusto per giocare un po' con gli stereotipi, ma sono femminile? Non lo so. Perché forse scambio la femminilità per una forma estetica e non per qualcosa di interiore. Mi guardo con i miei jeans, le mie t-shirt e le mie sneaker e mi sembra di essere ciò che di più lontano possa esistere dall'essere considerata donna. Il fatto è che non so essere altrimenti.
Ma poi le invidio io le altre donne. E le ammiro. Perché non si scoprono, non dicono, fanno pendere tutti dalle loro labbra, fanno le femmine. Hanno i tacchi. I capelli lunghi e sono bellissime nel loro essere figlie e troie. Io son tutto il contrario: mi dò subito, racconto, parlo, mi scopro, divento una sorella. Gioco, certo, insinuo e provoco ma perché sono una cazzona e mi piace questo gioco delle parti. Poi però non metto i tacchi perché sono troppo alta e porto i capelli corti perché quelli lunghi mi imbarazzerebbero. 
Sono goffa e inciampo e mi lecco le dita dal sale delle patatine e mi attacco il cucchiaino del gelato sul naso e mangio caramelle.
Ma le altre lo fanno? No perché a me sembrano sempre tutte così perfette, così al loro posto. Così padrone. Io, invece, ho sempre qualcosa che mi rende inquieta come il mascara che sbava, le mutande tra le chiappe, i capelli che fanno quello che vogliono. La borsa che mi si incastra, la sciarpa che mi si annoda, la maglia che sale, le tette che escono, il cuore che mi muove. Gli occhi che scrutano. Le mani che cercano.

Ogni tanto, ancora succede di volermi sentire scopabile. Ma solo ogni tanto, perché poi mi rendo conto che non è quello che mi interessa, ma mi sta a cuore solo la sensazione di sicurezza che ne deriverebbe.
Chissà se imparerò a stringermi ed espandermi con un quasi controllo. Chissà se sarà per difesa, chissà se sarà per consapevolezza acquisita. Forse non sarà affatto.


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64 commenti:

  1. A mio avviso, meglio esser "amabili" perchè abbiamo una testa e un carattere che intriga più tosto che esser scopabili perchè femmine perfette, con i capelli lucenti e i modi delicati.
    Che poi la perfezione, a lungo andare, annoia mentre chi mangia le caramelle e si sistema sempre le mutande tra le chiappe regala sempre tante emozioni nuove <3

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    1. Le mutande tra le chiappe rappresentano una finissima forma di tortura.
      Ad ogni, ora so che si può essere scopabili anche se non perfette ma vallo a dire alla me di 18 anni!

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  2. Ho avuto un'amica che era una di queste ragazze perfette, capelli perfetti, fondotinta del colore giusto, occhi a cerbiatta, movenze sexy ma non eccessivamente volgari. Scopabile e maritabile allo stesso tempo.
    Beh, era pazza. Una pazza vera, che te la ritrovavi sotto casa se non le rispondevi ad un messaggio.

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    1. Ma l'ansia! Com'era bello il mondo quando non c'erano i cellulari!

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  3. Fa un pò male quando esci con le tue amiche e dei ragazzi, magari conosciuti sul momento, fanno i carini con le altre mentre a te non ti caca nessuno. Conosco la sensazione.

    E le mutande nelle chiappe sono infernali.

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    1. Eh, quello. Ora 'sti cazzi, ma dieci anni fa la vivevo abbastanza male.

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  4. ...oddio quanto mi sarebbe piaciuto essere quella che tutti volevano scopare...
    non sono mai stata nemmeno quella simpatica, perché ho un po' quell'atteggiamento da figa di legno, che decisamente non avvicina l'uomo, anzi...
    diciamo che ho vissuto nel limbo: ricordo limoni importanti, con personaggi che venivano affascinati dalla sicurezza che ho sempre ispirato, ma col mio metro e mezzo senza troppe tette e con tanta linguetta biforcuta, non ho avuto il giusto pubblico.
    ciò posto credo che io, come te mia spettacolare Mare, abbia comunque goduto dell'uomo giusto al momento giusto...
    ...e delle donne che non mangiano le caramelle bisogna diffidare
    S E M P R E

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    1. Hai colto ciò che volevo dire. Non è stata tutta merda ma per un personaggio insicuro come me, sentirsi un po' desiderata non sarebbe stato affatto male. Poi ci credo che leggevo ed ero la più intelligente di tutti! <3

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  5. Sono alta anch'io, e ho evitato di mettere i tacchi per non 'spiccare troppo'. Ah, che sbaglio! Ora a volte li metto, se voglio vestirmi un po' elegante, ma ovviamente non tacchi smisurati. Tacchi graziosi, che mi fanno camminare. Per il resto del tempo scarpe carine ma comode con cui, volendo, posso anche correre. Alla fine e' il mio stile.

    Io comunque sono abbastanza più vecchia di te (azzarderei un +10 sicuro, forse un +15? non ricordo quanti anni hai!) e già, nemmeno io sono stata mai considerata "scopabile", per vari motivi, ma essenzialmente perché non era il mio stile. Riguardando le foto dei miei 20 e 30 anni, direi che avevo tutte le carte per essere carina, solo che l'insicurezza traspariva. Nessuna spavalderia, poca malizia, e ben celata.
    Adesso che secondo me non sono più esteticamente al livello dei 25-30 (anni in cui davvero ero in forma smagliante!) trovo che, inspiegabilmente, attiro un sacco di sguardi. Non me ne capacito. Credo che non sia cambiata l'estetica (semmai e' in declino) ma proprio il fatto che la mia nuova sicurezza traspare. Non credo ci sia altra spiegazione. Non sto più a chiedermi se sono simpatica o meno, a volermi sentire accettata, a sentirmi scomoda e fuori posto. Ho notato che cammino dritta e sicura, e sorrido molto di più, perché, credo, nonostante tutte le grane della vita mi sento più sicura di me. Credo che basti questo a suscitare interesse, anche se poi, ecco, mica ho mai testato fino a che punto sarebbero arrivati quegli sguardi... ma al momento va bene così.

    Non pensare troppo a cosa significhi essere femminili. E se ti senti di metterti i tacchi alti, fallo! Non stare a pensare cosa pensano gli altri, l'importante e' che ti senta a posto tu. :)

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    1. Ho un po' di problemi con la mia femminilità. È come se pensassi di non essere all'altezza di certe scarpe o vestiti: di sembrare ridicola, di far ridere gli altri, di non starci bene. Ho iniziato, negli ultimi anni, ad aggiungere qualche capo più "elegante" al mio guardaroba, scarpe carine e via dicendo ma continuo a pensare a quanto siano più femmine le altre. Ma è un limite mio, ovviamente.

      Per il resto, però, anche a me è successa questa cosa: fino ai 24/25 anni poche esperienze, pochi spasimanti. Poi ho avuto un grosso cambio psicologico, la sicruezza è aumentata, ho cominciato a sentirmi bella e sono diventata un po' più "scopabile". Solo che ogni tanto le tipiche insicurezze dei vent'anni tornano a fare un giro!

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  6. non mi pare che tu abbia usato solo degli stereotipi, nell' elencare quelle oggettivazioni.
    E' tutto il post uno stereotipo sulla donna e sulla femminilità.Addirittura poi dichiarare troia una ragazza, perché particolarmente curata e/o diversamente femmina da te.Questo tuo post, considerando la tua giovane età, mi mette tanta tristezza, perché dimostra quanto le donne possano essere giudicanti e feroci e, esse stesse alimentare quella cultura dello stereotipo (che altre più fondamentaliste di me, chiamerebbero dello stupro).Le donne sono le prime nemiche delle altre donne, non c'è cultura, tra le tue parole, di " sorellanza" al di là di tutte le raffigurazioni femminili.Sono le donne che, assimilano le proprie insicurezze sulle pelle delle altre, che spesso non necessariamente hanno tutte queste perfezioni, ma sono solo donne che hanno un buon rapporto con se stesse o magari neanche, ma hanno imparato a dissimulare, perché strano ma vero, sono quelle che più di altre restano sole.
    Mi scuso delle mie parole, sicuramente non assertive, che non vogliono essere a mia volta giudicanti, quanto spero, un momento di riflessione, per te e per le altre che ci leggeranno.

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    1. S non devi assolutamente scusarti, io sono pro confronto, riflessione e scambio di opinione ma devo dirti che hai totalmente travisato ciò che intendevo esprimere! Essere "figlia e troia" è un complimento. Essere curata è un complimento. Essere femminile è un complimento. Avere un buon rapporto con il proprio corpo e mostrarlo anche con l'abbigliamento è un complimento. La sicurezza di sentirsi donna è un complimento. Le mie erano parole super positive verso le altre e "negative" verso me stessa che ancora, a volte, non ho imparato a capire che vado comunque bene così.
      E ci tengo a precisare che mai da donna ho dato della troia a un'altra donna, credo sia una forma di insulto tra le più spregevoli per come la maggior parte delle persone lo intende. Per me è sinonimo di totale libertà.

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    2. sono felice di non aver capito una cippa :))
      come ho sempre scritto qui da te, mi piaci molto come persona e dunque, ero abbastanza perplessa.meglio un sorry che un faculo.
      ciao!

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    3. Tranquilla! Non è che io sia proprio sempre comprensibilissima nel tentare di esprimere il mio pensiero. Ci mancherebbe!
      Buona giornata!

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  7. Adoro la serie What's underneath di StilelikeU. La cosa più bella di questi video è che i problemi posti da un'intervista spesso vengono risolti dagli approcci alla vita delle altre donne. Nell'intervista a Diane si capiva che le erano rimaste addosso un sacco di cicatrici dovute al suo vissuto personale e al modo malato con cui ha iniziato a vivere la sua sessualità per via degli abusi subiti quando era piccola. Ed è stato strano anche per me riconoscere la sensazione di cui parlava, visto che ho avuto un percorso molto più sereno per fortuna. Credo che quello che volesse comunicare fosse proprio questo: quando non vi sentite (oppure vi sentite)"scopabili" cacciate quel pensiero dalla vostra testa perché non siete al mondo per fare da decorazione.

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    1. Esatto. Per questo ho usato la frase, come monito per combattere quella mia insicurezza, quell'essere convinta di non essere bella che ogni tanto arriva, come quando avevo vent'anni. Quei video sono degli insegnamenti meravigliosi all'accettazione di sé.

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  8. La fortuna di essere brutta, l'ho capito dopo tanto tempo passato a soffrire per non essere perfetta, è che ho puntato su altro per piacere prima di tutto a me stessa. L'insicurezza temo che non mi abbandonerà mai del tutto, ma oggi mi sento di essere la donna che piace a me. Certi giorni mi vedo addirittura bella, e quando ho dei cedimenti di autostima provo a guardarmi con gli occhi di mio marito e mi si solleva il morale.

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    1. Hai descritto perfettamente ciò che sono diventata anche io. Sicurezza alternata a insicurezza. Vedermi bella e vedermi brutta. Dipende dai giorni, dipende dagli occhi con cui mi guardo. Però, ecco sì, sono un tipo di donna che mi piace ora... salvo quei giorni in cui per un'ora mi sento a disagio come a vent'anni!

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  9. Coraggio, ogni giorno arrivano navi cariche di baldi uomini dalla carnagione scura che non sono per niente schizzinosi. Nel senso che se sei scopabile anche se bruchi l'erba e fai "beee".

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    1. Se brucassi l'erba e facessi "beee" sarei probabilmente anche nella posizione migliore per la maggior parte degli uomini, scuri o meno!

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  10. che poi, scusa, tu hai il ragazzo e ci stai bene. perché questo cruccio inutile?

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    1. Perché ogni tanto, Francesco, capita di sentirsi insicuri nella vita e di cercare (sbagliando) l'approvazione degli altri per legittimare la propria esistenza. Poi passa eh!

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  11. Sono gli uomini che sono strani

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    1. Ce la combattiamo bene, dai!

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    2. Io diffido dalle persone che non sono strane.

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  12. sii come sei....il mondo è bello perche' vario

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    1. Assolutamente. Hai presente lo sconforto da camerino? Ecco. Ogni tanto arriva. Poi rinsavisco.

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  13. Spesso percepisco il peso dell'inadeguatezza.
    Quando nei miei jeans e maglione estratto a caso dall'armadio, mi confronto con donzelle truccate a puntino già alle 5:30.
    Inizio a definire la femminilità come un satellite distante, in cui nessuno verrà a salvarmi o farmi credere di poter essere apprezzata, guardata, desiderata nello stesso identico modo.
    La realtà è che preferisco, al di là del disagio di pochi momenti, la semplicità di tutto ciò che può essere fatto all'ultimo istante.
    "Esci?" "Arrivo", così come sono.

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    1. Belle le tue parole. Hai descritto perfettamente il senso di disagio/ammirazione che provo io verso chi è così, femminile ai miei occhi, modello da seguire ai miei occhi. Ma poi, mi rendo conto, di non riuscire a essere in quel modo anche se, a volte, lo vorrei tantissimo.

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    2. Ciao Mareva, io non so come funziona ho passato l'adolescenza a non essere scopabili, un'università in between (fino ai 22) e poi sono diventata scopabile e desiderabile. Se mi chiedi che è cambiato, mica lo so.
      Da adolescente un poco ci soffrivo a non essere scopabile, poi dopo i 20 ho imparato a fregarmene. Da quando sono diventata "adulta" (dopo i 23) e desiderabile ne ho sofferto in un altro modo. Per il mondo in cui lavoro (maschile e altamente professionalizzato) essere scopabile se frustrante. È frustrante ridefinire i rapporti con gli amici maschi e uscire con uomini senza sapere se volevano il trofeo o conoscermi.
      Alla fine ho imparato a fottermene e quasi allo stesso tempo ho trovato un uomo.
      Quindi si vince solo fottendosene.

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    3. Penso che un ambiente di lavoro di questo tipo, improntato su le premesse che mi fai sia davvero difficile da digerire e gestire. Alla fine sì, stare bene con se stessi in qualche modo e fottersene, forse, sono le uniche soluzioni.

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  14. "Sono goffa e inciampo e mi lecco le dita dal sale delle patatine e mi attacco il cucchiaino del gelato sul naso e mangio caramelle" stai parlando di me! Quindi se son donna io, lo sei pure tu. O non lo siamo entrambe.
    Io sono sempre stata quella "cessa, ma con le tette grandi" figurati la gioia -.-'

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    1. O forse siamo un tipo di donna. E va bene così.

      Le tette grosse, a volte, possono essere una disgrazia.

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    2. potreste fare un po' di beneficenza eh..
      maledette! :)

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  15. Anche a me succede di farmi domande come queste, di voler sapere come ci si sente. Succede che ogni tanto metto i tacchi, non molto alti, e una maglietta scollata ma non troppo, un rossetto rosso che però controllo ogni cinque secondi perché mi finisce sui denti e alla fine tolgo del tutto. Mi tengo comunque il jeans, il capello crespo e l'orologio largo, perché se esagero poi la gente capisce che non sono io. E se qualcuno riesce a farmi un complimento gli dico grazie ma penso che mi stia sfottendo. E dura poco, il mio teatrino. Un giorno, due, poi mi sento ridicola e torno alle scarpe da ginnastica.

    È una faticaccia fare la donna.

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    1. Ma l'insicurezza che abbiamo? Si taglia col coltello, proprio.
      Forse devo solo arrendermi all'idea che non sarò mai come nella mia testa dovrebbe essere una donna!

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  16. Azz, Persefone potrebbe essere mia sorella, cessa e con le tette grosse! :)

    Non mi sono mai fatta tanti problemi anche se da ragazzina non essere quella "scopabile" nel senso più nobile del termine, probabilmente mi ha dato un po' fastidio... e ti dirò, ancora oggi non so quanto io possa risultare femminile (soprattutto quando apro bocca, che c'ho un linguaggio che nemmeno nei peggio bar di Caracas), ma tant'è, ormai me ne sono fatta una ragione...

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    1. Ah no. Quella cessa sono io eh. ;-)

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    2. Ma tu sei super donna, poison! Davvero. E lo esprimi in qualsiasi cosa tu faccia. Per cui, taci!

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  17. Il punto è: ne vale la pena? Tutte possono diventare scopabili, ci vuole tempo, denaro, dedizione, determinazione.
    Ti ci vedi a bere centrifugati di mele al posto di un bel cono gelato? Oppure a mangiare frutta secca invece che patatine? A controllarti ogni secondo il rossetto allo specchio? Ad essere sempre perfetta? Non so, mi sembra troppo faticoso per me essere questo genere di donna. Io sono un essere profondamente pigro.

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    1. Ma sai, alla fine, non è solo questione di apparenza ma anche di atteggiamento e io, a volte, ho pensato di non avere né l'uno né l'altro e mi sono sentita in difetto.

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  18. La questione è che piu' l'(anti)cultura artificializza anche l'eros e la sessualita' tentando di eliminare le differenze di genere, di miscuglionare tutto, in un frullato di tutto, maggiore e' il numero di persone che osservano qualche buco nella propria identitaa' di genere, qualcosa frapposto tra un archetipo che si vuole abolire e un archetipo al quale si anela.
    Uno degli aspetti affascinanti del tango è anche che esso gioca a ricostituirli a partire da alcuni canoni estetici e comportamentali, oltre che coreutici. Per molte persone il tango è anche un modo per tornare a voler bene, a riscoprire il proprio genere "primario" (c'e' sempre quello secondario) La storia narrata in queto cortometraggio in questa pagina racconta quello che succede a molte donne per le quali il tango è un modo per tornare ad essere, almeno per un paio di ore ogni qualche giorno, le piu' straordinarie ampolle di femminilita' e di sexitudine. Solo un gioco di qualche ora!? Meglio che niente.

    Comunque è una pagina interessante per la quale dovrei scrivere una pagina sorella.

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    1. Il problema è il modello a cui miro. Ed è sempre una questione, purtroppo, di modelli.

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  19. Sei piu scopabile te di tante fighe di legno.

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    1. A dimostrazione che l'atteggiamento fa tanto.

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  20. "Poi però non metto i tacchi perché sono troppo alta"...questa è stata ed è tutt'ora la costante della mia vita.
    Tu sei molto femminile e molto donna proprio perchè non sei quella che tutti vorrebbero scoparsi.
    La femminilità, almeno per me, non è un vestito, non è un taglio di capelli, non è un paio di scarpe. La femminilità è un'attitudine del tutto personale, che traspare e respiri quando stai vicino a quella persona.
    Il tuo essere femminile mi è arrivato dai tuoi occhi...e dicono che sono lo specchio dell'anima, pensa te. :)

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    1. Be', ma grazie. Davvero. Ogni tanto mi scordo che l'essere femminile non passa solo dall'avere un certo tipo di aspetto.

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  21. Ma sono strano io che non distinguo la scopabile dalla non scopabile? O meglio lo considero un accessorio alla pari del bluetooth su una Jaguar?

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    1. Ma va bene essere strani eh! Io per "scopabile" comunque, intendo quella che piace un po' a tutti e io non sono mai stata una bellazza per cui non ho mai provato cosa volesse dire essere un po' contesa!

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  22. Io non la vedrei cosi "drastica".
    Le ragazze che da etero mi facevano (e mi fanno sbavare) avevano semplicemente quelle movenze e quel modo di porsi tutto loro, senza bisogno di tacchi o altro, insomma di sicurezza dei proprio cm di pelle con tanto di dolce sorriso stuzzicante.

    Mi sono sentita parecchio scopabile quando l'ho voluto essere, e mi sono sentita un cesso quando effettivamente mi sono attribuita cessutide addosso.

    Riassumendo, per me, non è una questione di tacchi ma di "sicurezza" nei proprio panni -intesi come pelle.

    Un saluto bella ragaSSa.

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    1. Sono d'accordissimo sul fatto che sia una questione di sicurezza. E forse, proprio per la legge degli opposti, riverso su chi non sono caratteristiche che vorrei avere. Pensando che solo se fossi in quel modo mi potrebbero appartenere. 'na roba ingarbugliata, insomma!

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  23. ...sono così noiose, le altre, spesso....

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    1. Ma quello accade, scopabili o meno.

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    2. ma accade più spesso quando sono troppi stereotipi, e troppa poca personalità individuale...

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  25. Anche a me succede di volermi sentire così, e anche vedo le altre sempre più belle di me... Più aggraziate, negli atteggiamenti, nel modo di porsi e di parlare...
    Io invece, con le mie felpe e i jeans, mi sento molto camionista ucraina inside...
    Il vero problema è che forse dovremmo imparare ad amarci di più per quelle che siamo... E forse ci sentiremmo in pace con noi stesse.

    Ti abbraccio!
    Layla.

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  26. Mi allontano dal mondo virtuale per un po' (troppo) e vi perdo tutti.
    Dannata me. Ma eccoti qui :)

    Leggo e mi ritrovo totalmente in quello che scrivi, non saprei nemmeno come commentarlo questo post, che altro aggiungere?

    Una frase che mi ha colpita è stata: "No perché a me sembrano sempre tutte così perfette, così al loro posto." Perchè mi aspettavo che continuassi dicendo "così FALSE."

    Mi spiego meglio. Ce ne sono poche donne belle che sembrano perfette e naturali, invidiabili per il loro modo di porsi così disinvolto, affascinante e al tempo spesso spontaneo. Quelle si, sono Donne.
    E le ammiro da morire, tanto da provare anche un pochino ad imitarle senza grossi risultati.

    Ma ce ne sono una VALANGA di FALSE. Insomma, voglio dire..perfette dalla testa ai piedi, smalto mai e ripeto M A I sbeccato? Impossibile a meno che non faccia solo quello. Non un capello fuori posto (ma quando tempo hanno per prepararsi?!), vestite coordinate SEMPRE, trucco impeccabile, accessori abbinati, scarpe nuove e all'ultimo grido ecc ecc.
    Io mi immagino queste ragazze/signore, che sono così ossessionate dall'immagine di loro stesse, che finiscono col dedicare ore e ore alla costruzione e al perfezionamento del loro aspetto esteriore. E mi domando: ma l'interno, la loro parte più nascosta e bisognosa di attenzioni e cure...quando la coltivano?
    Ecco, a me queste donne fanno paura. Poi chiaro, se mi passa davanti una stragnocca il mio primo pensiero è che vorrei essere come lei..ma lo desidero davvero?

    Poi ci sono quelle acqua e sapone (come la maggior parte delle mie amiche) e penso che siano le più belle e vere. Con i difetti, la goffaggine, la timidezza che le tradisce e le fa arrossire (e si vede perchè non hanno lo stucco di strati e strati di fondotinta in faccia), piangono senza paura che il trucco coli. Ballano come matte perchè chissene se i capelli si spettinano. Ridono e mangiano di gusto senza pensare al rossetto che si sbava. Hanno scarpe basse che non limitano i posti in cui poter andare. Quelle, quelle sono Donne uniche.
    E io le adoro.

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    1. Io vorrei essere una di quelle belle senza volerlo. Chiedo tanto? :D

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    2. Scusa, e chi dice che non lo sei? :*

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  27. io i tacchi li metto per una serie di ragioni:
    - non sono alta;
    - mi slanciano;
    - si sentono da lontano, quando arrivo, e mi preannunciano;
    - fanno pure sangue, dai, non c'è nulla di male ad esserne coscienti.

    E le tette, quelle stanno al posto loro, non rischiano mai di uscire da fuori.
    E se escono pazienza, il senso del pudore per il mio corpo nudo l'ho perso da tempo.
    Mi è rimasto un certo pudore legato al carattere, ma è una cosa diversa.

    Questo per dire che la femminilità è un concetto variabile, ognuno lo vive (o lo applica) seguendo il proprio istinto.
    Perchè rinchiudersi in categorie predefinite e pure abbastanza superate, quando si può essere ogni giorno una donna diversa?

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    1. E non sai quanto ti invidio questo pensiero. Che nella teoria abbraccio profondamente ma che nella pratica mi vede fallire.

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  28. hai descritto le insicurezze di quasi tutte le donne, il problema è prorio quello, anche le più belle, quelle che noi definiamo scopabili, dietro la loro corazza sono insicure. Tutte temiamo di non essere abbastanza, tutte (chi più, chi meno) hanno quella determinazione di voler dimostrare un qualcosa, che deriva solo da insicurezze e mancanze. secondo me. Quelle curatissime, sempre perfette e con i tacchi poi, sono le più deboli, elemosinano continue attenzioni... ma alla fine a me mettono tristezza, quindi non le invidierei più di tanto. E' l'insicurezza che ci fotte.

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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