11 aprile 2016

Saper scrivere, credo.

Non c'è un passato di scelte sbagliate, ma di scelte evitate.
Saper scrivere, credo, consentirebbe alla mia pacata rabbia di esplodere in qualcosa di leggibile. A disturbare la quiete. Saper scrivere, credo, mi servirebbe a uccidere tutte le scelte evitate a ogni lettera, come nessuno ha potuto mai, perché nessuno, al limite della decenza, avrebbe permesso di affidar loro il potere assoluto dell'umore, della scansione precisa delle ore. È strano, c'è gente che passa la vita a sopportare e perdonare gli altri. E poi ci sono persone che, invece, passano la vita a sopportare e perdonare se stesse.


Ridatemi i miei undici anni. Quando c'è stato il giorno più brutto.
Ridatemi i miei tredici anni quando tutt'attorno era cattiveria.
Ridatemi i miei diciassette anni quando il disagio mi mangiava.
Ridatemi i miei vent'anni quando mi avete illusa.
Ridatemi le scelte evitate. Per far decidere a me, questa volta, di evitarle.


E tu, tu appoggia pure le tue gambe su di me. Io sarò anche in equilibrio su un solo piede ma lo vedi che sopravvivo a tutto?



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18 commenti:

  1. Io non sono né il primo né il secondo

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  2. tu sai scrivere.
    bene.
    però non so se si possa essere risarciti per un passato che non ci appartiene poi così veramente

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    1. Quel che dici è vero. Difatti pensieri simili durano il tempo di un battito di ciglia poi si torna al presente. Ed è bello.

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  3. La verità è che solo con il senno di poi cambieremo le scelte (fatte o evitate) del passato. Senza quello, faremo tutto uguale alla prima volta.

    Ps: Tu SAI scrivere.
    <3

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  4. Secondo me tu sai scrivere, e lo so perché ogni volta che ti leggo penso perché non l'ho scritto io così.
    Ma se posso darti un consiglio molto astratto, di quelli che io non sarei mai in grado di seguire, ecco, andrei per il non perdonare nessuno e fare un vaffanculo collettivo a tutti, ai tredici anni, al giorno più brutto, alle scelte, alle non scelte, al disagio, e pure a quella che c'era nello specchio stamattina. Perché, indiscutibilmente, tu sei ancora qui, loro no. Hai vinto tu.

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    1. Alla fine sì. Me ne ricordo sempre dopo, quando ho finito di scrivere. Mi rendo conto che quel che è stato non conta più nulla. Se non per quei cinque minuti chge scrivo.

      <3

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  5. Il gioco delle scelte è duro ma importantissimo, io ne so qualcosa ....
    Evitavo il mondo, evitavo di scegliere.
    Poi ho capito che la vita finisce per scegliere per te. Ed è stato troppo tardi e la mia montagna è diventata più alta.
    Oggi, forse, troppo.

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    1. Però, con calma e dedizione, le montagne si possono scalare. O almeno provarci.

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  6. forse, più che la scrittura, sarebbe importante una prospettiva.
    forse, più che un passo da volere indietro, sarebbe guardarla da un altro angolo.
    e renderti conto che tu non sei il tuo passato.
    sei il tuo prossimo passo, e quelli dopo ancora.

    sì, lo so, somiglia a una morale. ma non lo è.
    è come ti vedo io. attè.

    <3

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    1. Più che altro sono anche il mio passato. Ma non solo, per fortuna!

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  7. Attenta a ciò che chiedi M, te li ricordi bene i vent'anni?

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    1. Proprio per questo li rivorrei, per viverli meglio e non farmi illudere!

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  8. Ma, in tutto questo, clara te la sei scopata?

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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