12 luglio 2016

Certe volte, se non capisco, non sto tanto bene

Qualche giorno fa ho avuto una piccola crisi di pianto.
Oggetto: la femminilità canonica. In termini estetici, in termini di scelta del guardaroba, in termini di ciò che è spesso proposto come correttamente femminile, come unica scelta femminile, come unica modalità di essere donna.
Non ho mai inquadrato i capi di vestiario come femminili o maschili, fin dall'infanzia. Ho sempre avuto piena libertà di scelta e già all'asilo preferivo vestirmi con i pantaloni che con la gonna e mi chiedevo perché i maschi non si mettessero abiti rosa, gonnelline o fiocchetti o perché non glieli facessero indossare. Non ho mai incasellato ho sempre pensato che l'abbigliamento dovesse essere una scelta personale dettata da gusti o, questo l'ho imparato solo più tardi, da un sentimento, da una spinta interna.
Mi son sempre, quindi, vestita nel modo più neutro possibile, per scelta e gusto, ovviamente. Per me jeans e t-shirt/maglioncino/felpa sono ancora oggi l'estetica che mi si confà di più, che meglio mi rappresenta, che meglio mi fa sentire bene e me stessa.
Non per questo, però, non amo vestitini, camicette e quel tipo di abbigliamento che viene canonicamente definito femminile.

Da qui la mia crisi. Perché quel tipo di abbigliamento è più femminile dei jeans? Perché i tacchi fanno donna e le scarpe basse o i sandali meno? Chi l'ha deciso? Perché mi devo sentire meno donna, agli occhi degli altri, per il fatto di non indossare certi abiti? E perché se lo faccio mi sembra che gli standard della società si alzino sempre di più e io non sarò mai abbastanza femminile come vogliono le riviste/la tv/la pubblicità/chiunque? --> okay, questo forse è un mio problema di percezione del mio corpo.
Eppure io credo di esserlo, femminile dico. Nel modo in cui parlo, mi pongo, mi muovo (se escludiamo un po' di goffaggine) e mi approccio alle persone. Non basta questo?
Perché la femminilità è decisa da qualcosa che nulla c'entra con essa?
Io non giudico un uomo virile/maschio/prestante a seconda di cosa indossa. Sono ben altri gli elementi che mi fanno dire se ha le palle o meno.

Forse sono solo domande inutili. Nel senso che forse sono io a non capire dove sta il punto. Forse, semplicemente, dovrei imparare ad adattarmi e a non sentirmi (quasi) sempre meno delle altre donne.

Non c'è nessun intento polemico, voglio chiarirlo. La mia è solo una riflessione perché, certe volte, se non capisco non sto tanto bene.


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29 commenti:

  1. più che altro non mi sembreresti tipa da stare dietro a queste menate

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    1. Be'le insicurezze sciocche le ho, che poi non siano il fulcro della mia vita è un'altra storia.

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  2. Se spesso ti senti "meno delle altre donne" rispetto a come sono vestite, diventa un problema. Se invece ti senti meno di donne che ti declinano l'Ulisse di Joyce mentre con un uozzap trasferiscono due milioni di euro ad Andorra e assaggiando un negroni sbagliato individuano il Martini al posto del vermut. Allora non è un problema.

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    1. Proprio sbagliato il Negroni? Non mi piace molto!

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  3. A parte l'evidente ipocrisia del "io non giudico", ti do un suggerimento: piangi per cose irrilevanti perché fortunatamente non hai ragione più serie. Auguriamoci che duri per altri cent'anni.

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    1. Più che un suggerimento mi sembra una deduzione. Per il resto, hai ragione.

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  4. Ciao Mareva, io un po' ti capisco, da bambina mi vestivo come mi piaceva, mi vestivo anche da maschio (a carnevale da pirata). E ho avuto una fase di capelli tagliati a semispazzola a 11 anni dove sembravo un maschio. Ma come mi incazzavo se mi scambiavano per un maschio! Ho anche avuto una fase lunga di 'le gonne non le metto'.
    Anche io amo jeans, t shirt e maglioncino con le tiger ai piedi. Però come te porto anche i vestiti e le gonne e le cose 'da donna' tranne i tacchi (quelli solo in occasioni speciali, non ce la faccio). Devo ammettere che lo faccio di più da quando lavoro in ambiente pieno (80% e oltre) di uomini. Lo faccio per sfida, per me il messaggio é "sono donna, sono brava quanto voi anche se porto una gonna rossa e ho il rossetto". Quindi per me é un po' un rimarcare la differenza e farne un vanto (spesso porto colori accesi, odio il nero), però ci ho messo 5 anni di ingegneria per arrivarci.
    E non sarò mai figa e perfetta (niente messa in piega, ho i ricci, niente manicure, faccio ju jitsu, niente tacchi, mi uccidono i piedi, poco trucco, non ho tempo) ma io mi godo la vita invece di passarla dal parruchiere/centro estetico/facendo shopping/settimana detox e me ne frego!
    E il weekend torno in jeans, t shirt, camicie extra large e felpe da uomo.

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    1. La giusta via di mezzo. Così difficile da trovare anche nelle banalità e nel quotidiano.
      Sono paranoie, lo so ma le granitiche sicurezze le lascio a chi ha già trovato tutto. Io sono contenta di continuare ad avere dubbi e a farmi mangiare da insicurezze inutili. Grazie, è stato bello davvero leggerti.

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  5. Tu lo sai, sono stata e sono ancora la persona meno "femminile" del mondo.
    Ho fatto karate, so sparare con la pistola, da piccola costruivo archi e frecce, dico parolacce, parlo di sesso senza tabù, rutto, faccio a pugni...
    Insomma, non sono mai stata la bambina perfettina, l'adolescente graziosa e la donna da sposare, alla faccia dei pianti di mia madre e di tutti i paragoni che faceva con la figlia di tizio o di caio.
    Anche io ho sempre preferito i pantaloni e le converse a minigonne e tacchi a spillo (salvo le occasioni speciali o i momenti da "voglio esser sexy per una volta"); anche io mi trucco poco e niente e solo alla veneranda età dei 27 anni mi sto avvicinando alle trousse di trucchi. Anche io, come te, adoro le magliettone, le felpe comode e piene di stampe.
    Siam forse meno donne per questo?
    Sappiano distinguere un buon libro da una schifezza.
    Sappiamo cos'è il sarcasmo e lo usiamo senza alcuna parsimonia.
    Sappiamo cosa vuol dire fare a pugni con il mondo e rialzarci ad ogni caduta, invece di frignare cercando un cavaliere che ci risolva i guai.
    Sappiamo godere di un bel bicchiere di vino e reggere l'alcool meglio di molti nostri coetanei maschi.
    E sappiamo amare senza perdere i nostri spazi nè il nostro status vivendi.
    Siamo così, alla faccia degli stereotipi e per questo veniamo apprezzate sì da poche persone,ma persone vere cui abbiamo il piacere di vivere e convivere senza dover indossare alcuna maschera.
    Secondo me, siam più donne noi di qualsiasi "emblema canonico della femminilità".

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    1. Tipo che mi hai convinta!
      Sai no, si piange sempre su ciò che non si è o non si ha e ogni tanto mi capita di fare l'adolescente scema su questo argomento. Poi rinsavisco: le insicurezze non spariscono ma imparo a gestirle.
      Grazie <3

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    2. Son felice che le mie parole siano servite a qualcosa nel loro piccolo :*

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  6. Tempo fa leggevo da Spora (non so se la segui ma credo di sì) che le donne con i tacchi sono considerate più femminili perché la gamba lunga fa effetto donna "cresciuta", non più bambina, ma possibilmente fertile. In pratica è un discorso di uomini che ragionano col pisello, un discorso del cazzo, di ormoni, ed evoluzione. Evoluzione fa strano metterlo in questo quadro. Però è una cosa che dall'altro lato tocca a noi maschi: "che maschio sei?!" me lo son sentito dire un miliardo di volte e ancora ritorna quell'eco; e quando torna mi chiedo "mmmh sto rubando? No. Sto facendo male a qualcuno? Mmmh no. Ok, allora posso fare come mi pare".
    Capisci bene che, se dobbiamo parlare in questo contesto, allora la percentuale di femminilità che ti rende più o meno femminile, la stabilisce un uomo in base ai suoi ormoni. Ed è una cosa tremenda! Decidi tu il tuo livello di femminilità, quando, quanto, dove e come esserlo :*

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    1. Tutto verissimo quel che dici. Ma che palle! Uno non capisce mai "come dovrebbe" essere. Non è mica facile nemmeno per voi eh, che i modelli imposti non scherzano.
      Ti abbraccio.

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  7. io mi sento incredibilmente femminile...
    perché sono femminuccia inside
    lo sono un po' sempre stata, da quando ho avuto facoltà di scegliere ho scelto di vestirmi in modo che si notasse la mia presenza...
    sono stata taccatissima alle superiori, mentre tutte erano in scarpa da ginnastica o Doc Martines; ho indossato colori improbabili, tacchi ardimentosi, pantaloni larghissimi o smilzissimi...
    poi sono diventata preda dei miei problemi alimentari, e diventando molto molto magra, non mi stava assolutamente bene nulla.
    lì sono partite le paranoie terribili... che non mi hanno MAI lasciata...
    però la cosa divertente è che mi reputo meno "figa" delle altre donne...
    coraggio, oh...

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    1. Alla fine, vedo, anche chi è come vorrei a volte provare a essere ha mille dubbi e paranoie. Che noiose siamo, a volte! (Tu sei tante cose, non solo bella).

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    2. ...si, sono paranoica, egoista e meditabonda...

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  8. lasciami dire, dall'alto della mia croccante femminilità (ah ah ah) che - siccome un po' credo di conoscerti - tu sei femminile sempre, anche quando indossi le vans.

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    1. Croccante? Ahahahahahaha! Grazie tesoro. So di esserlo a modo mio. A volte penso mi piacerebbe esserlo nel modo più classico e canonico. Ma grazie. Le Vans le amo.

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  9. Io credo che vadano distinti i due differenti profili della femminilità:
    - come la percepiscono gli altri riguardo la tua persona;
    - come la percepisci tu rispetto a te stessa.
    Se gli altri ti fanno notare che gli indumenti e le scarpe che indossi sono poco femminili, si tratta di cialtroni legati all'apparenza, quindi non curarti dei loro commenti.
    Se qualcuno ti fa notare che sei poco femminile, a prescindere da come vesti, è un poraccio maleducato senza speranza.
    Se la tua percezione di femminilità è diversa dai canoni che individui come "standard" non è comprensibile che tu te ne faccia un cruccio.
    Ma forse - e dico forse - c'è qualcosa dei tuoi standard che potrebbe farti sentire insoddisfatta, o limitata.
    Se la tua è solo paura di sperimentare un modo diverso di esprimere la tua femminilità, abbandonando uno stile cui sei abituata, magari attraverso indumenti diversi o strettamente riconducibili all'universo femminile, mettiti alla prova.
    Sono solo vestiti.
    Non intaccano la tua interiorità, ma possono aprirti nuovi orizzonti, in termini di gratificazione personale e sicurezza.

    Quella che ti sta scrivendo, ad esempio, è una che gonne, vestiti ed abiti piú femminili ha cominciato a gestirli in modo sano solo all'alba dei trenta.
    Sono stata un maschiaccio, mezza punka, vagamente metallara pure, un periodo, hip hop pure... è bello cambiare, nella vita. Evolversi.


    PS, se metti la tuta invece dei leggins o di pantaloncini corti, quando fai sport, e se fai la "cipolla" in testa senza avere un viso d'angelo (dddo stanno tutti 'sti angeli, poi?), È abbastanza ovvio non sentirsi abbastanza femminili.

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    1. È davvero molto molto bella questa tua riflessione. Ci ho pensato a lungo e forse sì, è vero, è qualcosa nei miei standard ad essere "sbagliato". Non posso che dirti grazie.

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  10. A parte che l'immaginetta è fantastica e secondo me rappresenta più donne di quelle che la società - o Instagram - vorrebbero farci credere. Credo che tutte, anche le più femminili, ci siamo chieste almeno una volta se e quanto siamo donne, e perché bisogna vestirsi in quel modo per essere considerate femminili. Conosco donne piene di tatuaggi e piercing, coi capelli fluo, rasati di lato o del tutto, che indossano abiti enormi e che riescono a sembrarmi femminili lo stesso, per modi di porsi e di comportarsi. E le invidio un botto.
    Secondo me dovresti prendere più alla leggera la questione abbigliamento femminile, del tipo: oggi mi va di mettere la gonna? Ok, proviamo. Mi sembra che mi stia bene? Provo a uscirci. E magari mi piace, e mi fa sentire bene, e magari la metto pure domani. Si cresce anche in questo senso.

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    1. Ecco, essere più leggera sarebbe davvero la chiave di tutto. Che pesantona, sono, a volte!

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  11. Questo cruccio me lo porto dietro anch'io soprattutto per quanta riguarda i tacchi. A me piacciono, per carità ma hai presente una che cammina con un cactus in culo? Ecco. Quindi cazzi se le scarpe basse non piacciono, meglio camminare come un essere umano che come un t-rex.
    In genere io, invece, mi blocco sul fatto di non fare le uscite che i miei coetani fanno. Sto imparando a fregarmene perché la vita è mia e se a me sta bene perché gli altri non si fanno i cazzi loro?
    Così smetto di piangere e per una volta mi sento leggermente superiore alla massa. Poi, però, passa.
    Ti abbraccio.

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    1. Anche io, il più delle volte, cerco o provo a fregarmene ma a volte, la parte più insicura di me, esce fuori con prepotenza.

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  12. È un periodo in cui ho una crisi di identità simile. A me piace vestirmi da donna, poco i tacchi perché non resisto ma gonne, abiti, borse e scarpe a pioggia.
    Eppure mi sento sempre da meno di tutte quelle donne col trucco perfetto, il viso perfetto, i capelli perfetti, sempre in ordine, che emanano fascino e sensualità a ogni sospiro.
    Ecco io forse il "da meno" più che nello stile lo vivo nell'approccio: sono sempre stata compagnona, grezza a volte, non sono la femmina con la F maiuscola che si rigira tutti con una risatina e una mossetta... E alle volte mi chiedo se ci sia spazio anche per quelle come me.
    Scusa, forse sono andata fuori tema. Però capisco la sensazione. E a volte anche io ho le crisi di pianti da insicura. Ti abbraccio.

    A*

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    1. Se c'è spazio per quelle come me.
      Già. Sempre fuori posto, sempre senza sapere esattamente cosa fare e come comportarsi.
      Ti capisco bene. Poi passa per fortuna. <3

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  13. forse è semplice semplicissima la cosa, forse.
    forse semplicemente sii come ti piace essere.
    tutto qua...

    <3

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Faccio cose e non vedo gente.
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