27 luglio 2016

Da quel giorno preciso

Da quel giorno preciso mi sono scontornata un po'.
Come se fossi colorata un po' a casaccio, dentro e fuori i margini senza rispettare l'ordine e la precisione.
Scontornata e smarginata. 
Da quel giorno, ne sono convinta. Come se la malattia di mio padre mi avesse tolto sicurezza e convinzione. Come se la malattia di mio padre avesse agito come una gomma a cancellare a casaccio, qui e là, sbiadendo alcuni punti di me. Piccole mancanze che non destabilizzano il quadro d'insieme ma che mi hanno azzoppata. Giusto un po'.
Mi sembra di non essermi più sentita veramente e genuinamente felice da quel giorno. Come se ogni pensiero e ogni momento fossero stati inquinati da quello. Magari non detto, sicuramente taciuto ma ben saldo nel terreno.
Eppure mi sono capitati meravigliosi cambiamenti di vita, situazioni piene e intense, riconoscimenti e amore. Tanto. Tutto l'amore che potessi pensare. Ma a me non sembra di viverli come dovrei o vorrei. Non con l'entusiasmo adatto, non con la presenza che meritano. Come se fossi lì e in un altro posto allo stesso tempo. Come se fossi sempre in un altro posto, da qualche parte dentro di me, quando accadono le cose. Eppure mi sembrava che un tempo io fossi davvero presente a me stessa, che fossi dov'ero con il corpo e la testa e invece, ora, è come se ci fosse questo sdoppiamento a volte prepotente a volte timido ma costante.
E mi sento così triste a volte. E non so dirlo.
E non so spiegarlo.

Al cuore Ramon!




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30 commenti:

  1. Grazie per saper spiegare sempre così bene i miei grigi più scuri.
    (monet, ce l'hai presente? Credimi sei bella anche senza contorni)

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    1. (Ma a me Monet non piace!)

      Noi due ci spieghiamo a vicenda <3

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  2. Va bè...io ti abbraccio solo..

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    1. E io me lo prendo tutto 'sto abbraccio.

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  3. Sono situazioni che, volente o nolente, ti cambiano dentro.
    Sei forte. Siete forti.
    E vi abbraccio entrambi.
    ❤️

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    1. Grazie, sei sempre un tesoro <3

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  4. direi che lo hai detto, e va bene così

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    1. Non lo dico mai come vorrei ma, sì, almeno lo dico.

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  5. penso che sia "normale" alla tua età, dopo un dolore come la malattia di tuo padre...ma è anche una forma di "difesa" psichica per non " sentire troppo" le emozioni negative. Col tempo, imparerai a conviverci ed a capire che, " gli assoluti", sono solo sfumature.
    ciao!

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    1. È veramente molto "strano" quel che sento e come mi sento. Sicuramente è abituarsi a un nuovo. Probabilmente sono un po' lenta nel farlo, certamente la cosa mi fa ancora soffrire molto. Grazie.

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  6. Anche a me è capitata quella sensazione che, una malattia potesse in qualche modo inquinare quello che c'è stato. Come se il non averlo più, o averlo in forma diversa, influisse sul passato. In realtà poi ho rivisto i miei ricordi ed erano intatti. A volte bisogna guardare un po' avanti, e un po' indietro per rimettere la testa allineata al corpo e al cuore

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    1. Sì, i ricordi sono bellie e perfetti e intatti. Mi manca la condivisione nel presente, la condivisione vera di tutti i miei cambiamenti di vita e mi manca la sicurezza che mi dava.

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  7. Diventi sempre più brava a scrivere... in particolare quando scrivi del tuo babbo.
    I tuoi post mi toccano sempre moltissimo, mi dispiace non trovar mai il modo o il coraggio di scriverti.
    Il mio, di babbo, ha avuto una brutta malattia qualche anno fa, e non è durato tanti mesi. Avevo diciannove anni, era la notte di Natale.
    Non so perché te ne scrivo, forse c'è un piccolo filo che unisce chi prova o ha subito sofferenze simili.
    Ecco, non smettere di scrivere, è importante.
    Un abbraccio forte, per ringraziarti, e un abbraccio a lui
    Martina Dirce

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    1. Martina <3 Non sai il piacere di queste parole, di chi ti capisce senza mai averti incontrata. Scrivimi, scrivimi quando vuoi. Quanto vuoi. Ti stringo tantissimo anche io <3

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  8. i contorni sono risposte e senso...
    quando di risposte e senso non ce n'è,
    ci si vorrebbe appellare ad un patto divino che potesse dare ciò che non si ha

    mia splendida donna,
    il momento che sconvolge la vita solo una volta su 6mila,
    ci riguarda direttamente,
    e questo non rende solo la vita sconvolta senza rimedio,
    ma aggrava il tutto con un dolore imprescindibile

    ed io vorrei darti un grosso abbraccio e basta

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    1. Scrivi di me con una leggerezza e una delicatezza da commuovermi.
      Ti stringo.

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  9. Un abbraccio e un bacio grandi grandi e forti forti <3

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  10. Ehi Ma, ti abbraccio. Come sempre.

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  11. Tu. Tu provi cose e soprattutto le sai scrivere/esprimere in un modo che sembra che mi leggi dentro. Ho tirato una piccola crepette qualche anno fa, per la stessa situazione, e non sarò mai più come prima. Mai. E forse va bene così, ma ci sono giorni in cui nessuno può starmi vicino e darmi conforto davvero, e in cui sto bene solo da sola. Sono cose che si vivono in solitudine e in solitaria, non c'è niente da fare. Penso.

    un abbraccio <3

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    1. Penso sia così. A volte mi spavento e credo ci sia qualcosa che non vada in me. Ho paura del buio nella testa, della "depressione" di non essere più in grado di. Poi passa.
      Ma che strano.

      Ti abbraccio <3

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  12. si tratta di imparare a vivere scontornati, un po' indefiniti, presenti ma non del tutto, qui ma non solo.
    ("per un pugno di mareva", verrebbe da chiosare)

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  13. Mareva, ho solo lacrime.
    Ma t'abbraccio.

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    1. Un abbraccio fortissimo anche a te.

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  14. venire qui, solo se sei disposto al contagio.
    venire qui a mani nude e vuote e pronte a raccogliere quello che tu hai da dare.
    oggi mi hai riempito le mani con un vuoto.
    che ha sostituito i miei piccoli vuoti con qualcosa di più grande e assoluto.
    venire qui solo se sei disposto a prendere quel che ci sarà, e potrebbe non essere semplice.
    com'è complicato dare un senso alla vita degli altri dopo che capisci che varrà anche per te.

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  15. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  16. Conosco bene quella sensazione, quella di sentirsi spezzate in due, di non riuscire mai a ridere pienamente. Da piccola la vivevo a Natale e in ricorrenze simili, i miei genitori sono separati da quando io avevo 4 anni, quindi praticamente non ho quasi mai vissuto con lui e la notte di Natale la pessavo sempre a pensarlo, a pensare che non era lì a festeggiare con me. Ero felice per le altre persone che avevo intorno ma triste perchè quella più importante per me non c'era.
    Ti racconto questo per dirti che tutto questo magari ti può aiutare ad apprezzare meglio il tempo che spenderai con lui, magari se non fosse successo(che certo, sarebbe stato sicuramente meglio) tu oggi non avresti la stessa premura verso di lui. Ora di sicuro darai più valore al tuo tempo con lui. :*

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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