13 novembre 2016

Basta solo un po' di coraggio

Concentrarsi su ciò che si ha. 
Non dare importanza a ciò che manca.
Io non lo so cosa mi manca, in certi periodi. Forse solo me stessa. Forse solo un po' di coraggio. Eppure mi sembra di averne: nel sorridere sempre, nell'esserci sempre, nell'avere sempre un atto di gentilezza verso chiunque, nonostante le lacrime o la rabbia. 
Eppure mi sembra di averne: nel mettermi in discussione, nello scegliere, nel gestire i sensi di colpa.
Non dare importanza a ciò che manca.
Ma se io non lo so cosa mi manca?
Quel che sento, in certi momenti della mia vita, è solo una profonda tristezza, un dolore all'altezza della gola, gli occhi che si appannano, le spalle che si muovono come a dire non importa.
Saranno gli ormoni - penso.
Sarò solo triste - mi dico.
Provo a trovare un senso alle paure. Paura di sbagliare, paura di deludere, paura di perdere ciò che ho, chi ho intorno.
Soffro per questo?
Provo a controllare l'ansia. 
Provo a pensare a ciò che ho, a tutto ciò che ho guadagnato in quest'ultimo anno. Faccio la conta delle cose belle.
Eppure continuo a sentirmi triste. Continua a venirmi da piangere. Continuo a pensare al vuoto lasciato dalla malattia di mio padre, al vuoto lasciato nella nuova vita di mia madre, al vuoto lasciato dagli amici di un tempo quelli che mi hanno costruita, quelli che appartengono a un'altra vita e che tengo per mano anche in questa, senza riuscire a farli entrare del tutto. Ché la distanza ci mette il suo. Continuo a pensare al cambiamento, alla fragilità del presente e alla nebulosità del futuro.
Mi sento così profondamente triste da non sapere nemmeno da dove è cominciata.
Vi ricordate com'era tutto manicheo a 19 anni?
Vi ricordate quanto poco ci voleva per salvarsi?

I problemi sono altri, lo so.
Ma ogni tanto mi prendo il privilegio di piangere per me stessa come se avessi ancora 5 anni.



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28 commenti:

  1. Piangere è un lusso che tutti dovremmo concederci, a 20, 30, 40 anni. Il problema forse (anche se i problemi sono altri, come dici tu) è quando quelle lacrime si bloccano.
    Quando mi sento triste, quando sento un vuoto, piuttosto che guardare alle cose che ho, che non fa altro che ricordarmi quello che non ho, mi concentro sul vuoto, lo guardo, lo assorbo come parte di me, di quello che sono ed è come se quasi si sciogliesse.

    Baci.

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    1. Io sono una frignona. Ho la lascrima facilissima di commozione, sia per eventi lieti che non. Però mi ha preso un po' alla sprovvista questo periodo di facilità. E più mi incaponisco a cercarne il motivo peggio è, probabilmente.

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  2. io sento la frugalità della mia tristezza che viene a bussare con insistenza
    lo sai che mi lamento con frequenza, mi sento sbagliata per larga parte della mia esistenza, e sento errata la versione che do ed ho di me...
    che posso farci?
    però, sappilo, il fatto che qualcun altro, qualcuno che stimo e che sento come spietatamente saggio, abbia le stesse fragilità cinquenni che io non mi vergogno ad ammettere e a sentire così spudoratamente mie, sotto molti punti di vista, mi rallegra
    sarà vero allora che, mal comune, mezzo gaudio

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    1. Alla fine, non ce ne accorgiamo ma siamo spesso più simili agli altri di ciò che pensiamo. E un po' rallegra sì, perché fa capire che, comunque, qualcuno in grado di capire, da qualche parte, c'è.

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  3. e fai bene... non credo siano gli ormoni, cioè non solo.Piangere è un lusso per alcuni/e.Per anni ho dovuto portare tanti pesi sulle spalle e far pure finta di nulla...ora non ci riesco più e, un bel pianto è un sollievo.

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    1. Il pianto è catartico e non l'ho mai visto come un atto di debolezza ma solo come una (mia) modalità espressiva. Mi ha preso in contropiede perché uno è convinto che vada tutto bene e poi cala questo velo e non si sa mica bene perché.

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  4. a me sembra comunque così normale.....

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    1. Lo è. Però che palle.

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    2. Francesco ha ragione: la tristezza e' normale che occorra nella vita di una persona. Ci sono periodi su' e quelli giu'. Paradossalmente, senza tristezza non ci sarebbe letizia, gioia.

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  5. hai tutta la mia comprensione.
    La tristezza è ladra ruba la gioia la positività.
    Solo un abbraccio, un abbraccio immenso e nulla più.

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  6. Non so se desiderare di tornare ai 19 o addirittura ai 5.
    Ti abbraccio

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    1. Ai 5 non si stava poi così male.

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  7. Credo che piangere, in certe situazioni della vita, non sia un gesto di debolezza ma solo l'ultimo sprint prima di prender in mano le redini e cercare di stravolgere tutto.
    Piangere serve a prendere conoscenza del limite tra le nostre paure e i nostri sogni, tra le nostre capacità e il nostro bisogno di camminare con qualcuno vicino pronto a darci una mano per abbattere i muri.
    Anche io, di recente, ho sentito il bisogno di piangere quando quel nodo stretto alla gola m'ha ricordato dove sono, come sono e con chi non sono.
    E ho pianto, sentendomi un poco più viva.

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    1. Io piango tanto, in genere. Mi commuovo per qualsiasi cagata. Solo che a volte sei così convinto che vada tutto bene da non renderti conto che, invece, la tristezza è lì, in attesa. Maledetta!

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  8. Io sono una dalla lacrima facile, lo sono sempre stata. Me ne sono sempre vergognata, ho sempre avuto una corazza e il bisogno di apparire forte in qualunque situazione.
    Piano piano sto capendo che il bisogno di piangere, o di essere tristi, non c'entra niente con l'essere forti. Forse perché sto capendo che l'essere sensibili non significa essere molli, anzi.

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    1. Io ho la lacrima facilissima ma non perché sia "debole". È una mia reazione istantanea e istintiva ma poi proseguo per la mia strada e affronto quel che mi si para davanti. E hai ragione, essere sensibili non significa essere molli.

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  9. Io a volte credo che non sia solo una questione di coraggio ma di tanti altri fattori, che ci influenzano inevitabilmente.
    Un caro saluto.

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    1. Necessariamente. Ma è bello ridurre il problema.

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  10. Devo esser involuto. Dai 16 ai 20 anni credo che nulla mie ra congeniale, tutto faceva un op schifo, poche cose mi rendevano felice, tutto mi sembrava troppo grande da superare. Ora...boh veramente sembra più tutto più utile quanto inutile.
    Piangere, ammiro molto chi sa piangere.

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    1. Guarda, per certi versi molte cose sono spianate ora ma a volte mi manca quel senso di protezione e sicurezza che provavo anni fa.

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  11. Che poi 'sti magoni vengono sempre nei momenti meno opportuni; mai per esempio quando stai facendo la cacca. Così o riesci a non piangere ma sei comunque paonazza per la mancanza di ossigeno o hai preso fiato ma sei partita con la sirena dei pompieri.

    Coraggio. E' davvero una bella parola.
    <3

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  12. Un bacio grande grande e un abbraccio forte forte a te e alla bambina di 5 anni che è in te, siete così coraggiose da avere paura e da concedervi ogni tanto la tristezza <3

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  13. Ciao tesoro. Non ci crederai mai, ma sono Misa.
    Il mio vecchio è assurdo blog si è autodistrutto e ho deciso di crearne un altro con una nuova veste.

    Per quanto riguarda il tuo post, ti capisco.
    Ci sono periodi in cui mi sento triste. Spesso senza motivo.
    Periodi in cui l'ansia mi mangia viva dall'interno. E detesto le persone che quasi se ne lamentano.
    "Ma che ansia hai?! Via, fattela passare!".
    Come se fossi io a chiamarla, l'ansia. Come se mi divertissi a conviverci.

    In certi casi bisogna tirarsi su da soli.

    Forza tesoro.

    Tanti baci.

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  14. Per me piangere é sempre tanto liberatorio. Piangere significa emozionarsi,lasciarsi andare e lasciare uscire certe emozioni che magari non escono da un po'.. Avrei tante cose da scriverti ma sinceramente l'unica che mi viene é goditi anche le lacrime che fanno bene!

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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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