1 novembre 2016

La mia infanzia, Stephen King e Stranger Things

La prima volta che ho letto un libro di Stephen King avevo dieci anni.

Ero a casa con la febbre. Era un gennaio di ventitré anni fa e Netflix, ancora, non l'avevano inventato. Ricordo di essermi arrampicata sulla libreria e di aver iniziato a passare in rassegna i titoli, facendomi guidare più dalla copertina e dalla mia voglia di sentirmi grande e coraggiosa, che da un reale interesse. Mio babbo era ancora mio babbo allora e io ancora la figlia. Il contrario sarebbe avvenuto solo in anni più recenti. Ma si tratta di un'altra storia e ciò che conta è che, in quel giorni di gennaio di tanti anni fa, mio babbo che allora era ancora mio babbo mi ha tolto dalla mano La lunga marcia – che ho letto qualche mese più tardi – e mi ha messo in grembo It.
E tutti insieme, mio babbo, Stephen King, It e i perdenti, mi hanno cambiato la vita.

Leggere It, per me, all'epoca significava sfidare una delle mie più grandi paure: l'immagine che di It stesso avevo, dalla miniserie uscita qualche anno prima. Un Tim Curry indimenticabile e in grado di popolare i miei incubi per tutta l'infanzia.
Sono sempre stata una bambina abbastanza schiva, timorosa delle novità ma attratta dall'avventura. Sono cresciuta con I Goonies, ET e Stand By Me e ciò che non facevo nella realtà lo realizzavo nella mia mente. Mi sono sempre sentita parte di un gruppo a parte. Il gruppo dei perdenti, dei goonies appunto di quelli che salvano un extraterrestre per salvare la fantasia, di quelli che cercano un corpo per trovare loro stessi e diventare adulti.
It non poteva che essere il mio libro.

Mi sono trasferita da qualche mese in una casa nuova e la copia di It che ho letto in quel giorni di gennaio del 1993 è qui con me. Ho creduto di non prendere altri titoli dalla collezione di mio babbo. So che sono la sua eredità ma non voglio affrettare i tempi. Lo diventeranno quando smetterà completamente di essere mio babbo e non adesso quando i ruoli si sono solo invertiti.
È una storia complicata questa, lo so, e non si capisce se io voglia parlare di me, della nostalgia, di libri o del trattare un romanzo come fosse un figlio. Ma come si fa a parlare dell'infanzia, della magia di cui conserviamo memoria ma che da adulti non sappiamo spiegare? Né sappiamo se sia esistita davvero. Come si può raccontare il potere di una storia che non è solo la storia in sé ma il mondo che crea, i mondi che muove e fa comunicare e quella sensazione di essere infinito, di aver vissuto mille vite, di guardare il mondo dall'alto, di vedere tutto, sentire tutto e voler solo essere attraversati dall'immensità?

Leggo It una volta l'anno.
Mi aiuta a fare pace con me stessa. Perché It serve per chiudere i conti col passato, per diventare grandi senza dimenticare cosa si è stati, per continuare a sorprendersi del male e per non smettere mai di arrendersi. Sii valoroso, sii coraggioso, resisti.
Leggo It una volta l'anno perché Stephen King è un narratore eccezionale e fabbrica le sue storie in un modo per niente scontato, con una struttura solida, un susseguirsi implacabile di parole che conducono là dove la verità del mondo si sente. E mica capisci come ci sei arrivato a quella purezza. Come qualcuno abbia potuto dirla così bene, esattamente come tu la percepisci.
Leggo It una volta l'anno per sentirmi coraggiosa.
Leggo It una volta l'anno per come mi fa sentire ogni volta. Ogni volta insicura. Ogni volta sola. Ogni volta travolta. Ogni volta parte di un tutto senza forma costituito da amicizia, fede, valore, purezza, speranza e da tutti i sentimenti a cui non so dare forma e che restano lì aggrovigliati a metà strada tra la pancia e la gola.
Leggo It ogni anno perché, paradossalmente, è il mio mondo bello. E per avere mio babbo più vicino.

Poi succede che una domenica di metà luglio, a trent'anni dall'uscita di It, decido di rileggerlo. Ma tentenno. Siamo nel 2016 e a differenza del 1993 Netflix ce l'abbiamo.
Decido di iniziare questa nuova serie il cui font del titolo mi ricorda in modo impressionante quello utilizzato dalla Sperling&Kupfer per i titoli delle edizioni dei libri di King degli anni '90. Quelle edizioni che ho sempre avuto fra le mani.
Si intitola Stranger Things questa serie ed è ideata dai fratelli Duffer.
Otto puntate. Otto ore che, letteralmente, mi mangio e digerisco insieme a tutti i pop corn, in tre giorni. La creazione dei fratelli Duffer è preziosa e di nicchia. Strizza l'occhio a ET, a Incontri ravvicinati del terzo tipo, a i Goonies e a tutto il cinema anni '80 di Spielberghiana memoria. E poi abbraccia Stephen King. Fino ad inglobarselo. Fino a essere una serie di Stephen King ma non di Stephen King.

Stranger Things è It e Stand by me e L'Incendiaria e Carrie e Pet Semetary e Tommyknockers. È la ricerca di un amico, i binari del treno seguiti fino alla speranza, è le biciclette più veloci del vento, i poteri della mente, i genitori aguzzini, il male sotto varie forme, ma soprattutto è l'infanzia, l'amicizia, l'unione più forte di qualsiasi paura.
I perdenti di Stranger Things ricordano molto quelli di It, per composizione e caratteristiche. Per l'amore incondizionato che li lega e per la forza con la quale credono al magico, all'orrore e alla possibilità che il mondo non sia incasellato e razionale ma che sia sottosopra. Racconta il momento in cui si scopre che il male degli uomini va oltre gli uomini e può assumere fattezze inaspettate e uscire direttamente da sotto i letti e dagli armadi di ognuno di noi e ogni tanto far sparire qualcuno, strappare un braccio a un altro o far scoppiare una bomba, così all'improvviso.

I fratelli Duffer riescono in ciò che credevo fosse solo appannaggio di King: sbatterci in faccia i bambini che siamo stati. Puzzolenti, sporchi, fedeli, pieni zeppi di futuro e di vita. Coraggiosi e valorosi, non ancora inquinati ma più adulti degli adulti. E amici. Amici davvero, senza riserva e sovrastrutture. Amici perché nella vita non c'è altro e non deve esserci altro se non questo sentimento di purezza e lealtà e giustezza e famiglia. 

«Andate a farvi fottere», dissi, e tirai su il culo, mostrandogli il medio da sopra la spalla mentre mi allontanavo. Non ho mai più avuto amici, in seguito, come quelli che avevo a dodici anni. Gesù, e voi? 

Ecco di cosa sto parlando. Per quanto mi riguarda, la serie è tutta qui, in queste parole, tratte da Stand by me: un gruppo di ragazzini contro il mondo e il male che è capace di liberare.

Stranger Things è la storia di alcuni ragazzini che cercano di salvare il presente.

È lo specchio di ciò che siamo e che ci siamo dimenticati di essere.

Trovati un po’ di rock and roll alla radio e vai verso tutta la vita che c’è con tutto il coraggio che riesci a trovare e tutta la fiducia che riesci ad alimentare. Sii valoroso, sii coraggioso, resisti. Tutto il resto è buio.  (It)


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19 commenti:

  1. Anche io ho un libro che leggo una volta l'anno, anche se non è di Stephen King ;)
    Un bacio al babbo che in fondo secondo me è ancora il babbo e tu la figlia, solo che in modo diverso.

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    1. È vero, in modo diverso. Il fatto è che non mi va sempre giù.

      Sono curiosissima di sapere qual è il tuo, di libro.

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  2. io non rileggo quasi nessun libro...
    anzi, nessuno proprio, fatta eccezione per "Il piccolo principe", che è sempre stato la mia linea guida per i problemi vari e variegati che mi porto addosso...
    "It" me lo ricordo una sera di autunno, rientro dalla piscina con la febbre alta addosso.
    la SuperMamma era una mamma bambina, la quale mi avvolse in una coperta, mi diede una scodella di brodo fumante e mi lasciò nel dormiveglia un po' tormentato della febbre.
    lo schermo rimanda le immagini di quel palloncino, che popola ancora gli incubi più ancestrali, con quel vestito da clown vorticosamente spaventoso, ancora oggi, che se nella vita reale mi imbatto in un pagliaccio, devo per forza scappare...
    Non ho letto il romanzo, non sono stata quel tipo di bambina cresciuta a "Stand by me" o "Et", anzi ammetto di non averli mai visti... ma sono curiosissima di vedere questa serie della quale N E S S U N O ha detto una cosa negativa una!
    ...chissà non sia venuto il momento di detronizzare la figlia di papà, tutta "Backstreet Boys" e "Dirty Dancing", che alberga in me

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    1. Le immagini della mini-serie dedicata a IT credo che rimarrà nell'immaginario di molti noi ragazzi degli anni '80 come una delle cose più spaventose mai create!

      Su, facciamo diventare questa ragazzina posh una vera goonie!

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  3. Stephen King a 10 anni??????

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    1. Be', certi libri sono adattissimi!

      Poi, io con la letteratura in genere sono stata molto precoce.

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  4. Pensa che io l'ho letto la prima volta a 25, qualche mese fa :D
    Ma recupero eh ;)

    Comunque post splendido. Un abbraccio

    CervelloBacato

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    1. Grazie Davide!
      Ricordo bene alcuni tuoi post a riguardo, se non sbaglio. (PS non ti commento non perché sono stronza ma perché per farlo mi obbliga a iscrivermi a Google qualcosa, il social di google e non mi va!)

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  5. Sono arrivato per il rotto dell cuffia a quella generazione di cui parli, l'ho toccata ma non davvero abbracciata. Forse per questo Stranger Things, per quanto mi sia piaciuta, non mi ha aperto nessun cassetto dentro, ma ha solo dato una spolverata, che non è comunque male.

    Baci <3

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    1. Forse sì, la potenza di questa serie è data proprio dalla capacità di andare a ricerare certi mondi e sogni e magie che caratterizzano una certa generazione.

      Ti abbraccio.

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  6. io sono "solo" alla seconda puntata e già lo adoro.
    mi fa compagnia in queste sere in cui la mia voglia di uscire è sotto le scarpe e preferisco il piumone, Netflix e il profumo di una candela... :)

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    1. Ma quanto sono belle queste serate?
      Manchi. Ti penso.

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  7. Stephen King è uno di quelli che mi piacerebbe leggere, ma che al tempo stesso mi spaventano. Non per le trame dei libri, ma perché ho paura di non riuscire a capirlo fino in fondo. Terzani mi fa lo stesso effetto, per dire. Li sento più grandi di me, in un certo senso. Mi rendo conto che è una cazzata. Sai che c'è? Vado in libreria e lo prendo, se ci riesco oggi stesso. Mi butto su It?

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    1. Corri!
      Per me IT è meraviglioso. Ma puoi anche cominciare con Cose Preziose e non sbagliare!
      Che bello se lo leggi!

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    2. Sono stata in libreria quel giorno ma non l'ho trovato -.- continuo a cercare. In caso lo prendo come ebook su Amazon. Ti faccio sapere!

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  8. Bellissimo post.
    Devo ammettere che ho sempre avuto timore di leggere IT, sia per la voluminosità del libro ma soprattutto perchè il film mi aveva fatto una paura boia. Tu l'hai letto a 10 anni, complimenti! Io ne ho... 'anta e ancora tentenno.

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    1. Grazie per i complimenti!
      King non piace a tanti e quel maledetto film di IT ha allontanato tantissime persone dai suoi libri. Ma cosa gli era venuto in mente di trasmetterlo in prima serata?!

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  9. Ogni volta che ti leggo mi incanto...ma chi lo ha deciso che chi salva la fantasia, chi decide di diventare grande sia un perdente? Chi decide per noi e per gli altri? Non ho mai letto It, anzi mi spaventa proprio, ho ancora i traumi dal film, ma forse dovrei leggerlo... La serie l'avevo sentita nominare da molti miei amici ma non ho ancora avuto tempo di vederla, devo recuperare :)

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    1. La serie recuperala se riesci. Non è mai troppo tardi per le cose belle.

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Faccio cose e non vedo gente.
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