27 giugno 2016

Prima o poi smetterò di scrivere come se avessi sei anni

Un sacco di volte, ulimamente, vorrei scrivere ma non so cosa scrivere. O meglio, ho un vuoto tale in testa che non mi viene in mente nulla di cui parlare se non un mucchio di cose intrecciatissime che non iniziano e non finiscono ma hanno solo un centro intricato e annodato.
Per cui non scrivo, molto semplice.
Ma proprio che non scrivo per nulla. Le mie collaborazioni sono ferme. Le agende vuote. Le note sul cellulare inutilizzate. Mi impegno solo per la lista della spesa.

Questo giugno che, oramai, sta finendo è stato bello, impegnativo e caldo.
In questo giugno, al lavoro, ho conosciuto un sacco di persone interessanti. Ho fatto un sacco di esperienze interessanti e mi sono state dette un sacco di parole interessanti. E belle e lusinghiere.
In questo giugno, sempre al lavoro, abbiamo chiuso il vecchio studio e abbiamo cominciato il trasloco.
In questo giugno, poi, ho completato il tatuaggio al braccio e ho sperimentato l'effetto del sole. Mamma me l'ha sempre detto che il nero attira i raggi.

In questo giugno, infine, non al lavoro, è venuta Poison a trovarmi. Si è bevuta tutto il caffè, ha portato dei biscotti buonissimi e si è sempre svegliata almeno un'ora prima di noi.
Però è stato bello averla in giro.
Abbiamo mangiato, ovviamente, e bevuto.
L'ho portata in tanti bei posticini e lei è venuta al lavoro con me. A Rimini c'era la convention di tatuaggi e sabato ho dovuto lavorare. Però, poi, Poison la sera ci ha offerto la pizza. 
Poi cosa è successo?
Siamo andati a un evento all'Osteria del Povero Diavolo, ristorante stellato (Chef è Piergiorgio Parini) e abbiamo mangiato un sacco di cose strane - tra le quali un gelato di patate al forno, sì - cucinate da tre differenti Chef stellati e degustato qualche vino. Erano 38 in menù, per cui abbiamo saggiamente pensato di non provarli tutti.

Poi, Poison mi ha costretta ad andare al mare. E abbiamo camminato su e giù per la spiaggia come due anziane con i piedi nell'acqua. E abbiamo bevuto un frullato. E parlato di cavolate. Come tutto il resto del tempo, d'altra parte.

E alla fine, ieri, finalmente, se n'è andata.

(Voi non sapete quanto è splendida lei, o forse sì, ma aver avuto il privilegio della sua compagnia è sempre qualcosa di grandissimo).


Ultima volta fuori da quel portone

Braccio finito. Tatuaggio di Christian Hold Fast

Cena incredibile

Anziane al mare

Come se non avessimo mangiato abbastanza



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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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