9 ottobre 2016

I pioppi di ottobre

Settembre è passato senza che me ne accorgessi e senza rendermene conto è più di un mese che non scrivo. Ci sono atti che uno crede immutabili, come lo scrivere, convinto che non possa esserci altro se non mettere in fila le parole per un pubblico di sconosciuti. Fino a un anno fa ero sicura che non sarei riuscita a non scrivere sul blog. Ora, mi rendo conto, che come ogni volta le mie sicurezze si sgretolano come una manciata di terra secca.
Dovrei dare da bere alle piante, a proposito di terra che si sbriciola. Ci sono troppe azioni che dovrei fare e non faccio per pigrizia, lassismo, non voglia, mancanza di tempo e cambio di priorità. Eppure far bene tutti i compiti per me è sempre stato motivo di vanto. E non farli motivo d'angoscia. Ma forse un po' di ansia da mania di controllo la sto abbandonando. Forse.
Stasera ho voglia di un bel piatto di verdure con pane e spezie varie. Sono andata al supermercato prima, perché ho il frigo vuoto. Non amo il supermercato la domenica ma la mia fruttivendola di fiducia, giustamente, è chiusa. C'era così tanta gente e io mi sono sentita così stronza e uguale alla massa pascolante che cammina senza saperlo e guarda senza vedere.
Ho già molta fame ma Lui tornerà dal lavoro solo alle nove per cui cerco di non pensarci.

Settembre è passato senza che me accorgessi.

A settembre è venuto mio fratello con la fidanzata a trovarci. Ci hanno portato libri e vino in dono. E abbiamo passato alcune serate piacevolissime. I due uomini sono cuochi incredibili ed è bello vedere quanta creatività riescano a esprimere con pochissimi elementi.

A settembre c'è stata l'inaugurazione del nuovo studio dove lavoro.
Siamo noi. Ancora e sempre.


Con tutti i nostri problemi, i fraintendimenti, i non detti, il proprio vissuto e i propri dolori che a volte è difficile non gettare sugli altri. Con le nostre risposte fredde e le discussioni. Ma siamo ancora noi che siamo una squadra, che funzioniamo benissimo anche se a volte ci boicottiamo, che ridiamo fino alle lacrime e che in fondo proviamo un sacco di amore l'uno per gli altri perché siamo una famiglia.

A settembre sono tornata a casa per il solito fine settimana mensile e ho visto mio babbo che è sempre mio babbo e che a volte non ricordo nemmeno più com'era prima. Mi capita di guardare delle foto scattate nell'ultimo anno e sforzarmi per ripotarmi alla mente il prima. Ché situazioni sostituiscono situazioni ed è un attimo scordarsi ciò che si era e abituarsi a ciò che si è.

A settembre sono stata in Toscana con Lui. Perché Lui ha voluto sospendersi.


Abbiamo conosciuto persone e rivisto persone. Ed è stato bello, ed è stato nostro ché era tanto tempo che non avevamo del tempo per qualcosa che ci andava da fare insieme con i lavori che rubano ore e occasioni.

A settembre ho comprato due libri e me ne hanno regalati quattro e ancora non ho finito quello cominciato all'inizio di settembre. E io tutti questi libri non potrei amarli di più. Non potrebbero farmi sentire meglio.

A ottobre, invece, anche se iniziato da poco ho: litigato con mio nonno la cui ingratitudine, grettezza e meschinità sono i motivi per cui non lo ricorderò mai con affetto; ho cenato fuori troppe volte; ho finalmente sentito freddo e visto le foglie diventare gialle; ho pensato che il mondo sarebbe bellissimo se fosse per sempre autunno.


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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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