22 maggio 2017

01001111 (il codice binario non mi è mai sembrato più bello)

Mi sono accorta di non aver più foto nostre.
Non che in realtà ce ne siamo mai scattate molte, ché abbiamo sempre preferito viverci che immortalarci però ero convinta di averne. Si saranno perse in tutta questa tecnologia, in questi passaggi di case e computer, e telefoni e cieli.
Oggi il cielo era azzurrissimo. E tu luminosa come ti ricordavo. Più luminosa, forse, di tanti anni fa. Più risolta. È che siamo diventate grandi e, inspiegabilmente, e incredibilmente lo siamo diventate anche perdendoci. Non parlandoci. Non vivendoci.
Sono passati cosa... cinque anni? Forse sei, addirittura.
A volte, prima di addormentarmi, in questi anni, mi sono chiesta dove fosse finita tutta quell'intensità che ci aveva contraddistinte. Tutto quel sentirsi tipico dei romanzi, tipico delle eroine, tipico di chi sta implodendo e non sa mica come fare e dove stare. Quell'amicizia fatta di lunghissime lettere, di messaggi nel cuore della notte, di sentimenti male espressi, incompresi o forse addirittura così compresi da volerli schiacciare e scacciare. Di treni presi, di fiumi di parole, di abbracci strettissimi, di rincorse senza riuscire a prendersi mai davvero. Di vedersi poco ma come se ci si vedesse sempre.
Me lo sono chiesta tante notti. Quando avevo paura di scriverti, quando avrei voluto scriverti, quando cercavo uno scusa per farlo.
Non siamo mai state facili, noi, insieme. Eppure sembravamo scritte con le stesse parole. Forse era quello. Forse copertine diverse ma stesso contenuto sono complessi da gestire.
Credo che in quegli anni nessuno mai mi abbia capita come hai fatto tu.
Nessuno mai abbia capito quei blu profondi.
Nessuno mai abbia compreso sensazioni e storie strampalate. Ma non poteva che essere così. Ché le mie storie, con protagonisti diversi, erano un po' anche le tue.

Avrei voluto dirti tutte queste cose, oggi. E chiederti scusa per tutti questi anni.


Mi sono accorta di non aver più foto nostre.

Ma alla fine non mi servono. Finalmente ci siamo guardate negli occhi.


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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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