30 aprile 2018

Di piani perfetti

Mangio fragole un po' acquose seduta al tavolo della cucina.

Oggi sono stata al parco a leggere. Ho evitato la spiaggia perché in questi giorni di sole non è sicuramente il luogo calmo e silenzioso che piace a me. Avrei voluto leggere di più ma ho alternato le pagine al guardare gli alberi mossi dal vento. Mi piace il vento perché è duplice: inquieto ma spazzino dell'inquietudine. Non so se mi spiego. Ho perso un po' l'abitudine a spiegarmi e dispiegarmi in forma scritta. Ma è così strana questa vita, questo accadere, questo esistere che a volte non sono come fare a descriverlo con delle lettere che diventano parole che diventano frasi. Sono piena zeppa di incipit, trabocco di punti di partenza e poi mi areno e non so dire. E non so dirmi.
Mille potenziali vite che poi non si dispiegano.

Continui aborti attuati sul pensiero e la fantasia.
Abbozzi di possibilità e divenire che si lasciano lì perché così è più facile. O forse perché così è, e basta.

La scorsa settimana la terapista mi ha detto di smetterla di giudicarmi di continuo, per qualsiasi pensiero, atto, evento, idea. Non mi ero mai accorta di farlo. Ho sempre pensato fosse un modo di dare il giusto peso alle cose, di rimettermi al posto che mi appartiene senza apparire superba o arrogante o pretenziosa. Minimizzare come scuola di pensiero. Come gesto primario. Come prima modalità dell'agire. Ma chi l'avrebbe mai detto che minimizzare fosse tradirmi e giudicarmi? Non meritevole di attenzione, non meritevole di provare dolore o ingiustizia o di sentirmi ferita, tradita, poco rispettata. Ho sempre creduto che far prevalere quei sentimenti avrebbe fatto di me una lagna e io quelli che si piangono addosso li mal sopporto.
Ci provo - mi sono detta - a fare attenzione a questo mio modo di comportarmi. Chissà. Sulla carta dovrebbe portare a qualcosa di buono. E anche un minimo, minuscolo, cambiamento sarebbe un enorme cambiamento.
Alla fine, così non si poteva più andare avanti.
Dovrei imparare ad accettarmi come sono. 
Chiedo poco, lo so.

Per non parlare della paura del fallimento e dell'incapacità di gestirlo.
Ma non parliamone, appunto che tanto a cosa serve farlo? Che poi mi prende l'ansia e non mi godo più la mia bella serata di Dawson's Creek.
Ebbene.
Sì. Lo confesso. Ho ricominciato a guardare la brava gente di Capeside dall'inizio. Dalla puntata numero uno della stagione numero uno. E ora ho quasi finito la terza, di stagione. Joey e Pacey si sono baciati. Non so perché lo sto facendo. Ma bisogna proprio dare una risposta alle cose che fanno stare bene?

Per cui ecco qual è il mio programma per le prossime ore:

stendo il bucato
leggo e mi mangio qualche patatina, mi sa (ho voglia di junk food)
mi preparo la cena
la mangio sul divano guardando Dawson's Creek
guardo Dawson's Creek mentre aspetto Lui che è a fare un pomeriggio/sera di lavoro al vecchio lavoro, ché erano disperati per i troppi turisti del ponte

Non è un piano perfetto?


Share:

18 commenti:

  1. Direi che lo è (anche io ho voglia di junk food).
    E ricordati che lamentarsi a volte non solo è sacrosanto ma è un dovere :*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie tesoro, cercherò di farlo più spesso!

      (E il junk food è amore!)

      Elimina
  2. È un piano perfettissimo! Ed ha ragione la terapista: mai dirsi come bisogna essere, mai giudicarsi o per lo meno provare a perdere l'abitudine a farlo.. Un bacio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci si prova. Non è così facile perché c'è l'ansia sempre in agguato a fare la guardia alle cattive abitudini.

      Elimina
  3. E io che pensavo che eravamo noi i tuoi terapeuti?!?.. e io che mo' mi stramazzo col nuovo Westworld?!?

    RispondiElimina
  4. Il consiglio della terapista mi sembra ottimo. Non si può sempre stare lì a mettere sotto la lente d'ingrandimento ciascun pensiero, ciascun atteggiamento. Si finisce col perdere del tutto la spontaneità.
    Buon primo maggio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda, hai c'entrato perfettamente il punto, soprattutto riguardo la spontaneità.
      Un abbraccio

      Elimina
  5. è perfetto qualsiasi piano ti faccia felice del piano che hai. punto.
    <3

    RispondiElimina
  6. Yes, è un piano perfettissimo.
    E c'è sempre bisogno di un rewatch che ci faccia stare bene :)

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Almeno si annulla il pensiero razionale almeno per un po'!

      Elimina
  7. Il junk food e un tuffo nel passato son sempre la panacea a tutti i mali e i malumori!
    Tempo fa, per esempio, ho rivisto tutte le puntate della Tata xD

    RispondiElimina
  8. Non so perché lo sto facendo. Ma bisogna proprio dare una risposta alle cose che fanno stare bene?

    Ho scritto il mio post di oggi, che però esce domani, partendo esattamente da questa frase...

    Tu sei infinito
    Sempre

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No hai ragione.
      È che siamo sempre così abituate a cercare le motivazioni nelle cose da vivere poco nella vita e molto nella nostra testa.

      <3

      Elimina
  9. I really like your blog post!
    I had to translate what you write because my language is Polish
    but you write fanatically and want to read :)
    if you have a moment, I invite you to my blog:
    ayuna-chan.blogspot.com
    Kisses from Poland !
    p.s. maybe follow for follow? your blog is amazing!

    RispondiElimina

Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 concernente i Disclaimer.

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog sono tratti da internet, pertanto considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email.
Tutti i testi e le immagini riportanti la firma dell’autrice sono di proprietà della stessa, pertanto non utilizzabili su altri siti web, blog e affini. Se interessati alla riproduzione di qualsivoglia materiale si contatti l’autrice per stabilire consenso e clausole.